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Tre sottomarini costruiti in Australia e cinque acquistati dagli Stati Uniti. Cambiano ancora i contorni di Aukus, il patto tripartito tra Londra, Washington e Canberra dal valore di 368 miliardi di dollari, che dovrebbe dotare quest’ultima una flotta di otto sottomarini a propulsione nucleare entro il 2050.

In un primo momento, sembrava che tutti e otto i mezzi dovessero essere costruiti sull’isola del Pacifico. C’è però un equivoco di fondo, visto che i governi australiani (l’attuale e il precedente) avevano sì parlato di acquisire otto sottomarini nell’ambito del programma, ma senza aver mai specificato la loro eventuale costruzione autoctona.

L'”unica vera promessa” è che l’Australia costruisca tre sottomarini a propulsione nucleare, ha chiarito il senatore dei Verdi David Shoebridge, citato dal Guardian. In sostanza, almeno tre, e fino a cinque degli otto totali, saranno sottomarini di classe Virginia provenienti dagli Usa.

Il vice ammiraglio Jonathan Mead, capo della task force sui sottomarini a propulsione nucleare della marina australiana, ha dichiarato la scorsa settimana che il governo aveva “indicato otto sottomarini a propulsione nucleare per l’Australia”. “Sulla base della nostra modellazione e della collaborazione con i nostri partner statunitensi e britannici, stiamo cercando di avere una flotta di otto Ssn per la Royal Australian Navy entro il 2050 circa”, ha affermato.

Quali sottomarini per l’Australia?

Mead ha poi specificato che gli otto sottomarini saranno a propulsione nucleare, e che dunque comprenderanno tre Virginia. Il ministro della Difesa, Richard Marles, ha del resto fatto riferimento al piano Aukus di acquisire una “flotta di otto sottomarini a propulsione nucleare”, non sottomarini Ssn-Aukus.

Quando Aukus fu annunciato per la prima volta, l’ex primo ministro australiano Scott Morrison promise di trovare il “percorso ottimale” per consegnare al suo Paese “almeno otto sottomarini”. A marzo questo percorso è stato quindi annunciato, e il nuovo primo ministro, Anthony Albanese, ha descritto l’Ssn-Aukus come un “nuovo sottomarino a propulsione nucleare, armato convenzionalmente, basato su un progetto britannico, e che incorpora l’avanguardia australiana, britannica e tecnologie statunitensi”.

“Questa sarà una capacità sovrana australiana, costruita dagli australiani, comandata dalla Royal Australian Navy e sostenuta dagli australiani nei cantieri navali australiani, con la costruzione che inizierà in questo decennio”, ha aggiunto Albanese, descrivendo i 20.000 posti di lavoro e le maggiori competenze che sarebbero presto derivate da il progetto, così come il piano per l’acquisto di sottomarini Virginia. I rapporti ufficiali parlavano inoltre della possibilità di acquistare un massimo di cinque mezzi statunitensi, ma non fissavano alcun numero per l’Ssn-Aukus.

Contorni sfumati

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha a sua volta affermato che l’Ssn-Aukus “presenterà una tecnologia di propulsione all’avanguardia e fornirà una furtività e una manovrabilità senza pari”. Ha inoltre confermato che gli Stati Uniti venderanno tre sottomarini di classe Virginia all’Australia, “con la possibilità di venderne altri due se necessario”. Ma “vendere sottomarini” non era l’obiettivo finale di Washington, ha chiarito Biden, aggiungendo che Usa, Uk e Australia “stanno sviluppando qualcosa di nuovo insieme”: l’Ssn-Aukus.

Dal canto suo, il primo ministro britannico, Rishi Sunak, ha sottolineato che il nuovo sottomarino sarà “uno dei sottomarini a propulsione nucleare più avanzati che il mondo abbia mai conosciuto”. Nel frattempo, Mead ha continuato a ricevere domande in merito alle stime del numero di sottomarini Ssn-Aukus da costruire. “La decisione di andare oltre gli otto sottomarini a propulsione nucleare sarebbe una domanda per un governo in futuro”, ha spiegato.

Il segretario del Dipartimento della Difesa, Greg Moriarty, ha invece detto che il governo è stato “molto diretto” nel decidere su cinque sottomarini Ssn-Aukus. I tempi sono tuttavia lunghi, così come incerti e soggetti a repentini cambiamenti sono i contorni del patto Aukus.

L’amministratore delegato dell’Australian Industry and Defence Network, Brent Clark, ha spiegato, non a caso, che un futuro governo potrebbe decidere di continuare a costruire sottomarini. “Ma non sappiamo però cosa farà un governo in cinque cicli elettorali. Potrebbe decidere di non volere affatto un sottomarino nucleare oppure potrebbe volere droni sottomarini”, ha concluso, ribadendo una sorta di incertezza generale.

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