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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 08:27:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Usa: così l&#8217;ICE usa l’immigrazione per costruire un database del DNA e controllare la popolazione</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/come-stati-uniti-immigrazione-database-dna-controllo-popolazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2026 08:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da poche migliaia di profili genetici nel 2020 a 3,3 milioni oggi: un nuovo report della Georgetown University rivela come il governo statunitense stia usando l'immigrazione come pretesto per costruire un database del DNA destinato al controllo sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/come-stati-uniti-immigrazione-database-dna-controllo-popolazione.html">Usa: così l&#8217;ICE usa l’immigrazione per costruire un database del DNA e controllare la popolazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260824073712880_ca155a7c34f60678d2953fd774987ffd-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tre agenti federali immobilizzano un uomo e lo trascinano verso la loro auto. Viene rilasciato circa tre ore dopo, ma prima i funzionari lo fotografano e gli prendono le impronte digitali. Non solo: quando ancora non ha pienamente realizzato cosa stia accadendo, un agente dell’ICE — l’<em>U.S. Immigration and Customs Enforcement, </em>l’agenzia federale che si occupa di immigrazione — gli passa un tampone, simile a un cotton fioc, all’interno della guancia. La vicenda è accaduta a fine gennaio quando Ben — nome di fantasia — e sua moglie si sono recati nel Nord-Est di Minneapolis dopo aver ricevuto, da parte di un gruppo di attivisti, una segnalazione sulla presenza di personale dell’agenzia.</p>



<p>È quanto viene riportato <a href="https://www.npr.org/2026/03/18/nx-s1-5739257/ice-officers-dna-protesters-database">in un articolo della NPR</a>, la rete di di giornalismo radiofonico statunitense, che racconta come il personale dell’agenzia abbia prelevato —&nbsp;o tentato di prelevare —&nbsp;<strong>un campione del DNA</strong> da individui arrestati senza che abbiano compiuto alcuna provocazione. Si tratterebbe di un <strong>uso improprio delle politiche sull&#8217;immigrazione da parte del governo statunitense</strong>, come sostiene <a href="https://drive.google.com/file/d/1nIsLud1VJjyNSA6_LEISs6mYtxVssRuJ/view">un nuovo rapporto del Center on Privacy &amp; Technology della Georgetown Law</a> che denuncia<strong> la creazione di un database nazionale di DNA destinato alla polizia predittiva e al controllo sociale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il DNA come nuova frontiera del controllo</strong></h2>



<p>Il rapporto <em>Raiding the Genome: How the United States Government Is Abusing Its Immigration Powers to Amass DNA for Future Policing </em>&nbsp;(Assalto al genoma: come il governo degli Stati Uniti sta abusando dei suoi poteri in materia di immigrazione per accumulare DNA a fini di polizia) spiega e analizza la <strong>drastica espansione della raccolta di DNA da parte del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) statunitense</strong>. Il programma opera praticamente senza alcun controllo e i<strong>l DNA prelevato viene utilizzato per future attività di polizia e procedimenti giudiziari.</strong> Dal 2020, quando i profili presenti nel database nazionale del DNA criminale —&nbsp;così definito sebbene in molti casi al momento del prelievo non sia stato accertato alcun reato — erano pressoché inesistenti, <strong>il loro numero è salito a 3,3 milioni </strong>—&nbsp;si tratta di <strong>circa tremila persone al giorno</strong>, ogni giorno, per un anno —<strong>&nbsp;</strong>con la sola ICE che potrebbe aver contribuito con circa 920.000 profili nel solo 2025. L’agenzia &nbsp;è diventata il principale motore di questo tipo di attività, mentre in precedenza la raccolta del DNA dei migranti si svolgeva principalmente al confine, dove la Customs and Border Protection (CBP) prelevava campioni dalle persone fermate.&nbsp;</p>



<p>I dati presenti nelle varie edizioni dell’indagine della Georgetown Law —&nbsp;la prima risale al 2024 — mostrano <strong>una crescita esponenziale dei profili genetici prelevati forzatamente</strong>, anche su soggetti vulnerabili.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un database senza eccezioni: dai bambini ai richiedenti asilo</strong></h2>



<p>L&#8217;espansione della raccolta del DNA ha attirato l’attenzione del Congresso quando i legislatori hanno appreso che <strong>venivano prelevati campioni di DNA da bambini in un centro di detenzione per famiglie </strong>a Dilley, in Texas. Lo scorso anno aveva suscitato scalpore la notizia secondo cui l&#8217;amministrazione aveva raccolto il DNA di oltre «133.000 minori migranti», tra cui «almeno un bambino di quattro anni». Esiste anche il caso documentato di una persona di 96 anni. Non vengono risparmiati neppure i richiedenti asilo, individui che vengono sottoposti a sorveglianza genetica mentre esercitano il proprio diritto legale a chiedere protezione da persecuzioni e gravi violazioni dei diritti umani, ai sensi del diritto internazionale e statunitense.</p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/internacional/agentes-ice-recolectan-manera-masiva-muestras-adn-migrantes-amenaza-judicializarlos-estudio-academico/20260820003946074791.html">Come riporta il giornalista Bruno Sgarzini su Diario Red</a>,<strong> oltre il 70% dei campioni della CBP proviene da cittadini di soli quattro paesi: Messico, Venezuela, Cuba e Haiti.</strong></p>



<p>Secondo gli autori, il vero obiettivo dell&#8217;amministrazione sarebbe «costruire un database del DNA sufficientemente ampio da consentire un controllo genetico esteso all&#8217;intera popolazione». La mancata sottomissione al prelievo genetico sta diventando peraltro la base per procedimenti penali e giustificazioni per la deportazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La narrazione dell&#8217;“invasione” </strong></h2>



<p>«Esiste negli Stati Uniti una lunga storia nell&#8217;uso dell&#8217;applicazione delle leggi sull&#8217;immigrazione come<strong> pretesto per l&#8217;espansione dei poteri esecutivi </strong>e nel trattamento delle comunità immigrate come terreni di sperimentazione per nuove pratiche e tecnologie di controllo poliziesco», si legge nel documento. Non è un caso che, durante la campagna elettorale, Trump abbia più volte definito la migrazione irregolare come una “invasione” e da allora abbia utilizzato questo tipo di narrazione per <strong>rivendicare poteri presidenziali estesi. </strong><a href="https://www.wired.com/story/ice-dna-collection-fbi-codis/">Come viene precisato su wired.com</a>, una volta che i profili del DNA delle persone detenute entrano nell’infrastruttura di banche dati dell’FBI definita Combined DNA Index System (CODIS) &nbsp;—&nbsp;«le forze dell&#8217;ordine di tutto il paese possono confrontarli con le prove relative a crimini irrisolti e con il DNA raccolto sulla scena del crimine anni o addirittura decenni dopo. Il campione fisico, che contiene l&#8217;intero genoma di una persona, rimane in un laboratorio federale a tempo indeterminato».&nbsp;</p>



<p>La mancanza di un&#8217;efficace supervisione legale continua peraltro a mettere a rischio chiunque, indipendentemente dallo status di cittadinanza. Nel 2025, la Border Patrol ha documentato<strong> la raccolta di DNA da 56 cittadini statunitensi, </strong>per quanto in assenza di accuse penali il DHS non sia autorizzato a farlo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Sorvegliare il dissenso attraverso il DNA</strong></h2>



<p>Una tendenza emergente riguarda l&#8217;uso dei poteri del DHS per <strong>mappare geneticamente cittadini statunitensi coinvolti in attività di protesta.</strong> Non è chiaro dove finiscano i campioni prelevati dai manifestanti negli ultimi mesi o come vengano utilizzati. «La cosa mi preoccupa molto perché <strong>sembra che il governo stia creando un catalogo di dissidenti politici</strong>», ha dichiarato a NPR <strong>Andrew Birrell,</strong> presidente della National Association of Criminal Defense Lawyers.</p>



<p><strong>Molti prelievi avvengono senza un mandato giudiziario</strong>, sollevando gravi preoccupazioni sulla possibile violazione dei diritti costituzionali e scatenando reazioni nella società civile. Lo scorso maggio un gruppo di cittadini statunitensi —&nbsp;il cui DNA era stato prelevato dal DHS al momento del loro fermo durante una protesta contro l&#8217;operazione dell&#8217;agenzia nell&#8217;area di Chicago —&nbsp;ha intentato una causa sostenendo l&#8217;incostituzionalità di tali attività. Il DHS violerebbe <strong>la protezione del Quarto Emendamento</strong> contro perquisizioni e sequestri illegittimi, nonché i<strong> diritti del Primo Emendamento relativi alla libertà di parola e riunione</strong>. «Essere arrestata e vedermi prelevare il DNA per aver protestato pacificamente è stato sconvolgente e profondamente antiamericano», ha dichiarato la querelante principale <strong>Dana Briggs</strong> in una dichiarazione citata nel rapporto della Georgetown University. Nel ricorso si afferma che «il messaggio del governo è chiaro: se protesti contro le politiche del governo, ti arresteremo, archivieremo il tuo DNA e ti terremo sotto controllo — e potenzialmente anche i tuoi familiari biologici».&nbsp;</p>



<p>In definitiva, le ulteriori prove raccolte nel 2026 e contenute nell’indagine della Georgetown Law sembrano confermare che<strong> il programma di raccolta del DNA del DHS è un&#8217;infrastruttura di sorveglianza di massa che trascende il controllo dell&#8217;immigrazione.</strong> Attraverso l&#8217;uso del pretesto amministrativo, il governo starebbe costruendo <strong>un database genetico permanente che include milioni di individui non condannati,</strong> eliminando di fatto le tutele del Quarto Emendamento e creando <strong>un catalogo biologico di popolazioni vulnerabili e dissidenti politici,</strong> senza alcuna supervisione democratica.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/come-stati-uniti-immigrazione-database-dna-controllo-popolazione.html">Usa: così l&#8217;ICE usa l’immigrazione per costruire un database del DNA e controllare la popolazione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Terremoto in Colombia: la gestione di De la Espriella tra caos istituzionale e svolta pro-Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/terremoto-colombia-de-la-espriella-caos-istituzionale-svolta-pro-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 05:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sisma del 10 agosto ha colpito la Colombia nel pieno di una transizione di governo mai completata tra Petro e De la Espriella. Ritardi nei soccorsi, aiuti internazionali selettivi e il riconoscimento della sovranità israeliana sulle alture del Golán: la ricostruzione di una gestione dell'emergenza segnata da vuoti istituzionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-colombia-de-la-espriella-caos-istituzionale-svolta-pro-israele.html">Terremoto in Colombia: la gestione di De la Espriella tra caos istituzionale e svolta pro-Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260819103452976_accf7e8354b206526ab6436194f43819-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il sisma più potente registrato nel Paese nel corso del XXI secolo</strong> che, nel momento in cui scriviamo, ha provocato <strong>più di 300 vittime e 4 mila feriti </strong>e colpito più di <strong>290 mila persone</strong>, cifre probabilmente destinate ad aumentare. È quello che si è abbattuto sulla Colombia lo scorso 10 agosto — appena tre giorni dopo l’insediamento del nuovo presidente, <strong>Abelardo De la Espriella</strong> —  e che ha avuto come <strong>epicentro San José del Palmar</strong>, un piccolo centro abitato nel dipartimento di Chocó. Si tratta di <strong>un’area storicamente impoverita e marginalizzata</strong>, abitata prevalentemente da una popolazione afrodiscendente e, in misura minore, indigena. Il disastro naturale si è rivelato <strong>un banco di prova cruciale per il nuovo governo di estrema destra </strong>e ha messo in luce le crepe istituzionali originatesi dal mancato passaggio di consegne con il precedente esecutivo guidato da <strong>Gustavo Petro.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un’emergenza senza guida</strong></h2>



