“Cosa succede quando i muri dell’ospedale vengono spazzati via? Quando le incubatrici neonatali perdono potenza e i bambini prematuri devono essere tenuti al caldo su fogli di carta stagnola? Cosa dovrebbero fare gli esperti di etica medica quando si verifica un’estrema scarsità di risorse sanitarie perché l’intera infrastruttura sanitaria di un luogo viene deliberatamente distrutta? […] Siamo 99 medici, chirurghi, scienziati, infermieri e ostetriche americani che hanno fatto volontariato nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023”.
Inizia così la lettera di accusa di un gruppo di 99 operatori americani inviata alla Casa Bianca, in cui denunciano il genocidio a Gaza e chiedono un immediato cessate il fuoco. Basata su esperienze dirette, la lettera descrive condizioni sanitarie devastanti, malnutrizione e attacchi a donne e bambini. I firmatari criticano il sostegno degli Stati Uniti a Israele e chiedono la sospensione delle forniture militari. La lettera sottolinea le conseguenze disastrose del conflitto per la popolazione civile, specialmente per i bambini piccoli.
Il tono della lettera è grave e accusatorio, ritenendo che gli attacchi indiscriminati da parte di Israele abbiano devastato la vita della popolazione civile. La parte più corposa della lettera è l’appendice, in cui i 99 esperti elencano le reali prove a sostegno della situazione apocalittica descritta.
Su Instagram, martedì 8 ottobre Le Monde, il quotidiano francese, ha pubblicato una grafica in cui stimava le morti palestinesi in Gaza nel 2% della popolazione totale. Oggi, i 99 esperti all’interno della lettera confutano quel numero con prove reali, portando il numero dei morti dal 2% al 5.8% totale della popolazione a Gaza entro i prossimi mesi.
L’appendice, che contiene 12 pagine ricche di proiezioni e argomentazioni delle singole dinamiche che porteranno centinaia di migliaia di persone a morte certa entro i prossimi 5 anni in Gaza, è ad oggi una delle prove più consistenti, essendo redatta da personale altamente specializzato che ha operato in Gaza negli ultimi 12 mesi, a contatto diretto quindi con la catastrofe umanitaria e i bisogni di chi quella catastrofe la sta subendo in prima persona.
Di seguito abbiamo riassunto alcuni dei punti dell’appendice. Tuttavia le prove fornite dai 99 operatori meritano una lettura dedicata e approfondita, motivo per cui vi riportiamo a questo link il documento pdf completo accessibile gratuitamente.
Le cause che porteranno migliaia di morti nelle prossime generazioni di palestinesi.
- Tasso di mortalità: Si stima che il conflitto possa causare fino a 186.000 morti, considerando sia le vittime dirette che quelle indirette (malattie, malnutrizione).
- Violenza contro i bambini: Evidenze di attacchi mirati a civili, in particolare bambini, compromettendo il loro diritto all’istruzione.
- Attacchi al sistema sanitario: Documentazione di aggressioni sistematiche agli operatori sanitari e alle strutture.
- Devastazione dell’infrastruttura civile
Il documento evidenzia che la crisi alimentare a Gaza è causata da attacchi mirati e politiche israeliane, piuttosto che da disordini sociali inevitabili in tempo di guerra. Diverse testimonianze e rapporti di organizzazioni come Human Rights Watch e il World Food Programme confermano che milioni di palestinesi sono a rischio di fame, con aumenti drammatici dei prezzi dei generi alimentari e una crescente insicurezza alimentare. La situazione nutrizionale è allarmante, con molte famiglie che faticano a garantire cibo sufficiente e adeguato
La fame
I rapporti mostrano che oltre il 90% dei bambini e delle donne in gravidanza ricevono meno di due gruppi alimentari al giorno, e molti non hanno accesso a cibo adeguato. I prezzi degli alimenti sono aumentati drasticamente, aggravando l’insicurezza alimentare. Si stima che oltre 62.000 persone possano essere morte di fame da ottobre 2023, colpendo soprattutto i bambini.
Nell’aggiornamento di agosto, il Sistema di Allerta Famine (FEWS) ha segnalato un significativo calo dell’assistenza alimentare umanitaria a Gaza, con una riduzione delle forniture di cibo del 40-45% rispetto a luglio e un drammatico 90-95% da aprile. Inoltre, un convoglio del WFP è stato attaccato, portando alla sospensione temporanea delle operazioni del WFP a Gaza.
L’acqua
La situazione a Gaza è gravemente compromessa da una combinazione di malnutrizione, epidemie e distruzione delle infrastrutture sanitarie e idriche. Il tasso di accesso all’acqua è diminuito dell’80% dal 7 ottobre. Oxfam ha denunciato che Israele ha utilizzato la privazione dell’acqua come arma contro i palestinesi, con conseguenze disastrose per la salute pubblica e il rischio di epidemie. Vi consigliamo la lettura dell’articolo sull’acqua come arma di InsideOver.
Nel 2023, i casi di diarrea tra i bambini sotto i 5 anni sono aumentati di 25 volte rispetto all’anno precedente. La mancanza di misure di prevenzione e di accesso ai rifornimenti di medicinali ha aggravato la trasmissione di patogeni. La popolazione di Rafah, concentrata in una “zona umanitaria”, sta affrontando una densità abitativa insostenibile di oltre 28.000 persone per km², con gravi carenze di cibo e servizi essenziali.
Le malattie
Dopo il 7 ottobre, la cura per i malati di cancro è cessata e solo 19 pazienti sono stati evacuati per cure avanzate. Circa 350.000 persone convivono con malattie croniche, e le carenze di farmaci e strutture sanitarie stanno causando un numero crescente di decessi. Le stime suggeriscono che il numero totale di morti in Gaza superi i 118.000, di cui oltre 62.000 attribuiti a malnutrizione e malattie. Senza un cessate il fuoco, il numero di vittime continuerà a crescere, in particolare tra i bambini.
La situazione degli ospedali a Gaza è critica, con il 53% degli ospedali fuori servizio e l’81% delle cliniche di cure primarie chiuse. Dal 7 ottobre 2023 al 25 settembre 2024 ci sono stati 516 attacchi contro strutture sanitarie, causando la morte di 765 persone. Inoltre, il tasso di attacchi alle strutture sanitarie è 12 volte più alto rispetto ai conflitti in Ucraina. Attualmente, ci sono circa 1.400 letti ospedalieri disponibili, mentre oltre 96.000 persone sono state ferite. La situazione sanitaria è estremamente precaria e insostenibile.
Nessun futuro
Un gruppo di 40 scienziati della salute pubblica ha segnalato danni a metà degli edifici e al 60% delle abitazioni, con il 45% delle terre agricole distrutte. La Banca Mondiale stima i danni fisici a circa 18,5 miliardi di dollari, equivalenti al 97% del PIL combinato di Cisgiordania e Gaza nel 2022. Questa situazione avrà conseguenze devastanti per la salute pubblica e le generazioni future. Nessun futuro.