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	<title>Massimo Amato Archives - InsideOver</title>
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		<title>Quale sarà il futuro dei mercati finanziari globali?</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/quale-sara-il-futuro-dei-mercati-finanziari-globali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 07:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Neoliberismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a non molto tempo fa, i mercati finanziari globali erano esaltati come alfieri della democrazia. Ebbene, negli ultimi anni un paio di crisi hanno mostrato che non necessariamente i mercati finanziari portano democrazia alle nazioni, e che in certi casi possono addirittura minare la stabilità delle loro economie. La democratizzazione della finanza era il perno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-sara-il-futuro-dei-mercati-finanziari-globali.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220317152638268_089e8d84cdfe94764bdd579f2c1aa46c-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Fino a non molto tempo fa, i <strong>mercati finanziari globali </strong>erano esaltati come alfieri della <strong>democrazia</strong>. Ebbene, negli ultimi anni un paio di crisi hanno mostrato che non necessariamente i mercati finanziari portano democrazia alle nazioni, e che in certi casi possono addirittura minare la stabilità delle loro economie.</p>
<p>La democratizzazione della finanza era il perno della narrativa sui <strong>mutui <em>subprime</em></strong>: mercati efficienti avrebbero promosso il <em>social housing </em>senza vuotare i portafogli dei contribuenti, riempiendo al contempo quelli dei risparmiatori.</p>
<p>In seguito è arrivata la <strong>Grande Recessione</strong>, e il conseguente bisogno di sempre più massicci salvataggi pubblici, non di un operatore piuttosto che di un altro, non di un mercato o di un altro, ma del mercato nel suo complesso.</p>
<p>Di fatto nell&#8217;ultimo trentennio non c&#8217;è stato nulla di più multinazionale dei mercati finanziari, che hanno prosperato sulla scia di una campagna sistematica volta a smantellare le barriere contro la mobilità dei capitali, portata avanti e perseguita con decisione dagli stessi Stati. Spesso guidati da governi di centrosinistra.</p>
<p>La rappresentazione della globalizzazione come di un processo di fatto inevitabile è sorta più dalla <strong>finanza</strong> che da altri domini, sulla scia del ragionamento che promuovendo la liquidità e la profondità dei mercati la mobilità dei capitali avrebbe generato i tipici effetti benefici delle <strong>economie di scala</strong>. Ampi mercati senza confini, si è detto per anni, sulla base della loro presunta efficienza allocativa, avrebbero distribuito le risorse nel modo migliore, dato che essi operano sulla base di meccanismi razionali e impersonali.</p>
<p>Di fatto, in realtà, la mobilità dei capitali si è strutturata come una <strong>modalità di voto</strong>, definita nel 2010 da <a href="https://www.newstatesman.com/uncategorized/2010/06/chomsky-democracy-latin">Noam Chomsky come &#8220;il Senato virtuale&#8221;:</a></p>
<blockquote><p>la liberalizzazione finanziaria crea un senato virtuale di investitori e prestatori che conducono referendum istantanei</p></blockquote>
<p>Il non troppo velato riferimento di Chomsky alla formula di Renan sulla democrazia intesa come &#8220;<strong>plebiscito quotidiano</strong>&#8221; riferito alle nazioni rovesciava il significato di questo concetto: qui le &#8220;masse&#8221; chiamate a votare erano i creditori globali delle nazioni.</p>
<p>Questa è la realtà del capitalismo moderno, si potrebbe dire. Bisogna capire in che modo questa inversione nell&#8217;equilibrio di potere abbia almeno una base in termini di efficienza. Se la finanza o i mercati globalizzati potessero esibire una superiore capacità allocativa, non ci sarebbe altro da fare che arrendersi al progresso. Ma qui inizia la parte critica del discorso.</p>
<p>L&#8217;ipotesi dell&#8217;efficienza dei mercati, spesso associata al nome di Eugene Fama, si basa sull&#8217;assunzione che i mercati sono in gradi di &#8220;prezzare&#8221; il rischio fondamentale di un asset, con sole piccole deviazioni destinate ad essere riassorbite.</p>
<p>Shiller ha contestato e sfidato questa ipotesi molto presto, in un articolo del 2003. Ironia, o ipocrisia, della sorte, nel 2017 il premio della Banca di Svezia in onore di Alfred Nobel per gli studi economici è stato assegnato congiuntamente a Fama e Shiller.</p>
<p>La Grande Crisi del 2007 ha sfatato la <strong>presunta capacità di efficace allocazione dei mercati</strong>. In particolare, nel caso delle crisi dei debiti sovrani una letteratura concordante sottolinea il fatto che una larga parte del rischio prezzato dai mercati è creato dal mercato stesso sulla scia di sentimenti ed emozioni. E per di più un&#8217;ampia letteratura sui multipli equilibri sottolinea che le <strong>aspettative </strong>possono distorcere la valutazione dei fondamentali, specie nel <a href="https://voxeu.org/article/monetisation-do-not-panic">caso dei debiti sovrani</a>: &#8220;I debiti sovrani e i loro mercati sono potenzialmente soggetti a multipli equilibri. In casi di bassi tassi d&#8217;interesse, la possibilità che il debito sia sostenibile è alta, giustificando i bassi tassi. Pensiamo a questo come a un buon equilibrio. Ma potrebbe essercene un altro in cui gli investitori si spaventano, chiedono un premio al rischio maggiore, la crescita del servizio del debito, e facendo ciò fanno auto avverare i loro timori rendendo il debito insostenibile. Questo è un cattivo equilibrio. Multipli equilibri possono emergere più o meno in ogni momenti, ma sono più frequenti nelle circostanze odierne in cui gli investitori sono molto umorali&#8221;.</p>
<p>Parliamo ora dell&#8217;ultima crisi, quella pandemica. Se le economie avanzate si sono salvate dal collasso, questo è stato per l&#8217;azione dei governi nazionali, che hanno fatto passare grandi deficit di bilancio, e delle loro banche centrali, che li hanno supportati con la politica di acquisto di asset. L&#8217;effetto finale è stato, perfino in Europa, l&#8217;ottenimento di una stabilità molto maggiore di quella del 2007.</p>
<p>Qual è la morale? Bisogna tenersi alla larga dalla tentazione di assolutizzare. No, né gli Stati né le banche centrali né i mercati possono in solitaria ottenere tutti gli obiettivi di efficienza che tutti noi giustamente riteniamo importanti nella finanza. Quello che la pandemia e l&#8217;uscita dalla crisi ci insegnano è piuttosto un obiettivo politico molto specifico:</p>
<blockquote><p>la necessità di bilanciare l&#8217;azione di questi tre attori in nome di una crescita sostenuta, sostenibile, socialmente accettabile</p></blockquote>
<p>Se le politiche di <em>quantitative easing</em> hanno finora salvato la situazione, lo hanno fatto col prezzo di sempre crescenti disuguaglianze, a un prezzo sociale che non è più ragionevole pagare. Per il futuro andranno trovate nuove vie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/quale-sara-il-futuro-dei-mercati-finanziari-globali.html">Quale sarà il futuro dei mercati finanziari globali?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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