Non sappiamo ancora quando prenderà il via la Northern/Interaction-2023, l’esercitazione militare congiunta organizzata dalla Cina e alla quale parteciperà anche la Russia. Sappiamo però che le operazioni saranno guidate dal dal Comando del teatro settentrionale dell’Esercito popolare di liberazione (Pla), con sede a Shenyang, e che si svolgeranno nel Mar del Giappone, concentrandosi sul “mantenimento della sicurezza dei corridoi marittimi strategici”.
“Questo esercizio congiunto mira a migliorare il livello di cooperazione strategica tra le forze armate cinesi e russe, nonché a rafforzare la capacità di entrambe le parti di salvaguardare congiuntamente la pace e la stabilità regionali nell’affrontare varie sfide alla sicurezza”, si legge in una nota diffusa dal ministero della Difesa di Pechino.
Il quotidiano cinese Global Times ha fatto presente che si tratta della prima volta che la Russia dispiegherà forze aeree e navali per partecipare a simili manovre. La stessa fonte, peraltro, riferisce di cinque navi da guerra e quattro elicotteri cinesi che hanno già lasciato la base navale di Qingdao, nella provincia di Shandong, per partecipare all’esercitazione. Del gruppo fanno parte incrociatori Qiqihar e Guiyang, le fregate Zaozhuang e Rizhao, e la nave da rifornimento Taihu, quest’ultima con a bordo i quattro elicotteri.
La convergenza tra Cina e Russia
Bloomberg ha fatto presente che il presidente cinese Xi Jinping ha fin qui evitato di oltrepassare le linee rosse tracciate da Washington, evitando di armare la macchina da guerra russa in Ucraina. Nonostante questo, la Cina si è comunque più volte avvicinata all’esercito di Mosca attraverso l’impegno diretto in manovre militari ed esercitazioni congiunte.
Numeri alla mano, se ne contano sei soltanto lo scorso anno, ovvero due terzi di tutte le esercitazioni effettuate da Pechino con potenze straniere nel corso del 2022. Cinque delle esercitazioni hanno avuto luogo dopo che Vladimir Putin ha lanciato la sua offensiva in Ucraina; quattro erano bilaterali, mentre a due hanno partecipato altri avversari statunitensi, tra cui Iran e Siria.
Dal punto di vista cinese, l’allineamento strategico e militare con il Cremlino è fondamentale per controbilanciare il potere degli Usa, desiderosi di ampliare e rafforzare la loro presenza nell’Indo-Pacifico. Ricordiamo che gli Stati Uniti hanno recentemente firmato un patto di difesa con le Filippine, aperto un’altra base a Guam e stretto ulteriormente i rapporti con altri partner locali, già in orbita Nato, come Australia, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda.
Un messaggio politico
Anche se le esercitazioni tra Russia e Cina sono generalmente di scala inferiore rispetto a quelle organizzate tra gli Stati Uniti e i loro alleati (per capirsi: Usa e Filippine hanno recentemente tenuto le loro più grandi esercitazioni con oltre 17.000 soldati), le manovre sino-russe sono cariche di significato politico. Intanto perché queste, quando si svolgono ad esempio nei pressi del Giappone, aggravano la situazione diplomatica con uno Stato con il quale sia Pechino che Mosca hanno una disputa territoriale da risolvere. E poi perché Tokyo e Seoul possono essere considerati due fedeli alfieri di Washington nell’Asia-Pacifico.
La Northern/Interaction-2023 può essere vista come una chiara risposta di Cina e Russia ai tentativi dell’amministrazione Biden di lavorare più a stretto contatto con i partner regionali in preparazione ad un possibile conflitto con Pechino su Taiwan (uno scenario che rappresenta una potenziale minaccia tanto per Xi quanto per Putin).
Ricordiamo che la Russia aveva già partecipato nell’agosto del 2021 all’esercitazione Western/Interaction-2021, nella regione autonoma di Ningxia, nel nord-ovest della Cina: era la prima volta che Pechino invitava forze straniere a partecipare a esercitazioni militari strategiche sul suo territorio. Dal 2018, inoltre, la Cina ha partecipato a diverse esercitazioni organizzate dalla Russia: Vostok 2018, Tsentr-2019 e Kavkaz-2020. L’allineamento strategico e militare sino-russo prosegue.