<p>Il tradizionale <em>empalme </em>— il processo che definisce la transizione di governo — è stato sospeso dopo appena cinque giorni per accuse reciproche di corruzione e illegittimità, creando <strong>un preoccupante vuoto legale</strong>. Una delle conseguenze è stata <strong>la mancata nomina del direttore della Unidad Nacional para la Gestión del Riesgo de Desastres (UNGRD)</strong>, l’agenzia nazionale che deve attivare squadre e risorse nelle calamità, mentre parte della sua struttura dirigenziale era già uscita. La nomina di <strong>David Tamayo</strong> è stata formalizzata solo 48 ore dopo l’evento sismico. Peraltro, <a href="https://www.eldiario.es/internacional/cortocircuito-traspaso-poderes-colombia-complica-gestion-terremoto-ultra-espriella_1_13441536.html">come ha sottolineato il quotidiano spagnolo eldiario.es</a>, nell&#8217;ambito del suo programma di tagli ai ministeri e agli enti pubblici nel segno dell’austerità, il presidente aveva previsto l&#8217;eliminazione di tale ente e la sua fusione con un altro. «Tre giorni dopo, la realtà ha fatto saltare in aria quell&#8217;idea».</p>



<p>Che la catena di comando sia rimasta del tutto sguarnita nelle ore cruciali successive al sisma è comprovato dalle stesse dichiarazioni delle figure chiave del governo. Più di 24 ore dopo il terremoto, <strong>il Ministro dell&#8217;Interno Rodrigo Lara</strong> è stato intervistato sulla situazione nel dipartimento più colpito. La sua risposta è stata sconcertante: «A dire il vero, non so cosa stia succedendo nel Chocó».</p>



<p>Il governo ha inoltre impiegato ben tre giorni per accettare formalmente l&#8217;intervento delle squadre di soccorso internazionali e, quando finalmente lo ha fatto, <strong>ha collaborato solo con alleati di destra</strong>: Stati Uniti, Ecuador, El Salvador e Israele. «La Colombia respinge l&#8217;aiuto internazionale per le operazioni di soccorso dopo il terremoto», titolava <em>El País</em> lo scorso 11 agosto, sottolineando che «le offerte di aiuto da parte di altri Paesi per far fronte all&#8217;emergenza causata dal devastante terremoto in Colombia si sono bloccate proprio quando ogni minuto conta. Nel mezzo della confusione, il governo di Abelardo de la Espriella ha scelto di ignorare queste offerte o di respingere categoricamente l&#8217;aiuto del personale per le operazioni di soccorso».</p>



<p>A destare accese polemiche è stato inoltre<strong> l’atteggiamento del neopresidente, fortemente criticato per essere apparso sorridente davanti alle telecamere</strong> mandando baci agli astanti nel corso della prima conferenza stampa sull’emergenza del terremoto, poco prima di annunciare che, fino a quel momento, erano morte 111 persone. Un atteggiamento ritenuto irrispettoso e inadeguato sul piano istituzionale in un frangente così tragico per il Paese. «Non so se qualcuno del suo staff glielo abbia già detto, ma in un momento come questo la Colombia non ha bisogno del Tigre. Ha bisogno del presidente», <a href="https://www.diario-red.com/opinion/daniela-pacheco/presidente-todavia-campana-abelardo-espriella/20260812014248074339.html">è stato il duro commento della giornalista e analista politica colombiana Daniela Pacheco sulle pagine di Diario Red</a>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il terremoto diventa l’occasione per la svolta pro-Israele</strong></h2>



<p>Nelle stesse ore, peraltro, mentre i colombiani giacevano ancora sotto le macerie degli edifici distrutti, il governo ha rilasciato<strong>una dichiarazione in cui riconosceva la sovranità israeliana sulle alture del Golán,</strong> territorio siriano illegalmente occupato da Israele dal 1967. La dichiarazione —  che ha scatenato una crisi diplomatica con gli stati arabi — ha posto la Colombia, insieme agli Stati Uniti, come l&#8217;unico altro paese al mondo a riconoscere la rivendicazione israeliana sul territorio.<strong>La tempistica dell’annuncio non è stata affatto casuale</strong>, <a href="https://jacobinlat.com/author/gabe-levine-drizin/">scrive Gabe Levine-Drizin</a>, dottorando in Storia alla New York University, sulle pagine di <em>Jacobin America Latina</em>: secondo lo studioso, «le azioni della nuova amministrazione successive al disastro dimostrano l&#8217;intenzione di sfruttare la crisi per giustificare relazioni più strette con il paese mediorientale». Una dinamica già manifestatasi peraltro in Venezuela. Prima di entrare in carica, De la Espriella aveva annunciato l&#8217;intenzione di <strong>trasferire l&#8217;ambasciata colombiana a Gerusalemme </strong>e di posticipare l&#8217;apertura prevista di un&#8217;ambasciata a Ramallah, oltre ad avere un incontro con il ministro degli Esteri israeliano <strong>Gideon Sa&#8217;ar</strong>. Il neopresidente ha anche sfruttato il disastro naturale come opportunità per revocare due decreti che vietavano l&#8217;esportazione di carbone colombiano verso Israele.</p>



<p>Presunte squadre di soccorso provenienti da Tel Aviv e guidate da <strong>Roni Kaplan</strong>, portavoce in lingua spagnola dell’esercito israeliano, sono arrivate in Colombia cinque giorni dopo il terremoto, quando le speranze di trovare persone ancora vive sotto le macerie erano davvero ridotte. <strong>Petro ha espresso dubbi sulla natura degli aiuti israeliani alla Colombia, </strong>chiedendo se si tratti realmente di assistenza umanitaria o, piuttosto, dell’invio di militari. «Abbiamo circa 200.000 militari in Colombia e potrebbero essercene di più. Li paghiamo bene e possono prestare servizio negli aiuti umanitari», ha scritto l’ex presidente su X.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">¿Son ayuda humanitaria?, o ¿son soldados de guerra? señores israelíes. Soldados de guerra tenemos como 200.000 en Colombia y pueden ser más, y les pagamos bien  y pueden servir en la ayuda humanitaria, nosotros mandamos  hasta un batallón: el batallón  Colombia, que está cuidando… <a href="https://t.co/5bw1KgzM4G">https://t.co/5bw1KgzM4G</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2088338400919077082?ref_src=twsrc%5Etfw">August 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sempre mentre il Paese affrontava la tragedia umanitaria conseguente al terremoto, le Forze Armate hanno inoltre condotto bombardamenti contro l&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) a Catatumbo, giustificando l&#8217;operazione come <strong>parte della promessa del governo di tenere una linea dura contro il narcoterrorismo</strong> congiuntamente con gli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La solidarietà dal basso contro l’inerzia dello Stato</strong></h2>



<p>Nei giorni scorsi, il settimanale britannico <em>The Economist </em>ha pubblicato un articolo —&nbsp;dal titolo <em>A big earthquake reveals two very different Colombias</em> — in cui critica il presidente De la Espriella e offre un&#8217;analisi sociale della Colombia, mettendo in evidenza <strong>le disparità che si sono manifestate nel livello di attenzione riservato al dipartimento di Chocó</strong> —&nbsp;dove peraltro il 13 agosto è stato registrato un nuovo terremoto di magnitudo 4.2 —&nbsp; rispetto a quella ricevuta da Cali.&nbsp;</p>



<p>In contrasto con la carente e discutibile risposta istituzionale, <strong>comunità e organizzazioni sociali di tutto il Paese si sono unite per sostenere le persone colpite dal terremoto</strong> non solo nel Chocó, ma anche in aree come Risaralda, Valle del Cauca, Caldas e altre regioni della Colombia occidentale. <strong>«Solo el pueblo salva al pueblo» </strong>è la frase che risuona ovunque. Soccorritori, medici, operatori umanitari e leader delle comunità locali si mobilitano per organizzare cucine popolari, distribuire pacchi alimentari alle famiglie, offrire assistenza medica gratuita e supporto psicosociale, oltre a trasportare cibo e beni di prima necessità nelle comunità colpite. La senatrice del Pacto Histórico <strong>Esmeralda Hernández</strong> ha dichiarato che Cali ha «due volti. Mentre il presidente De la Espriella e il sindaco Eder militarizzano la città invece di consentire l’arrivo degli aiuti internazionali, dall’altro lato, giovani e volontari lavorano giorno e notte a mani nude per salvare vite umane. Le persone salvano altre persone».</p>



