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Dossier / Media e Potere

Jeffrey Epstein, il Mossad e le accuse di Tucker Carlson: cosa c’è di vero

Tucker Carlson ha suggerito che Epstein lavorasse per il Mossad, orchestrando un'operazione di ricatto, durante un evento di Turning Point USA. L'ipotesi è supportata da testimonianze come quella di Ari Ben-Menashe e da libri investigativi, ma manca di prove ufficiali. Documenti del DOJ e dell'FBI classificano la morte di Epstein come suicidio, alimentando sospetti di insabbiamento. Glenn Greenwald ha messo in luce i misteriosi finanziamenti di Epstein, collegandoli a figure come Les Wexner e Robert Maxwell. Legami con Peter Thiel e Palantir aggiungono complessità, suggerendo influenze che potrebbero ostacolare indagini approfondite.

Media e Potere

Cosa c’è (davvero) dietro l’indagine francese contro X ed Elon Musk

Indagine penale su X: La sezione di cybercriminalità del tribunale di Parigi ha aperto un’inchiesta il 9 luglio contro X e i suoi dirigenti, accusati di manipolare l’algoritmo per favorire ingerenze straniere e compromettere il dibattito democratico in Francia. Segnalazioni all’origine: L’indagine nasce da denunce del deputato Éric Bothorel e di un funzionario pubblico, che criticano i cambiamenti dell’algoritmo di X, accusandolo di promuovere contenuti divisivi e di ridurre la trasparenza e la diversità delle opinioni. Caso Grok e antisemitismo: Un’ulteriore indagine riguarda la rimozione di post antisemiti del chatbot Grok di xAI, che includevano riferimenti a “MechaHitler” e stereotipi sul controllo ebraico di Hollywood. Contesto europeo e DSA: L’inchiesta si inserisce nella strategia dell’UE di regolamentare le big tech tramite il Digital Services Act, con accuse di censura e controllo eccessivo, come evidenziato dalle multe a Meta e Apple e dalle critiche al “Brussels Effect”. Tensioni transatlantiche: Negli USA, la Commissione Giustizia della Camera accusa l’UE di usare il DSA per limitare la libertà di parola, anche per i cittadini americani, spingendo le piattaforme a censurare contenuti legali per evitare sanzioni.

Russiagate
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Dopo 9 anni la CIA ammette: l’inchiesta del Russiagate era stata manipolata

Il rapporto della CIA, commissionato da John Ratcliffe, critica l'Intelligence Community Assessment (ICA) del 2017, che accusava Putin di voler favorire Trump, per manipolazioni e debolezze procedurali. John Brennan, ex capo della CIA, selezionò un ristretto gruppo di analisti, escludendo 13 agenzie di intelligence e includendo il dossier Steele nonostante le obiezioni. Il dossier Steele, commissionato da entità legate a Hillary Clinton, conteneva informazioni non verificate, come ammesso dallo stesso Steele nel 2019. La conclusione che Putin "aspirasse" a favorire Trump si basava su un unico rapporto privo di conferme, con l'NSA che esprimeva solo "moderata fiducia" e dubbi sulla preferenza russa per Trump. John Brennan e James Comey sono sotto indagine penale per possibili irregolarità legate al Russiagate, incluse false dichiarazioni al Congresso.

Dossier / Media e Potere

Fbi, le vittime di Epstein furono “migliaia”. E l’avvocato Dershowitz conferma: la lista c’è

Un recente memo FBI, diffuso da Ken Klippenstein, aggiorna il numero di vittime di Epstein a oltre mille, contro le dozzine citate nel 2019. L'FBI ha condotto una revisione esaustiva, scoprendo 300 gigabyte di dati e prove fisiche, ma nega l'esistenza di una "lista di clienti". Le autorità, inclusi il procuratore generale Pam Bondi e il direttore FBI Kash Patel, non commentano le discrepanze, alimentando sospetti di insabbiamento. Epstein aveva legami con figure potenti come Trump, Clinton, Gates e il Principe Andrea, con viaggi documentati sul "Lolita Express". La riluttanza di Trump a commentare e il silenzio delle istituzioni suggeriscono un possibile coinvolgimento di circoli elitari.

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Manager nell’esercito, regali a Palantir: la fusione tra Difesa Usa e Big Tech è realtà

Integrazione senza precedenti tra Big Tech e complesso militar-industriale USA: Le grandi aziende tecnologiche come Palantir, Meta, Google e OpenAI stanno collaborando sempre più strettamente con il Pentagono e le agenzie di intelligence, ridefinendo i confini tra settore pubblico e privato sotto l'amministrazione Trump. Nomine simboliche ma significative: Dirigenti di alto livello di Silicon Valley, come Shyam Sankar (Palantir), Andrew Bosworth (Meta) e Kevin Weil (OpenAI), sono stati nominati tenenti colonnelli della Riserva dell’Esercito USA nel programma Detachment 201, per portare innovazioni tecnologiche, soprattutto in intelligenza artificiale, al militare. Collaborazione storica: La Silicon Valley ha legami di lunga data con il governo USA, con finanziamenti iniziali da DARPA e NSF per progetti come quello di Google, e rivelazioni di Snowden che hanno mostrato come Big Tech condividessero dati con la NSA senza mandati giudiziari. Fusione organica tra settori: Oltre ai contratti miliardari con agenzie come la CIA, le Big Tech assumono ex funzionari di intelligence e militari per ruoli chiave, mentre il Pentagono investe sempre più in aziende come Microsoft, Alphabet e Oracle. OpenAI ha recentemente incluso l’ex direttore NSA Paul Nakasone nel suo consiglio. Ruolo centrale di Palantir: L’azienda di Peter Thiel, specializzata in sorveglianza e analisi dati, ha ricevuto oltre 113 milioni di dollari in contratti governativi sotto Trump, con ulteriori benefici dal "Big, Beautiful Bill" che aumenta i fondi per tecnologie di sorveglianza, favorendo Palantir in settori come il controllo delle frontiere.

Dossier / Media e Potere

Il “caso Epstein”, la lista fantasma e il silenzio agghiacciante del potere

Il direttore dell’FBI Kash Patel e il procuratore generale Pam Bondi hanno dichiarato che non esistono "Epstein Files" e che la morte di Jeffrey Epstein nel 2019 è stata un suicidio. Epstein, multimiliardario con una vasta rete di contatti influenti, morì in una cella senza telecamere funzionanti e con guardie presumibilmente disattente, alimentando sospetti. L’autopsia ufficiale ha confermato il suicidio, ma il patologo Michael Baden ha indicato che le fratture erano più compatibili con uno strangolamento. L’amministrazione Trump ha promesso trasparenza sul caso Epstein, ma non sono stati rilasciati documenti o nomi, tradendo le aspettative dei sostenitori. La mancanza di risposte rischia di frammentare il movimento MAGA, mentre cresce la richiesta di azioni concrete.

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