Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Rapporti sempre più tesi tra la Wagner e il Cremlino. Dopo la “faida” tra i massimi capi militari della Federazione Russa e il signore della guerra e fondatore del gruppo mercenario, Eugeny PrigozhinVladimir Putin si sarebbe schierato con i primi, chiedendo che i “distaccamenti di volontari” russi che combattono in Ucraina siano posti sotto il controllo diretto del ministero della Difesa. Questa decisione mina gravemente Prigozhin, lo stesso che ha elevato a dismisura il ruolo della Wagner nella cattura della città di Bakhmut, sfruttandolo poi per rimproverare i generali di Putin e promuovere se stesso.

La situazione sarebbe diventata talmente insostenibile da aver costretto il presidente russo a prendere serie contromisure. Secondo quanto riportato dal Guardian, parlando ad un gruppo di blogger, Putin ha detto di aver accolto con favore l’iniziativa del ministro della Difesa, Sergej Shoigu, di costringere i gruppi mercenari – e quindi gruppo Wagner compreso – a firmare contratti con il Ministero, un ordine che Prigozhin si era fin qui rifiutato di seguire.

“Questo deve essere fatto, e deve essere fatto il più rapidamente possibile”, ha dichiarato Putin, aggiungendo che la decisione è “in linea con il buon senso, con la pratica consolidata e la legge”.

Wagner nel mirino?

In precedenza, Shoigu aveva ordinato a tutti i distaccamenti di volontari di firmare contratti con il ministero della Difesa. Una mossa, questa, considerata dagli analisti come un tentativo di tenere a freno Prigozhin e integrare Wagner nell’esercito russo. “Wagner non firmerà alcun contratto con Shoigu”, aveva tuonato Prigozhin, criticando il ministro per non aver “gestito correttamente le formazioni militari”.

Quando gli è stato chiesto di commentare le dichiarazioni di Putin, lo scorso mercoledì, un ribelle Prigozhin ha usato parole emblematiche, criticando indirettamente la posizione del presidente russo: “Quando abbiamo iniziato a partecipare a questa guerra, nessuno ci aveva detto che saremmo stati obbligati a concludere accordi con il ministero della Difesa”.

“Nessuno dei combattenti di Wagner è pronto a percorrere di nuovo il sentiero della vergogna. E così nessuno firmerà contratti”, ha quindi rincarato la dose. I membri della Wagner credevano insomma che il presidente russo avrebbe trovato un “compromesso” per il loro gruppo. A quanto pare, così non è stato.

Lo scacco matto di Putin

Tra Shoigu e Prigozhin, Putin ha evidentemente scelto il primo, un alleato di lunga data che ha subito pressioni politiche per gli sforzi, talvolta vacillanti, di Mosca in Ucraina. La mossa del capo del Cremlino, oltre a rafforzare la posizione del ministro, ha anche messo Prigozhin nella sua posizione più precaria dall’inizio della guerra ad oggi.

“Shoigu ha Prigozhin più o meno in scacco. Se Wagner non firma un contratto con il ministero della Difesa russo entro poche settimane, lo Stato potrebbe avere motivi per smettere di sostenere Wagner, o addirittura fare mosse legali contro di loro”, ha affermato Dara Massicot, ricercatrice politica senior presso il think tank Rand Corporation.

Per altri analisti, la decisione di Mosca di limitare l’influenza del gruppo mercenario sarebbe stata presa diversi mesi fa. “Stavano aspettando che Wagner prendesse Bakhmut. (Adesso) è stato deciso che, almeno sul territorio dell’Ucraina, tutti debbano essere soggiogati (agli ordini) dello Stato Maggiore”, ha detto Tatyana Stanovaya, fondatrice della società di analisi politica R Politik.

L’eventuale esclusione di Prigozhin dal conflitto ucraino archivierebbe una delle figure di guerra più riconoscibili della Russia. Attraverso l’uso quotidiano dei social media, il fondatore della Wagner ha saputo costruire un personaggio populista e anti élite che ha riscosso non pochi consensi in alcune frange del popolo russo. La sua esposizione pubblica ha raggiunto l’apice quando le sue truppe hanno catturato Bakhmut, consegnando a Mosca la prima vittoria militare tangibile dall’estate scorsa.

Adesso l’avventura di Prigozhin in Ucraina potrebbe essere arrivata ai titoli di coda, anche se il suo futuro potrebbe dipendere dall’esito della controffensiva ucraina. Qualora la Russia dovesse perdere territori strategici, il ruolo del signore della guerra potrebbe ancora tornare utile al Cremlino. 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto