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Guerra

“Ci sarà un pesante bombardamento americano”, la previsione di Hersh sull’Iran

Attacco imminente: Hersh, citando fonti israeliane e funzionari americani, prevede un pesante bombardamento statunitense contro l’Iran, potenzialmente già questo fine settimana, autorizzato dalla Casa Bianca.Obiettivo Fordow: Il piano include attacchi con bombe bunker-buster al sito nucleare di Fordow, che ospita uranio arricchito al 60%, vicino al livello per un’arma nucleare.Destabilizzazione del regime: Gli attacchi mirano anche a basi delle Guardie Rivoluzionarie e uffici governativi, con l’intento di innescare una rivolta interna contro il regime iraniano.Divergenze USA-Israele: Gli Stati Uniti vorrebbero un leader religioso moderato post-Khamenei, mentre Israele preferisce un “burattino politico”, creando tensioni sui piani per il futuro dell’Iran.Rischi e speranze: Si spera che minoranze etniche come gli Azeri si uniscano a una rivolta, ma Hersh avverte del rischio di un “fallimento permanente” dell’Iran, simile alla Libia post-2011.

Guerra

Christopher Layne e la guerra con l’Iran: “Gli Usa stiano fuori, il bellicismo ha fallito”

Obiettivo del conflitto Israele-Iran: Layne evidenzia che Israele considera il programma nucleare iraniano una minaccia mortale, ma il cambio di regime è un obiettivo collegato, poiché teme la teocrazia; avverte che un nuovo regime potrebbe non essere meno ostile, citando: “Attenti a ciò che desiderate”.Programma nucleare iraniano: Layne nota che, secondo l’IAEA e l’intelligence USA (inclusa Tulsi Gabbard), l’Iran non sta costruendo un’arma nucleare, ma usa il programma come “copertura strategica” per deterrenza; un attacco potrebbe spingerlo a sviluppare armi nucleari.Andamento della guerra: Layne sottolinea che Israele ha inflitto danni significativi alle infrastrutture iraniane, ma non un “colpo decisivo”; cita Clausewitz per descrivere la complessità del conflitto, con l’Iran ancora capace di lanciare missili e una possibile guerra di logoramento.Necessità dell’intervento USA: Layne spiega che Israele ha bisogno della MOP statunitense per colpire Fordo, ma il successo è incerto; invita gli USA a restare fuori, poiché la minaccia iraniana non è urgente, come confermato dall’intelligence.Avversione USA e timori di Israele: Layne attribuisce l’ostilità USA all’Iran alla crisi degli ostaggi del 1979 e al colpo di stato CIA del 1953; ritiene le paure di Israele esagerate, poiché un Iran nucleare sarebbe deterredato dalle armi nucleari israeliane, citando Kenneth Waltz sulla prudenza indotta dalle armi nucleari.

Media e Potere

Bufera in Germania per le dichiarazioni del cancelliere Merz su Israele e Iran

Critiche internazionali: Robert Malley, ex diplomatico USA, ha definito le parole di Merz "sconcertanti", criticando il sostegno a una guerra preventiva che ignora il diritto internazionale.Accuse di doppi standard: Il politologo Johannes Varwick ha denunciato Merz per legittimare azioni illegali, approfondendo il divario tra Occidente e resto del mondo.Sgomento accademico: Lo storico Roland Popp ha descritto le dichiarazioni come un "catastrofico passo falso", paragonabile a giustificare una guerra d’aggressione.Opposizione interna: In Germania, la leader della Linke Ines Schwerdnet ha accusato Merz di disprezzo per il diritto internazionale e le vittime del conflitto.Analisi critica: L’esperta Kristin Helberg ha definito le parole "deplorevoli", sottolineando che la minaccia principale del regime iraniano è verso il suo popolo, non l’Occidente.

