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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sat, 08 Jul 2023 17:45:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Donald Trump Archives - InsideOver</title>
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		<title>Tutti gli errori americani in Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tutti-gli-errori-americani-in-afghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Jul 2023 19:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento di Stato Usa]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pubblicato un rapporto che denuncia le responsabilità americane nella caduta di Kabul. Ecco cosa è andato storto</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/11/ilgiornale2_20221114170324853_711677aba0fa47171225b91408f5959c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Dipartimento di Stato</strong>, guidato dal Segretario Antony Blinken, ha pubblicato a fine giugno il rapporto sul disastroso ritiro delle truppe americane dall’<strong>Afghanistan</strong> a poco meno di due anni dagli eventi che hanno fatto rimpiombare il Paese sotto l’incubo del dominio talebano. Una macchia indelebile per la presidenza di <strong>Joe Biden</strong> che, nell’agosto 2021, ha posto fine in maniera drammatica al più lungo intervento militare all’estero degli Stati Uniti. In una straordinaria operazione con pochi precedenti Washington organizzò un <strong>ponte aereo</strong> che permise l’evacuazione di più di 120mila persone dall’aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul, abbandonando però al loro destino altre decine di migliaia di persone che avevano collaborato con le forze Usa nel corso dei 20 anni precedenti. Ad aggravare il caos durante l’evacuazione dal Paese, un attentato suicida dello <strong>Stato islamico</strong> fece 175 vittime, tra cui 13 militari americani. <br><br>Le tempistiche legate alla pubblicazione dell’<em><a href="https://edition.cnn.com/2023/06/30/politics/state-department-afghanistan-withdrawal-report/index.html">Afghanistan After Action Report</a></em>, con un preavviso quasi nullo alla vigilia delle lunghe festività del 4 luglio, sono state criticate aspramente dai repubblicani come un tentativo dell’amministrazione Biden di distogliere l’opinione pubblica dal giudizio sul ritiro americano avvenuto tra la primavera e l’estate di due anni fa. In realtà, dalle 23 pagine del rapporto su un totale di 87 desecretate per motivi di sicurezza, emergono non solo critiche all’attuale inquilino della Casa Bianca ma anche al suo predecessore <strong>Donald Trump</strong>, il quale aveva firmato nel febbraio 2020 a Doha, in Qatar, gli accordi con i talebani per riportare a casa il contingente di 2500 soldati rimasto nel Paese. <br><br>Il report si focalizza sulle mancanze dell’agenzia federale che aveva la responsabilità della politica estera Usa e individua errori critici su molteplici livelli. Partendo dal vertice dell’organizzazione, dopo la conferma del piano di Trump da parte di Biden, ai funzionari del Dipartimento viene addebitata la responsabilità per non aver predisposto istruzioni efficaci per lo scenario peggiore che poi si era effettivamente materializzato. Il rapporto afferma in maniera spietata che, prima del collasso del governo del presidente <strong>Ashraf Ghani</strong>, “non era chiaro chi fosse a capo” delle operazioni di evacuazione dal paese e le comunicazioni lacunose da parte della Casa Bianca su quali collaboratori delle forze americane fossero autorizzati a lasciare l&#8217;Afghanistan aggiunsero ulteriore confusione. In quelle ore frenetiche, membri del Congresso e operatori che a vario titolo erano entrati in contatto con gli afghani presero l’iniziativa di organizzare missioni di soccorso, anche di intere famiglie, scavalcando il comando centrale in teoria responsabile di tali operazioni. <br><br>La <strong>caduta di Kabul</strong>, si legge nel rapporto, si è consumata in un momento di grande vulnerabilità per l’ambasciata americana che, nel giugno 2021, alle prese con un’epidemia di <strong>Covid-19</strong> aveva imposto un rigido lockdown e una riduzione della circolazione di informazioni classificate tra i dipendenti in isolamento. Nonostante fosse chiaro a tutti l’importanza di eseguire un ritiro ordinato dall’Afghanistan, per incredibili ragioni organizzative e burocratiche la sede diplomatica operava in numero ridotto con una parte del personale appena arrivata nel paese. <br><br>La relazione del Dipartimento di Stato chiama in causa anche l’amministrazione Trump colpevole di non aver velocizzato