<p>«Il terremoto ha messo a nudo la fragilità di uno Stato che privilegia l&#8217;allineamento internazionale e la guerra alla droga rispetto alla protezione della propria popolazione», <a href="https://www.diario-red.com/articulo/colombia/terremoto-desgobierno-primeros-dias-abelardo-espriella/20260813140210074437.html">ha scritto la giornalista e storica colombiana Diana Carolina Alfonso</a>, chiosando: «La domanda cruciale è se questo governo, salito al potere promettendo di smantellare lo Stato, sarà in grado di ricostruire ciò che il terremoto ha distrutto». La risposta è probabilmente già chiara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-colombia-de-la-espriella-caos-istituzionale-svolta-pro-israele.html">Terremoto in Colombia: la gestione di De la Espriella tra caos istituzionale e svolta pro-Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Fede, liberismo e Stati Uniti: in Colombia comincia l&#8217;era di Abelardo De la Espriella</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-colombia-fede-liberismo-usa-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 09:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>"El Tigre" giura da presidente della Colombia in una cerimonia blindata a Cali, tra i leader della nuova destra latinoamericana e il segretario di Stato USA Rubio. Fede, svolta liberista e riavvicinamento a Washington e Israele segnano la rottura con l'eredità di Petro, che parla di frode elettorale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-colombia-fede-liberismo-usa-israele.html">Fede, liberismo e Stati Uniti: in Colombia comincia l&#8217;era di Abelardo De la Espriella</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260807084941838_0001e9daa7b53d460391b7e4b73bcf65-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Con l&#8217;aiuto di Dio, lavoreremo senza sosta per rendere realtà la Patria Miracolo». È con queste parole che, qualche giorno fa, <strong>Abelardo De la Espriella si è congedato su X come Presidente eletto della Colombia,</strong> ricordando che il 7 agosto —&nbsp;giorno dell’investitura ufficiale —&nbsp;riprenderà a pubblicare sulla piattaforma come Presidente della Repubblica. Qualche ora prima, El Tigre aveva postato un video, a tratti grottesco, sul <strong>ritiro spirituale da lui organizzato e a cui hanno partecipato le persone che saranno parte della sua squadra di governo</strong>. «Per costruire una grande Nazione bisogna mettere Dio al centro di ogni decisione», si legge nel post. Atteggiamento che ricorda per certi versi quello dell’alleato Donald Trump che, mesi fa, si era fatto ritrarre in preghiera nello Studio Ovale insieme a un gruppo di pastori evangelici. La religione usata strumentalmente come fattore&nbsp; identitario sarà probabilmente uno degli elementi cardine del <strong>nuovo corso politico in Colombia</strong> che sarà caratterizzato anche dal riavvicinamento strategico a Washington, dalla progressiva riduzione dell’intervento dello Stato e da un aumento degli investimenti privati.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">COLOMBIANOS: LA PATRIA MILAGRO YA COMENZÓ<br><br>Esta fue mi última alocución como Presidente electo. La próxima vez que nos encontremos en este espacio, lo haré como Presidente de la República.<br><br>Han sido semanas de trabajo intenso para preparar el inicio de un gobierno serio, austero… <a href="https://t.co/mcZYELGmB6">pic.twitter.com/mcZYELGmB6</a></p>&mdash; Abelardo De La Espriella (@ABDELAESPRIELLA) <a href="https://x.com/ABDELAESPRIELLA/status/2084101067713708480?ref_src=twsrc%5Etfw">August 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>De la Espriella giura tra i leader della destra e Marco Rubio</strong></h2>



<p>Per la prima volta, la cerimonia di insediamento del presidente colombiano si terrà fuori dalla capitale Bogotà. De la Espriella presterà giuramento oggi alle 15 ora locale —&nbsp;le 22 in Italia —&nbsp;presso l&#8217;USC Arena, situata all&#8217;interno dell&#8217;Università di Santiago di Cali, capoluogo della Valle del Cauca, città probabilmente destinata a diventare il nuovo epicentro politico ed economico della Colombia. <strong>La scelta di Cali è stata motivata con ragioni di sicurezza e organizzazione. </strong>Inizialmente, De la Espriella aveva manifestato la volontà di assumere l&#8217;incarico in una guarnigione militare a Popayán, annuncio che aveva originato uno scontro con il presidente uscente <strong>Gustavo Petro</strong> e che ha reso l’insediamento un vero campo di battaglia istituzionale.Sempre a Cali, nelle ore seguenti alla cerimonia, si terrà<strong>il primo Consiglio di sicurezza del nuovo governo, </strong>una decisione che mira a sottolineare fin da subito l&#8217;importanza attribuita al tema dell&#8217;ordine pubblico. Tra i capi di Stato che hanno confermato la propria presenza alla cerimonia di insediamento ci sono re <strong>Filippo VI di Spagna</strong>, l’argentino <strong>Javier Milei</strong>, il boliviano <strong>Rodrigo Paz, </strong>il cileno <strong>José Antonio Kast</strong>, l’ecuadoriano <strong>Daniel Noboa</strong> e l’honduregno <strong>Nasry Asfura</strong>, tra gli altri. Si tratta di leader che hanno espresso il loro sostegno a De la Espriella dopo la sua elezione e che fanno parte della <strong>nuova internazionale di destra in America Latina.</strong> Oltre alla loro partecipazione, secondo fonti ufficiali, è prevista quella del<strong>Segretario di Stato americano Marco Rubio.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Petro: «Milioni di voti alterati, frode orchestrata con software israeliani»</strong></h2>



<p>La contesa con Petro non si limita alla scelta del luogo per l’investitura ufficiale. Il leader del Pacto Histórico nei giorni scorsi ha tenuto una conferenza stampa in cui ha ribadito che <strong>De la Espriella è un «presidente illegittimo»</strong>, parlando di una <strong>frode elettorale </strong>orchestrata attraverso <strong>la manipolazione di algoritmi e l&#8217;ingerenza di interessi stranieri.&nbsp;</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">La primera certeza que debe tener el pueblo es que Iván Cepeda ganó la presidencia, que las elecciones se las robaron los israelíes adinerados dirigidos por un genocida y lo hicieron desde el extranjero modificando la votación en 1665 puestos electorales ya detectados. Actuaron… <a href="https://t.co/uXXmrMG5gt">https://t.co/uXXmrMG5gt</a></p>&mdash; Gustavo Petro (@petrogustavo) <a href="https://x.com/petrogustavo/status/2084296061196132727?ref_src=twsrc%5Etfw">August 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>La manomissione dei certificati elettorali e l&#8217;assenza di protocolli di sicurezza informatica —&nbsp;con un software peraltro in mano a entità private —&nbsp;avrebbero<strong> condotto all&#8217;alterazione di milioni di voti,</strong> determinando l&#8217;elezione del candidato perdente a discapito della volontà popolare.</p>



<p>«La prima certezza che il popolo deve avere è che Iván Cepeda ha vinto la presidenza e che le elezioni gli sono state rubate da ricchi israeliani guidati da un genocida», ha affermato il presidente uscente. A proposito dell’ingerenza di Tel Aviv, Petro ha sottolineato come la Colombia non sia il primo Paese che la subisce. «Già si contano <strong>cinque casi di manipolazione di elezioni con software israeliani</strong> in varie parti del mondo, secondo quanto ci riporta la stampa&#8221;, sono le parole di Petro cui è seguita, in un post pubblicato su X, un’esortazione al popolo colombiano: «Sotto un governo illegittimo bisogna preservare la pace e portare avanti la lotta sociale e l&#8217;ampliamento delle forze democratiche in una grande Alleanza per la Vita che riporti il paese quanto prima alla democrazia».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La ricetta di De la Espriella per la Colombia</strong></h2>



<p>Di sicuro il “dandy caraibico” — così José Carlos Cueto, corrispondente della BBC in Colombia, ha definito il presidente eletto —&nbsp;imprimerà <strong>un corso completamente diverso alla politica colombiana</strong>. Già se ne vedono le avvisaglie in politica estera. La direttrice principale di quest’ultima sarà «l’alleanza seria, solida e affidabile con gli Stati Uniti», con la <strong>piena adesione allo Scudo delle Americhe</strong>, l’alleanza creata da Donald Trump. L&#8217;obiettivo è recuperare lo status di<strong>principale alleato strategico di Washington </strong>nella regione, reso manifesto attraverso due incontri di alto livello tenutisi nelle scorse settimane. De la Espriella ha poi annunciato che, una volta insediatosi al potere, <strong>ristabilirà i rapporti con Israele</strong>&nbsp;interrotti da Petro —&nbsp;sotto la cui presidenza la Colombia, tradizionalmente un partner militare di Tel Aviv, è diventata uno dei governi più ostili allo Stato ebraico&nbsp;a causa del genocidio del popolo palestinese —&nbsp;e <strong>interromperà le relazioni diplomatiche con Cuba,</strong> in un momento cruciale per L’Avana, sottoposta dagli Stati Uniti a ulteriori sanzioni in aggiunta allo storico blocco.</p>



<p>Sul fronte interno, oltre alla<strong> priorità assoluta attribuita ai citati temi della sicurezza e dell’ordine pubblico,</strong> sarà l’economia l’ambito che segnerà una rottura totale con le politiche di Petro, attraverso una serie di misure di stampo liberista, tra cui la <strong>significativa riduzione dell’intervento dello Stato —&nbsp;</strong>il ministro designato del Tesoro, Miguel Gómez Martínez, ha già annunciato uno storico taglio della spesa pubblica — la diminuzione della pressione fiscale sulle imprese, l’apertura agli investimenti privati di attori stranieri, specie nel settore miniero-energetico.&nbsp;</p>



<p>La cosiddetta &#8220;Patria Milagro&#8221; di De la Espriella —&nbsp;l’ennesimo esperimento di neoliberismo tropicale allineato agli Stati Uniti e pagato dai popoli latinoamericani —&nbsp; sembra preannunciare prodigi solo per la parte privilegiata della frontiera di classe, scaricando i costi sociali su chi ha meno voce per opporsi.&nbsp;</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-colombia-fede-liberismo-usa-israele.html">Fede, liberismo e Stati Uniti: in Colombia comincia l&#8217;era di Abelardo De la Espriella</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La crisi di Ceuta: migranti usati come arma di pressione sulla Spagna</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-crisi-migratoria-sahara-occidentale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 14:37:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dietro la crisi migratoria di Ceuta si gioca la partita del Sahara occidentale: da una parte il fronte formato da Marocco, Stati Uniti e Israele, dall'altra una Spagna che si scontra con Tel Aviv e Washington sulla Palestina e cerca l'equilibrio con Marocco e Algeria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/ceuta-crisi-migratoria-sahara-occidentale.html">La crisi di Ceuta: migranti usati come arma di pressione sulla Spagna</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026073116071092_382feb9e5072ce3151028801ad100f04-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’<em>espigón</em> del Tarajal, il molo che separa la città autonoma di Ceuta dal Marocco, è lo spazio sospeso che simboleggia <strong>il collasso di un modello fondato sul sistematico logoramento dei diritti umani e il fallimento delle politiche di questi ultimi anni attuate dall’Unione europea: </strong>da un lato l’inasprimento delle condizioni per l’immigrazione legale, dall’altro l’esternalizzazione del controllo dei flussi ai paesi del Sud. <a href="https://elpais.com/espana/2026-07-30/es-un-fracaso-para-el-pais-ver-a-una-chica-haciendo-la-senal-de-la-victoria-tras-haber-pasado-a-ceuta.html">Come ha sottolineato l’attivista marocchina Khadija Inani</a> quanto accade a Ceuta mostra anche il fallimento di un sistema che scarica sui confini meridionali dell’Europa il costo politico e umano delle proprie scelte. Nel momento in cui scrivo, il bilancio è drammatico: il quotidiano spagnolo El País riporta che sono <strong>50 mila i migranti entrati nell’enclave spagnola — circa la metà sono già rientrati volontariamente in Marocco —</strong> <strong>mentre sale a 34 il bilancio delle persone morte</strong> nel tentativo di raggiungere a nuoto la cittadina. Ma se nel nostro Paese gli esponenti della maggioranza strumentalizzano quanto accade a scopo propagandistico, la realtà è che nei tragici eventi cui stiamo assistendo si manifesta <strong>l’intreccio rovinoso di interessi geopolitici</strong> sul cui altare il destino di migliaia di persone in cerca di prospettive di vita migliori viene sacrificato. Dietro la cronaca, infatti, si intravede qualcosa di più profondo: la crisi viene usata come strumento di pressione su Madrid, dentro una cornice geopolitica segnata dalle tensioni tra Spagna da un lato, e Marocco, Stati Uniti e Israele, dall’altro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le enclaves contese: Ceuta, Melilla e l&#8217;ombra del Sahara occidentale</strong></h2>



