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	<title>Paolo Benanti Archives - InsideOver</title>
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		<title>Infrastrutture come disposizioni di potere: uno sviluppo gentile</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/infrastrutture-come-disposizioni-di-potere-uno-sviluppo-gentile-5g.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2021 16:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;etica della tecnologia interroga l&#8217;agire umano nel suo disporsi mediante artefatti, strutture e infrastrutture. Cosa comporta una lettura di questo tipo rispetto a una rete tecnologica come quella del 5G e della digitalizzazione pervasiva? Il senso di tutto questo ci aiuta a comprenderlo Langdon Winner che, in un suo celebre studio (Cf. L. Winner, Do &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/infrastrutture-come-disposizioni-di-potere-uno-sviluppo-gentile-5g.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/infrastrutture-come-disposizioni-di-potere-uno-sviluppo-gentile-5g.html">Infrastrutture come disposizioni di potere: uno sviluppo gentile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/artificial-intelligence-3382507_1920-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;etica della tecnologia interroga l&#8217;agire umano nel suo disporsi mediante artefatti, strutture e infrastrutture. Cosa comporta una lettura di questo tipo rispetto a una rete tecnologica come quella del <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-5g-e-perche-e-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">5G</a></strong> e della digitalizzazione pervasiva?</p>
<p>Il senso di tutto questo ci aiuta a comprenderlo Langdon Winner che, in un suo celebre studio (Cf. L. Winner, <em>Do Artifacts Have Politics?</em> in Daedalus 1-109(1980), 121-136), si chiedeva provocatoriamente se gli artefatti tecnologici avessero una funzione politica. Winner mostra come le macchine, le strutture e i sistemi della moderna cultura materiale possono essere accuratamente giudicati non solo per il loro contributo di <strong>efficienza</strong> e <strong>produttività</strong>, non solo per i loro effetti collaterali positivi e negativi sull’ambiente, ma anche per i <strong>modi</strong> in cui possono incarnare specifiche forme di potere e di autorità. Per poter mostrare questo effetto politico e sociale della tecnologia ricorre ad alcuni esempi. Uno di questo merita particolare attenzione. Nell&#8217;analisi che Winner offre della costruzione di una serie di cavalcavia messi in opera tra gli anni Venti e Settanta del secolo scorso sulle strade dello stato di New York che portavano a Long Island, emerge come dietro ci fosse una precisa volontà politica: realizzare i ponti fuori standard, più bassi che nel resto del Paese, avrebbe permesso l’accesso alle spiagge solo alla classe media bianca, che possedeva le automobili, e non a tutte le altre minoranze etiche che solitamente viaggiavano in autobus. Conclude Winner che questo e altri esempi di architettura e urbanistica mostrano con una lampante chiarezza come ogni disposizione tecnica, ogni artefatto tecnologico, sia di fatto un modo per costruire una forma d’ordine nel mondo.</p>
<p>Oggi, nella trasformazione digitale che stiamo completando grazie al 5G che renderà possibile una computazione ubiqua in <em>real time</em>, dobbiamo riconoscere quanto profetiche siano le prospettive di Winner. Non si tratta più di inverare o negare i diritti che la costituzione riconosce alle persone con il calcestruzzo dei ponti ma mediante algoritmi, profilazione dei dati e accesso alle comunicazioni.</p>
<p>Quello che meno di cento anni fa era realizzato fisicamente da cemento armato oggi è forse meno hard e più soft ma non per questo meno efficace e da prendere in esame.</p>
<blockquote><p>Sono gli algoritmi che decidono chi, con quali dati e verso chi può comunicare a rappresentare le autostrade dei nostri giorni</p></blockquote>
<p>La prospettiva etica qui si fa radicale. Si tratta di accompagnare la tecnologia gestendo il suo impatto sociale. Tuttavia, il mondo della tecnologia è oggi descritto dalla categoria dell&#8217;innovazione.</p>
<p>L’innovazione indica un avanzamento o una trasformazione graduale contrassegnati da un sempre maggiore aumento di <strong>capacità</strong> e <strong>potenzialità</strong>. Non tutti i progressi sono nel bene o per il bene o comportano solo del bene.</p>
<p>Per poter parlare di innovazione come di un bene e per poterla orientare al bene comune abbiamo bisogno di una qualifica che sia in grado di descrivere come e quali caratteristiche del progresso contribuiscano al bene dei singoli e della società. Per questo si utilizza la categoria dello sviluppo.</p>
<p>Lo sviluppo umano è da intendersi come un fine e non come un mezzo che caratterizza il progresso definendo delle priorità e dei criteri</p>
<blockquote><p>Parlare di sviluppo significa, quindi, non mettere la capacità tecnica al centro dell&#8217;attenzione bensì tenere l&#8217;uomo al centro della riflessione e come fine che qualifica il progresso</p></blockquote>
<p>Per la tecnologia e per il nostro futuro abbiamo bisogno di uno sviluppo che sinteticamente vorrei definire gentile. L&#8217;etica è questo e le scelte etiche sono quelle che vanno nella direzione dello sviluppo gentile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/infrastrutture-come-disposizioni-di-potere-uno-sviluppo-gentile-5g.html">Infrastrutture come disposizioni di potere: uno sviluppo gentile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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