il rilascio dei visti per gli afghani che avevano lavorato per il governo americano. Il rapporto documenta inoltre che al termine della presidenza del tycoon rimanevano senza risposta questioni chiave relative alla programmazione di un ritiro militare previsto inizialmente per il maggio 2021 e alla permanenza, nella fase successiva, di una missione diplomatica nella capitale. <br><br>Subito dopo la pubblicazione del rapporto, la Casa Bianca ha puntato i riflettori proprio sulle mancanze dell’amministrazione repubblicana riconoscendo comunque, attraverso le dichiarazioni di alcuni funzionari del Dipartimento di Stato, che la lezione imparata in Afghanistan ha trovato applicazione nel febbraio 2022 in Ucraina e nell’aprile di quest’anno in Sudan quando le ambasciate americane sono state prontamente evacuate. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, <strong>John Kirby</strong>, ha avuto modo di riconoscere già nei mesi scorsi che in futuro sarà necessario puntare su una maggiore pianificazione di scenari a bassa probabilità e ad alto rischio.  <br><br>L’opposizione non si è fatta sfuggire l’occasione di sfruttare le conclusioni del report per attaccare il presidente americano. Trump ha affermato di aver “assistito al disastro” come chiunque altro aggiungendo che “Biden, e nessun altro, è l’unico responsabile”. Il presidente della commissione Esteri della Camera dei rappresentanti Usa, il repubblicano Michael McCaul, dopo aver ottenuto l’accesso alle comunicazioni in cui i diplomatici stanziati a Kabul si lamentavano dell’operato dei loro superiori, ora richiede la pubblicazione integrale del report. <br><br>Al di là delle polemiche politiche, è evidente che il governo americano si sia fatto cogliere impreparato dalla rapidità con la quale le istituzioni afghane, dopo essere state sostenute dagli Usa per 20 anni, sono crollate in pochi giorni. <a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/06/30/afghanistan-withdrawal-state-department-report/">Peter Vasely</a>, il comandante delle forze statunitensi a Kabul, già prima della pubblicazione del rapporto aveva denunciato che l’evacuazione sarebbe stata condotta in maniera più ordinata se Washington “avesse prestato attenzione alle segnalazioni che arrivavano dagli uomini sul campo”. <br><br>Nel frattempo, come purtroppo previsto, in Afghanistan continua la sistematica opera di regressione sociale da parte del regime. È notizia di questi giorni che i talebani hanno ordinato la chiusura dei saloni di bellezza femminili, una decisione che si aggiunge al divieto di accesso a scuole secondarie e università per le donne. Una sconfitta non solo americana ma di tutta la coalizione occidentale che dal 2001 ha sostenuto il Paese non più soltanto <strong>tomba degli imperi</strong> ma sempre più anche dei diritti universali.</p>
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		<title>Quelle fake news contro Kim e Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quelle-fake-news-contro-kim-e-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jun 2019 10:43:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Kim Yong-chol, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea del Nord, era a Pyongyang domenica sera ad assistere ad un concerto. Soltanto venerdì il Chosun Ilbo, quotidiano di Seul, aveva scritto che l&#8217;ex capo dei servizi militari era finito in un&#8217;ampia epurazione e inviato in un campo di lavoro pagando il fallimento del &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quelle-fake-news-contro-kim-e-trump.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/LP_9315078-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Kim Yong-chol</strong>, vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei lavoratori della Corea del Nord,<a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/06/03/nordcoreariappare-ex-braccio-destro-kim_eddbf4f4-c226-437b-a846-0a7ff88bb196.html?fbclid=IwAR3z5AdHrD3rrxHsGJTHop0i2uflX7S8uZUVV-wGsYwD7wsNcbNuTqFafZo"> era a Pyongyang</a> domenica sera ad assistere ad un concerto. Soltanto venerdì il <a href="http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2019/05/31/2019053101126.html"><em>Chosun Ilbo</em></a>, quotidiano di Seul, aveva scritto che l&#8217;ex capo dei servizi militari era finito in un&#8217;ampia epurazione e inviato in un campo di lavoro pagando il fallimento del secondo summit con gli Usa del 27-28 febbraio, ad Hanoi: epurazione che sarebbe costata la vita anche al diplomatico Kim Hyok-chol e ad altri quattro funzionari del ministero degli Affari Esteri del Paese.</p>