<p>Ceuta e Melilla, enclavi spagnole sulla costa nordafricana che godono dal 1995 dello status di città autonome, sono <strong>residui del passato coloniale di Madrid </strong>e, per tale ragione,&nbsp; al centro di <strong>una controversia storica </strong>tra i due Paesi. Rappresentano, prendendo in prestito le parole pronunciate qualche anno fa dall’ex primo ministro marocchio Saâdeddine El Otman, una questione «sospesa da cinque o sei secoli, ma che un giorno potrebbe riaprirsi» perché sono «marocchine come il Sahara». Il contenzioso che le riguarda si intreccia proprio con <strong>la spinosa questione del Sahara occidentale </strong>—&nbsp;area la cui importanza strategica è notevole in termini economici e geopolitici —&nbsp;e ogni crisi migratoria o diplomatica lungo quel confine tende a trasformarsi rapidamente in un caso politico internazionale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La storia infinita del Sahara occidentale</strong></h2>



<p>Fino al 1975 il Sahara Occidentale fu una colonia spagnola. Quando Madrid si ritirò, <strong>Marocco e Mauritania</strong> ne rivendicarono il territorio, mentre il <strong>Fronte Polisario</strong> (<em>Frente popular para la liberación de Saguía el-Hamra y Río de Oro</em>, organizzazione fondata nel maggio 1973 come movimento di liberazione nazionale del Sahara Occidentale) proclamò la <strong>Repubblica Democratica Araba Sahrawi.</strong> Al fianco del Polisario si schierò fin da subito <strong>l’Algeria, che ne è rimasta il principale sostegno politico e diplomatico</strong>, ospitando anche decine di migliaia di rifugiati sahrawi nei campi di Tindouf. Nel 1991 <strong>l’ONU impose un cessate il fuoco e promosse un referendum</strong> che però non si è mai tenuto per profondi disaccordi fra le parti sulle sue modalità. Dopo anni di stallo,<strong> nel 2020 la tregua si è incrinata</strong> e il conflitto è tornato a farsi sentire sul terreno. Da allora <strong>il Marocco ha consolidato il controllo su gran parte del territorio</strong>, mentre il Polisario continua a rivendicare l’autodeterminazione sahrawi.</p>



<p>Ma <strong>la vera svolta è avvenuta nel dicembre di quello stesso anno </strong>quando <strong>l’amministrazione Trump ha riconosciuto la sovranità marocchina sul territorio del Sahara Occidentale</strong>. Una mossa che molti osservatori hanno interpretato come<strong> la contropartita statunitense nel processo di normalizzazione dei rapporti tra Israele e Marocco</strong> inaugurato dagli Accordi di Abramo e inscritto in una più ampia architettura anti-Iran, ma anche in un riallineamento economico e strategico sotto regia americana. «La luce della pace non è mai stata più brillante di oggi in Medio Oriente», affermò in quei giorni il premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre Hamas e la Jihad islamica parlarono di «tradimento» da parte di Rabat.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Spagna tra Marocco, Algeria e il nodo Sahara</strong></h2>



<p>La crisi che ha travolto Ceuta in questi giorni è la peggiore dopo quella verificatasi nel 2021, quando il Marocco allentò le misure di controllo in seguito al <strong>caso legato a Brahim Ghali</strong>,&nbsp;uno dei principali leader sahrawi del Polisario, ricoverato in un ospedale spagnolo in seguito a una grave malattia. <strong>Da allora la vicenda di Ceuta si è intrecciata sempre di più con la questione del Sahara Occidentale. </strong>Nel 2022 la Spagna ha cambiato posizione&nbsp; avvicinandosi al piano di autonomia proposto dal Marocco, scelta che ha inevitabilmente irritato Algeri. La conseguenza è stata un raffreddamento drastico dei rapporti tra Spagna e Algeria, in parte ricuciti di recente con la visita del premier spagnolo Pedro Sánchez nel Paese africano, durante la quale quale si è rafforzata un’intesa per aumentare gli acquisti di gas algerino da parte di Madrid.&nbsp;</p>



<p>In questo scenario, quanto accaduto nell’enclave spagnola non è altro che <strong>la manifestazione di un rapporto di forza più ampio</strong>: da una parte il fronte formato da Marocco, Stati Uniti e Israele, che ha rafforzato la posizione di Rabat sul Sahara Occidentale; dall’altra una Spagna che si scontra frontalmente con Tel Aviv e Washington sul tema Palestina e cerca di conservare un equilibrio fragile con i due vicini maghrebini.&nbsp;</p>



<p></p>
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		<title>Il nuovo capitolo dell’Hondurasgate: il piano di sorveglianza di massa con tecnologie israeliane</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-sorveglianza-di-massa-tecnologie-israeliane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 04:15:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cyber spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260728172620293_37ded1652eeac1a75d517bdd237662d4-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuovi audio trapelati svelano il piano segreto del presidente Nasry Asfura per trasformare l'Honduras in un laboratorio di sorveglianza di massa, con la complicità di agenti israeliani e dei colossi delle telecomunicazioni. </p>
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<p>La <strong>piattaforma Hondurasgate</strong> ha reso pubblici ulteriori audio che rivelano il piano orchestrato dal governo honduregno di <strong>Nasry Asfura</strong> per implementare <strong>un sistema di sorveglianza di massa nel Paese con il supporto di tecnologie israeliane</strong>. Le nuove rivelazioni seguono quelle degli scorsi mesi che — in base ai file ottenuti in esclusiva da Canal RED e <a href="https://hondurasgate.ch/">Hondurasgate</a> — dimostrano l’esistenza di <strong>una struttura di ingerenza per orientare la politica in America Latina</strong>, usando l’Honduras come centro operativo strategico per gli interessi geopolitici di Washington e Tel Aviv, ed &#8220;estirpare&#8221; le influenze di sinistra nella regione attraverso accordi segreti e manipolazioni digitali, <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">come avevamo scritto su InsideOver</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Hernández ad Asfura: la regia di Washington e Israele sull&#8217;Honduras</strong></h2>



<p>La pubblicazione dei nuovi audio avviene alla vigilia del ritorno a Tegucigalpa dell&#8217;ex presidente <strong>Juan Orlando Hernández</strong>, condannato a 45 anni di prigione per narcotraffico e traffico di armi in un tribunale federale di New York e graziato da <strong>Donald Trump</strong> a novembre dell&#8217;anno scorso. Quella di Hernández è una figura centrale nel piano intessuto da Washington perché un suo possibile ritorno alla presidenza garantirebbe a Stati Uniti e Israele una serie di facilitazioni nel Paese centroamericano — il controllo di zone economiche speciali, la costruzione di basi militari e lo sviluppo di un ambiente legislativo favorevole alle aziende tecnologiche delle due potenze — e anche l’appoggio decisivo per creare una «cellula di informazione» con il compito di «<strong>attaccare ed estirpare il cancro della sinistra dai governi dell’Honduras e dell’America Latina</strong>». Dopo <strong>la sconfitta di Iván Cepeda in Colombia e la conseguente vittoria di Abelardo De la Espriella </strong>alle elezioni presidenziali, avvolte da sospetti di frode, il prossimo obiettivo sarebbero il Messico e il governo di <strong>Claudia Sheinbaum</strong>. </p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/exclusiva-nuevos-audios-hondurasgate-revelan-que-presidente-honduras-impulso-medidas-facilitar-espionaje-ciudadano-siguiendo-instrucciones-israel/20260726100000073441.html">Negli audio resi pubblici nei giorni scorsi,</a> emerge inoltre <strong>il ruolo svolto dall’attuale presidente honduregno Nasry Asfura </strong>in un piano che favorisce <strong>le attività di attori israeliani nel campo della sorveglianza cibernetica </strong>dell&#8217;intera popolazione honduregna e non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il piano di sorveglianza con il supporto di agenti israeliani</strong></h2>



<p>In due note vocali risalenti al 28 febbraio e al 7 marzo 2026 Asfura descrive a <strong>Tomás Zambrano </strong>—<strong> </strong>presidente del Congresso honduregno che da tempo coltiva un rapporto molto stretto con Tel Aviv, <a href="https://www.laprensa.hn/honduras/honduras-israel-buscan-ampliar-cooperacion-parlamentaria-OL29440284#google_vignette">partecipando a incontri con la sua rappresentanza diplomatica</a> e a reti pro-Israele in America Latina —&nbsp;un&#8217;operazione di sorveglianza ideata da <strong>agenti israeliani</strong>, con la collaborazione delle <strong>compagnie di telecomunicazioni Tigo e Claro </strong>per accedere alle comunicazioni della popolazione potenzialmente di tutta l’area, visto che i colossi della telefonia operano in oltre 15 paesi dell&#8217;America Latina e dei Caraibi e contano decine di milioni di utenti. Il presidente ordina inoltre la <strong>riconquista della Corte Suprema e della Procura Generale</strong>, e che vengano adottati tutti i provvedimenti necessari prima del ritorno di Hernández a Tegucigalpa.</p>



<p>Il piano verrebbe sottoposto all&#8217;approvazione del Congresso per conferirgli una parvenza di legalità, attraverso l’emanazione di un decreto apposito. Gli obiettivi sono controllare i social media, eliminare l&#8217;anonimato degli utenti — tramite<strong>i software israeliani Cellebrite e Pegasus ma anche della statunitense Palantir </strong>— e porre fine alla crittografia end-to-end. In questo modo si verrebbe a creare <strong>un’infrastruttura di sorveglianza</strong> diretta verso attivisti per i diritti umani, militanti politici e chiunque esprima opinioni critiche nei confronti del governo.</p>



<p>Già in passato, durante l’amministrazione Hernández, l’Honduras avevaconsolidato <strong>un apparato di spionaggio digitale avanzato attraverso l’uso di software di società statunitensi e israeliane, </strong>tra cui Circles, affiliata a NSO Group che sviluppa il noto spyware Pegasus, il cui uso da parte di diversi governi dell&#8217;UE contro giornalisti, politici, funzionari e altre personalità pubbliche <a href="https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/ATAG/2023/747923/EPRS_ATA(2023)747923_IT.pdf">è stato riconosciuto dal Parlamento europeo che ha istituito un&#8217;apposita commissione d&#8217;inchiesta</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il &#8220;laboratorio Palestina&#8221;: dalla sorveglianza israeliana all&#8217;esportazione globale</strong></h2>