Guerra

Iran, Trump si prende due settimane: preoccupano i sondaggi e le incognite militari

Pausa di due settimane: Trump ha annunciato di voler prendere almeno due settimane per decidere su un possibile intervento militare Usa contro l'Iran, nel contesto del conflitto con Israele.Opposizione interna: I sondaggi mostrano che la maggioranza degli americani, inclusi i repubblicani, è contraria a una nuova guerra in Medio Oriente, con l'ala Maga che ricorda la promessa di Trump di evitare "guerre senza fine".Pressioni israeliane: La lobby israeliana e il premier Netanyahu spingono per un coinvolgimento diretto degli Usa, mentre Trump cerca di evitare un’escalation.Dubbi militari: Divergenze nel Pentagono sull’efficacia delle bombe GBU-57 contro il sito nucleare iraniano di Fordow, con ipotesi estreme di uso di armi nucleari tattiche.Rischio di ritorsioni: Un attacco Usa potrebbe scatenare una risposta iraniana con missili contro basi americane in Medio Oriente, complicando ulteriormente la situazione.

Media e Potere

Le pressioni Aipac sul Congresso per trascinare anche gli Usa in guerra con l’Iran

AIPAC pressa i parlamentari, soprattutto democratici, con chiamate e messaggi per dichiarare sostegno a Israele contro il programma nucleare iraniano.Parlamentari come Greg Landsman e Mike Levin hanno aderito, mentre altri, come Jack Reed, criticano l'escalation israeliana.AIPAC attacca J Street, ritenendola troppo moderata, e promuove una linea aggressiva in linea con Netanyahu.Una risoluzione bipartisan di Thomas Massie e Ro Khanna cerca di impedire un coinvolgimento USA senza approvazione del Congresso.Il 60% degli americani, secondo YouGov, si oppone a un intervento militare, supportando un movimento anti-guerra bipartisan.

Guerra

Tucker Carlson contro Ted Cruz: il fronte trumpiano si sfalda sull’Iran

Divisione interna al Partito Repubblicano: La crisi iraniana evidenzia il conflitto tra i falchi, che spingono per un intervento militare, e gli isolazionisti del movimento MAGA, contrari a nuove guerre.Scontro Carlson-Cruz: Durante un’intervista, Tucker Carlson ha accusato Ted Cruz di scarsa conoscenza dell’Iran, criticandolo per il suo sostegno a un intervento militare senza dettagli concreti.Accuse reciproche: Carlson ha rimproverato Cruz per la sua ignoranza sull’Iran, mentre Cruz ha difeso la sua posizione, accusando Carlson di minimizzare le minacce iraniane e contestando la sua visione sull’uccisione di Soleimani.Ruolo degli USA: Cruz ha chiarito che gli Stati Uniti sostengono gli attacchi israeliani senza condurre direttamente operazioni, ma Carlson ha sottolineato la gravità di tali dichiarazioni da parte di un senatore.Tensioni nel Pentagono: Funzionari militari come Kurilla chiedono maggiori risorse per sostenere Israele, mentre Elbridge Colby si oppone, privilegiando gli obiettivi strategici in Asia, evidenziando ulteriori divisioni nella politica estera di Trump.

Letteratura

“Hassan e il genocidio”, una preziosa testimonianza di resistenza e verità

Testimonianza diretta: Il libro racconta la crisi di Gaza attraverso il diario visivo "Be My Voice" di Alhassan Selmi, giornalista palestinese, che descrive l’assedio israeliano iniziato l’8 ottobre 2023, unendo parole e illustrazioni per preservare la memoria della tragedia.Strage di giornalisti: Evidenzia il sacrificio di oltre 200 reporter locali, definiti "occhi sul genocidio", e critica l’assenza di corrispondenti internazionali indipendenti, limitati a operare in modalità "embedded" per restrizioni israeliane.Dati e rigore analitico: Fornisce numeri drammatici, come l’uso di 85.000 tonnellate di esplosivo (pari a oltre cinque bombe di Hiroshima), tratti da fonti autorevoli come l’OMS e Euro-Med Human Rights Monitor, per documentare il genocidio.Illustrazioni come resistenza: Le illustrazioni di Marcella Brancaforte, descritte come "dense e piene di energia", trasformano le macerie di Gaza in simboli di resilienza, arricchendo il racconto con un forte impatto visivo.Riflessione finale: L’epilogo, con la tregua del 15 gennaio 2025, alterna il sollievo di Selmi per essere sopravvissuto con la desolazione di trovarsi estraneo in una Gaza distrutta, stimolando una riflessione critica sulla crisi.

