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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 06:45:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Marianna Lentini Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Brasile, la straordinaria rimonta di Lula, ora presidente per la quarta volta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/in-brasile-lula-vince-con-una-straordinaria-rimonta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 06:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261026072827282_57f4a1d16448297829e53f5cb5447fdb-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con il 51,79% dei voti, Lula batte Flávio Bolsonaro e conquista un quarto mandato storico. Una vittoria in rimonta, al termine di una campagna segnata da accuse di ingerenze statunitensi e controversie sul ruolo di Meta. «Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno», ha affermato il presidente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-brasile-lula-vince-con-una-straordinaria-rimonta.html">Brasile, la straordinaria rimonta di Lula, ora presidente per la quarta volta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>«L&#8217;avversario di Lula è stato il tecnocapitalismo», <a href="https://x.com/elvin_calcano24/status/2114404130425082274">ha scritto su X il politologo Elvin Calcaño</a>. Ma le forze che si sono contrapposte al leader del Partito dei Lavoratori non sono riuscite a prevalere. Il secondo turno delle elezioni presidenziali in Brasile si è chiuso, infatti, con la vittoria dell’ex sindacalista. Con una rimonta straordinaria, <strong>Lula ha ottenuto il 51,79% contro il 48,21% del suo avversario Flávio Bolsonaro</strong>, un ampio margine di circa 4,3 milioni di voti. La vittoria lo rende il <strong>primo presidente del Paese sudamericano eletto per quattro mandati </strong>e la persona più anziana ad aver mai assunto la carica. Si è trattato di una delle sfide elettorali più serrate degli ultimi anni nel Paese più esteso e popoloso dell’America Latina, con fondati sospetti di ingerenze statunitensi a gravare sulla consultazione. Bolsonaro non ha riconosciuto la sconfitta e ha affermato che chiederà l&#8217;annullamento delle elezioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La vittoria di Lula tra ingerenze e ostacoli al voto</strong></h2>



<p>Tre settimane fa, <strong>Luiz Inácio Lula da Silva</strong>, al suo terzo mandato, e <strong>Flávio Bolsonaro</strong>, il candidato sostenuto da Donald Trump, si sono affrontati al primo turno. Il figlio dell’ex presidente Jair — condannato per il tentato golpe dell’8 gennaio 2023 — aveva ottenuto il 47% dei voti, meno di 2 punti percentuali in più rispetto al suo avversario. Per la prima volta nella storia del Paese, <strong>il candidato arrivato secondo nella tornata iniziale ha ribaltato l’esito del voto al ballottaggio</strong>. Il voto del 4 ottobre <a href="https://it.insideover.com/politica/brasile-spaccato-secondo-turno-ombra-stati-uniti.html">si era svolto in un clima segnato dalle ingerenze statunitensi</a> — denunciate da diverse testate internazionali — e <a href="https://it.insideover.com/politica/lula-bolsonaro-sfida-per-la-presidenza-tra-riforme-sociali-e-manipolazione-digitale.html">dalle controversie sul ruolo di Meta</a> che, sulla base di alcuni messaggi interni alla società californiana e per ammissione dei suoi stessi dipendenti, avrebbe sistematicamente favorito i profili di Bolsonaro. Accuse definite «false e infondate» dai vertici del colosso tecnologico, i quali hanno attribuito le anomalie a presunti «incidenti tecnici». Ma anche nel caso del ballottaggio non sono mancate le zone d’ombra.</p>



<p>Le fasi finali dello scrutinio sono state segnate da profonde tensioni. I risultati della tornata elettorale del 25 ottobre sono, infatti, arrivati in ritardo a causa della decisione del giudice della Corte Suprema brasiliana <strong>Cristiano Zanin</strong> di prorogare l’orario del voto fino alle 19, ora di Brasilia, in tutti i seggi del Paese (inizialmente, la chiusura era prevista per le 17). Bolsonaro ha chiesto l&#8217;annullamento del risultato elettorale, sostenendo che «le regole del gioco sono state cambiate», proprio in riferimento alla decisione della Corte Suprema. Una misura insolita, richiesta però da entrambe le campagne: quella di Lula per le difficoltà di trasporto degli elettori a San Paolo e Bahia, quella di Bolsonaro a causa delle forti piogge in alcune aree del Paese. La coalizione di Lula ha parlato di <strong>tentata soppressione del voto in almeno 10 stati</strong>, dove il servizio di trasporto pubblico sarebbe stato fortemente ridotto per impedire agli elettori di raggiungere i seggi. In precedenza, lo stesso Lula aveva dichiarato ai giornalisti di non essersi mai lamentato delle elezioni a cui aveva partecipato, a prescindere dall&#8217;esito. «<strong>Ma questa volta sta succedendo qualcosa di abominevole</strong>», ha affermato.&nbsp;</p>



<p>La giornata elettorale è stata inoltre caratterizzata da <strong>un&#8217;elevata affluenza alle urne</strong>, con il calo di astensioni più consistente tra il primo e il secondo turno delle elezioni presidenziali in un contesto democratico dal 1989. <a href="https://www.bbc.com/news/live/cmgelnrd4r3jt">Secondo gli esperti di diritto elettorale contattati da BBC News Brasil</a>, le probabilità che le elezioni vengano annullate sono remote.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalle lotte operaie alla presidenza</strong></h2>