<p>Come ha dimostrato il giornalista <strong>Antony Lowenstein</strong>, dopo aver costruito u<strong>na vera e propria “architettura del controllo” nei Territori palestinesi occupati,</strong> usando la Palestina come laboratorio per sperimentare tecniche di sorveglianza, repressione e gestione di una popolazione “nemica”, Israele ha “pacchettizzato” ed esportato tale sistema integrato, vendendolo in tutto il mondo a governi e apparati di sicurezza che utilizzano tali strumenti contro oppositori e giornalisti. In America Latina questo uso è stato documentato in Colombia e Messico, sotto i governi rispettivamente di <strong>Iván Duque ed Enrique Peña Nieto. </strong>Parallelamente a tale macchina del controllo si è sviluppato un altro ambito a essa complementare, ovvero<strong>l&#8217;industria della disinformazione</strong> che, come dimostrato da inchieste giornalistiche — <a href="https://www.timesofisrael.com/expose-unmasks-israel-led-disinformation-team-that-meddled-in-dozens-of-elections/">tra le quali  &#8220;Story Killers&#8221;, coordinata da Forbidden Stories</a> —, ha interferito in decine di elezioni in tutto il mondo, diverse delle quali in Sud e Centro America.</p>



<p>Le evidenze emerse in questo nuovo capitolo dell’Hondurasgate — <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/auditoria-earshot-confirma-autenticidad-nuevos-audios-hondurasgate-espionaje-traves-empresas-israelies/20260726060825073483.html">gli audio sono stati ritenuti autentici sulla base dell’analisi  forense condotta dall&#8217;organizzazione Earshot</a> — arrivano «in un momento in cui la stigmatizzazione e la persecuzione della sinistra, nell&#8217;ambito della politica di sicurezza nazionale statunitense, sono al culmine», <a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/exclusiva-nuevos-audios-hondurasgate-revelan-que-presidente-honduras-impulso-medidas-facilitar-espionaje-ciudadano-siguiendo-instrucciones-israel/20260726100000073441.html">come ha sottolineato su Diario Red la giornalista Valeria Duarte.</a> Un preciso riferimento alla <strong>nuova era di maccartismo politico annunciata dal Segretario di Stato Marco Rubio</strong> che ha parlato di una presunta rinascita del terrorismo politico di estrema sinistra su scala transnazionale e ha definito la sinistra radicale come una «una minaccia internazionale».</p>
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		<title>Peter Thiel e le risorse naturali della Patagonia per Palantir</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/peter-thiel-e-le-risorse-naturali-della-patagonia-per-palantir</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[giorgia di gennaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 09:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Palantir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1041" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1024x555.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-768x416.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-1536x833.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260519154834488_1b2eaf2b6dc1cfaaf2cef4a824902f51-600x325.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Peter Thiel, fondatore di Palantir, primo finanziatore di Donald Trump e tra gli uomini più influenti della Silicon Valley, guarda alla Patagonia come al laboratorio del futuro. Negli ultimi mesi il fondatore di Paypal e uno dei primi investitori di Facebook e Airbnb si è trasferito in Argentina, ha acquistato una villa a Buenos Aires &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/peter-thiel-e-le-risorse-naturali-della-patagonia-per-palantir">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/peter-thiel-e-le-risorse-naturali-della-patagonia-per-palantir">Peter Thiel e le risorse naturali della Patagonia per Palantir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Peter Thiel, fondatore di Palantir, primo finanziatore di Donald Trump e tra gli uomini più influenti della Silicon Valley, guarda alla Patagonia come al laboratorio del futuro.</p>



<p>Negli ultimi mesi il fondatore di Paypal e uno dei primi investitori di Facebook e Airbnb si è trasferito in Argentina, ha acquistato una villa a Buenos Aires e incontrato i vertici del governo Milei. Il suo piano prevede la costruzione di data center alimentati dall&#8217;energia del giacimento di Vaca Muerta, sfruttando il clima ideale della Patagonia per raffreddare i server.</p>



<p>Ma, secondo alcuni analisti, il progetto va oltre: creare zone speciali con regole ridotte al minimo, sul modello di Próspera in Honduras, dove Thiel ha già investito.</p>



<p>La Patagonia, terra di vento, isolamento ed estrattivismo, rischia così di trasformarsi in un esperimento politico ed economico, dove il potere degli investitori stranieri conta più di quello degli Stati e dove regna indisturbato il Capitale.</p>



<p>Leggi l&#8217;articolo di Marianna Lentini su InsideOver:<br>https://it.insideover.com/societa/peter-thiel-argentina-palantir-patagonia.html</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/peter-thiel-e-le-risorse-naturali-della-patagonia-per-palantir">Peter Thiel e le risorse naturali della Patagonia per Palantir</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gli Usa hanno incassato 13 miliardi con il petrolio del Venezuela ma nessuno sa dove sono finiti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/venezuela-fondi-petroliferi-opacita-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 05:12:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terremoto venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra versioni contrastanti e assenza di rendiconti, cresce la pressione bipartisan del Congresso USA per fare chiarezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/venezuela-fondi-petroliferi-opacita-washington.html">Gli Usa hanno incassato 13 miliardi con il petrolio del Venezuela ma nessuno sa dove sono finiti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="terremoto venezuela" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_2026072511211056_80299ee46a34b115d795779cf5253bfb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Salvaguardare le entrate petrolifere venezuelane <strong>per il bene dei popoli venezuelano e statunitense</strong>»: sarebbe questo l’intento dell’amministrazione Trump — <a href="https://www.whitehouse.gov/presidential-actions/2026/01/safeguarding-venezuelan-oil-revenue-for-the-good-of-the-american-and-venezuelan-people/?link_id=24&amp;can_id=f8926f3e6d8ceb33e16f9323f06df1d2&amp;source=email-las-sanciones-estan-agravando-aun-mas-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela&amp;email_referrer=email_3334322&amp;email_subject=las-sanciones-est_n-agravando-a_n-m_s-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela">dichiarato in un ordine esecutivo emanato a gennaio</a> —  da quando, in seguito alla cattura del Presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, ha assunto il <strong>controllo delle esportazioni di greggio del Paese sudamericano </strong>accumulando,secondo il <em>Financial Times</em>, circa <strong>13 miliardi di dollari. </strong>Una cifra consistente sulla cui destinazione Washington ha fornito <strong>versioni contrastanti, </strong>attirandosi accuse di gestione opaca. La mancanza di trasparenza sta sollevando crescenti <strong>critiche bipartisan al Congresso e preoccupazioni tra gli economisti </strong>riguardo alla reale ripresa economica del Paese, precipitato in una crisi ancora più preoccupante in seguito ai terremoti dello scorso giugno. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fondi venezuelani: la &#8220;custodia&#8221; ufficiale e il profitto rivendicato da Trump</strong></h2>



<p><strong>«Gli Stati Uniti hanno raccolto circa 13 miliardi di dollari provenienti dal petrolio venezuelano. Dove sono finiti?»</strong>. È l’eloquente domanda che si legge in un recente pezzo del <em>Financial Times</em> che ha calcolato le probabili entrate petrolifere del Venezuela utilizzando i dati forniti da Kpler, piattaforma che opera nel campo dei dati e dell&#8217;analisi per il commercio globale, e le valutazioni dei prezzi di Argus Media. Dopo l’operazione che <strong>ha portato al sequestro di Maduro e all&#8217;insediamento di Delcy Rodríguez alla presidenza</strong>, gli Stati Uniti hanno preso il controllo diretto delle esportazioni petrolifere del paese, destinando al contempo a quest’ultimo<strong>aiuti irrisori in seguito ai devastanti terremoti dello scorso giugno</strong>, <a href="https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html">come avevamo raccontato su InsideOver</a>.</p>



<p>L’ordine esecutivo di gennaio stabiliva che i fondi sarebbero stati di proprietà del governo venezuelano e depositati in conti governativi statunitensi a titolo di «custodia e gestione governativa». <a href="https://www.semafor.com/article/01/14/2026/us-gets-first-500-million-venezuelan-oil-deal-holding-some-proceeds-in-qatar">Il media statunitense Semafor, lo scorso gennaio, riportava</a> che <strong>il conto principale si trova in Qatar</strong>, Paese descritto da funzionari dell’amministrazione Trump come un luogo neutrale in cui il denaro può circolare liberamente con l&#8217;approvazione degli Stati Uniti e senza rischio di sequestro.</p>



<p>Tuttavia, la gestione di questi fondi sembra essere tuttora caratterizzata da una profonda opacità. Al ruolo «custodiale» rivendicato del Dipartimento di Stato si contrappongono <strong>le controverse dichiarazioni del Presidente Trump</strong>, il quale ha pubblicamente affermato che gli Stati Uniti stanno «guadagnando molti soldi» dall&#8217;operazione, avendo già recuperato i costi dell&#8217;intervento militare «28 volte».</p>



<p>Lo scorso aprile <strong>Michael Kozak</strong>, alto funzionario del Dipartimento di Stato, ha dichiarato che <strong>circa 3 miliardi di dollari derivanti dai proventi del petrolio erano stati inviati in Venezuela </strong>e che la società KPMG stava verificando i conti bancari. Ha anche specificato che l&#8217;amministrazione avrebbe fornito rapporti trimestrali sui fondi, ma i democratici della Commissione Affari Esteri affermano di non aver ricevuto alcuna informazione da allora.</p>



<p>Da parte sua, il governo venezuelano ha creato un sito web per monitorare le entrate derivanti dalle vendite di petrolio gestite dagli Stati Uniti, ma contiene una sola voce: un trasferimento di <strong>300 milioni di dollari a marzo.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dopo i terremoti, il Congresso USA chiede conto dei fondi petroliferi venezuelani</strong></h2>



<p>I legislatori statunitensi di entrambi i partiti stanno intensificando la pressione sull&#8217;amministrazione affinché renda pubblici i dati relativi agli stanziamenti dei fondi e introduca concrete misure di salvaguardia contro la corruzione. Le richieste di chiarezza finanziaria si sono intensificate in seguito ai due terremoti che hanno colpito il Venezuela lo scorso 24 giugno e che —&nbsp;secondo le stime delle Nazioni Unite —&nbsp; hanno causato <strong>danni strutturali per 37 miliardi di dollari, </strong>una somma enorme per il Paese, pari al 33% del suo PIL attuale.</p>



<p>«L&#8217;invasione del Venezuela da parte di Trump è stata fin dall&#8217;inizio <strong>una questione di petrolio, potere e corruzione, </strong>con miliardi di dollari di entrate petrolifere venezuelane controllate dall&#8217;amministrazione Trump senza trasparenza né garanzie», ha dichiarato i<strong>l deputato Joaquin Castro</strong>, esponente di spicco del Partito Democratico al Congresso.</p>



<p><strong>María Elvira Salazar,</strong> membro repubblicano del sud della Florida, ha chiesto che i rapporti sui fondi vengano resi pubblici. <strong>Benjamin Gedan,</strong> ex alto funzionario della Casa Bianca per l&#8217;America Latina durante l&#8217;amministrazione Obama, ha affermato che i democratici potrebbero <strong>indagare sui fondi petroliferi</strong> se a novembre dovessero ottenere il controllo di una o di entrambe le camere del Congresso, come appare probabile: <a href="https://www.cbsnews.com/video/new-poll-democrats-11-point-lead-generic-ballot/">secondo un nuovo sondaggio di Emerson College condotto a luglio</a>, il Partito Democratico ha <strong>11 punti percentuali di vantaggio sui repubblicani nelle elezioni di midterm.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Venezuela, crisi su crisi: dalle sanzioni ai fondi petroliferi mai restituiti</strong></h2>



