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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Wed, 01 Jul 2026 04:37:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Israel Bonds: come il Lussemburgo consente la raccolta di capitali per finanziare gli attacchi su Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/israel-bonds-lussemburgo-finanzia-attacchi-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 04:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-600x423.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Lussemburgo consente a Israele di raccogliere capitali in tutta l'UE tramite le Israel Bonds, strumenti finanziari legati al finanziamento delle operazioni militari su Gaza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/israel-bonds-lussemburgo-finanzia-attacchi-gaza.html">Israel Bonds: come il Lussemburgo consente la raccolta di capitali per finanziare gli attacchi su Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1352" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-768x541.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-1536x1082.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260630103323911_efe467003645e2241dd5767282682ea8-600x423.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Il settore finanziario è</strong> <strong>uno dei principali fattori abilitanti </strong>della perpetuazione dell’occupazione, del regime di apartheid e del genocidio del popolo palestinese da parte di Israele, destinando poderosi flussi di denaro ad attori economici o entità statali complici di tale infrastruttura dell’oppressione.&nbsp;</p>



<p>Lo ha dimostrato dettagliatamente con il suo rapporto <em>From economy of occupation to economy of genocide </em>la Relatrice speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, <strong>Francesca Albanese</strong>. Nella stessa analisi la giurista ha fatto luce sul <strong>ruolo determinante svolto dai titoli di Stato emessi da Israele, decisivi per finanziare la macchina di annientamento diretta contro la Striscia di Gaza</strong>. Nonostante tale evidenza, il Lussemburgo ha approvato il prospetto informativo per la <strong>vendita di obbligazioni israeliane, </strong>diventando motore economico per gli sforzi militari sostenuti da Tel Aviv. E innescando al contempo la reazione della società civile del Granducato, da cui <strong>è partita la campagna <em>Stop Israel bonds.</em></strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I “war bonds” israeliani finanziano l’assalto su Gaza</strong></h2>



<p>Nel rapporto della Relatrice Francesca Albanese —&nbsp;pubblicato a giugno 2025 —&nbsp; si legge che dal 2022 al 2024, la spesa militare israeliana è aumentata passando dal 4,2% all&#8217;8,3% del PIL. Nello stesso arco di tempo il bilancio pubblico è scivolato in un disavanzo vicino al 7% del PIL, mentre il rapporto debito pubblico/PIL è salito al 69%, <a href="https://www.gov.il/en/pages/press_21012025">come dichiarato dallo stesso ministro delle Finanze Bezalel Smotrich</a>. <strong>Israele ha coperto il fabbisogno legato a una condizione di “guerra permanente” aumentando l&#8217;emissione di obbligazioni. </strong>Sebbene il debito sovrano di Israele venga generalmente aggiunto al bilancio statale complessivo, sono state le stesse autorità israeliane a rivelare che <strong>le obbligazioni degli ultimi anni sono state emesse specificamente per coprire i costi delle operazioni militari su Gaza. </strong>Il marketing israeliano — «Stand with Israel. Israel is at War» — collega esplicitamente le obbligazioni al finanziamento delle operazioni militari, come si legge nell’analisi<em> </em><a href="https://drive.google.com/file/d/1Q051vToXaLE8Jr6rZ3G-c4CfqEC4cGI7/view"><em>The Approval of the Israel Bonds Prospectus in Luxembourg.&nbsp;</em></a></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La doppia architettura del debito di guerra israeliano</strong></h2>



<p>Oltre ai cosiddetti “war bond” collocati sui mercati internazionali da grandi banche d’investimento – <strong>19,4 miliardi di dollari tra ottobre 2023 e gennaio 2025</strong>, secondo <a href="https://www.banktrack.org/news/seven_underwriters_of_war_bonds_instrumental_in_enabling_israel_s_assault_on_gaza_new_research_finds">un’indagine di Profundo, BankTrack e PAX</a> – Israele ha emesso una seconda famiglia di debito: i diaspora bond commercializzati da Israel Bonds/DCI.</p>



<p>I primi sono titoli sovrani benchmark, negoziabili e destinati a investitori istituzionali; i secondi sono obbligazioni illiquide, non negoziabili — gli investitori devono cioè detenerle fino alla scadenza —, distribuite direttamente a piccoli risparmiatori, comunità religiose ed enti locali. Strutturalmente diversi, entrambi alimentano però <strong>lo stesso ammasso di liquidità cui il Tesoro israeliano può attingere per sostenere l’economia di guerra, la costruzione di insediamenti e le operazioni militari a Gaza, ma anche in Libano e Iran.</strong></p>



<p><strong>Dani Naveh</strong>, presidente e CEO di Israel Bonds, aveva dichiarato al <a href="https://www.ft.com/content/90cb26d2-fff5-43d7-a847-d61a751478fa">Financial Times nel novembre 2023</a> che la maggior parte degli investimenti proveniva da Stati Uniti ed Europa, suddivisi in modo pressoché equo tra investitori privati ​​e istituzioni, e che la società da lui amministrata — registrata negli Stati Uniti ma affiliata al Ministero delle Finanze israeliano — non aveva «mai ricevuto un sostegno così ingente, in termini di numeri e portata degli investimenti, da parte di così tante persone».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lussemburgo, nuovo hub regolatorio per gli Israel Bonds in Europa</strong></h2>



<p>Relativamente agli Israel Bonds/DCI, lo Stato ebraico ne ha emessi per un valore di 8 miliardi di dollari nel solo marzo 2024. Ulteriori 5 miliardi di dollari sono seguiti nel febbraio 2025 e 6 miliardi nel gennaio 2026. Tra ottobre 2023 e aprile 2025, sono stati venduti titoli di Stato israeliani per <strong>un valore di 417 milioni di euro in Francia, Germania, Austria, Belgio e Irlanda.</strong></p>



<p>Per anni la Central Bank of Ireland (CBI) è stata l’organo di regolamentazione del programma di emissione di tali obbligazioni, fino a quando, a fronte di una sostenuta opposizione in Parlamento e dnlla società civile nel Paese alla luce degli attacchi su Gaza, <strong>il ruolo di approvazione del prospetto per i bond della diaspora è stato trasferito — su richiesta dello Stato di Israele — alla Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF) del Lussemburgo</strong>, che dal 1° settembre 2025, è diventata l’unico canale regolatorio attivo per l’approvazione dei prospetti delle obbligazioni israeliane destinate alla diaspora nell’UE. L&#8217;approvazione è avvenuta senza consultazione preventiva con il Ministero degli Affari Esteri ed Europei del Lussemburgo; la CSSF ha di fatto informato il governo solo il 15 settembre 2025.</p>



<p>In virtù dell’espediente tecnico del “passaporto europeo” — il meccanismo che, una volta ottenuta l’autorizzazione in uno Stato membro, consente di vendere lo stesso prodotto finanziario nell’intero blocco comunitario senza nuove autorizzazioni nazionali —<strong> Israele può raccogliere capitali in tutta l’UE </strong>attraverso uno strumento finanziario abbastanza insolito che offre <strong>rendimenti — ammantati con l’etichetta di &#8220;premio patriottico&#8221; — significativamente inferiori (circa il 4-5%) </strong>rispetto a quanto il mercato istituzionale richiederebbe per un Paese in guerra (stimato tra il 15% e il 25%). </p>



<p>Peraltro le campagne promozionali della DCI, che minimizzano il deterioramento dei conti pubblici israeliani e presentano questi titoli come sostegno a un’economia “resiliente”, pongono indubbiamente <strong>questioni legate alla tutela degli investitori.</strong> E tuttavia, queste ultime, per quanto gravi, non sono l&#8217;aspetto più controverso della vicenda. C’è ben altro che investe la sfera del diritto internazionale e pone il Lussemburgo —&nbsp;principale hub della finanza sostenibile in Europa —&nbsp;in una posizione fortemente critica sul piano reputazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Stop Israel Bonds</em></strong><strong>: la mobilitazione della società civile lussemburghese</strong></h2>



<p>Le operazioni militari condotte da Israele contro la Striscia di Gaza sono oggetto di tre ordinanze di misure cautelari della Corte Internazionale di Giustizia (CIG), che ha riscontrato <strong>un rischio plausibile di genocidio,</strong> una soglia che attiva il <strong>dovere di prevenzione</strong> ai sensi dell&#8217;articolo I della Convenzione sul Genocidio per tutti gli Stati terzi, Lussemburgo incluso, indipendentemente da qualsiasi pronuncia definitiva nel merito. Per tale ragione, secondo esperti di diritto e relatori delle Nazioni Unite,<strong> il Granducato potrebbe essere accusato di complicità in violazioni del diritto internazionale.</strong> Il Lussemburgo ha peraltro formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina il 22 settembre 2025. I critici sottolineano, dunque, l&#8217;incoerenza tra il riconoscimento del diritto all&#8217;autodeterminazione palestinese e l&#8217;autorizzazione di strumenti finanziari che sostengono le operazioni militari contro quella stessa popolazione. Inoltre il Granducato ha votato a favore di una serie di risoluzioni ONU, succedutesi dal 2023, che chiedono un cessate il fuoco e condannano la situazione a Gaza. E, tuttavia — attraverso la CSSF — lo Stato fornisce simultaneamente l&#8217;infrastruttura finanziaria che facilita il finanziamento delle operazioni oggetto di tali risoluzioni.</p>



<p><strong>Il termine ultimo di settembre 2026 per il rinnovo del prospetto rappresenta un momento decisivo.</strong> Ed è per questo che la società civile lussemburghese si è mobilitata dando vita alla <a href="https://stopisraelbonds.com/#">campagna <em>Stop Israel bonds</em></a> che chiede con forza al settore finanziario del Lussemburgo di allinearsi a quanto richiesto dal diritto internazionale, smettendo di convogliare flussi di capitali verso uno Stato accusato di apartheid, occupazione illegale e condotta genocidiaria. L’intento è di <strong>continuare a far pressione per portare all’isolamento finanziario di Israele, come accadde al Sudafrica dell’apartheid. </strong>A proposito di quest’ultimo caso, Desmond Tutu dichiarò: «In Sudafrica, non avremmo potuto raggiungere la nostra libertà e una pace giusta senza l&#8217;aiuto delle persone in tutto il mondo, che attraverso l&#8217;uso di mezzi non violenti, come i boicottaggi e il disinvestimento, hanno incoraggiato i loro governi e altri attori aziendali a invertire decenni di sostegno al regime dell&#8217;Apartheid». Il parallelo con il Sudafrica non è solo retorico. La speranza è che si arrivi allo stesso esito anche in Palestina.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Libano, l&#8217;accordo quadro di Washington: tra cacofonia statunitense e rischio &#8220;gazificazione&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/libano-accordo-quadro-washington-cacofonia-statunitense-rischio-gazificazione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 16:15:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Rubio lo chiama «pietra miliare». Hezbollah lo definisce «nullo e privo di validità». Il Partito Comunista libanese lo ribattezza «accordo della vergogna». L'intesa quadro trilaterale del 26 giugno sul Libano rivela le contraddizioni interne all'amministrazione Trump e lascia irrisolti i nodi centrali: smobilitazione israeliana e disarmo della milizia sciita.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-accordo-quadro-washington-cacofonia-statunitense-rischio-gazificazione.html">Libano, l&#8217;accordo quadro di Washington: tra cacofonia statunitense e rischio &#8220;gazificazione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260628113506491_70e3f9ab1ebbcdbc4bda5333954450fb-600x399.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Un&#8217;altra importante pietra miliare nell&#8217;impegno del Presidente Trump per portare pace e stabilità durature nella regione». È con queste parole —&nbsp;che potrebbero scatenare l’ilarità di chi segue le dinamiche della regione —&nbsp;che il Segretario di Stato Marco Rubio ha definito l&#8217;<strong>Accordo Quadro Trilaterale tra Libano, Israele e Stati Uniti,</strong> firmato lo scorso 26 giugno.</p>



