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	<title>Michela Cirillo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Michela Cirillo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Per mandare un bambino con disabilità a scuola serve la beneficienza</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/per-mandare-un-bambino-disabile-a-scuola-serve-la-beneficienza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 15:10:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tommaso Smaniotto è un bambino con una disabilità che necessità di un sostegno di altissimo livello che fino ad adesso non ha potuto frequentare il primo anno di scuola elementare perché non gli veniva garantita la presenza delle figure di assistenza necessarie (operatore sociosanitario e educatore). Dopo mesi di battaglie da parte della famiglia, solo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/per-mandare-un-bambino-disabile-a-scuola-serve-la-beneficienza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/jakub-pabis-sx240zxfpww-unsplash-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Tommaso Smaniotto</strong> è un bambino con una disabilità che necessità di un sostegno di altissimo livello che fino ad adesso <strong>non ha potuto frequentare il primo anno di scuola elementare</strong> perché non gli veniva garantita la presenza delle figure di assistenza necessarie (operatore sociosanitario e educatore). Dopo mesi di battaglie da parte della famiglia, solo una campagna di beneficenza ha potuto cambiare le cose, finanziando la presenza di un operatore sociosanitario che ha permesso a Tommaso di tornare in classe, almeno fino alla fine dell&#8217;anno.</p>



<p>La famiglia Smaniotto ha raggiunto un piccolo traguardo, ma nel vocabolario di un bambino con disabilità a volte sembra non esistere la parola «vittoria». Il figlio Tommaso <strong>potrà frequentare la scuola per tutte le ore che gli spettano</strong>. A finanziarle, però, saranno i <strong>soldi raccolti da una campagna di beneficenza</strong>. Fino ad ora Tommaso Smaniotto, colpito dalla nascita da una grave disabilità, non ha potuto frequentare completamente il primo anno di scuola elementare perché non gli venivano garantite le ore di assistenza necessarie. Ad esempio, Tommaso si alimenta attraverso una sonda. Per questa e altre esigenze come bere e andare in bagno è essenziale l’Operatore Socio-Sanitario (Oss), specializzato in queste procedure, che non competono alle altre figure presenti in classe come l’insegnante di sostegno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli ostacoli della burocrazia</h2>



<p>Da settembre a oggi sono trascorsi mesi di continui passaggi di responsabilità tra il Comune di<br><strong>Brovello Carpugnino</strong> (in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, dove Tommaso vive) e gli assistenti<br>sociali su chi dovesse <strong>prendere in carico il costo delle ore di Oss e educatore</strong>, fondamentali per la<br>presenza in classe del bambino. Per sei mesi non è stata trovata una soluzione. E così, fino a qualche giorno fa, i genitori di Tommaso sono stati costretti a fare avanti e indietro tra casa e istituto per provvedere alle esigenze del figlio, precludendosi la possibilità di lavorare in modo stabile e continuativo. A farne le spese più di tutti però è stato proprio Tommaso, poiché la discontinuità della situazione non gli permetteva di vivere l’ambiente scolastico, indicato anche sui documenti ufficiali come una fonte di benessere per il bambino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-464640" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04-1536x1152.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/PHOTO-2025-04-10-11-29-04.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel piano di Tommaso è <strong>prevista un’assistenza che copra interamente il suo orario scolastico</strong>.<br>Oltre alle 22 ore di insegnante di sostegno, delle quali si occupa la scuola, e alle sei di educatore, la<br>neuropsichiatra che si è occupata del suo caso gli ha assegnato 15 ore di Oss (che non si aggiungono,<br>ma si sovrappongono alle 22 ore di insegnante di sostegno e di educatore, dato che le figure hanno<br>ruoli e competenze diverse).</p>