<p>Secondo quanto riportato dal <em>Financial Times,</em> «sei mesi dopo che gli Stati Uniti hanno preso il controllo dei fondi, gli economisti affermano che <strong>i segnali di una ripresa in Venezuela sono relativamente deboli</strong>, un potenziale indizio del fatto che gli Stati Uniti non hanno restituito a Caracas tutte le entrate». Il controllo dei 13 miliardi di dollari rimane, al momento, <strong>uno strumento di pressione politica sulla leadership di Delcy Rodríguez</strong>, piuttosto che un motore per la stabilizzazione economica del Paese, che ha registrato un&#8217;espansione nel primo trimestre di appena il 2,5% —  <strong>il tasso di crescita più basso degli ultimi cinque anni </strong>— ha dichiarato da <strong>Francisco Rodríguez,</strong> economista venezuelano presso il <strong>Center for Economic and Policy Research di Washington</strong>. Lo stesso istituto di ricerca ha ricordato come <strong>le sanzioni imposte dagli Stati Uniti abbiano devastato l&#8217;economia del Venezuela</strong>, ben prima del colpo inferto da una catastrofe naturale come il sisma. Le restrizioni finanziarie e il congelamento dei beni statali all&#8217;estero impediscono la ricostruzione post-terremoto, <strong>esacerbando una povertà estrema e un tasso di mortalità già allarmanti, </strong>con oltre <a href="https://data.worldbank.org/indicator/SP.DYN.CDRT.IN?locations=VE&amp;link_id=18&amp;can_id=b8393cb8a636d488319ed670a3a5f721&amp;source=email-las-sanciones-estan-agravando-aun-mas-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela-3&amp;email_referrer=email_3334522&amp;email_subject=las-sanciones-est_n-agravando-a_n-m_s-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela&amp;&amp;">100.000 decessi</a> in più negli anni 2015-2020, quelli in cui il collasso economico ha coinciso con le sanzioni.</p>



<p><a href="https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(25)00189-5/fulltext?link_id=17&amp;can_id=f8926f3e6d8ceb33e16f9323f06df1d2&amp;source=email-las-sanciones-estan-agravando-aun-mas-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela&amp;email_referrer=email_3334322&amp;email_subject=las-sanciones-est_n-agravando-a_n-m_s-las-consecuencias-del-terremoto-en-venezuela&amp;&amp;">Uno studio pubblicato su <em>The Lancet Global Health</em></a>ha stimato che le sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti causano <strong>564.000 morti in più all&#8217;anno a livello globale nell’arco di un decennio. </strong>Un dato paragonabile al bilancio annuale delle vittime dei conflitti armati in tutto il mondo. Si stima che <strong>la maggior parte di queste morti riguardi bambini di età inferiore ai 5 anni.</strong></p>
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		<title>Il progetto di Peter Thiel in Argentina: le risorse naturali della Patagonia per i bisogni di Palantir</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/peter-thiel-argentina-palantir-patagonia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 04:54:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1024x715.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-768x536.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1536x1072.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-2048x1429.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Patagonia, terra di vento e vuoto, diventa il nuovo laboratorio del capitalismo digitale di Peter Thiel grazie all'asse creato con il presidente argentino Javier Milei.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1340" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-300x209.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1024x715.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-768x536.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-1536x1072.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220217080254239_fc87d6dd950ba6a0b1bcc4c8129207fe-2048x1429.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sud del Paese e del mondo, un luogo perduto ai margini di tutto, periferia estrema, a tratti lugubre e spettrale in cui le asperità del paesaggio — vento forte, grande vuoto e bassa densità insediativa — fiaccano i corpi e le menti, in uno scenario segnato dalla solitudine e da un’economia di tipo estrattivista. È così che la giornalista argentina <strong>Leila Guerriero</strong> descrive <strong>la Patagonia</strong> nel suo libro S<em>uicidi in capo al mondo</em>. Quella regione vastissima — copre un terzo del territorio argentino, una superficie simile alla somma di Francia e Spagna — è <strong>oggi nel mirino di attori del calibro di Peter Thiel</strong>, profeta della tecnocrazia, <strong>patron di Palantir </strong>– colosso operante nel settore della <em>data intelligence</em> –, noto per aver fondato Paypal e per essere stato tra i primi investitori di Facebook e Airbnb.</p>



<p><a href="https://www.lavanguardia.com/internacional/20260707/11586038/thiel-rey-patagonia.html">Come si legge sul quotidiano catalano La Vanguardia</a>, il miliardario votato a un’ideologia suprematista e libertaria <strong>ha trasferito il suo domicilio in Argentina </strong>con un obiettivo specifico, secondo alcuni osservatori: <strong>trasformare la Patagonia in un polo tecnologico privo di regolamentazioni, con il decisivo supporto di Javier Milei.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Peter Thiel: dalla &#8220;Paypal mafia&#8221; al potere di Palantir</strong></h2>



<p>Nato nel 1967 a Francoforte, cresciuto tra Stati Uniti, Sudafrica e Namibia, Thiel è tornato negli <em>States </em>a metà degli anni Settanta. Laureatosi a Stanford, assorbendo «la grammatica competitiva californiana» e un forte individualismo — come ha scritto il giornalista Luca Ciarrocca in <em>L’anima nera della Silicon Valley —, </em>nel 1996 fonda la Thiel Capital Management in un clima di «ubriacatura collettiva per Internet». Con PayPal nasce la «Paypal mafia» — secondo la celebre definizione <a href="https://fortune.com/article/paypal-mafia/">coniata da Fortune</a> —  e Thiel diventa <strong>uno dei venture capitalist più influenti al mondo</strong>. Finanziatore delle campagne elettorali di <strong>Donald Trump</strong>, molto vicino al vicepresidente <strong>J.D. Vance</strong>, oggi guida Palantir insieme ad <strong>Alex Karp</strong>: un colosso tecnologico nato con il sostegno finanziario e logistico della CIA, che fonde sorveglianza digitale, intelligenza artificiale e dominio militare, e mantiene solidi rapporti con il Pentagono. Definita da alcuni critici come «la società più pericolosa d&#8217;America», l’azienda è al centro di numerose controversie — <a href="https://it.insideover.com/politica/il-manifesto-tecnofascista-di-palantir-e-la-risposta-di-varoufakis-unideologia-orrenda.html">come avevamo scritto su InsideOver</a> —  anche per il<strong> supporto fornito a Israele nelle operazioni militari condotte contro la Striscia di Gaza </strong>e per essere tra i principali fornitori dell’ICE, l’agenzia federale che sta assumendo sempre più i tratti di una milizia privata fuori controllo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;asse Buenos Aires-Palantir</strong></h2>



<p>Negli ultimi mesi Thiel si è recato in Argentina, dove —&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/2026/05/28/world/americas/peter-thiel-argentina.html">scrive il New York Times</a> —&nbsp; ha acquistato una villa in uno dei quartieri più esclusivi di Buenos Aires e dove ha avuto, <a href="https://www.pagina12.com.ar/2026/04/21/a-que-vino-el-lider-de-palantir-a-la-argentina/">secondo quanto riportato dal quotidiano Página/12</a>, incontri con i più alti vertici di governo,&nbsp;tra i quali <strong>Santiago Caputo</strong>, che mantiene il controllo della Segreteria di Stato per l&#8217;Intelligence (SIDE). «Non si può escludere che Palantir Technologies fornisca all&#8217;agenzia servizi di tracciamento, proiezione e analisi dei dati», ha osservato la giornalista argentina Mara Pedrazzoli. <strong>Thiel ha così consolidato i suoi rapporti con Javier Milei,</strong> cui lo lega una forte affinità ideologica sul piano del primato attribuito all’iniziativa privata, coerentemente con le loro idee di stampo smaccatamente neoliberista.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Alcuni osservatori parlano di una vera e propria fuga dell’influente miliardario della Silicon Valley, <a href="https://www.thenation.com/article/society/whats-really-behind-peter-thiels-panicked-move-to-argentina/">interpretando la sua scelta</a> di trasferire il proprio domicilio in Argentina come un modo per proteggersi da <strong>un imminente cambiamento del clima politico e sociale negli Stati Uniti,</strong> in uno scenario di <strong>crescente risentimento pubblico contro l’oligarchia tecnologica, </strong>e dalla progressiva <a href="https://www.pagina12.com.ar/2026/07/19/europa-frena-a-palantir/">resistenza dei paesi europei verso Palantir </a>(Francia, Germania e Spagna stanno cercando di ridurre la dipendenza da strumenti di sorveglianza e intelligence statunitensi, preferendo invece lo sviluppo di soluzioni locali).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Thiel e la Patagonia: estrattivismo digitale e sovranità in vendita</strong></h2>



<p>Un’opposizione che Thiel non rischia di incontrare appunto in Argentina, dove il governo Milei non ha nascosto la volontà di <strong>trasformare il Paese in un polo per l&#8217;IA</strong> e, grazie a una nuova cornice normativa definita &#8220;SuperRigi&#8221; volta ad attrarre capitali stranieri, sta progressivamente <strong>posizionandosi come un alleato strategico per le multinazionali tecnologiche</strong>, offrendo un accesso agevolato a risorse naturali cruciali, energia e infrastrutture industriali. Con lo stesso obiettivo di catalizzare investimenti esteri, l’esecutivo sta anche promuovendo un pacchetto di riforme definito “Legge sull’inviolabilità della proprietà privata” che — <a href="https://it.insideover.com/economia/largentina-in-vendita-milei-spinge-la-maxi-riforma-per-aprire-la-terra-agli-stranieri.html">come scritto da Andrea Muratore</a> — «prevede, tra le altre cose, la totale apertura e la libertà crescente per i cittadini e i soggetti stranieri di acquistare terre sul suolo argentino». </p>



<p>Ed è appunto nelle pianure patagoniche che, secondo quanto riportato da La Vanguardia<strong>, Thiel intende costruire</strong> <strong>numerosi data center</strong>. La scelta della regione è strategica per due motivi tecnici: la presenza di corsi d&#8217;acqua e le eccellenti condizioni climatiche per la refrigerazione naturale dei server. Attraverso il suo fondo <em>Founders Fund</em>, l’ideologo del tecnolibertarismo sta inoltre <strong>investendo in tecnologie per</strong> <strong>massimizzare l&#8217;estrazione nel giacimento di Vaca Muerta</strong>, situato nell’area Nord della Patagonia, tramite fracking. L&#8217;idea è catturare il gas in eccesso per generare elettricità immediata per i data center. </p>



