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Guerra

I missili di Kim contro le truppe russe: cosa rivela lo strano attacco di Kiev

Kiev ha utilizzato armi fabbricate in Corea del Nord per colpire le postazioni delle forze russe dislocate in Ucraina.

Kiev ha utilizzato armi fabbricate in Corea del Nord per colpire le postazioni delle forze russe dislocate in Ucraina. Nei pressi della città di Bakhmut, gli uomini di Volodymyr Zelensky avrebbero impiegato sistemi missilistici a lancio multiplo Grad (Mlrs) risalenti all’epoca sovietica, e fabbricati oltre il 38esimo parallelo, rivolgendo le munizioni di Pyongyang, uno dei più fidati alleati del Cremlino, contro le truppe di Mosca.

La notizia è stata riportata dal Financial Times, che per la prima volta dallo scoppio della guerra in Ucraina hanno dimostrato il lancio di missili made in North Korea da parte degli ucraini contro i soldati di Vladimir Putin. La composizione dell’arsenale ucraino evidenzia come questo sia ormai diventato un “calderone di armi”, comprendente tanto gli equipaggiamenti più moderni quanto quelli risalenti agli anni della Guerra Fredda.

Nel caso specifico, un comandante d’artiglieria ucraino ha spiegato che le munizioni nordcoreane, pur a disposizione di Kiev, non sarebbero mai state le preferite delle sue truppe a causa del loro tasso relativamente alto di guasti, tra errori di accensione e mancate esplosioni. La maggior parte delle suddette munizioni sarebbe stata prodotta negli anni ’80 e ’90.

In ogni caso, il Grad – il suo nome è traducibile come “grandine” – è un Mlrs semovente da 122 mm progettato dall’Unione Sovietica. Un singolo sistema è in grado di lanciare fino a 40 razzi in meno di 20 secondi dai tubi montati sul telaio del camion Ural.

L’Ucraina e i missili nordcoreani

“Sono molto inaffidabili e a volte fanno cose folli”, ha dichiarato un soldato ucraino parlando delle munizioni fabbricate in Corea del Nord. Ma come ha fatto Kiev ad entrare in loro possesso? Pare che i razzi siano stati sequestrati da una nave da un Paese amico, prima di essere consegnati all’Ucraina. Non si conoscono ulteriori dettagli in merito ad una vicenda singolare.

Il ministero della Difesa ucraino ha invece spiegato che le munizioni nordcoreane sarebbero state prelevate direttamente dalle forze russe. “Catturiamo i loro carri armati, catturiamo il loro equipaggiamento ed è molto probabile che questo sia anche il risultato dell’operazione militare condotta con successo dall’esercito ucraino”, ha detto Yuriy Sak, consigliere del ministro della Difesa ucraino.

È invece altamente improbabile l’ipotesi secondo cui la Corea del Nord avrebbe consegnato le proprie munizioni all’Ucraina. Pyongyang ha infatti sostenuto l’offensiva del Cremlino sin dalle sue prime battute. Il ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, è peraltro volato a Pyongyang questa settimana per celebrare il 70esimo anniversario dell’armistizio della Guerra di Corea e per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi.

Le armi di Kim e la fabbrica ucraina

Lo scorso marzo, gli Stati Uniti affermavano di avere prove relative a presunte negoziazioni tra Mosca e Pyongyang. A detta di Washington, i russi avrebbero scambiato con i nordcoreani cibo per ricevere armi. Il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa, John Kirby, aveva inoltre dichiarato che la Corea del Nord aveva venduto razzi e missili al gruppo Wagner al culmine della battaglia di Bakhmut, la più lunga e sanguinosa della guerra in corso. Yevgeny Prigozhin aveva respinto l’accusa, ma il fatto che le munizioni nordcoreane siano spuntate proprio nei pressi della città di Bakhmut fa emergere qualche sospetto.

Attenzione però a quanto accaduto in passato. Nel 2017, il New York Times scriveva che il successo raggiunto in quel periodo dalla Corea del Nord nel testare un missile balistico intercontinentale (capace di raggiungere il territorio degli Stati Uniti), sarebbe stato reso possibile grazie agli acquisti sul mercato nero da parte di Pyongyang di potenti motori a razzo.

Il governo nordcoreano avrebbe prelevato il necessario dalla fabbrica ucraina di missili Yuzhmash, una struttura situata a Dnipro e storicamente legata al programma missilistico russo. L’allora capo del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, Oleksandr Turchynov, ha negato il coinvolgimento di Kiev, etichettando queste notizie come parte di una campagna diffamatoria russa. 

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