Fissare un tetto globale al prezzo del petrolio russo. Intensificare le sanzioni contro la Russia contro tutti i suoi apparati industriali e militari che sostengono la tecnologia bellica, con l’obiettivo di impedire che le forze del Cremlino possano contare su un rimpiazzo di armi ed equipaggiamenti. E ancora: ridurre le entrate del Paese, comprese quelle provenienti dall’oro e inviare nuove armi a Volodymyr Zelensky, in particolare il sistema missilistico anti aereo norvegese Nasams. Sono questi i primi punti cardinale fissati sul tavolo del G7. La dichiarazione finale decisa dai leader è emblematica e va in una direzione ben precisa: sostenere l’Ucraina nella guerra contro la Russia fino alla fine. “Il G7 ha mostrato una apprezzabile unità. Siamo d’accordo sul fatto che sosterremo Kiev fino a quando sarà necessario”, ha scritto Ursula Von der Leyen su twitter, a margine dei lavori di Elmau, in Germania. Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Draghi. “Putin non deve vincere. Noi restiamo uniti a sostegno dell’Ucraina”, ha dichiarato il premier italiano, sottolineando l’importanza di “continuare a lavorare su come imporre un tetto al prezzo del gas”. Draghi ha quindi ringraziato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “per il benvenuto eccezionale a Kiev”. “La decisione di dare all’Ucraina lo status di candidato per l’Ue è importante per l’Ucraina, ma anche per l’Unione Europea. L’Unione Europea ha mutato in modo profondo il suo atteggiamento verso i Paesi vicini, la sua strategia di lungo periodo”, ha affermato, ancora, lo stesso Draghi.

Petrolio e oro

Andiamo con ordine e cerchiamo di capire quali sono le armi, metaforiche e non, che il G7 ha intenzione di utilizzare per fermare l’avanzata di Vladimir Putin sul territorio ucraino. Per quanto riguarda l’aspetto economico, i leader del G7 metteranno nero su bianco un accordo con i quali incaricheranno i rispettivi ministri di sviluppare meccanismi capaci di fissare un tetto globale al prezzo del petrolio esportato dalla Russia verso tutti gli altri Paesi che non siano Stati Uniti, Regno Unito, membri dell’Unione europea e Giappone. Da questo punto di vista, lo scopo dell’alleanza occidentale consiste nell'”affamare” Vladimir Putin e la guerra che conduce in Ucraina, sottraendogli risorse, e aiutare ad attutire l’impatto del conflitto sui prezzi dei carburanti alla pompa. Scendendo nei dettagli, è possibile che possa essere impiegata come leva per applicare un prezzo al petrolio russo la fornitura di servizi di finanziamento, trasporto e assicurazione alle petroliere che trasportano il greggio di Mosca, condizionando la fornitura di quei servizi all’attuazione di un tetto al prezzo. Capitolo oro. Nelle conclusioni del G7 è chiarita la direzione da intraprendere:”Siamo determinati a ridurre le entrate della Russia, anche dall’oro. Ridurremo ulteriormente i proventi delle esportazioni della Russia adottando le misure appropriate per ridurre ulteriormente la dipendenza dall’energia russa”.

Nuove sanzioni

Sul fronte nuove sanzioni, invece, i leader del G7 hanno concordato di imporre sanzioni mirate contro i “responsabili di crimini di guerra, esercitando un’autorità illegittima in Ucraina” e all’indirizzo di “coloro che sostengono l’impegno della Russia negli sforzi per aumentare l’insicurezza alimentare globale rubando ed esportando grano ucraino traendo profitto illegittimamente dalla guerra”. “Siamo impegnati – si legge nel documento – a sostenere e intensificare la pressione economica e politica internazionale sul regime del Presidente Putin e sui suoi sostenitori in Bielorussia, privando la Russia dei mezzi economici per persistere nella sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, e continueremo il nostro uso mirato di sanzioni coordinate per tutto il tempo necessario, agendo all’unisono in ogni fase”. Nel dettaglio, secondo quanto riportato dall’emittente radiotelevisiva Ard, le prossime misure punitive avranno lo scopo, tra l’altro, di “indebolire le capacità tecniche dell’esercito russo“, colpendo l’industria bellica di Mosca: “In coordinamento con i Paesi del G7, gli Usa imporrebbero sanzioni a centinaia di altre persone fisiche e giuridiche russe, nonchè tariffe punitive su numerosi prodotti russi”. Intanto, la Casa Bianca ha comunicato che “i capi di Stato e di governo del G7 coordineranno e amplieranno le sanzioni per limitare ulteriormente l’accesso della Russia a materiali, servizi e tecnologia critici dalle loro economie”.

Armi e missili

“Continueremo a coordinarci per provvedere a materiale, training, logistica, intelligence e supporto economico per istruire le sue forze armate”, si legge, poi, nella dichiarazione finale del G7. Fonti vicine al dossier citate dalla France Presse fanno sapere che gli Stati Uniti invieranno all’Ucraina anti-aereo a medio e lungo raggio. Secondo una fonte citata dalla Cnn, gli ucraini hanno chiesto il sistema missilistico Nasams, in grado di colpire obiettivi oltre i 160 chilometri, un sistema che richiederebbe un addestramento per l’impiego. “La Russia deve rispettare i suoi impegni internazionali, compresi quelli che vietano l’uso di armi chimiche, biologiche o nucleari. Esortiamo la Russia a comportarsi in modo responsabile e ribadiamo che qualsiasi uso di tali armi sarebbe inaccettabile e incontrerebbe gravi conseguenze”, recita, infine, il documento conclusivo del vertice. Resta da capire quale sarà la risposta di Mosca. Sia all’attuazione di nuove sanzioni che all’invio di missili a lungo raggio da parte del blocco occidentale all’indirizzo di Kiev. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha spiegato che la Russia difenderà i propri interessi con “misure continue”. “Non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in tal senso (dagli Stati Uniti)”, ha quindi concluso Peskov, lasciando molti dubbi e ben poche certezze su cosa accadrà nell’immediato futuro.

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