<p>Ma i progetti del miliardario non si limitano a quello che <a href="https://www.diario-red.com/articulo/canal-red/periferia-volvio-espacio-experimentacion-extraccion-datos-grandes-tecnologicas-ariel-goldstein-base-america-latina/20260630235620072221.html">lo studioso Ariel Goldstein ha definito <strong>una forma di capitalismo digitale</strong></a> – una dinamica di potere in cui le grandi aziende tecnologiche del Nord globale utilizzano l&#8217;America Latina come un territorio di sperimentazione per l&#8217;estrazione di dati e la sorveglianza di massa. <strong>Il patron di Palantir vorrebbe anche avviare nella regione argentina il progetto di &#8220;città senza Stato&#8221;</strong>, sul modello di <strong>Próspera in Honduras</strong>, zone economiche speciali esentate dalle normali forme di regolamentazione, in cui di fatto viene consegnata agli investitori la piena facoltà di dettare le regole, minando profondamente la sovranità democratica, vere e proprie enclave che contribuiscono a tratteggiare un mondo sempre più frammentato, butterato, sbrindellato dagli interessi delle élite. Così la Patagonia, raffigurata da Guerriero come luogo perduto ai margini di tutto, rischia di diventare il cuore del nuovo esperimento politico del Capitale.  </p>



<p></p>
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		<title>Gli Usa rubano miliardi al Venezuela e per gli aiuti dopo il terremoto mettono quattro soldi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gli-usa-rubano-miliardi-al-venezuela-e-per-gli-aiuti-dopo-il-terremoto-mettono-quattro-soldi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 09:32:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703200410536_bd5fcfbc4316e534121dd76f4f5d2fc5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il terremoto che ha colpito il Venzuela il 24 giugno è una delle peggiori catastrofi nella storia recente del Paese. Ma mentre Washington offre condoglianze e aiuti, continua a controllare le vendite di petrolio e a imporre sanzioni unilaterali — una punizione collettiva che ha causato uno strangolamento economico e che è vietata dal diritto internazionale  </p>
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<p>Le immagini aeree di La Guaira, la cittadina venezuelana su cui il doppio sisma del 24 giugno si è abbattuto con tutta la sua furia devastante, sono l’emblema della <strong>peggior catastrofe nella storia recente del Paese sudamericano.</strong> Mentre si procede con il tragico conteggio delle vittime —&nbsp;nel momento in cui scriviamo sono più di 2mila —&nbsp; e il bilancio dei danni, è doveroso analizzare <strong>le rovinose conseguenze del terremoto alla luce dello strangolamento economico cui il Venezuela è sottoposto da anni </strong>a causa delle <strong>sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti</strong>, uno degli strumenti utilizzati da Washington per garantire il proprio ordine nella regione.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington offre aiuti umanitari al Venezuela mentre continua a controllare le vendite di petrolio del Paese</strong></h2>



<p>«Gli Stati Uniti esprimono le più sentite condoglianze al popolo del Venezuela a seguito dei devastanti terremoti di ieri e della tragica perdita di vite umane e delle distruzioni che hanno causato», è stato il messaggio del Dipartimento del Tesoro statunitense pubblicato su X poche ore dopo le due scosse distruttive. Nello stesso post, Washington annunciava che l’<em>Office of Foreign Assets Control </em>(OFAC) avrebbe emesso <strong>la nuova <em>Venezuela General License 60</em> per facilitare gli aiuti umanitari legati al sisma</strong>. Una dichiarazione che, <a href="https://x.com/williamserafino/status/2071354212966146198">come ha notato il politologo William Serafino</a>, di fatto sembra essere una tacita conferma di due fatti: «Rivela <strong>il legame diretto tra sanzioni e limitazioni strutturali delle capacità statali del Venezuela</strong>; e secondo, dimostra che l’indebolimento di tali capacità ha <strong>amplificato i danni dei terremoti</strong>». </p>



<p>Da gennaio il Paese sudamericano viene definito “amico” da Washington. Nei primi giorni dell’anno, l’amministrazione Trump ha lanciato un’operazione contro Caracas durante la quale decine di persone sono state uccise, mentre il Presidente <strong>Nicolás Maduro </strong>e sua moglie Cilia Flores sono stati rapiti e deportati negli Stati Uniti. </p>



<p>Da quella data, a dispetto delle roboanti dichiarazioni di Donald Trump —&nbsp;che negli scorsi giorni si è spinto a dire che in Venezuela «la gente è felice e balla per le strade» —, poco sembra essere cambiato nella vita della popolazione locale che peraltro, dal raid militare d’inizio anno,&nbsp;si vede <strong>sottrarre gran parte delle risorse derivanti dalle riserve petrolifere del Paese.</strong> Lo scorso febbraio, il Segretario all’energia Chris Wright —&nbsp;<a href="https://www.reuters.com/business/energy/us-led-oil-sales-venezuela-bring-5-billion-months-energy-chief-wright-tells-nbc-2026-02-12/">come riportato da Reuters</a> —&nbsp;aveva dichiarato che Washington avrebbe controllato le vendite di greggio venezuelano e il conseguente flusso di fondi «fino a quando non si formerà un governo rappresentativo», aggiungendo che tali transazioni avevano totalizzato <strong>oltre 1 miliardo di dollari dalla cattura di Maduro e nei mesi seguenti ne avrebbero fruttati altri 5.&nbsp;</strong></p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/america-latina/terremotos-exponen-vulnerabilidad-venezuela-despues-10-anos-mas-mil-sanciones-eeuu/20260629100000072135.html">In un articolo pubblicato su Diario Red &#8211; América Latina</a>, il giornalista Bruno Sgarzini cita l’analisi condotta dall&#8217;ingegnere Einstein Millán Arcia — ex dirigente di PDVSA, la compagnia petrolifera statale del Venezuela —, secondo cui <strong>gli Stati Uniti controllano circa il 70% delle entrate petrolifere del Paese</strong>, trattenendo miliardi di dollari necessari per la ricostruzione</p>



<p>In seguito al sisma, dal canto suo, l’amministrazione Trump ha<strong> offerto al Venezuela 150 milioni di dollari </strong>—&nbsp;una cifra irrisoria se si pensa che è persino inferiore al valore stimato della residenza del tycoon a Mar-a-Lago.<strong> </strong>Washington ha anche inviato forze militari sul campo, coordinate dal Comando Meridionale e impegnate in un presunto intervento umanitario, considerato dai critici come un tentativo di <strong>sfruttare il caos per controllare permanentemente le risorse venezuelane</strong>, usando come porta d’entrata La Guaira, area strategica affacciata sul mare e principale scalo portuale del Paese collegato alla capitale Caracas.</p>



<p>Il controllo discrezionale sui ricavi petroliferi e le operazioni militari vanno ad aggiungersi all’<strong>uso decennale delle sanzioni —&nbsp;più di mille le misure coercitive unilaterali imposte da Washington — come strumento di pressione geopolitica</strong> che ha condotto il Venezuela in una condizione di vulnerabilità estrema.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>Una «punizione collettiva» vietata dal diritto internazionale</strong></h1>



<p>Il <strong>Center for Economic and Policy Research di Washington</strong> —&nbsp;attraverso le parole del suo co-direttore, l’economista Mark Weisbrot, —&nbsp;ricorda come il Venezuela abbia subito «<strong>la peggiore depressione della storia</strong>, senza una guerra, a causa delle sanzioni economiche illegali imposte dagli Stati Uniti». I dati del Fondo monetario internazionale<strong> mostrano una perdita del 74% del PIL in otto anni.</strong>&nbsp;</p>



<p>A questi numeri si aggiungono quelli contenuti nell’analisi dell’attuario venezuelano Yosmer Arellán —&nbsp; <a href="https://thetricontinental.org/es/newsletterissue/boletin-eeuu-sanciones-venezuela-chile/">riprese dall’Istituto Tricontinentale di Ricerca Sociale</a> — secondo cui le misure coercitive unilaterali guidate dagli Stati Uniti avrebbero causato al Venezuela tra il 2017 e il 2024 <strong>perdite per circa 226 miliardi di dollari,</strong> pari a oltre il 200% del PIL del Paese nel periodo considerato.</p>



<p>«Questa devastante crisi non è stata un errore, ma un risultato prevedibile per qualsiasi <strong>Paese isolato dal sistema finanziario internazionale a causa delle sanzioni</strong> e privato anche della stragrande maggioranza dei suoi introiti in valuta estera derivanti dalle esportazioni», si legge sul sito del CEPR.&nbsp;</p>



<p><a href="https://cepr.net/publications/economic-sanctions-as-collective-punishment-the-case-of-venezuela/">Uno studio pubblicato nel 2019, a cura dello stesso Weisbrot e di Jeffrey Sachs</a>, denunciava come il regime di sanzioni finanziarie avviato nel 2017 — per quanto il punto di partenza di tali misure sia stato il 2014, durante la presidenza di Barack Obama, con l’approvazione del <em>Venezuela Defense of Human Rights and Civil Society Act </em>— abbia avuto <strong>un impatto più significativo sulla popolazione civile, anziché sul governo.</strong> I provvedimenti restrittivi imposti da Washington hanno ridotto l&#8217;apporto calorico della popolazione, <strong>aumentato le malattie e la mortalità sia tra gli adulti che tra i bambini </strong>— si stimano 40 mila decessi tra il 2017 e il 2018 —  e costretto milioni di persone a lasciare il Paese a causa del peggioramento della depressione economica e dell&#8217;iperinflazione. Hanno inoltre esacerbato la crisi economica del Paese e reso quasi impossibile la stabilizzazione dell&#8217;economia, contribuendo ulteriormente all&#8217;eccesso di mortalità. Tutti questi impatti hanno <strong>colpito in modo sproporzionato la parte di popolazione più povera e vulnerabile. </strong></p>



<p>Nella stessa analisi si legge che le sanzioni rientrano nella <strong>definizione di punizione collettiva della popolazione civile</strong>, come descritto nelle convenzioni internazionali di Ginevra e dell&#8217;Aia, di cui gli Stati Uniti sono firmatari. Sono inoltre illegali ai sensi del diritto internazionale e dei trattati firmati dagli Stati Uniti, e sembrerebbero violare anche la legge statunitense.</p>



<p>L&#8217;ufficio del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) in Venezuela <a href="https://www.undp.org/es/venezuela/comunicados-de-prensa/venezuela-registra-perdidas-economicas-de-usd-6700-millones-por-los-terremotos-segun-estimaciones-del-pnud">stima che i danni preliminari causati dai terremoti potrebbero raggiungere i 6,7 miliardi di dollari,</a> pari a circa il 6% del PIL. La natura mutata delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela in seguito al rapimento di Maduro ha portato al consolidamento del potere dei fratelli Delcy e Jorge Rodríguez e all’affermazione di quello che la politologa Luz Mely Reyes ha definito «autoritarismo adattivo», una condizione in cui<strong> il regime mantiene il controllo assoluto ma cerca l&#8217;efficienza economica e una normalizzazione dei rapporti con Washington. </strong>«Il Venezuela si sta affermando come <strong>la prima colonia aziendale del XXI secolo</strong>», <a href="https://elpais.com/america/2026-03-28/venezuela-colonialismo-del-siglo-xxi.html#selection-999.282-999.361">si legge in un pezzo dell’analista venezuelana per El Pais América Latina.</a>&nbsp;</p>