<p>Proprio queste 15 ore <strong>sono state il fulcro del problema</strong>: il Comune di residenza della famiglia<br>Smaniotto si è reso disponibile, per esigenze di bilancio, a pagarne cinque. Per mesi però non sono<br>state coperte nemmeno quelle per mancanza di un Oss che prendesse in carico Tommaso per un monte ore così ridotto. Intanto il tempo è passato tra continui ricorsi da parte della famiglia e una generale confusione su chi dovesse veramente occuparsi di risolvere la situazione. Così è iniziata la battaglia degli Smaniotto: «Non vogliamo lamentarci di tutto il sistema, ma far sì che queste cose non accadano», ha raccontato la mamma di Tommaso, Valeria Comerio, «chiediamo solo che nostro figlio goda del diritto all’istruzione che gli spetta e che non debba subire i ritardi della burocrazia».</p>



<h2 class="wp-block-heading">La campagna che ha permesso a Tommaso di andare a scuola</h2>



<p>A cambiare le cose <strong>è stata una campagna di beneficenza organizzata da alcune associazioni locali</strong> che hanno raccolto i fondi necessari per finanziare, a partire da marzo, dieci ore di Oss. A queste se ne aggiungono sei che verranno pagate dal Comune. Un passo avanti rispetto alla situazione iniziale. Un passo piccolo, dato che ad oggi, a sei mesi dall’inizio dell’anno scolastico e a tre dalla fine, non è stato trovato un educatore. «Ne era stato trovato uno, ma la scuola non ha dato il via per farlo entrare nell&#8217;istituto. Ci è stato detto che non esiste una normativa che neghi o permetta la presenza di una persona pagata dai genitori, nel nostro caso grazie alla solidarietà. L’Oss ci è stato dato solo perché fornisce assistenza sanitaria», ha raccontato la mamma di Tommaso.</p>



<p><strong>Questa vittoria parziale porta con sé un risvolto</strong>: quanto è difficile per la famiglia di un bambino con disabilità assicurargli il diritto all’istruzione che gli spetta? Ricorrere alla beneficenza non può essere l’unica soluzione, per Tommaso e per tutti gli altri casi come il suo. Dalle parole di Comerio: «Non è possibile dover fare affidamento solo alla solidarietà degli altri in un contesto dove lo scaricabarile danneggia i bambini come mio figlio».</p>
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		<title>Inchiesta &#8211; Quando la dieta del personal trainer diventa un incubo</title>
		<link>https://it.insideover.com/cronaca/inchiesta-quando-la-dieta-del-personal-trainer-diventa-un-incubo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2024 15:34:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-600x434.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-1536x1112.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>uanto è diffuso il fenomeno dei personal trainer che prescrivono diete senza nessuna base scientifica? Molto. E ve lo raccontiamo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1390" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-600x434.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-300x217.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-1024x741.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-768x556.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/07/OVERCOME_20240708174405771_7fdc860b3053f0b85406e30e9087079e-1536x1112.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Finalmente è arrivata l’estate, e in molti si accende la voglia di mettersi in forma in vista della tanto attesa (e temuta) prova costume. Sarebbe allora il colmo rivolgersi ad un “esperto” del benessere fisico come un <em>personal trainer</em> e, proprio per questo, trovarsi con problemi di salute o sull’orlo di un disturbo alimentare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il personal trainer e il nutrizionista: quali differenze</h2>



<p>È invece esattamente quello che è successo a diverse persone, che ci hanno raccontato aver accusato <strong>problematiche legate alla salute o al rapporto con il cibo a causa della dieta fatta dal proprio allenatore</strong>. Facciamo un passo indietro. Un personal trainer qualificato ha tutte le capacità per gestire l’allenamento dei propri clienti. Diversa è la questione dell’alimentazione.<strong> È infatti solo il biologo nutrizionista a poter creare una dieta ad hoc per i suoi pazienti</strong>, basandosi su parametri scientifici e sulla composizione corporea di ciascuno. Il personal, al massimo, può fornire delle “linee guida” molto generiche sull’alimentazione, ma mai specificare alimenti precisi, né tantomeno indicarne le grammature.</p>