<p>Come spiega il <a href="https://www.corriere.it/esteri/19_giugno_03/torna-pubblico-l-inviato-kim-misteriosamente-scomparso-aprile-ed3a667a-85a9-11e9-a409-fe3481384c64.shtml?fbclid=IwAR0_u8jal-JJWHB01jO5aEj8YocKhErrGsvKGRfLMEaozklq7QMgxp1QWyY"><em>Corriere della Sera</em></a>, Kim Yong-chol, 72 anni, ha il rango di vicepresidente del Comitato centrale del Partito dei lavoratori e oggi è stato citato dall’agenzia nordcoreana Kcna al decimo posto nell’elenco di 12 alti funzionari che hanno assistito al fianco del Supremo Leader a un concerto tenuto domenica sera a <strong>Pyongyang</strong>. In realtà, nonostante la grande diffusione mediatica, la notizia diffusa dal <em>Chosun Ilbo</em>, ora definitivamente smentita dalle immagini circolate in queste ore, era stata appresa con scetticismo persino dai funzionari e dai diplomatici degli Stati Uniti in Asia, scrive il <em>Washington Post.</em> Peraltro, né il governo sudcoreano né quello degli Stati Uniti hanno pubblicamente confermato il rapporto su Kim Hyok-Chol e Kim Yong-Chol.</p>
<h2>Le &#8220;Fake news&#8221; dei media sudcoreani</h2>
<p>La notizia del ciclo d&#8217;epurazioni che avrebbe colpito in Corea del Nord i funzionari &#8220;responsabili&#8221; del fallimento del secondo summit con gli Usa di fine febbraio si è dunque rivelata in buona parte falsa e infondata e fa parte di una narrativa portata avanti da alcuni media sudcoreani come il <em>Chosun Ilbo</em> al fine di influenzare i colloqui fra Kim e Trump. Come ricorda il <em>Washington Post,</em> il quotidiano di Seul riportò nel 2013 la notizia che <strong>Hyon Song Wol</strong>, un&#8217;artista nordcoreana descritta come l&#8217;ex-fidanzata di Kim Jong Un, era stata giustiziata in pubblico per la presunta vendita di materiale pornografico. Buona parte di quella news si rivelò in seguito falsa: Hyon si recò due giorni a Seoul nel gennaio 2018, ed era viva.</p>
<p>Il <em>Chosun Ilbo</em> è uno dei maggiori quotidiani della Corea del Sud e segue con fervore gli eventi della Corea del Nord (dopo il summit di Kim Jong-Un con il presidente della Corea del Sud Moon Jae-lo scorso maggio, ha chiesto agli esperti di osservare le scarpe del leader nordcoreano nel tentativo di valutare la sua altezza). Tuttavia, osserva il <em>Wp</em>, il giornale ha una linea editoriale fortemente conservativa ed è molto critico nei confronti della Corea del Nord. Ha riportato una serie di storie sensazionali su Pyongyang che in seguito si sono rivelate infondate. L&#8217;alto livello di segretezza della società nordcoreana consente a queste speculazioni di diffondersi rapidamente. Secondo il <em>Corriere della Sera</em>, in passato, i giornali di Seul hanno anticipato la morte di alti gradi del regime, come lo zio di Kim Jong-un epurato e giustiziato nel 2013; ma il <em>Chosun Ilbo</em> ha anche dato per morti altri esponenti che poi sono tornati in scena e godono di ottima salute.</p>
<h2>Rapporti freddi dopo il summit di Hanoi</h2>
<p>Al di là delle presunte epurazioni di Kim, i rapporti fra Stati Uniti e Corea del Nord si sono effettivamente raffreddati. La scorsa settimana, Pyongyang ha preso di mira John Bolton, definito un<a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2019/05/27/corea-nord-vs-bolton-mercante-di-guerra_f115a003-8d92-43a8-b150-3ab65e80b765.html"> &#8220;mercante di guerra&#8221;</a> e un &#8220;prodotto umano difettoso&#8221;. Il consigliere sulla Sicurezza nazionale della Casa Bianca aveva definito i recenti test di missili a corto raggio di Pyongyang un&#8217;evidente violazione delle risoluzioni dell&#8217;Onu, sottolineando che le sanzioni &#8220;devono essere mantenute&#8221;.</p>
<p>&#8220;Le sue affermazioni sono più che ignoranti &#8211; <a href="https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/05/27/kim-bolton-guerrafondaio_LETCw2kP3TchtsyVX5agKK.html">ha dichiarato un portavoce</a> del ministero degli Esteri nordcoreano all&#8217;agenzia di stato <em>Kcna</em> &#8211; le nostre esercitazioni militari non hanno preso di mira nessuno né hanno messo in pericolo i Paesi confinanti. Ma Bolton si accanisce a dire che questo costituisce una violazione delle risoluzioni, mettendo il naso impudentemente in affari interni altrui&#8221;. &#8220;Sarebbe giusto chiamare Bolton non un consigliere di sicurezza ma un consigliere distruttore sicurezza che fa a pezzi la pace e la sicurezza&#8221;, ha oii aggiunto.</p>
<p>Per Donald Trump, il falco neoconservatore <strong>John Bolton</strong> comincia ad essere un serio ostacolo: a questo punto potrebbe essere tentato di tornare a quella &#8220;diplomazia personale&#8221; che tanto lo ha contraddistinto rispetto a tutti gli altri presidenti Usa.</p>