<p>Ma alla vacua solennità delle sue dichiarazioni, che lasciano trapelare la certezza di poter porre fine a<strong>ottant&#8217;anni di belligeranza tra Beirut e Tel Aviv</strong>, si contrappone l’immagine di una parte del popolo libanese sceso nelle strade per<strong>protestare contro l’intesa che sembre essere una contromossa agli accordi raggiunti tra il Vicepresidente JD Vance e gli iraniani</strong> in Svizzera solo pochi giorni fa. Come accaduto spesso nelle vicende israelo-palestinesi, emerge anche in questo caso <strong>l&#8217;ambiguo ruolo di mediazione degli Stati Uniti,</strong> che rischia di trasformare questa &#8220;pace&#8221; nell&#8217;ennesimo capitolo di una crisi permanente, prefigurando una situazione di stallo nel migliore dei casi, o una guerra civile nel peggiore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>«L’accordo della vergogna» e una cabina di regia in frantumi&nbsp;</strong></h2>



<p>A rendere problematica la situazione, facendo temere questi esiti, c’è proprio l<strong>a profonda cacofonia interna all&#8217;amministrazione Trump</strong>, che mina la credibilità stessa della cabina di regia americana. Di <strong>accordi contraddittori </strong>in effetti parla anche il quotidiano progressista israeliano Haaretz che, <a href="https://www.haaretz.com/middle-east-news/lebanonnews/2026-06-28/ty-article/.premium/the-new-israel-lebanon-deal-contradicts-the-u-s-iran-memorandum-now-what/0000019f-0a25-db84-a1df-9b2f77b70000?gift=94c1bed9849042c48b25d0ab4f26c205">nell’analisi a firma della giornalista Liza Rozovsky,</a> mette in luce come l’accordo di Rubio, che adotta una linea massimalista, preveda l<strong>&#8216;esclusione di Iran e Hezbollah dalla scena regionale</strong>, mentre il memorandum d&#8217;intesa tra Vance e la Svizzera pone Teheran e il movimento sciita libanese al centro della scena.&nbsp;</p>



<p>L’intesa in 14 punti firmata venerdì a Washington è stata definita «accordo della vergogna» da Hanna Gharib, Segretario generale del Partito Comunista libanese. Una presa di posizione che sembra convergere con quella del leader di Hezbollah, Naim Qassem, che ha chiesto l&#8217;attuazione del memorandum d&#8217;intesa tra Iran e Stati Uniti e ha definito il documento del 26 giugno «nullo e privo di validità» e «una rinuncia alla sovranità». Al contrario, il ministro degli Esteri libanese,Youssef Raji, ha affermato che l&#8217;accordo rappresenta «una vittoria per una soluzione diplomatica e un trionfo per la logica dello Stato e delle sue istituzioni».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I nodi irrisolti</strong></h2>



<p>Il testo definitivo dell&#8217;accordo quadro non implica in alcun modo un ritiro israeliano dalle aree invase nel sud del Paese, bensì <strong>un&#8217;uscita “graduale”, sempre subordinata al disarmo delle milizie di Hezbollah</strong>, e valida solo in due “zone pilota”. Lorenzo Trombetta,<a href="https://ilmanifesto.it/laccordo-di-washington-e-una-cornice-senza-quadro"> sul Manifesto</a>, scrive che queste ultime sarebbero —&nbsp; secondo i media libanesi —&nbsp;un’area circoscritta a sud di Nabatiye, forse il castello di Beaufort, e un’altra nella regione di Wazzani. Ritirarsi da Wazzani —&nbsp;che&nbsp; non è mai stata un vero teatro di guerra —&nbsp;«costa poco a Israele mentre non sembra ci sia accordo sull’eventuale altra “zona pilota”».</p>



<p><strong>I punti problematici riguardano, dunque, soprattutto la smobilitazione israeliana dal Paese e il disarmo di Hezbollah. </strong>Qasem ha avvertito che collegare il ritiro israeliano al disarmo della milizia sciita è una proposta molto pericolosa che «oltrepassa ogni linea rossa e trasforma il Libano in una marionetta nelle mani del nemico israeliano». Il leader di Hezbollah Qasem, invece, chiede che Israele rispetti i termini del memorandum d&#8217;intesa firmato il 17 tra Stati Uniti e Iran, che apre la porta alla possibilità di un ritiro completo di Israele dal Libano.&nbsp;</p>



<p>Le Forze Armate Libanesi (LAF), per quanto sostenute dagli USA —&nbsp;Rubio ha dichiarato che il Dipartimento della Guerra statunitense è pronto a destinare alle LAF oltre 30 milioni di dollari —&nbsp;non può smantellare Hezbollah <strong>senza innescare una guerra civile fratricida</strong> che destabilizzerebbe l&#8217;intero sistema di convivenza confessionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il rischio di “gazificazione”</strong></h2>



<p>Il documento firmato a Washington è «una cornice priva di contenuto», scrive Trombetta. Il cruciale &#8220;Allegato di Sicurezza&#8221;, che dovrebbe definire i termini pratici del ritiro, di fatto non esiste ancora. Il suo carattere fumoso —&nbsp;al pari del presunto accordo di Pace tra Israele e Hamas —&nbsp;sembra prefigurare una sorta di “gazificazione” del Libano. La formulazione stessa dell’accordo — si legge nell’analisi di Haaretz — in parte <strong>ricorda il piano in 20 punti di Trump per Gaza e spiana la strada alla trasformazione del Libano meridionale in una versione della Striscia di Gaza,</strong> per quanto, a differenza di quest’ultima, dove gli attacchi sono stati finora unilaterali, in Libano le truppe israeliane dovrebbero rimanere sotto la costante minaccia degli attacchi di Hezbollah.&nbsp;</p>



<p>Si tratta di un<strong> classico paradosso geopolitico</strong>: Israele non abbandona le posizioni finché la milizia è armata, ma Hezbollah non intende cedere l&#8217;arsenale finché il territorio è occupato. Un circolo vizioso che emerge chiaramente nelle parole di Benjamin Netanyahu: «Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza finché Hezbollah non verrà disarmato e finché esisterà una minaccia per Israele» ha dichiarato il Primo ministro israeliano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/libano-accordo-quadro-washington-cacofonia-statunitense-rischio-gazificazione.html">Libano, l&#8217;accordo quadro di Washington: tra cacofonia statunitense e rischio &#8220;gazificazione&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>De la Espriella, il dandy dalla ricchezza equivoca che vuole riportare la Colombia nell&#8217;orbita Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 06:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Chi è Abelardo de la Espriella, l'inquietante candidato di estrema destra in testa alle presidenziali colombiane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/de-la-espriella-il-dandy-dalla-ricchezza-equivoca-che-vuole-riportare-la-colombia-nellorbita-usa.html">De la Espriella, il dandy dalla ricchezza equivoca che vuole riportare la Colombia nell&#8217;orbita Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260623223010741_e870242c6d1116dcb19d6886564d5541-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Probabilmente <strong>Theodor Adorno</strong> e i suoi studi sulla personalità autoritaria potrebbero aiutarci a comprendere parte delle ragioni per cui milioni di elettori colombiani hanno scelto, in occasione di una campagna elettorale molto serrata e combattuta, di accordare il proprio voto ad <strong>Abelardo de la Espriella</strong> — nel momento in cui scriviamo non ancora ufficialmente “presidente eletto” della Colombia ma vincitore del cosiddetto “preconteo”, con un margine di soli 250.000 voti, il più esiguo nella storia del Paese, mentre si moltiplicano le denunce di irregolarità e i sospetti di interferenze straniere che hanno spinto l’avversario Iván Cepeda ad annunciare che contesterà i risultati in 33.000 seggi elettorali.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>“El Tigre”, avvocato di 47 anni, cresciuto a Montería, città situata nella regione caraibica della Colombia, è indubbiamente la figura che ha attirato su di sé l&#8217;attenzione mediatica per <strong>i toni provocatori, la retorica populista fondata su una deriva securitaria che lo accomuna al presidente di El Salvador, Nayib Bukele, e il linguaggio intriso di violenza,</strong> sintetizzato da quel «destripar» (sventrare)&nbsp;rivolto agli avversari politici che, a suo dire, vanno trattati come veri e propri nemici da eliminare. Un’espressione che suona sinistra in un Paese che, tra il 1984 e i primi anni 2000, è stato scosso dalla campagna di sterminio sistematico contro il partito di sinistra Unión Patriótica, nel corso della quale quasi 6 mila persone vennero uccise o scomparvero.</p>



<p>De la Espriella si è persino spinto a lodare <strong>Benjamin Netanyahu</strong> e il genocidio sionista a Gaza, affermando che la Colombia dovrebbe adottare le tattiche impiegate contro il popolo palestinese per &#8220;difendere la Colombia&#8221;.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il “dandy caraibico” con un passato ingombrante</strong></h2>



<p>Il candidato della destra radicale — <a href="https://www.bbc.com/mundo/articles/c3ryp829q3jo?xtor=AL-71-%5Bpartner%5D-%5Bbbc.news.twitter%5D-%5Bheadline%5D-%5Bmundo%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D&amp;at_link_type=web_link&amp;at_bbc_team=editorial&amp;at_format=link&amp;at_link_id=A0DF1890-6E25-11F1-B102-D0B65FE05707&amp;at_link_origin=bbcmundo&amp;at_campaign=Social_Flow&amp;at_campaign_type=owned&amp;at_ptr_name=twitter&amp;at_medium=social">descritto da José Carlos Cueto</a>, corrispondente della BBC in Colombia, come un «dandy con accento caraibico che ama la buona cucina, trascorre del tempo a Firenze e Miami, vende vini toscani e cravatte di seta italiane, indossa orologi costosi e guida auto di lusso sfrenato» — è un <strong>neofita della politica</strong>, ma vanta una lunga carriera legale come <strong>difensore di narcotrafficanti, di leader delle AUC (Forze Unite di Autodifesa della Colombia),</strong> gruppo paramilitare di estrema destra, ma anche di figure come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4cNSESD3SxY">l’ideatore del gigantesco schema Ponzi della società DMG, <strong>David Murcia Guzmán</strong></a>, che lo ha accusato ora di essersi appropriato di ingenti somme, e il discusso imprenditore <strong>Alex Saab</strong>, considerato dagli Stati Uniti il testaferro di <strong>Nicolás Maduro.</strong></p>