<p>Ad affermarlo è&nbsp;la sentenza della Corte di Cassazione, n. 20281 del 28 aprile 2017, nella quale è indicato che la compilazione di diete da parte di persone non competenti in ambito sanitario, come i personal trainer, <strong>costituisce abuso di professione</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il calvario di Lisa</h2>



<p>A raccontarci la propria esperienza sono state diverse persone che hanno vissuto sulla propria pelle le conseguenze di una dieta fatta abusivamente da un personal trainer. Ve ne raccontiamo due.</p>



<p>Lisa ci ha raccontato di aver contattato una personal trainer che forniva servizi di <strong>coaching online </strong>attratta dal suo profilo Instagram, dove postava foto di persone che si erano rivolte a lei e avevano perso peso: «Mi ha fatto compilare un form con peso, altezza e misure, e mi ha chiesto se ci fosse qualcosa che non mangiavo o non volevo fare, la cosa buffa è che lei non ha mai tenuto conto delle mie indicazioni. Ad esempio, le ho detto di essere fortemente intollerante al lattosio, ma nella dieta era presente».</p>



<p>Lisa è poi entrata nel dettaglio del piano: «<strong>La dieta mi ha sconvolto</strong>: arrivavo a consumare <strong>un litro di albume al giorno</strong>. Quando ho iniziato a seguirla pesavo 54 chili, e nei mesi in cui l’ho seguita ne ho persi quattro, la differenza visiva era evidente. Lei mi diceva di continuare e per di più dopo quattro mesi mi ha tolto i carboidrati».</p>



<p>L’alimentazione ha iniziato a pesare sulla vita privata di Lisa e sui suoi rapporti sociali. Ci racconta: «Quando si avvicinavano le tre/quattro del pomeriggio io iniziavo a non capire più niente, avevo dei cali di energia e concentrazione pazzeschi. In ufficio non riuscivo a portare a termine il lavoro, e non riuscivo ad allenarmi come facevo di solito perché non avevo forze, mi girava la testa. Ero sempre nervosa e di cattivo umore, il mio ragazzo notava che ero ossessionata e che parlavo solo della dieta. Avevo un passato di disturbi alimentari, e l’alimentazione era tornata ad essere&nbsp;un chiodo fisso. Cercavo di impegnarmi per riuscire a portare a termine il percorso, solo che richiedeva troppe energie sia mentali che fisiche».</p>



<p>Arrivata a questo punto, Lisa ha deciso di confrontarsi con la personal: «<strong>Le ho descritto i miei problemi, dicendole che non stavo bene e non riuscivo neanche ad allenarmi. Lei mi ha bloccata</strong>». Lisa non si è arresa e, oltre a denunciare la personal alla Polizia Postale, ha contattato altre persone che seguivano i suoi allenamenti: «Ho scritto ad un’altra ragazza che la seguiva e ho scoperto che aveva dato a tutte lo stesso piano, sia alimentare sia di allenamento, nonostante fossimo molto diverse e con necessità differenti. Lei, ad esempio, era 10 centimetri più alta e con un peso diverso. Durante la dieta, questa persona aveva avuto episodi di<em> binge eating</em> [un disturbo alimentare caratterizzato da abbuffate ricorrenti senza comportamenti compensatori come quelli osservati nella bulimia nervosa, n.d.r.]».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un rischio concreto per la salute</h2>



<p>Si potrebbe pensare che a finire in queste situazioni siano solo soggetti a rischio. Anna ci ha invece raccontato di aver sempre avuto, prima di questa esperienza, un rapporto totalmente sano con l’alimentazione: «Crescendo, guardavo i disturbi alimentari e mi dicevo “ma come si fa?”, e poi mi sono resa conto di quanto in realtà sia facile e veloce, basta beccare la persona “giusta”. Le mie amiche si preoccupavano e io non capivo, perché pensavo di star facendo una cosa corretta, dato che mi ero affidata ad una personal trainer».</p>