Guerra

Il generale Usa (che piace a Israele) che vuole fare la guerra all’Iran

Influenza su Israele: Kurilla, descritto come un “falco tra i falchi”, è un alleato chiave di Israele, promuovendo attivamente un attacco al programma nucleare iraniano e creando un’integrazione militare nota come “ombrello di Kurilla”.Ruolo nel Centcom: Come comandante del Centcom, Kurilla gestisce 21 paesi e ha rafforzato la cooperazione militare USA-Israele, supportando la difesa israeliana contro attacchi iraniani.Visita in Israele: A febbraio 2025, Kurilla ha incontrato i vertici militari e di intelligence israeliani, discutendo di minacce regionali e rafforzando l’interoperabilità delle forze.Tempismo strategico: L’attacco israeliano all’Iran potrebbe essere stato accelerato per sfruttare il sostegno di Kurilla prima del suo ritiro estivo, secondo fonti di Responsible Statecraft.Divisioni al Pentagono: Kurilla guida i “falchi” favorevoli a un maggiore sostegno militare a Israele, ma si scontra con figure come Elbridge Colby, che privilegiano obiettivi strategici in Asia.

Media e Potere

Fdd, il think-tank pro-Israele che promuove la guerra contro l’Iran negli Usa

Pressioni per l'operazione "Rising Lion": La Foundation for Defense of Democracies (FDD), un think tank neoconservatore di Washington, spinge l'amministrazione Trump a sostenere l'operazione militare israeliana "Rising Lion" contro l'Iran, ufficialmente per smantellare il programma nucleare, ma con l'obiettivo reale di un "regime change" a Teheran.Agenda bellicista e anti-diplomazia: La FDD promuove un confronto militare diretto con l'Iran, ostacolando sistematicamente gli sforzi diplomatici, come l'accordo nucleare del 2015 (JCPOA), e ha sostenuto la strategia di "massima pressione" di Trump, che ha portato l'Iran ad arricchire l'uranio fino al 60% entro il 2025.Influenza politica significativa: Fondata nel 2001, la FDD ha plasmato la politica estera USA, specialmente durante il primo mandato di Trump (2017-2021), grazie alla sua agenda neoconservatrice allineata con falchi come John Bolton, Mike Pompeo e fazioni di destra israeliane.Nomine strategiche pro-Israele: La recente nomina di Merav Ceren, ex funzionaria israeliana e collaboratrice FDD, al Consiglio di Sicurezza Nazionale USA, rafforza l'influenza del think tank, favorendo gli interessi di Israele nelle decisioni di Washington.Finanziamenti e donatori: La FDD è sostenuta da ricchi donatori pro-Israele come Paul Singer e Bernard Marcus, che ne amplificano l'influenza politica, permettendo di promuovere azioni come il ritiro dal JCPOA e pressioni per interventi militari.

Dossier / Politica

Guerra Israele-Iran: la base Maga contro Trump e il coinvolgimento degli Usa

Israele, sotto Netanyahu, ha lanciato un attacco preventivo contro le strutture nucleari iraniane giovedì sera, innescando tensioni globali.Trump ha negato il coinvolgimento USA ma ha elogiato l'attacco e confermato di conoscerne i dettagli, suscitando dubbi sulla sua influenza su Israele.I negoziati di pace USA-Iran, previsti per oggi, sono stati cancellati da Teheran a causa dell'escalation.La base Maga è infuriata, accusando Israele e Trump di aver sabotato la diplomazia e rischiato un nuovo conflitto.Il sostegno USA a Israele potrebbe costringere Trump a un intervento militare, definendo il futuro della sua presidenza.

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