<p>De la Espriella si diletta a fare anche l’imprenditore e ha creato un proprio marchio di cibo, bevande e abbigliamento, chiamato <a href="https://delaespriellastyle.com/">De la Espriella Style</a>, con ramificazioni  in Italia, il cui sito riporta una descrizione dell’istrionico titolare, raffigurato come «encantador, irreverente, apasionado y sibarita», e le cui pagine social — che proiettano un&#8217;immagine di successo e ricchezza — amplificano i messaggi della sua campagna elettorale e hanno la parvenza di presidi di un discutibile culto della personalità.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le ombre finanziarie di De la Espriella</strong></h2>



<p>Il quotidiano colombiano <em>La Silla Vacía </em>lo scorso gennaio ha condotto un’inchiesta tesa a indagare gli investimenti e le società rintracciabili registrate a nome dell&#8217;avvocato in Colombia, a Panama e negli Stati Uniti, in particolare in Florida, individuando <strong>35 imprese,</strong> operanti principalmente nel settore immobiliare —&nbsp;con<strong> perdite per milioni di pesos nel 2025 — </strong>e una serie di proprietà in diverse città colombiane e a Miami. La stessa indagine ha portato alla luce i nomi di alcuni soci di De la Esprilella, alcuni dei quali sembrano essere dei prestanome, altri sono personaggi legati a gruppi paramilitari. Oltre a queste evidenze che sembrano incrinare l’immagine di imprenditore di successo, <em>La Silla Vacía </em>riporta il dato <strong>sul patrimonio stimato dell’avvocato, ovvero circa 5,4 milioni di dollari </strong>— una cifra che lo colloca nell&#8217;1% più ricco degli Stati Uniti, paese di cui possiede la cittadinanza. De la Espriella non ha mai smentito tali informazioni, mentre il suo entourage ha ritenuto le domande del quotidiano «tendenziose e di parte» e si è rifiutato di rispondere.</p>



<p>Le ombre su origine e gestione della sua ricchezza non si fermano ai media colombiani. Lo scorso 17 giugno, undici membri del Congresso statunitense, tutti democratici, hanno chiesto alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato, al Tesoro e alla procura federale di indagare sull’origine dei fondi investiti da De la Espriella negli Stati Uniti e sui suoi legami con donatori e reti d’affari.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La destra internazionale si congratula con De la Espriella</strong></h2>



<p>Se la sua vittoria dovesse essere confermata, la Colombia tornerebbe probabilmente a posizionarsi nell’orbita di Washington. Domenica sera, per quanto non ci fosse ancora l’ufficialità, Donald Trump si è congratulato con De la Espriella —&nbsp; a cui aveva dato il suo endorsement —&nbsp; scrivendo sui suoi canali «Ha vinto, alla grande!».<strong>L’appoggio incondizionato degli Stati Uniti al candidato di estrema destra </strong>d’altra pare si è palesato <a href="https://x.com/berniemoreno/status/2069076002475503802">nelle dichiarazioni del senatore repubblicano Bernie Moreno</a>, che ha fatto intendere di essersi accordato con l’alleato per deportare i colombiani che chiedono asilo negli Stati Uniti. Un trattamento dal pugno di ferro che si è già intravisto nell’arresto, avvenuto in Arizona, dell’<strong>attivista colombiano Beto Coral </strong>che si era espresso contro De la Espriella e che, secondo<strong>il Segretario di Stato Marco Rubio</strong>, avrebbe interferito con gli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p>Al messaggio di Trump si sono aggiunti quelli del presidente argentino<strong>Javier Milei</strong>, dell&#8217;ecuadoriano <strong>Daniel Noboa</strong>, del cileno <strong>José Antonio Kast,</strong> ma anche del ministro degli Esteri israeliano <strong>Gideon Sa&#8217;ar </strong>e della presidente del Consiglio italiana <strong>Giorgia Meloni.</strong> Un coro di felicitazioni proveniente da leader della destra internazionale accomunati da una retorica securitaria e da una visione del potere tendente all’autoritarismo.</p>



<p>Per sottolineare il suo messaggio fondato sulla sicurezza, De la Espriella, dopo la chiusura dei seggi e la notizia del suo vantaggio sull&#8217;avversario, ha sfilato per le strade di Barranquilla all’interno di un veicolo blindato. Una scelta che un presidente realmente popolare non avrebbe evidentemente fatto.</p>
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		<title>Ballottaggio in Colombia: Washington in campo per De la Espriella contro Cepeda</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ballottaggio-colombia-washington-de-la-espriella-cepeda.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 11:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 21 giugno la Colombia sceglie tra De la Espriella e Cepeda. Trump appoggia "El Tigre" mentre si moltiplicano le denunce di ingerenze statunitensi nel voto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ballottaggio-colombia-washington-de-la-espriella-cepeda.html">Ballottaggio in Colombia: Washington in campo per De la Espriella contro Cepeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260619111031994_e6659864580fd17f7d1412e612872fe8-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In un messaggio pubblicato lo scorso 10 giugno su Truth Social,<strong>Donald Trump  si è congratulato per la «netta vittoria al primo turno» di Abelardo De la Espriella</strong>, candidato di estrema destra alle presidenziali colombiane, definendolo un leader «intelligente, forte e determinato» e lodando il suo instancabile impegno per il Paese. Le dichiarazioni del tycoon arrivano a pochi giorni dal <strong>ballottaggio del 21 giugno</strong> che definirà chi sarà il prossimo inquilino della Casa de Nariño — residenza ufficiale del Presidente della Colombia — al termine di una campagna elettorale che già al primo turno ha assunto i tratti di un vero e proprio terremoto politico. Quelle nel Paese sudamericano sono tra le elezioni più importanti della regione e il loro esito sarà decisivo per definire la traiettoria del prossimo futuro in un emisfero scosso dallo <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">scandalo Hondurasgate</a>, con la sua declinazione locale in Colombia definita <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">Proyecto Júpiter</a>, da ingerenze statunitensi — che si traducono anche nell’espansione delle operazioni dello United States Southern Command (SOUTHCOM) nel Pacifico — e dalla crescente influenza della destra globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trump appoggia De la Espriella contro Cepeda, «un marxista della sinistra radicale»</strong></h2>



<p><a href="https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/posts/116727049222420250">Nel suo post,</a> Trump —&nbsp;che meno di cinque mesi fa aveva minacciato un intervento militare contro la Colombia —&nbsp;ha tracciato u<strong>n parallelismo diretto tra la propria agenda politica e quella di De la Espriella </strong>sostenendo che, in caso di vittoria, il candidato da lui appoggiato sarà in grado di far crescere l’economia, creare occupazione, rafforzare il commercio e adottare una linea dura contro immigrazione irregolare, criminalità e narcotraffico, con l’obiettivo di ristabilire «legge e ordine». Il presidente statunitense ha inoltre sottolineato l’importanza della sfida finale del 21 giugno, nella quale De la Espriella affronterà «un marxista della sinistra radicale», presentando il verdetto delle elezioni come cruciale per il futuro delle relazioni tra Colombia e Stati Uniti. In caso di vittoria di “El Tigre” —&nbsp;come ama autodefinirsi De la Espriella — Bogotá potrà contare sul «pieno sostegno» di Washington, ha concluso il tycoon, che ha infine ufficializzato il proprio endorsement, definendolo «completo e totale» e sostenendo che il candidato non deluderà il «meraviglioso popolo colombiano». De la Espriella, che ha promesso di «sventrare» la sinistra e di «difendere la Colombia esattamente come sta facendo il governo Netanyahu» nel caso di Israele, si è posizionato come il favorito dopo il primo turno con il 43,8% dei voti, superando inaspettatamente il candidato di sinistra, il senatore <strong>Iván Cepeda</strong> — storico attivista per i diritti umani, figlio del dirigente comunista Manuel Cepeda Vargas, assassinato nel 1994, e candidato della coalizione Pacto Histórico del presidente uscente Gustavo Petro&nbsp; —, il quale ha ottenuto poco meno del 41%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;avvocato dei paramilitari che sfida i risultati sociali di Petro</strong></h2>



<p>El Tigre è un avvocato di 47 anni originario di Barranquilla e non ha mai ricoperto cariche elettive. Ha costruito la sua notorietà pubblica difendendo alcuni<strong> personaggi controversi come narcotrafficanti e membri di formazioni paramilitari di destra</strong>, tra cui componenti delle Forze di Autodifesa della Colombia, gruppo responsabile di decine di migliaia di uccisioni, nella grande maggioranza di civili. La sua piattaforma programmatica ruota attorno a temi come la sicurezza, l’alleanza con gli Stati Uniti, la lealtà verso Israele e una esplicita ostilità nei confronti delle riforme progressiste avviate sotto la presidenza Petro. Punta, invece, tutto su queste ultime Cepeda, forte anche dei risultati ottenuti dall’attuale governo sul piano sociale: <a href="https://elpais.com/america-colombia/2026-06-12/la-pobreza-en-colombia-cae-a-28-el-nivel-mas-bajo-en-su-historia.html">come riporta El País</a>, citando i dati dell’Istituto nazionale di statistica, <strong>nel 2025 quasi 1,8 milioni di persone nel Paese sono uscite dalla povertà</strong>, mentre il reddito delle fasce economicamente più svantaggiate è cresciuto più di quello del resto dei colombiani. Dal 2022 al 2025 il salario minimo, al netto dell&#8217;inflazione, è aumentato del 39%, <a href="https://cepr.net/publications/colombia-under-petro-social-gains-amid-monetary-and-fiscal-constraints/">scrive il Center for Economic and Policy Research</a>, organizzazione statunitense che svolge attività di ricerca e di divulgazione scientifica.</p>



<p>Di recente, peraltro, economisti e studiosi di fama mondiale, tra cui Thomas Piketty, Yanis Varoufakis, Kohei Saito e Ann Pettifor, <a href="https://x.com/ProgIntl/status/2067259610096894412">in un documento pubblico</a>, hanno espresso <strong>apprezzamento per i progressi economici raggiunti sotto il governo di Petro</strong> e hanno riconosciuto in quest’ultimo un modello alternativo di sviluppo, libero dai diktat del neoliberismo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">ECONOMISTAS POR LA VIDA 🫰🇨🇴 Reconocidos economistas —entre ellos Thomas Piketty, Jayati Ghosh, Ha-Joon Chang, Yanis Varoufakis, James K. Galbraith, Isabella M. Weber, Jason Hickel, Ann Pettifor y Fadhel Kaboub— se pronuncian en defensa de los avances económicos logrados bajo el… <a href="https://t.co/jt60GfJtnS">pic.twitter.com/jt60GfJtnS</a></p>&mdash; Progressive International (@ProgIntl) <a href="https://x.com/ProgIntl/status/2067259610096894412?ref_src=twsrc%5Etfw">June 17, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In questo contesto, la sfida tra Cepeda e De la Espriella assume anche il significato di <strong>un confronto tra due progetti di Paese</strong>: da un lato la continuità di un’agenda che punta su redistribuzione, lavoro e transizione energetica, dall’altro il ritorno a un paradigma di sicurezza punitiva e pieno allineamento con Washington. Non stupisce, quindi, che <a href="https://elpais.com/america-colombia/elecciones-presidenciales/2026-06-11/ivan-cepeda-denuncia-a-abelardo-de-la-espriella-ante-la-corte-penal-internacional-por-sus-presuntos-vinculos-con-grupos-paramilitares.html">Cepeda, l’11 giugno, abbia annunciato di aver depositato una denuncia</a> presso la Fiscalía General de la Nación e la Corte penale internazionale, <strong>contestando a De la Espriella reati come associazione a delinquere aggravata, finanziamento del terrorismo e arricchimento illecito</strong>, legati a presunti rapporti con strutture paramilitari e crimini di lesa umanità.</p>