<p>Anche la personal trainer alla quale Anna si è rivolta, infatti, come negli altri casi non le ha dato delle linee guida sull’alimentazione, ma una dieta fatta e finita: «Il mantra era <strong>Se hai fame, mangia una mela</strong>: io disperata mangiavo mele a iosa. Il primo “sgarro” era dopo quindici giorni, ma trascorse due settimane avevo perso peso e mi sentivo traumatizzata, avevo paura anche a mangiare una pizza. Una volta, c’erano degli amici a casa e io quel giorno dovevo mangiare la minestra, però paradossalmente mi sentivo contenta perché mi stavo privando di qualcosa».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una pratica diffusa e difficile da sradicare</h2>



<p>Come abbiamo visto, la prescrizione di diete da parte di personal trainer è, oltre che pericolosa, vietata dalla legge. Ma quanto è diffusa questa pratica? Abbiamo contattato diversi personal trainer, provenienti da svariate parti d’Italia, affiliati a palestre o indipendenti. Fingendoci interessati ai loro servizi di coaching, abbiamo chiesto loro di spiegarci le proprie proposte, e <strong>l’80% di questi si è detto disposto a stilare una dieta, spesso confermando di non essere biologo nutrizionista, ma di avere solo frequentato i corsi che abilitano all’attività di personal trainer</strong>, o al massimo di aver conseguito una laurea in Scienze Motorie.</p>



<p>La maggior parte di questi &#8220;vende&#8221; la dieta includendola nel proprio pacchetto di allenamento, ma <strong>c’è chi offre l’opzione di acquistare soltanto il piano alimentare, per cifre che si aggirano intorno ai 30€</strong>, molto meno rispetto ai costi del percorso con un nutrizionista.</p>



<p>E gli esperti? Cosa ne pensano questa pratica? Il biologo nutrizionista <strong>Francesco Moriconi </strong>parla del fenomeno come di un «abusivismo incalzante che viene spesso sottovalutato». Secondo Moriconi, pur con scarse competenze, i personal si sentirebbero autorizzati a divulgare le informazioni apprese: «Spesso e volentieri andando oltre e sottostimando le conseguenze a cui può portare». Dato che i nutrizionisti sono a conoscenza di questa pratica, perché non provano a fermarla?</p>



<p>Il dottor Moriconi ci spiega che la loro posizione molto più complicata, e potenzialmente pericolosa, di quello che sembra: «Molti colleghi ci hanno provato, ma sembra che in Italia sia difficile denunciare questa situazione: <strong>c’è un’omertà della quale non capisco il senso</strong>. È capitato che miei colleghi denunciassero all’ordine dei Biologi e che mandassero controlli tramite NAS. Si va sul livello del penale, e rischi di avere ritorsioni che ti fanno dire che sarebbe stato meglio non parlare».</p>



<p></p>
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		<title>Alessandro Politi:  a Rai1 i grandi casi della &#8220;nera&#8221; come nessuno li ha mai raccontati</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/alessandro-politi-a-rai1-i-grandi-casi-della-nera-come-nessuno-li-ha-mai-raccontati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cirillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 21:07:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-1024x577.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-768x433.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-1536x866.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dall'omicidio di Serena Molliche al delitto di Via Poma, Politi racconta su Rai1 gli aspetti inediti dei grandi casi della cronaca italiana.   </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/alessandro-politi-a-rai1-i-grandi-casi-della-nera-come-nessuno-li-ha-mai-raccontati.html">Alessandro Politi:  a Rai1 i grandi casi della &#8220;nera&#8221; come nessuno li ha mai raccontati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1082" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-1024x577.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-768x433.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-1536x866.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/politi-4-334x188.jpeg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I grandi casi della cronaca nera italiana arrivano sul piccolo schermo. A portarceli, il giornalista investigativo e professore universitario <strong>Alessandro Politi</strong> che, per la prima volta in veste di conduttore, sbarca su Rai1 con “Unomattina crime”. La rubrica si inserisce nell’edizione estiva dello storico programma “Unomattina”, e ogni martedì e venerdì racconta i delitti che hanno sconvolto l’opinione pubblica, con l’alone di mistero che ancora li avvolge. </p>