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		<title>Primarie dem: ci prova pure il governatore di Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/primarie-dem-ci-prova-pure-il-governatore-di-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2019 15:37:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[wash]]></category>
		<category><![CDATA[Washington]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1447" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080.jpg 1447w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-1024x764.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></p>
<p>Jay Inslee, che è il governatore dello Stato di Washington, si è presentato alle primarie democratiche. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi. I candidati, allo stato delle cose, sono già undici, ma mancano ancora nomi pesanti, come quelli di Joe Biden e Beto O’Rourke, che dovrebbero ufficializzare la corsa entro la fine del mese di marzo. La mossa di Inslee è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/primarie-dem-ci-prova-pure-il-governatore-di-washington.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1447" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080.jpg 1447w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-300x224.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-768x573.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/LP_9323390-1447x1080-1024x764.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1447px) 100vw, 1447px" /></p><p>Jay Inslee, che è il governatore dello Stato di Washington, si è presentato alle primarie democratiche. L’annuncio è arrivato nei giorni scorsi. I candidati, allo stato delle cose, sono già undici, ma mancano ancora nomi pesanti, come quelli di Joe Biden e Beto O’Rourke, che dovrebbero ufficializzare la corsa entro la fine del mese di marzo. La mossa di Inslee è stata inaspettata.</p>
<p>Ci si attendeva che qualche amministratore di vertice facesse la sua comparsa tra i candidati degli Asinelli, ma avevamo iniziato a guardare dalle parti di Bill de Blasio, sindaco di New York, la cui candidatura è solo stata ventilata. Inslee è, assieme a Sanders, alla Warren, alla Gabbard, a Buttigieg e ad altri, l’ennesimo candidato della sinistra progressista. Se i pezzi grossi dei moderati non dovesso apparire da qui a breve tempo, la battaglia interna si trasformerebbe in una sorta di congresso interno dei socialisti. Joe Biden ha da poco aperto, dichiarando che è la sua famiglia a spingere affinché si candidi. L’ex vicepresidente serve come il pane ai democratici, che altrimenti resterebbero scoperti al centro, tra le fasce elettorali moderate, dove Donald Trumprischia di fare cappotto.</p>
<p>Anche Jay Inslee, come molti dei suoi colleghi, ha dato il la alla sua campagna elettorale, spingendo l’acceleratore su una causa cara ad Alexandria Ocasio Cortez. Abbiamo avuto modo di scriverlo tante volte ormai: la giovane deputata di Brooklyn sta dettando i tempi e le tematiche delle primarie. Il governatore di Washington ha dichiarato di voler essere il primo presidente in lotta contro il cambiamento climatico. Ma come vanno i sondaggi? Sappiamo che è davvero molto presto per giungere a conclusion. Dare uno sguardo, però, aiuta a comprendere meglio il perché di tanta fretta attorno a Biden.</p>
<p>Stando a quanto riportato su Morning Consult, l’ex vice di Barack Obama sarebbe in testa sia nella competizione valevole per i primi caucus – che saranno quelli dell’Iowa e quelli del New Hampshire – sia nel conteggio complessivo delle rilevazioni. Deve difendersi da Bernie Sanders, che lo rincorre con un paio di punti di distacco. Più staccata Kamala Harris, che dovrà aspettare lo spostamento nelle primarie nell’Ovest per puntare a un numero cospicuo di delegati. Il “vecchio leone” del Vermont è arrivato a dieci milioni di dollari raccolti in una sola settimana. La sua candidatura è una cosa seria. Joe Biden non può lasciarsi troppo vantaggio temporale. E il nostro governatore di Washington?</p>
<p>Il campo è già troppo affollato per il buon Inslee, che ha il vantaggio però di avere qualche confidenza con la raccolta fondi. Attività che molti altri candidati – tra cui la stessa Harris – potrebbero avere qualche difficoltà. Il governatore dello Stato di Washington è una variabile indipendente che non avrà vita facile: c’è già troppa ressa. Ma con la politica americana – come ripetiamo ogni volta – non conviene buttarsi in giudizi predeterminati.</p>
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