<p>«Abelardo» —&nbsp; ha affermato il candidato del Pacto Histórico durante uno degli ultimi incontri pubblici della campagna&nbsp; —&nbsp;«è in ginocchio per favorire gli interessi stranieri contro il nostro Paese. Si definisce difensore della patria, ma non lo è».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le interferenze statunitensi nel processo elettorale</strong></h2>



<p>Le dichiarazioni fatte da Trump a sostegno di De la Espriella si aggiungono ad altre<strong>ingerenze degli Stati Uniti nel processo elettorale</strong>. In occasione del primo turno, <strong>il senatore statunitense Bernie Moreno </strong>ha incoraggiato e mediato pubblicamente alleanze tra candidati presidenziali di destra, pur essendo accreditato come osservatore elettorale internazionale, in aperta violazione della legge colombiana, <a href="https://progressive.international/observatory/2026-05-29-red-alert-evidence-of-sen-bernie-morenos-illegal-intervention-in-colombias-elections/en/">come denunciato dalll&#8217;Osservatorio della piattaforma Progressive International</a>. E la scorsa settimana, secondo quanto riportato dal Washington Post, l&#8217;amministrazione Trump ha impedito a Petro —&nbsp;volato negli Stati Uniti per prendere parte a una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite —&nbsp;di partecipare a un incontro pubblico con il sindaco di New York, <strong>Zohran Mamdani</strong>. Pochi giorni fa, inoltre, si è diffusa la notizia dell’<strong>arresto dell&#8217;attivista colombiano Beto Coral </strong>da parte delle autorità migratorie statunitensi in Arizona. L’ordine di cattura sarebbe giunto direttamente dal Segretario di Stato Marco Rubio, nonostante l&#8217;attivista possieda una regolare richiesta di asilo e un permesso di lavoro. Coral aveva espresso pubblicamente critiche contro De la Espriella e si era recato in Florida per intentare una causa contro il candidato presidenziale.</p>



<p>Lo scorso 15 giugno, intanto, è iniziato il ballottaggio per il milione e mezzo circa di colombiani residenti all’estero. <strong>Generación Petro</strong>, movimento sociale e politico di giovani e attivisti digitali in Colombia che sostiene il presidente Petro, denuncia<strong> irregolarità nel processo elettorale,</strong> verificatesi —&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/p/DZngjj_JjYw/">secondo quanto riportato in un video diffuso sui canali social</a> —&nbsp;anche in Italia.&nbsp;</p>



<p>Progressive International non esclude «ulteriori interferenze straniere da parte di Trump, Rubio e degli Stati Uniti in vista del voto di domenica, sia attraverso una campagna attiva a favore di De la Espriella, sia tramite pressioni economiche o diplomatiche, o tentativi di minare il processo elettorale in caso di risultati sfavorevoli».&nbsp;</p>



<p>Al termine di <strong>una campagna elettorale serrata e molto tesa</strong>, i pronostici sembrano favorire De la Espriella, che può contare su una base conservatrice unita —&nbsp;Paloma Valencia, la candidata della corrente uribista arrivata terza al primo turno, ha garantito il suo sostegno —&nbsp; e su un messaggio dai toni fortemente populisti, fondato sulla retorica della sicurezza. Cepeda, d&#8217;altro canto, dovrà compiere un&#8217;impresa ardua: mobilitare gli astensionisti e convincere un centro diffidente. Il sondaggio del Celag —&nbsp;Centro Strategico Latinoamericano per la Geopolitica —, in ogni caso, indica un margine ristretto a favore del candidato del Pacto Histórico che resta <strong>il</strong> <strong>più votato al primo turno nella storia del Paese sudamericano</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/ballottaggio-colombia-washington-de-la-espriella-cepeda.html">Ballottaggio in Colombia: Washington in campo per De la Espriella contro Cepeda</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Tilde, propaganda pro Usa multilingue: l&#8217;ultimo grimaldello del Pentagono per l&#8217;America Latina</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/la-tilde-propaganda-pro-usa-multilingue-lultimo-grimaldello-del-pentagono-per-lamerica-latina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:54:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Tilde si presenta come un canale di notizie indipendente per il pubblico latinoamericano, ma in realtà...</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-tilde-propaganda-pro-usa-multilingue-lultimo-grimaldello-del-pentagono-per-lamerica-latina.html">La Tilde, propaganda pro Usa multilingue: l&#8217;ultimo grimaldello del Pentagono per l&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260615075557595_505007d79132f159c22604fe71f7381e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«L&#8217;operazione perfetta: coordinamento, tempismo e precisione su una scala senza precedenti». E ancora: «L’arresto di Maduro fa nascere una speranza a lungo repressa tra milioni di venezuelani dentro e fuori dal Paese». È quanto si legge in riferimento al rapimento del presidente venezuelano —&nbsp;orchestrato dall’amministrazione Trump — sul canale di informazione <a href="https://latilde.co/en">La Tilde</a> che, <a href="https://theintercept.com/2026/06/02/la-tilde-propaganda-latin-america-pentagon/">secondo un’inchiesta del media americano <em>The Intercept</em></a><em>,</em> sarebbe in realtà <strong>una piattaforma creata dal Pentagono</strong> con l’obiettivo di <strong>diffondere in America Latina propaganda filo-statunitense,&nbsp; attraverso contenuti creati con l’intelligenza artificiale, sollevando serie preoccupazioni circa la crescente influenza del governo di Washington nella regione.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dal Medio Oriente all&#8217;America Latina: la rete di disinformazione</strong></h2>



<p>La Tilde ha iniziato a svilupparsi in sordina dalla fine dello scorso anno e sembra essere ancora in fase di realizzazione tanto che, analizzandolo con strumenti di stima del traffico come Ubersuggest, il risultato è che le visite sono ancora insufficienti per poter restituire dei dati precisi o anche solo delle stime.&nbsp;</p>



<p>Il canale propone <strong>articoli destinati a un pubblico latinoamericano, pubblicati sia in spagnolo che in inglese. </strong>Molti sono incentrati su temi di finanza personale. Alcuni, focalizzati sulle operazioni statunitensi nell’area, hanno un tono smaccatamente celebrativo. Altri ancora sembrano rivolgere velate critiche ai governi progressisti della regione, come quello colombiano. In un pezzo dello scorso 5 maggio, per esempio, che analizza i temi dell&#8217;economia illegale e della criminalità organizzata, si legge testualmente: «La Colombia non sta perdendo solo foreste. Sta perdendo anche la capacità di governare su parti del suo territorio». </p>



<p>Un altro articolo intitolato <em>Come gli investimenti nelle infrastrutture migliorano la vita di milioni di persone, </em>si celebrano come esempi virtuosi progetti sostenuti dagli Stati Uniti o realizzati con finanziamenti erogati da Washington. Un testo presenta l&#8217;addestramento congiunto tra Stati Uniti e Panama, noto come Panamax 2026, come un baluardo contro l&#8217;influenza cinese, omettendo opportunamente che tali esercitazioni hanno scatenato proteste per violazioni della sovranità nazionale. Infine, un articolo sostiene che l&#8217;Ecuador sia un nodo cruciale del traffico internazionale di cocaina, riprendendo affermazioni che l&#8217;amministrazione Trump ha utilizzato per espandere l&#8217;Operazione Southern Spear, la campagna di attacchi aerei del SOUTHCOM nei Caraibi che ha causato finora la morte di oltre 200 civili <a href="https://it.insideover.com/politica/ci-hanno-trattato-come-animali-pescatori-torturati-noboa-colluso-mare-senza-diritti.html">e di cui avevamo scritto su InsideOver</a>.</p>



<p>Nella sezione <em>About us </em>del sito, lo stesso viene descritto come il «prodotto di <strong>un&#8217;organizzazione mediatica internazionale finanziata con fondi pubblici del governo degli Stati Uniti</strong>», una formulazione identica a quella usata per altri siti web di notizie apparentemente indipendenti, come <em>Al-Fassel</em> e <em>Pishtaz News</em>, che pubblicano articoli filoamericani sulla guerra contro l&#8217;Iran e sul piano dell&#8217;amministrazione Trump per la ricostruzione di Gaza. In relazione a tali media, <em>The Intercept</em> ha rivelato che «fanno parte di una rete di siti web e account sui social media che si spacciano per testate giornalistiche mediorientali legittime, ma in realtà sono macchine di propaganda finanziate dal governo degli Stati Uniti».&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">La Tilde publishes an unusual mix of personal finance guides and articles extolling American military efforts in Latin America. <a href="https://t.co/8yqVsYQetB">https://t.co/8yqVsYQetB</a></p>&mdash; The Intercept (@theintercept) <a href="https://x.com/theintercept/status/2061858223590662161?ref_src=twsrc%5Etfw">June 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi c’è dietro La Tilde</strong></h2>



<p>Secondo un funzionario della difesa a conoscenza delle operazioni di informazione statunitensi, <strong>La Tilde è gestita come piattaforma di messaggistica militare per il Comando delle Operazioni Speciali del Sud degli Stati Uniti,</strong> o SOCSOUTH, che svolge missioni delle forze speciali in tutto il Sud e Centro America e anche nei Caraibi. La natura di operazione governativa del sito è stata confermata dal portavoce dello stesso Comando, <strong>Trevor Wild.</strong> SOCSOUTH ha rifiutato di commentare ulteriormente, mentre il Comando Meridionale degli Stati Uniti ha negato completamente qualsiasi coinvolgimento.</p>



<p>La progettazione del sito web di La Tilde è stata subappaltata ad Antpack, un&#8217;agenzia di digital marketing e sviluppo software con sede a Bogotá, in Colombia.</p>



<p>A differenza della maggior parte dei siti di notizie, La Tilde non riporta firme o indicazioni circa un’eventuale redazione. Sebbene il media affermi di impiegare «decine di giornalisti freelance e creatori di contenuti», <strong>almeno una parte del sito sembra essere stata generata da un modello linguistico basato su IA. </strong>Per condurre un’analisi su questo aspetto, T<em>he Intercept</em> ha anche utilizzato <a href="https://www.pangram.com/blog/third-party-pangram-evals">Pangram</a>, un servizio di rilevamento AI. Il risultato è che molti testi in inglese e in spagnolo pubblicati da La Tilde sono parzialmente o interamente scritti da macchine. Anche le foto usate sembrano essere state generate con sistemi di intelligenza artificiale come Midjourney. E di sito «pieno di intelligenza artificiale» parla Emerson Brooking, ricercatore presso il Digital Forensic Research Lab dell&#8217;Atlantic Council ed ex consulente del Pentagono in materia di politica informatica, interpellato da <em>The Intercept</em> in merito a La Tilde.&nbsp;</p>



<p>L&#8217;indagine ha rivelato che, dopo le versioni indirizzate a pubblici in Colombia, Panama e Guyana, il sito si sta preparando a lanciare edizioni destinate a lettori in Ecuador, El Salvador, Honduras, Giamaica e Perù.&nbsp;</p>



<p>Ancora secondo Brookings, «l&#8217;intento è probabilmente quello di riempire questi siti con materiale generico, crearsi un pubblico e poi <strong>inserire di nascosto altri pezzi di propaganda esplicita,</strong> come quel resoconto piuttosto dettagliato dell&#8217;attacco statunitense al Venezuela».</p>



<p>In base alle informazioni pubbliche attualmente disponibili, non ci sono elementi che colleghino in modo documentato La Tilde <a href="https://it.insideover.com/politica/hondurasgate-piano-stati-uniti-israele-destabilizzare-america-latina.html">alla “unità di giornalismo digitale” o “cellula di informazione” descritta nei leak dell’Hondurasgate</a>. Ma appare certo che <strong>il sito sia legato a infrastrutture mediatiche di soft power statunitense</strong> e che possa essere un tassello della <strong>decennale guerra psicologica condotta da Washington nella regione </strong>attraverso disinformazione, propaganda, fake news.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/la-tilde-propaganda-pro-usa-multilingue-lultimo-grimaldello-del-pentagono-per-lamerica-latina.html">La Tilde, propaganda pro Usa multilingue: l&#8217;ultimo grimaldello del Pentagono per l&#8217;America Latina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 05:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un rapporto di Scottish Sport for Palestine rivela come FIFA e UEFA stiano normalizzando l'occupazione israeliana in Cisgiordania.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html">Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260612193135975_68ed4651d9c84ceff8684f1e39abb5c0-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Ha da poco preso il via uno dei Mondiali più controversi della storia</strong> – segnato da prezzi inaccessibili, pratiche di esclusione, discriminazione razziale e violazioni dei diritti umani – e le polemiche attorno all’evento potrebbero non essere l’unica fonte di preoccupazione per le grandi federazioni calcistiche. Un’indagine squarcia infatti il velo di neutralità ostentato dai vertici del calcio mondiale, rivelando come FIFA e UEFA stiano attuando <strong>un&#8217;operazione di normalizzazione del furto – da parte di Israele – di terre palestinesi e siriane</strong>.&nbsp;</p>



<p>Il rapporto, <a href="https://www.scottishsportforpalestine.co.uk/reports-articles/beyond-the-green-line-israeli-settlement-clubs-in-occupied-palestine">intitolato <em>Beyond the green line. Israeli settlement clubs in Occupied Palestine</em></a><em>, </em>è stato redatto dall’organizzazione scozzese <strong>Scottish Sport for Palestine</strong>, un gruppo di pressione – nato all&#8217;inizio del 2024 – che si propone di contrastare l&#8217;influenza del sionismo nello sport scozzese, promuovendo azioni di sensibilizzazione, mobilitazione e <em>advocacy </em>a sostegno della causa palestinese. La denuncia che emerge dall’analisi è chiara: dietro la retorica dell&#8217;inclusività, si nasconde una strategia di <em>sportswashing</em> che trasforma i club degli insediamenti illegali e il calcio stesso in veri e propri strumenti politici per la cancellazione di un intero popolo<strong>.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il motore dell’occupazione: gli insediamenti israeliani nei Territori palestinesi&nbsp;</strong></h2>



<p>Dal 1967 Israele occupa illegalmente Gaza – per quanto formalmente abbia completato il ritiro dei coloni e delle forze di sicurezza dalla Striscia nel 2005 –, la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e le alture siriane del Golan<strong>. L’obiettivo dichiarato è quello di dar vita al Grande Eretz Israel,</strong> la Grande Terra di Israele, a dispetto di quanto stabilito dal diritto internazionale. Secondo Michael Lynk – dal 2016 al 2022 Relatore Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati –<strong> il motore dell’occupazione è rappresentato dagli insediamenti</strong>, comunità civili – create o sostenute da autorità politiche e militari israeliane – che comprendono abitazioni, strutture economiche, infrastrutture di collegamento, terreni agricoli e spazi ricreativi, come gli impianti sportivi.</p>



<p>A sancire la loro natura contraria al diritto internazionale sono stati il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Corte internazionale di giustizia, l&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Comitato internazionale della Croce Rossa e l&#8217;Unione Europea che hanno ribadito con chiarezza come<strong> gli insediamenti israeliani costituiscano una violazione della Quarta Convenzione di Ginevra</strong>. Nel tempo, il diritto internazionale umanitario e il diritto penale internazionale ne hanno ulteriormente qualificato l’illiceità, configurandoli come <strong>crimini di guerra.</strong> Eppure, nonostante le evidenze legali, gli insediamenti <strong>hanno continuato a moltiplicarsi e prosperare,</strong> in gran parte grazie all&#8217;impunità loro concessa dall&#8217;Europa e dal Nord America.</p>



<p>Stando agli ultimi dati disponibili, solo in Cisgiordania e Gerusalemme Est sarebbero circa 160 gli insediamenti ufficiali e almeno 196 gli avamposti, nuclei più piccoli, spesso nati come iniziative “dal basso” di gruppi di coloni, costruiti senza autorizzazione formale e in violazione della stessa legge israeliana. <strong>L’espansione coloniale prosegue con crescente intensità </strong>anche su pressione di ministri di estrema destra come Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Quello di Benjamin Netanyahu è infatti uno dei governi che ha approvato<strong>il maggior numero di nuovi insediamenti e avamposti,</strong> a un ritmo senza precedenti negli ultimi anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dai campi coltivati ai campi da calcio dei coloni&nbsp;</strong></h2>



<p>Mentre la macchina di annientamento israeliana in azione a Gaza ha portato all’<strong>uccisione di più di mille atleti palestinesi</strong>, il calcio serve ad attirare nuovi coloni negli insediamenti illegali con la promessa di servizi ricreativi di alto livello, in palese violazione del diritto internazionale. Nella Cisgiordania occupata si contano <strong>dieci squadre israeliane che operano illegalmente all&#8217;interno degli insediamenti,</strong> oltre a tre club attivi nelle alture del Golan.</p>



<p>«Questa è la nostra terra. La usavamo per coltivare e guadagnarci da vivere. Se la sono presa, noi non possiamo usarla, e invece i coloni ci giocano a calcio», dichiarava nel 2016 Salah al-Qurt, membro di una delle due famiglie proprietarie del terreno su cui è stato illegalmente costruito il campo del Beitar Givat Ze&#8217;ev Football Club, <a href="https://www.nytimes.com/2016/09/25/world/middleeast/israeli-palestinian-soccer-west-bank.html">in un’intervista al New York Times</a>. Già in quell’anno Human Rights Watch aveva segnalato l&#8217;esistenza di nove club calcistici israeliani illegali situati su territorio palestinese oltre il confine dell&#8217;armistizio del 1949 – comunemente noto come &#8220;Linea Verde&#8221; – in Cisgiordania.&nbsp;</p>



<p>Secondo il report dello Scottish Sport for Palestine, sotto la guida del presidente della FIFA Gianni Infantino e del presidente della UEFA Aleksander Čeferin – i cui mandati sono iniziati proprio nel 2016 –, <strong>tali club sono cresciuti in numero, dimensioni e prestigio</strong>. Questo ha contribuito a <strong>normalizzare l’occupazione e a implementare un sistema di apartheid</strong> contro i palestinesi attraverso strutture sportive costruite sulle loro terre e un’economia calcistica dalla quale i palestinesi non possono trarre alcun beneficio.</p>



<p>Da allora nessuna delle due federazioni internazionali ha agito in modo decisivo per bandire i club israeliani e sospendere Israel FA, ovvero la Federcalcio israeliana. Anzi, i club negli insediamenti illegali hanno continuato a svilupparsi, in linea con l&#8217;attuale e prevista espansione degli insediamenti in Cisgiordania. Tra dicembre 2025 e febbraio 2026, il governo israeliano ha annunciato piani per annettere formalmente parti della regione, creando un corridoio di insediamenti tra Ma&#8217;ale Adumim e Gerusalemme Est, dove si trovano quattro dei club degli insediamenti illegali dell&#8217;Israel FA. Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che il piano di espansione dell&#8217;insediamento di Ma&#8217;ale Adumim conferma la sua convinzione che<strong> </strong>«<strong>non esisterà mai&nbsp; uno Stato palestinese</strong>»<strong>.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">FIFA is supporting the Israeli occupation by legitimising clubs that play in illegal West Bank settlements <a href="https://t.co/7MBiZxK9Lw">https://t.co/7MBiZxK9Lw</a></p>&mdash; Scottish Sport for Palestine (@ScotSport4Pal) <a href="https://x.com/ScotSport4Pal/status/2064370998053322776?ref_src=twsrc%5Etfw">June 9, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>FIFA e UEFA finanziano e trasmettono il calcio dell&#8217;occupazione&nbsp;</strong></h2>



<p>Se nell&#8217;ottobre del 2024, la FIFA aveva promesso di indagare sulle squadre radicate negli insediamenti e, dunque, accusate di violare le stesse norme della federazione – e quelle dell’UEFA – sull&#8217;integrità territoriale e contro il razzismo, da allora le uniche azioni messe in campo sono state <strong>una multa di poco più di 160 mila euro</strong> comminata all&#8217;Israel FA e una controversa dichiarazione in cui la FIFA stabiliva che le operazioni dei club israeliani potevano proseguire, accampando come scusa lo status giuridico della Cisgiordania, definito «una questione irrisolta e molto complessa nel diritto internazionale pubblico».&nbsp;</p>



<p>Di fatto, <strong>FIFA e UEFA permettono alle squadre degli insediamenti illegali di partecipare ai campionati organizzati dalla Federazione calcistica israeliana e di ospitare partite sui terreni confiscati.</strong> Forniscono inoltre <strong>supporto finanziario – anche attraverso fondazioni benefiche collegate alle federazioni – e strutturale </strong>ai club degli insediamenti, alcuni dei quali hanno partecipato a competizioni organizzate dalla UEFA, e permettono che le partite disputate negli insediamenti illegali vengano filmate e poi trasmesse in streaming sulla sua piattaforma, FIFA+, – come avviene nell&#8217;avamposto di Har Homa, che domina Betlemme – generando potenzialmente ricavi per la stessa FIFA, che a sua volta valorizza i loro giocatori e normalizza la vita negli insediamenti. Uno dei club citati nel rapporto è arrivato fino alla Premier League israeliana e ha ricevuto milioni di dollari di finanziamenti dalla Fondazione UEFA e dal governo degli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cartellino rosso per le federazioni</strong></h2>



<p>A febbraio, Infantino e Čeferin sono diventati i primi presidenti di federazioni sportive a essere <strong>accusati di complicità in crimini di guerra e crimini contro l&#8217;umanità</strong> <a href="https://euromedmonitor.org/en/article/6988/Complaint-filed-with-ICC-accusing-FIFA-and-UEFA-presidents-of-aiding-war-crimes-and-apartheid-in-Palestinian-territory">in un documento presentato da un team di esperti legali</a> alla Corte penale internazionale proprio a causa dell&#8217;inclusione nelle strutture FIFA e UEFA di squadre con sede negli insediamenti illegali.&nbsp;</p>



<p>Mentre la UEFA ha reagito con rapidità insolita, definendo le accuse «tanto sensazionalistiche quanto infondate», la FIFA, che non ha rilasciato commenti, nel giro di pochi giorni, è corsa ai ripari con la promessa di Infantino di ricostruire le infrastrutture calcistiche di Gaza attraverso il famoso Board of Peace creato da Trump, al quale lo stesso presidente della FIFA ha consegnato il &#8220;Premio per la Pace&#8221; FIFA nel dicembre 2025.</p>



<p>Le numerose prove raccolte nel report di Scottish Sport for Palestine dimostrano che <strong>il calcio viene strumentalmente usato da Israele come fattore per rendere permanente un&#8217;occupazione illegale, </strong>escludendo e dispossessando la popolazione autoctona palestinese e siriana. Le grandi federazioni internazionali stanno abilitando tali dinamiche. Nell’enorme e brutale campo da gioco dei rapporti di potere internazionali meriterebbero quantomeno il cartellino rosso.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/territori-palestinesi-cosi-fifa-e-uefa-legittimano-le-squadre-degli-insediamenti-israeliani-illegali.html">Territori palestinesi: così FIFA e UEFA legittimano le squadre degli insediamenti israeliani illegali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Israele forma esperti di manipolazione dell’opinione pubblica</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/israele-forma-esperti-di-manipolazione-dellopinione-pubblica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’esercito israeliano sta formando soldati e funzionari della difesa in tecniche di manipolazione dell’opinione pubblica</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/israele-forma-esperti-di-manipolazione-dellopinione-pubblica">Israele forma esperti di manipolazione dell’opinione pubblica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260610174423395_ec652827c5c8cd90e225d4d43af90754-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La reputazione di Israele è in caduta libera in tutto il mondo occidentale. La risposta del Ministero della Difesa non è cambiare le politiche. È cambiare manipolare l’opinione pubblica. E c&#8217;è un bando ufficiale che lo dimostra. A luglio 2024 il Ministero della Difesa israeliano ha pubblicato un bando per un programma biennale — rinnovabile fino a quattro anni — destinato a personale militare in Israele e all&#8217;estero. L&#8217;obiettivo dichiarato: addestrare alla conduzione di operazioni psicologiche per influenzare la coscienza pubblica. A rivelarlo è + 972mag, il media indipendete gestito da un collettivo di giornalisti israeliani e palestinesi La maggior parte dei moduli del programma è orientata ad azioni offensive. Cosa significa? Interventi mirati a interrompere o manipolare convinzioni, atteggiamenti e comportamenti dei pubblici bersaglio. </p>



<p>Tra i moduli più inquietanti: quello dedicato alle tecniche Black Hat — distribuzione di contenuti illegittimi usando strumenti che bypassano Facebook e Google. E poi: creazione di messaggi su misura per specifiche popolazioni target, con valutazione dell&#8217;impatto in tempo reale. Il programma integra anche elementi di intelligence. Esiste un corso specifico per quello che il bando chiama &#8220;intelligence per l&#8217;influenza&#8221;: i partecipanti imparano a usare i sistemi di raccolta dati militari per alimentare le campagne psicologiche. I dati sui target arrivano dall&#8217;intelligence, le campagne modellano le percezioni, gli stessi strumenti misurano l&#8217;efficacia. Un circolo chiuso. A questo si aggiunge un modulo di intelligenza culturale: i soldati formati ad analizzare codici culturali e sensibilità sociali di popolazioni straniere. Per rendere i messaggi più penetranti ed &#8220;efficaci&#8221; sul piano della manipolazione. Alcuni corsi saranno tenuti in inglese per i cosiddetti partner stranieri — non meglio identificati nel documento. </p>



<p>Per loro un syllabus dedicato che include lo studio dell&#8217;approccio americano: le norme culturali statunitensi, per condurre campagne nell&#8217;arena internazionale. Non è un fenomeno nuovo. Tra ottobre 2023 e dicembre 2024, l&#8217;Unità Portavoce dell&#8217;IDF ha condotto un&#8217;operazione psicologica camuffata da organizzazione giornalistica no-profit — video, influencer, narrativa militare confezionata come fact-checking. Una guerra di propaganda che può contare anche sull&#8217;aiuto concreto di ricchi magnati come Larry Ellison, patron di Oracle, che ha donato milioni di dollari a Israele e all’IDF Quello che allora sembrava un&#8217;iniziativa isolata, oggi è parte di uno sforzo istituzionalizzato , integrato, sistematico. </p>



<p>Con un obiettivo preciso: ribaltare l&#8217;immagine di Israele nell&#8217;opinione pubblica occidentale. Se questo tema leggi l’articolo di <strong>Roberto Vivaldelli</strong> su InsideOver <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/320-esperti-allanno-lesercito-israeliano-forma-truppe-dassalto-per-la-guerra-dellinformazione.html">https://it.insideover.com/media-e-potere/320-esperti-allanno-lesercito-israeliano-forma-truppe-dassalto-per-la-guerra-dellinformazione.html</a> e suoi nostri social guarda tutti i reel di <strong>Marianna Lentini</strong></p>



<p></p>
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		<title>Chi c&#8217;è dietro la speculazione immobiliare del genero di Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/chi-ce-dietro-la-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 09:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un resort di lusso da 1,4 miliardi, terreni contesi, società offshore, una fitta trama di catene societarie e nomi che compaiono in inchieste italiane. È quello che si cela dietro i piani di Jared Kushner — il genero di Trump — sulle coste albanesi. E ora migliaia di persone sono scese in piazza con uno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/chi-ce-dietro-la-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/chi-ce-dietro-la-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump">Chi c&#8217;è dietro la speculazione immobiliare del genero di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260608110803957_85f7f67af97675e20f1f7768e8383847-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un resort di lusso da 1,4 miliardi, terreni contesi, società offshore, una fitta trama di catene societarie e nomi che compaiono in inchieste italiane. È quello che si cela dietro i piani di Jared Kushner — il genero di Trump — sulle coste albanesi. E ora migliaia di persone sono scese in piazza con uno slogan preciso: «Albania is not for sale».</p>



<p>Kushner vuole costruire due resort di lusso su alcune delle coste più incontaminate d&#8217;Albania: l&#8217;isola di Sazan — che i locali hanno già ribattezzato l&#8217;Isola dei Trump — e la laguna di Zvërnec, un&#8217;area protetta dove vivono fenicotteri e tartarughe marine. L&#8217;affare vale più di 1,4 miliardi di euro. Il governo del premier Edi Rama ha già rilasciato i permessi di costruzione, nonostante le controversie legali sulla proprietà dei terreni.</p>



<p>Ma chi c&#8217;è dietro al mega progetto oltre a Kushner? Il fondo con cui opera, Affinity Partners, è finanziato in larga parte dall&#8217;Arabia Saudita di Mohammed Bin Salman — lo stesso principe che secondo la CIA ha autorizzato l&#8217;omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. La società operativa sul terreno è registrata nei Paesi Bassi come trust offshore. Tra i proprietari dei terreni coinvolti compare un uomo d&#8217;affari albanese, Artur Shehu, il cui nome è emerso in un&#8217;inchiesta RAI sulla Sacra Corona Unita e nelle indagini sull&#8217;esplosione sotto casa di Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report. Un ex presidente della Corte d&#8217;Appello di Tirana, Alaudin Malaj, risulta proprietario di alcuni di quei terreni — gli stessi su cui in passato aveva emesso sentenze favorevoli. Questi sono solo alcuni degli elementi di una pericolosa convergenza tra interessi pubblici e privati.</p>



<p>Per capire fino in fondo il paradosso, bisogna sapere cos&#8217;era l&#8217;Albania fino a trent&#8217;anni fa: la dittatura più claustrofobica d&#8217;Europa, la &#8220;Corea del Nord d&#8217;Occidente&#8221;. Il dittatore Hoxha aveva disseminato il Paese di 700mila bunker — ce ne sono ancora 4mila solo sull&#8217;isola di Sazan — per difendersi da capitalisti e imperialisti. Oggi quella stessa isola sta per essere espugnata da quest&#8217;ultimi.</p>



<p>La procura anticorruzione albanese ha aperto un&#8217;indagine. Le piazze non si svuotano. La gente continua a protestare contro un modello di sviluppo rapace e in difesa del patrimonio ambientale e storic. La domanda che dovremmo porci è: a chi appartiene davvero un territorio? A chi lo abita o agli investitori?</p>



<p></p>



<p>Leggi l&#8217;articolo di Marianna Lentini: https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/chi-ce-dietro-la-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump">Chi c&#8217;è dietro la speculazione immobiliare del genero di Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Albania: gli aspetti inconfessabili della grande speculazione immobiliare del genero di Trump </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 03:39:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Kushner]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-600x420.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Jared Kushner vuole costruire resort di lusso sulle coste più incontaminate dell'Albania. Dietro di lui società offshore e figure controverse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/albania-gli-aspetti-inconfessabili-della-grande-speculazione-immobiliare-del-genero-di-trump.html">Albania: gli aspetti inconfessabili della grande speculazione immobiliare del genero di Trump </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1344" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-300x210.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1024x717.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-768x538.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-1536x1075.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260606103934569_3beec09df1e81c32c36db1c0352e4b37-600x420.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In quello spazio liminale tra Oriente e Occidente che da secoli è l’Albania, si dipana un <strong>nuovo capitolo del “risiko immobiliare” che fa capo a Jared Kushner</strong>, genero del presidente degli Stati Uniti e, secondo le indiscrezioni, “eminenza grigia” che si cela dietro a molte delle decisioni del tycoon.&nbsp;</p>



<p>Il progetto di sviluppo turistico avviato nel Paese balcanico dal consorte di Ivanka Trump&nbsp;ha innescato <strong>accese proteste da parte di migliaia di persone </strong>che da giorni scendono in piazza,&nbsp;scandendo a chiare lettere lo slogan «Albania is not for sale»,&nbsp;per protestare contro le mire affaristiche di una ristretta oligarchia economico-finanziaria e contro l’atteggiamento connivente del premier Edi Rama.&nbsp;</p>