<p>Il terremoto che si è abbattuto sul Paese sarà probabilmente usato come un’arma politica usata per accelerare questi processi, a discapito del popolo venezuelano.&nbsp;</p>
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		<title>Israel Bonds: come il Lussemburgo consente la raccolta di capitali per finanziare gli attacchi su Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/israel-bonds-lussemburgo-finanzia-attacchi-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 04:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-600x423.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Lussemburgo consente a Israele di raccogliere capitali in tutta l'UE tramite le Israel Bonds, strumenti finanziari legati al finanziamento delle operazioni militari su Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/israel-bonds-lussemburgo-finanzia-attacchi-gaza.html">Israel Bonds: come il Lussemburgo consente la raccolta di capitali per finanziare gli attacchi su Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-600x423.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il settore finanziario è</strong> <strong>uno dei principali fattori abilitanti </strong>della perpetuazione dell’occupazione, del regime di apartheid e del genocidio del popolo palestinese da parte di Israele, destinando poderosi flussi di denaro ad attori economici o entità statali complici di tale infrastruttura dell’oppressione.&nbsp;</p>



<p>Lo ha dimostrato dettagliatamente con il suo rapporto <em>From economy of occupation to economy of genocide </em>la Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, <strong>Francesca Albanese</strong>. Nella stessa analisi la giurista ha fatto luce sul <strong>ruolo determinante svolto dai titoli di Stato emessi da Israele, decisivi per finanziare la macchina di annientamento diretta contro la Striscia di Gaza</strong>. Nonostante tale evidenza, il Lussemburgo ha approvato il prospetto informativo per la <strong>vendita di obbligazioni israeliane, </strong>diventando motore economico per gli sforzi militari sostenuti da Tel Aviv. E innescando al contempo la reazione della società civile del Granducato, da cui <strong>è partita la campagna <em>Stop Israel bonds.</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I “war bonds” israeliani finanziano l’assalto su Gaza</strong></h2>



<p>Nel rapporto della Relatrice Francesca Albanese —&nbsp;pubblicato a giugno 2025 —&nbsp; si legge che dal 2022 al 2024, la spesa militare israeliana è aumentata passando dal 4,2% all&#8217;8,3% del PIL. Nello stesso arco di tempo il bilancio pubblico è scivolato in un disavanzo vicino al 7% del PIL, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è salito al 69%, <a href="https://www.gov.il/en/pages/press_21012025">come dichiarato dallo stesso ministro delle Finanze Bezalel Smotrich</a>. <strong>Israele ha coperto il fabbisogno legato a una condizione di “guerra permanente” aumentando l&#8217;emissione di obbligazioni. </strong>Sebbene il debito sovrano di Israele venga generalmente aggiunto al bilancio statale complessivo, sono state le stesse autorità israeliane a rivelare che <strong>le obbligazioni degli ultimi anni sono state emesse specificamente per coprire i costi delle operazioni militari su Gaza. </strong>Il marketing israeliano — «Stand with Israel. Israel is at War» — collega esplicitamente le obbligazioni al finanziamento delle operazioni militari, come si legge nell’analisi<em> </em><a href="https://drive.google.com/file/d/1Q051vToXaLE8Jr6rZ3G-c4CfqEC4cGI7/view"><em>The Approval of the Israel Bonds Prospectus in Luxembourg.&nbsp;</em></a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La doppia architettura del debito di guerra israeliano</strong></h2>



<p>Oltre ai cosiddetti “war bond” collocati sui mercati internazionali da grandi banche d’investimento – <strong>19,4 miliardi di dollari tra ottobre 2023 e gennaio 2025</strong>, secondo <a href="https://www.banktrack.org/news/seven_underwriters_of_war_bonds_instrumental_in_enabling_israel_s_assault_on_gaza_new_research_finds">un’indagine di Profundo, BankTrack e PAX</a> – Israele ha emesso una seconda famiglia di debito: i diaspora bond commercializzati da Israel Bonds/DCI.</p>



<p>I primi sono titoli sovrani benchmark, negoziabili e destinati a investitori istituzionali; i secondi sono obbligazioni illiquide, non negoziabili — gli investitori devono cioè detenerle fino alla scadenza —, distribuite direttamente a piccoli risparmiatori, comunità religiose ed enti locali. Strutturalmente diversi, entrambi alimentano però <strong>lo stesso ammasso di liquidità cui il Tesoro israeliano può attingere per sostenere l’economia di guerra, la costruzione di insediamenti e le operazioni militari a Gaza, ma anche in Libano e Iran.</strong></p>



<p><strong>Dani Naveh</strong>, presidente e CEO di Israel Bonds, aveva dichiarato al <a href="https://www.ft.com/content/90cb26d2-fff5-43d7-a847-d61a751478fa">Financial Times nel novembre 2023</a> che la maggior parte degli investimenti proveniva da Stati Uniti ed Europa, suddivisi in modo pressoché equo tra investitori privati ​​e istituzioni, e che la società da lui amministrata — registrata negli Stati Uniti ma affiliata al Ministero delle Finanze israeliano — non aveva «mai ricevuto un sostegno così ingente, in termini di numeri e portata degli investimenti, da parte di così tante persone».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lussemburgo, nuovo hub regolatorio per gli Israel Bonds in Europa</strong></h2>



<p>Relativamente agli Israel Bonds/DCI, lo Stato ebraico ne ha emessi per un valore di 8 miliardi di dollari nel solo marzo 2024. Ulteriori 5 miliardi di dollari sono seguiti nel febbraio 2025 e 6 miliardi nel gennaio 2026. Tra ottobre 2023 e aprile 2025, sono stati venduti titoli di Stato israeliani per <strong>un valore di 417 milioni di euro in Francia, Germania, Austria, Belgio e Irlanda.</strong></p>



<p>Per anni la Central Bank of Ireland (CBI) è stata l’organo di regolamentazione del programma di emissione di tali obbligazioni, fino a quando, a fronte di una sostenuta opposizione in Parlamento e dnlla società civile nel Paese alla luce degli attacchi su Gaza, <strong>il ruolo di approvazione del prospetto per i bond della diaspora è stato trasferito — su richiesta dello Stato di Israele — alla Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF) del Lussemburgo</strong>, che dal 1° settembre 2025, è diventata l’unico canale regolatorio attivo per l’approvazione dei prospetti delle obbligazioni israeliane destinate alla diaspora nell’UE. L&#8217;approvazione è avvenuta senza consultazione preventiva con il Ministero degli Affari Esteri ed Europei del Lussemburgo; la CSSF ha di fatto informato il governo solo il 15 settembre 2025.</p>



<p>In virtù dell’espediente tecnico del “passaporto europeo” — il meccanismo che, una volta ottenuta l’autorizzazione in uno Stato membro, consente di vendere lo stesso prodotto finanziario nell’intero blocco comunitario senza nuove autorizzazioni nazionali —<strong> Israele può raccogliere capitali in tutta l’UE </strong>attraverso uno strumento finanziario abbastanza insolito che offre <strong>rendimenti — ammantati con l’etichetta di &#8220;premio patriottico&#8221; — significativamente inferiori (circa il 4-5%) </strong>rispetto a quanto il mercato istituzionale richiederebbe per un Paese in guerra (stimato tra il 15% e il 25%). </p>



<p>Peraltro le campagne promozionali della DCI, che minimizzano il deterioramento dei conti pubblici israeliani e presentano questi titoli come sostegno a un’economia “resiliente”, pongono indubbiamente <strong>questioni legate alla tutela degli investitori.</strong> E tuttavia, queste ultime, per quanto gravi, non sono l&#8217;aspetto più controverso della vicenda. C’è ben altro che investe la sfera del diritto internazionale e pone il Lussemburgo —&nbsp;principale hub della finanza sostenibile in Europa —&nbsp;in una posizione fortemente critica sul piano reputazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Stop Israel Bonds</em></strong><strong>: la mobilitazione della società civile lussemburghese</strong></h2>



<p>Le operazioni militari condotte da Israele contro la Striscia di Gaza sono oggetto di tre ordinanze di misure cautelari della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che ha riscontrato <strong>un rischio plausibile di genocidio,</strong> una soglia che attiva il <strong>dovere di prevenzione</strong> ai sensi dell&#8217;articolo I della Convenzione sul Genocidio per tutti gli Stati terzi, Lussemburgo incluso, indipendentemente da qualsiasi pronuncia definitiva nel merito. Per tale ragione, secondo esperti di diritto e relatori delle Nazioni Unite,<strong> il Granducato potrebbe essere accusato di complicità in violazioni del diritto internazionale.</strong> Il Lussemburgo ha peraltro formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina il 22 settembre 2025. I critici sottolineano, dunque, l&#8217;incoerenza tra il riconoscimento del diritto all&#8217;autodeterminazione palestinese e l&#8217;autorizzazione di strumenti finanziari che sostengono le operazioni militari contro quella stessa popolazione. Inoltre il Granducato ha votato a favore di una serie di risoluzioni ONU, succedutesi dal 2023, che chiedono un cessate il fuoco e condannano la situazione a Gaza. E, tuttavia — attraverso la CSSF — lo Stato fornisce simultaneamente l&#8217;infrastruttura finanziaria che facilita il finanziamento delle operazioni oggetto di tali risoluzioni.</p>



<p><strong>Il termine ultimo di settembre 2026 per il rinnovo del prospetto rappresenta un momento decisivo.</strong> Ed è per questo che la società civile lussemburghese si è mobilitata dando vita alla <a href="https://stopisraelbonds.com/#">campagna <em>Stop Israel bonds</em></a> che chiede con forza al settore finanziario del Lussemburgo di allinearsi a quanto richiesto dal diritto internazionale, smettendo di convogliare flussi di capitali verso uno Stato accusato di apartheid, occupazione illegale e condotta genocidiaria. L’intento è di <strong>continuare a far pressione per portare all’isolamento finanziario di Israele, come accadde al Sudafrica dell’apartheid. </strong>A proposito di quest’ultimo caso, Desmond Tutu dichiarò: «In Sudafrica, non avremmo potuto raggiungere la nostra libertà e una pace giusta senza l&#8217;aiuto delle persone in tutto il mondo, che attraverso l&#8217;uso di mezzi non violenti, come i boicottaggi e il disinvestimento, hanno incoraggiato i loro governi e altri attori aziendali a invertire decenni di sostegno al regime dell&#8217;Apartheid». Il parallelo con il Sudafrica non è solo retorico. La speranza è che si arrivi allo stesso esito anche in Palestina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/israel-bonds-lussemburgo-finanzia-attacchi-gaza.html">Israel Bonds: come il Lussemburgo consente la raccolta di capitali per finanziare gli attacchi su Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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