68 miliardi di dollari di fatturato in tre mesi, +20% sul trimestre precedente, +73% anno su anno; +22 e +75% rispettivamente nel settore sovraperformante dei data center, a 62,3 miliardi di dollari; +65% di ricavi negli ultimi 12 mesi, poco sotto i 216 miliardi di dollari. Sono questi i numeri-monstre di Nvidia, che una volta di più ha tenuto in sospeso il mercato finanziario globale con l’annuncio delle sue trimestrali.

Ogni volta che l’azienda di Santa Clara è pronta a comunicare tali risultati, ormai, si crea un rituale: in prima linea, le attese sono tutte per il gruppo di Jensen Huang e per i suoi parametri finanziari, intesi come proxy della rivoluzione trasformativa dell’intelligenza artificiale di cui Nvidia è il maggior provider infrastrutturale. In profondità, la discussione è sia economica che di scenario, quasi un esercizio di futurologia: ci si aspetta di leggere attraverso il prisma dei numeri dell’azienda del manager noto per il celeberrimo giubbotto di pelle indicazioni chiave su una possibile bolla dell’IA. Con Nvidia chem apparentemente sembra tra Scilla e Cariddi: continua a crescere, ma ogni crepa nei suoi numeri può essere vista come indicazione negativa sul fronte della rivoluzione IA. Per l’azienda più capitalizzata al mondo, per ora, la risposta è parsa finora chiara: continuare a stupire.

Nvidia ha più che decuplicato in tre anni i ricavi per trimestre e vede il suo fatturato su proiezione degli ultimi 12 mesi crescere di quasi 8 volte da allora. Apparirebbe fisiologico, prima o poi, un rallentamento, sarebbe comprensibile una stabilizzazione, non stupirebbe che i dati macro parlassero diversamente. Per ora questo non è successo. Nvidia trasforma in utile netto quasi 43 miliardi di dollari, il 63% dei ricavi,

Le previsioni per il prossimo anno, che escludono la Cina a causa delle tensioni geopolitiche, prevedono 78 miliardi di dollari di fatturato trimestrale per il prossimo trimestre, primo dell’anno fiscale 2027, contando il fatto che Amazon Web Services, Google Cloud, Microsoft Azure e Oracle Cloud utilizzeranno la nuova piattaforma Nvidia Rubin.

Nel comunicato stampa Huang e i suoi comunicano di essere in sinergia con tutti gli operatori: Nvidia vanta una “profonda partnership tecnologica” con Anthropic, rivendica collaborazioni con Groq, Corewave, Synopsis, guarda alla co-innovazione farmaceutica con Eli Lilly, sottolinea di aver aderito alla Missione Genesis del Dipartimento dell’Energia degli Usa, a testimonianza della sinergia tra Huang e il presidente Donald Trump, rilancia la sua presenza in India. Afferma, dunque, di essere ovunque. E ricorda, però, un dato fondamentale della rivoluzione IA: chi sta facendo soldi a palate, ad oggi, sono i big che costruiscono l’hardware. La prossima sfida sarà rendere l’IA capace di generare pesanti flussi di cassa. E le tecnologie dovranno farsi sempre più abilitanti. Sull’onda dell’euforia Nvidia cresce, e si può rinviare di un trimestre nuovamente ogni timore sul rischio di bolla IA. Ma per il prossimo futuro saranno i settori utilizzatori a dover dimostrare la vera portata di questa rivoluzione.

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