<p>Oltre alle manifestazioni, <strong>il caso ha anche un risvolto giudiziario</strong>: Zvërnec —&nbsp;una delle aree in cui dovrebbe sorgere il resort di lusso — è già <strong>sotto inchiesta da parte della SPAK, la Procura speciale anti-corruzione</strong> che sta indagando sull&#8217;origine della proprietà e sui fondi utilizzati per l&#8217;acquisto del terreno. Un’attività investigativa necessaria date<strong> le opacità che sembrano emergere dalla vicenda.</strong> <a href="https://balkaninsight.com/2026/06/04/behind-a-trump-linked-albanian-resort-project-a-host-of-murky-interests/bi/">Come rivelato dal Balkan Investigative Reporting Network</a>, infatti, per quanto Kushner sia la figura di spicco del progetto di sviluppo immobiliare di lusso, alle sue spalle si cela <strong>una rete di torbide figure invischiate in numerose controversie, alcune con ramificazioni nel nostro Paese.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>“L&#8217;isola dei Trump”, la laguna incontaminata e la rivolta dei fenicotteri&nbsp;</strong></h2>



<p>La chiamano <strong>“la rivoluzione dei fenicotteri”</strong>, dal nome del volatile presente tra le centinaia di specie animali che abitano l’area protetta Vjosë-Nartë, dove sorge Zvërnec. Sono migliaia i manifestanti che chiedono, tra le altre cose, <strong>le dimissioni di Rama e l’abolizione del quadro giuridico relativo ai cosiddetti “investimenti strategici”</strong>. L’intraprendente premier albanese, un artista prestato alla politica che coltiva rapporti con lo stesso Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Tony Blair e passa con disinvoltura dagli accordi con Giorgia Meloni in materia di gestione dei flussi migratori agli affari con attori internazionali, cerca da tempo di accreditare la propria figura presso i potenti del mondo. Con questo obiettivo, sta cercando di <strong>promuovere il turismo d’élite nel suo Paese</strong>, attribuendo a molti progetti lo <strong>status di “investimento strategico”,</strong> etichetta spesso arbitrariamente conferita a iniziative che vengono imposte alle comunità locali aggirando le procedure. E strategici sono stati definiti, appunto, i piani di Kushner per l’isola di Sazan —&nbsp;un paradiso naturale di macchia mediterranea, abbracciato da un mare turchese e abissale, che i locali chiamano da qualche tempo Ishulli i Trumpëve, l’Isola dei Trump — e per Zvërnec, uno dei tratti più incontaminati della costa adriatica albanese, con spiagge sabbiose, scogliere frastagliate a picco sul mare, la laguna di Limopuo, l&#8217;isola del monastero e rare dune di sabbia che fungono da luogo di nidificazione per le tartarughe marine.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un affare da più di 1,4 miliardi</strong></h2>



<p>«Ma prima che Sazan diventi un simbolo del privilegio, una mecca del turismo di lusso sfrenato, voglio esplorare l&#8217;isola, assaporare appieno questo privilegio. Voglio raccontare <strong>il capolavoro sconosciuto creato dalla natura e dalla storia,</strong> prima che Sazan entri a far parte della collezione del genero di Trump, Jared Kushner, e di sua moglie Ivanka Trump». Così scriveva nel 2024 il giornalista Marzio Mian in un reportage incentrato sulla bellezza mozzafiato del luogo. Proprio da Sazan —&nbsp; situata nello stretto di Otranto, all’ingresso della baia di Valona, lembo di terra che fu italiano dal 1920 al 1947 e che è ancora puntellato da 4mila bunker dei 700mila totali fatti erigere nel Paese dal dittatore Enver Hoxha — sono partiti i piani di Kushner, a capo del <strong>fondo di private equity Affinity Partners, finanziato in gran parte dal principe saudita Mohammed Bin Salman</strong>, personaggio controverso che secondo le conclusioni della CIA aveva “autorizzato” l’omicidio e lo smembramento del giornalista Jamal Khashoggi.&nbsp;</p>



<p>L’area sarebbe il <strong>punto di convergenza tra capitale immobiliare statunitense, presenza militare turca e industria della difesa israeliana</strong>. È a poca distanza da qui infatti che il colosso della difesa israeliano Elbit Systems ha riaperto la scuola di aviazione di Valona e, insieme alla società di Stato albanese KAYO, assembla droni e sistemi d’arma.&nbsp;</p>



<p><strong>Un affare, quello di Sazan, da 1,4 miliardi di euro </strong>che si andranno ad aggiungere ai milioni destinati alle infrastrutture previste per Zvërnec su un’area di oltre 1,3 milioni di metri quadrati. È stato il Consiglio nazionale albanese per il territorio e le acque (KKTU), presieduto dal primo ministro <strong>Edi Rama,</strong> a rilasciare il permesso di costruzione al progetto, nonostante le controversie legali in corso sulla proprietà effettiva del terreno su cui dovrebbe sorgere l&#8217;edificio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi c&#8217;è dietro il progetto di Kushner</strong></h2>



<p>Rispetto all’area di Zvërnec, la SPAK ha confermato lo scorso lunedì di aver avviato <strong>un&#8217;indagine sulle modifiche apportate nel 2024</strong> allo status di area protetta e alla proprietà terriera, che hanno aperto la strada al progetto di sviluppo turistico. A capo di quest’ultimo c’è una società chiamata <strong>Zvërnec South Adriatic Development</strong>, registrata nei Paesi Bassi come trust offshore. <a href="https://balkaninsight.com/2026/06/04/behind-a-trump-linked-albanian-resort-project-a-host-of-murky-interests/bi/">L’inchiesta di BIRN/Balkan Insight </a>ricostruisce la fitta trama di partecipazioni dietro il progetto di Kushner, mostrando come lo status di “investitore strategico” —&nbsp; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/6/5/why-the-kushners-plan-to-build-an-albanian-resort-has-sparked-protests">riconosciuto alla sua società Atlantic Incubation Partners LLC</a>, riporta Al Jazeera —&nbsp;e le opacità societarie si intreccino con gli interessi dell’élite albanese, in primis con il governo Rama.&nbsp;</p>



<p>Una delle entità della struttura offshore, Blue Industries Investment Holding BV, è di proprietà di cinque individui albanesi anonimi, la cui identità è legalmente protetta poiché nessuno di loro detiene più del 25% delle azioni.&nbsp;</p>



<p>Se Atlantic Incubation Partners è il veicolo “madre” statunitense, Zvërnec South Adriatic Development è l’entità operativa sul terreno e ha firmato accordi di sviluppo con individui e aziende che rivendicano la proprietà di oltre 2,5 milioni di metri quadrati di terreno, pari a 251 ettari, a Zvërnec e Narta. Documenti e sentenze esaminati da BIRN dimostrano che <strong>l&#8217;origine di molte di queste proprietà è strettamente legata al controverso uomo d&#8217;affari di Valona Artur Shehu</strong>, residente negli Stati Uniti, e al suo ex avvocato, Pëllumb Petritaj, ripetutamente accusato di falsificazione di documenti proprio in relazione alla rivendicazione di proprietà da parte di Shehu di ampie porzioni di terreno costiero, comprese quelle in cui dovrebbe sorgere il resort previsto.</p>



<p>L’imprenditore albanese non è accusato di alcun reato, ma <strong>il suo nome è comparso in alcune vicende giudiziarie riguardanti l’Italia. </strong>È stato, per esempio, recentemente citato in un documentario della RAI come persona presumibilmente indagata nell&#8217;ambito di <strong>un&#8217;inchiesta sulla Sacra Corona Unita</strong> e, inoltre, compare nelle <strong>investigazioni sull’esplosione avvenuta a ottobre dello scorso anno sotto casa di Sigfrido Ranucci</strong>, conduttore di Report.</p>



<p>Shehu non è l’unico personaggio a venire fuori dalle carte. <strong>Altri 25.000 metri quadrati di terreno fanno capo ad AM-Invest, di proprietà della famiglia di Alaudin Malaj, ex presidente della Corte d&#8217;Appello di Tirana</strong>. Nel 2013, il giudice emise una sentenza civile che assegnò alla famiglia Shehu 156 ettari di terreno, ribaltando una decisione di un tribunale di grado inferiore. Nel 2019, in qualità di relatore in un collegio giudicante, contribuì all&#8217;archiviazione delle accuse di falsificazione contro Petritaj. Malaj si è dimesso dalla magistratura nel 2020, prima di poter essere sottoposto alla procedura di verifica introdotta dall&#8217;Albania per estromettere giudici e pubblici ministeri corrotti. I beni dichiarati dal magistrato —&nbsp;per un valore di circa 1,7 milioni di euro —&nbsp;lo rendevano uno dei giudici più ricchi del paese, riporta BIRN.</p>



<p><strong>La proprietà più estesa coinvolta nel progetto —&nbsp; circa 1,2 milioni di metri quadrati — è invece di proprietà di South Adriatic Development</strong>, società interamente controllata da un ingegnere albanese di nome Redi Struga tramite Smart Construction Invest. Attraverso un&#8217;altra società, Albanian Land Development, Struga funge da intermediario chiave per <strong>i fratelli miliardari qatarioti Ramez e Mohamad Al-Khayyat</strong>, che investono nel progetto insieme a Kushner.</p>



<p>Infine, durante la visita di Ivanka Trump alla laguna di Narta a gennaio, tra i presenti compariva <strong>Musa Kastrati, erede del potente Gruppo Kastrati,</strong> conglomerato vicino al governo e attivo anche nel turismo e nel real estate. Già nel 2024 Musa aveva dichiarato al <em>New York Times</em> che la sua azienda avrebbe avuto un ruolo nei piani di Kushner in Albania.</p>



<p>Intanto, tra la fine di aprile e i primi di maggio delle recinzioni metalliche che racchiudono un milioni di metri quadrati di terreno sono apparse in diverse parti dell’area, bloccando l&#8217;accesso alla spiaggia e alle proprietà ancestrali dove generazioni di abitanti del villaggio erano cresciute. Poco più a Nord, a Pishë Poro, è stata eretta una recinzione simile attorno a oltre 1,3 milioni di metri quadrati di terreno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il capitalismo che ha espugnato la fortezza di Hoxha</strong></h2>



<p>Questi sono solo alcuni degli elementi che comprovano la connivenza di interessi pubblici e privati e che testimoniano come dietro la narrazione basata su “sviluppo, investimenti, posti di lavoro, salto turistico” si celi in realtà ben altro.&nbsp;</p>



<p>Le controversie riguardanti l’area della laguna di Narta affondano le loro radici nel <strong>caos giuridico ereditato dopo la caduta del regime comunista albanese all&#8217;inizio degli anni &#8217;90, </strong>aggravato dalla corruzione e dagli affari loschi che hanno caratterizzato <strong>la transizione al capitalismo, ora giunta a un livello parossistico</strong>, inaccettabile per quella parte di cittadini albanesi che stanno scendendo in piazza <strong>contro un modello di sviluppo rapace e in difesa del patrimonio ambientale e storico.&nbsp;</strong></p>