<p>In ogni puntata Politi, che lo scorso anno ha tenuto per <em>InsideOver </em>una masterclass in Giornalismo Investigativo e lavora come reporter per il programma Rai “Storie Italiane”, affiancato dalla criminologa <strong>Anna Vagli</strong> analizza con precisione e oggettività le anomalie emerse durante le indagini e l’iter giudiziario dei casi raccontati.</p>



<p>A guidare il giornalista è l’amore per la verità: «La missione è cercare di avere novità, segnalazioni e indizi mai emersi finora – racconta Politi &#8211; Vogliamo far sì che il grande pubblico, a prescindere dall’età, possa conoscere i casi che hanno fatto la storia del nostro Paese. Per questo raccontiamo i fatti e ciò che non torna in modo oggettivo, basandoci su carte e dati, con un linguaggio accessibile e in uno spazio di tempo ridotto, così da riuscire a interessare tutti, anche i giovani». </p>



<p>La rubrica ha infatti una durata di soli 15 minuti, durante i quali Politi, Vagli e gli ospiti che li affiancano snocciolano i casi nella loro completezza, aiutandosi con contributi audio e video originali, e con le illustrazioni dell’artista <strong>Andrea Spinelli</strong>. </p>



<p>Oltre che dalla dottoressa Vagli, nel suo viaggio alla ricerca della verità Politi sarà accompagnato da diversi esperti del settore: psicologi, criminologi, avvocati e magistrati, che con i loro interventi aggiungeranno un punto di vista tecnico e le proprie competenze all’analisi dei casi. </p>



<p>Sono finora intervenuti con il proprio contributo professionale il magistrato Valerio de Gioia, l’avvocato Daniele Bocciolini, la psicologa forense Gabriella Marano, la magistrata Ines Pisano, l’avvocato Gian Ettore Gassani. Sarà ospite di una delle prossime puntate il magistrato Alfonso Sabella.</p>



<p>Contrassegna la narrazione della rubrica la precisione deontologica con la quale vengono raccontati i fatti: «Il lavoro viene fatto rispettando sempre l’operato degli inquirenti e le sentenze. Vogliamo dare un’informazione completa rispettando la deontologia, senza favoreggiamenti e senza attaccarci a tesi precostituite, in modo <em>super partes </em>– ha spiegato Politi &#8211; Alla fine di ogni puntata lasciamo le carte in mano a chi guarda, affinché ciascuno possa farsi un’idea personale».</p>



<p>Estremamente sentito è il ringraziamento del giornalista, rivolto a coloro che hanno creduto in lui e gli hanno permesso di realizzare questo progetto: «Il primo ringraziamento va alla giornalista, conduttrice e vicedirettrice del daytime Elsa Di Gati, per l’immensa opportunità e la fiducia datemi. Ringrazio il direttore Angelo Mellone, Giovanni Laccetti, Gianfranco Scancarello, Rita Russomanno, Alessia Sodano ed Eleonora Daniele per il loro supporto e per aver creduto in me. Grazie a Fabiana Radicioni, che dall’inizio è al mio fianco nello svolgimento del lavoro. Per me è un sogno che si avvera».</p>



<p>Politi sta dedicando anima e corpo alla realizzazione delle inchieste, mettendo in campo tutte le sue risorse e la sua professionalità. Dietro ai 15 minuti di trasmissione si celano ore, giorni di lavoro investigativo e studio delle carte processuali, delle testimonianze e delle prove emerse fino ad oggi, con l’obiettivo di dare un finale diverso a queste storie intricate, che sembrano non avere soluzione.</p>



<p>Nelle puntate andate in onda finora, disponibili On Demand su RaiPlay, il giornalista ha portato luce su alcuni dei casi più oscuri della cronaca italiana: la morte sospetta del cameraman Mario Biondo, quella altrettanto misteriosa del capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, David Rossi, l’omicidio di Serena Mollicone, la scomparsa di Liliana Resinovich, l’efferato delitto di via Poma e la morte di Denis Bergamini.</p>
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