<p>Quello che era considerato il Paese con la dittatura più claustrofobica dell’Occidente, la cosiddetta “Corea del Nord d&#8217;Europa&#8221;, ha aperto le sue porte al dominio dei capitali, piegando lo Stato di diritto ai diktat dei grandi investitori e alle logiche estrattive di questi ultimi.&nbsp;</p>



<p>«Il paradosso è evidente: ciò che per decenni è stato un bastione anti-occidentale, una fortezza contro l’imperialismo americano, ora dovrebbe diventare un avamposto del lusso globale, frequentato da élite internazionali, oligarchi, celebrità e capi d’azienda», ha scritto ancora Mian a proposito di Sazan. L’isola, che era per Hoxha «la roccia contro cui si sarebbero infranti eserciti rossi e capitalisti», è destinata a essere espugnata da questi ultimi, a dispetto dei bunker ancora abbarbicati sulle pareti rocciose.</p>
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		<title>Colombia al bivio: alle presidenziali De La Espriella sfida Cepeda, al ballottaggio con 800 mila schede fantasma</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/colombia-ballottaggio-de-la-espriella-cepeda-irregolarita-pressioni-esterne.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 14:45:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Colombia va al ballottaggio del 21 giugno: De La Espriella, avvocato di narcos e ammiratore di Trump, sfida Cepeda del Pacto Histórico.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/OVERCOME_20260601133854626_6210a5fcdfd48f222650f1a7a70ea5fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Saranno il candidato dell’estrema destra, <strong>Abelardo De La Espriella</strong>, e l’erede politico del presidente uscente Gustavo Petro,<strong> Iván Cepeda</strong>, a contendersi in Colombia il secondo turno di <strong>un’elezione presidenziale segnata da estrema polarizzazione, accuse di irregolarità e dalle ombre dell’Hondurasgate,</strong> con la sua declinazione locale denominata <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-voto-hondurasgate-proyecto-jupiter-elezioni-31-maggio.html">Proyecto Júpiter,</a> una strategia messa in campo dalle forze di destra per manipolare il voto dei colombiani, come denunciato da alcune inchieste giornalistiche. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La vittoria a sorpresa di &#8220;El Tigre&#8221; e il caos sui conteggi</strong></h2>



<p>Secondo i risultati preliminari dell&#8217;Anagrafe Nazionale, con il 99,03% dei seggi scrutinati, De La Espriella —  l’outsider soprannominato “El Tigre” —  ha ottenuto in maniera inaspettata, dati i sondaggi che davano sempre in testa Cepeda, <strong>10,2 milioni di voti, pari al 43,73%,</strong> mentre l’esponente del Pacto Histórico, si è classificato secondo con <strong>9,6 milioni di voti, corrispondenti al 40,91% dei consensi,</strong> attestandosi come il <strong>candidato della sinistra colombiana più votato al primo turno nella storia del Paese sudamericano.</strong> Sia Cepeda che Petro hanno scelto<strong>una linea dura verso il preconteggio effettuato da una società privata.</strong> In un messaggio durissimo su X, il presidente uscente ha ricordato che «il cosiddetto conteggio trasmesso non ha forza vincolante» e che i suoi dati «non costituiscono norma pubblica». A suo dire, la società privata incaricata del software di conteggio, riconducibile ai fratelli Bautista, avrebbe modificato gli algoritmi per tre volte nell’ultima settimana, aggiungendo circa 800mila documenti di persone che non figurano nel censimento elettorale ufficiale. Petro parla apertamente dell’esistenza di «due censimenti» – quello formale e quello parallelo del software – e afferma che <strong>le schede già impugnate mostrerebbero l’aggiunta di centinaia di migliaia di voti senza elettori reali.</strong> Per questo, rivendica che, «in conformità con la legge», gli unici risultati che la Presidenza è disposta ad accettare sono quelli delle commissioni scrutatrici presiedute dai giudici della Repubblica. </p>



<p>Dal palco del Tequendama, a Bogotà, Cepeda — accompagnato dalla sua candidata alla vicepresidenza, la senatrice indigena Aída Quilcué — ha ripreso e rafforzato i dubbi sollevati da Petro. Ha parlato di «uno scarto che vogliamo verificare di 885 mila <em>cédulas </em>o persone, che non tornano con la nostra auditoria e che chiediamo alle autorità elettorali di chiarire immediatamente», e ha denunciato un «numero indeterminato di seggi in cui si sono registrate votazioni atipiche». «Solo quando la commissione scrutatrice si pronuncerà in modo chiaro e netto accetteremo i risultati», ha ribadito ai suoi sostenitori. La commissione elettorale, l&#8217;organismo che convalida i risultati elettorali nel sistema colombiano, deve rilasciare una dichiarazione entro le prossime 72 ore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Nelle aree più povere vince il Pacto Histórico&nbsp;</strong></h2>



<p><a href="https://www.diario-red.com/articulo/colombia/ivan-cepeda-abelardo-espriella-enfrentaran-segunda-vuelta-colombia/20260531190048070614.html">Secondo quanto riportato fa Diario Red / América Latina</a>, <strong>Cepeda ha consolidato il proprio consenso soprattutto nelle aree più povere e marginalizzate del Paese</strong>, i territori storicamente segnati dalla violenza e maggiormente in sintonia con le politiche dell’attuale esecutivo. In dipartimenti come Cauca, Nariño, Chocó e nelle fasce costiere del Pacifico e dei Caraibi —&nbsp; dove la povertà strutturale e le ferite della violenza, che da sempre segna la storia del Paese, restano più profonde —,&nbsp;l’elettorato ha manifestato <strong>una chiara preferenza per la continuità del progetto del Pacto Histórico</strong>. Un programma basato su una traiettoria redistributiva che, negli anni della presidenza<sub>, </sub>Petro, ha portato <strong>a una riduzione storica della povertà e a un aumento del potere d&#8217;acquisto,</strong> attraverso una riforma fiscale progressiva e incrementi significativi del salario minimo, per quanto la crescita economica sia stata frenata da una politica monetaria restrittiva e dall&#8217;opposizione legislativa che ha bloccato riforme chiave nella sanità e nel settore tributario,<a href="https://cepr.net/publications/colombia-under-petro-social-gains-amid-monetary-and-fiscal-constraints/"> come risulta da un’analisi del Center for Policy and Economic Research,</a> organizzazione indipendente con sede negli Stati Uniti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Montería ai vigneti toscani, chi è il candidato della destra</strong></h2>



<p>Secondo Cepeda, De La Espriella incarna il ritorno del paramilitarismo in Colombia, un modello che metterebbe a rischio salari dignitosi e università pubbliche, riportando il Paese «ai suoi giorni più bui». Non è casuale, in questa chiave, che il candidato dell’estrema destra abbia raccolto i suoi risultati migliori nelle grandi aree urbane e nelle regioni economicamente più forti, come Antioquia, el Eje Cafetero (la regione del caffè) e alcune zone della Colombia centro-orientale, dove <strong>la sua retorica intransigente e incentrata sulla sicurezza </strong>ha trovato accoglienza tra la classe media e i settori imprenditoriali legati all&#8217;uribismo, corrente politica che fa capo alla figura e all&#8217;ideologia dell&#8217;ex presidente <strong>Álvaro Uribe Vélez,</strong> associata a una linea di fermezza assoluta in tema di ordine pubblico e a una ferma opposizione alle riforme sociali e alle politiche redistributive.  </p>



<p>«Più di 10 milioni di miei concittadini si sono uniti alla “tigre”; si sono uniti al branco. Andremo al secondo turno per sconfiggere la tirannia; faremo in modo che la democrazia venga rispettata con la ragione o con la forza», ha dichiarato De La Espriella, invocando peraltro l’intervento degli Stati Uniti perché vigilino sul ballottaggio.&nbsp;</p>



<p>Nato a Bogotà 47 anni fa ma profondamente legato alle sue radici di Montería, nel Nord del Paese, De La Espriella, <strong>ammiratore di Trump, Milei e Bukele</strong>, è avvocato — con una lunga storia di clienti controversi —, cantante, scrittore e commerciante, <strong>possiede stretti legami anche con l’Italia </strong>— vive da tempo con la famiglia in Toscana, dove possiede dei vigneti — e ha doppia cittadinanza colombiana e statunitense e proprietà a Miami. La sua carriera è segnata dalle consulenze per le AUC — <em>Autodefensas Unidas de Colombia</em>, la principale federazione di gruppi paramilitari di destra —  durante il processo di smobilitazione, dall’uso della querela come arma contro giornalisti critici e da clienti simbolo della grande corruzione finanziaria, elementi che il suo stesso sito biografico tende a omettere o a edulcorare. Si è costruito un profilo politico fondato su <strong>una retorica ultraconservatrice, pro‑mercato e securitaria, e su una presenza digitale aggressiva e dirompente, </strong>con forte uso dei social. </p>



<p>Dopo la notizia della sua vittoria al primo turno, il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha pubblicato un articolo dal titolo «&#8221;La tigre che si è svegliata&#8221;: l&#8217;agguerrito leader filo-israeliano colombiano si avvicina al potere». <strong>De La Espriella ha infatti promesso di ricostruire un’alleanza strategica strettissima con Stati Uniti e Israele</strong>, dopo la rottura voluta da Petro, uno dei pochi leader politici mondiali ad aver parlato apertamente di genocidio in riferimento a Gaza, adottando una serie di misure concrete contro Tel Aviv, tra cui la sospensione dei rapporti diplomatici con lo Stato ebraico e l’adesione della Colombia al caso intentato dal Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia per i crimini commessi nella Striscia.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verso il ballottaggio del 21 giugno sotto le pressioni esterne</strong></h2>



<p>La recente ascesa di De la Espriella non può essere compresa senza il fantasma della guerra psicologica riconducibile al citato <em>Proyecto Júpiter </em>e senza <strong>la partecipazione attiva di figure direttamente legate al trumpismo</strong>, come il senatore repubblicano Bernie Moreno dell&#8217;Ohio e il presidente dell&#8217;Ecuador, <strong>Daniel Noboa</strong>. Ad appoggiare El Tigre ora c’è anche Paloma Valencia, volto della destra tradizionale colombiana, arrivata terza al primo turno con poco più di un milione e seicentomila voti, una sconfitta storica per la sua corrente. La delfina di Álvaro Uribe, espressione dell’élite bianca del Paese, ha già annunciato il suo sostegno a De La Espriella per impedire «l&#8217;instaurazione del neocomunismo», come ha scritto su X.</p>



<p>Si dovrà attendere il 21 giugno per conoscere chi sarà il prossimo inquilino della Casa de Nariño, mentre sul Paese sudamericano si allunga lo spettro delle ingerenze straniere che, da decenni, continuano a influenzare la traiettoria politica dell’America Latina, storicamente considerata il proprio “cortile di casa” dai vicini nordamericani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-ballottaggio-de-la-espriella-cepeda-irregolarita-pressioni-esterne.html">Colombia al bivio: alle presidenziali De La Espriella sfida Cepeda, al ballottaggio con 800 mila schede fantasma</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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