<p>Figlio di contadini, emigrato da bambino con la madre e i fratelli nello stato di San Paolo, ex operaio metalmeccanico, <strong>il presidente è salito alla ribalta nazionale alla fine degli anni &#8217;70. </strong>Come capo del sindacato dei metalmeccanici nelle periferie industriali di San Paolo, ha guidato <strong>scioperi contro la dittatura militare</strong> ed è stato incarcerato nel 1980, l&#8217;anno in cui ha co-fondato il Partito dei Lavoratori. Nel 2002 ha vinto le elezioni presidenziali ed è stato rieletto nel 2006. I suoi primi due mandati sono stati caratterizzati dall&#8217;espansione dei programmi sociali per contrastare fame e povertà, dalla crescita economica e da una forte proiezione del paese sulla scena internazionale.</p>



<p>Anni dopo aver lasciato la presidenza, il politico ha dovuto affrontare le conseguenze dell&#8217;<strong>Operazione Lava Jato</strong> —&nbsp;una grande inchiesta anticorruzione avviata in Brasile nel 2014 —&nbsp;e ha scontato 580 giorni di carcere tra il 2018 e il 2019. Nel 2021, la Corte Suprema Federale ha annullato le sue condanne per irregolarità procedurali e parzialità da parte del giudice responsabile delle decisioni, restituendogli i diritti politici.</p>



<p>In seguito alla vicenda è tornato sulla scena politica nelle elezioni del 2022, quando ha sconfitto l&#8217;allora presidente Jair Bolsonaro e ha assunto il suo terzo mandato al Palazzo del Planalto nel gennaio 2023.</p>



<p>Nel suo ultimo comizio elettorale tenutosi lo scorso sabato, Lula aveva radunato <strong>migliaia di persone in Avenida Paulista,</strong> a San Paolo, in un&#8217;atmosfera carica di emozione e speranza. E sullo stesso maestoso viale, il presidente eletto ha festeggiato la vittoria, due giorni prima del suo 81esimo compleanno. «Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno», ha affermato il presidente, tra la gioia dei suoi sostenitori.&nbsp;&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://www.brasildefato.com.br/2026/10/24/em-ato-final-de-campanha-lula-arrasta-milhares-na-paulista-em-clima-de-emocao-e-defesa-da-democracia/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email">https://www.brasildefato.com.br/2026/10/24/em-ato-final-de-campanha-lula-arrasta-milhares-na-paulista-em-clima-de-emocao-e-defesa-da-democracia/?utm_source=substack&amp;utm_medium=email</a></p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/live/2026/oct/25/brazil-election-runoff-live-updates-flavio-bolsonaro-lula">https://www.theguardian.com/world/live/2026/oct/25/brazil-election-runoff-live-updates-flavio-bolsonaro-lula</a></p>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/live/cmgelnrd4r3jt">https://www.bbc.com/news/live/cmgelnrd4r3jt</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/in-brasile-lula-vince-con-una-straordinaria-rimonta.html">Brasile, la straordinaria rimonta di Lula, ora presidente per la quarta volta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dalla Flamingo Revolution al movimento degli studenti: il sistema Rama si difende con la violenza</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/albania-flamingo-revolution-rivolta-giovanile-crisi-regime.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 11:40:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla protesta contro il resort di Kushner alla rivolta contro il sistema Rama: in Albania è in atto la più grave crisi sociale e politica dalla caduta del regime, tra repressione e richieste di dimissioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/albania-flamingo-revolution-rivolta-giovanile-crisi-regime.html">Dalla Flamingo Revolution al movimento degli studenti: il sistema Rama si difende con la violenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261023111029730_37e857ba2ed3c0ba88342c2d486b7c8f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Da Tirana arrivano scene apocalittiche. Forze speciali sul terreno, proiettili di gomma contro i minorenni. Picchiano la gente a caso, non solo i manifestanti in gruppo». A parlare è <strong>Roana Harito</strong>, albanese della diaspora che vive e lavora in Italia da 34 anni. «Avrei voluto far visita a mia mamma il prossimo giovedì, ma lei mi ha pregata di non andare. Ci sono spesso scontri dalle parti di casa nostra e se andassi, lei sarebbe in ansia. Mi ha detto di aspettare. La situazione è piuttosto tesa». La  madre di Roana vive a Tirana, in un’area non lontana da Piazza Skënderbeg — luogo simbolo della fine del regime comunista — e dal Boulevard Dëshmorët e Kombit, che congiunge il centro cittadino con la zona dell&#8217;Università. La maestosa arteria — scandita da palazzi governativi in stile razionalista e caratterizzata dalla presenza della piramide dedicata al dittatore Enver Hoxha — è stata per decenni <strong>il palcoscenico del regime</strong> che vi teneva le proprie sfilate militari e i raduni di propaganda del partito, per poi diventare lo scenario delle oceaniche e drammatiche manifestazioni che ne hanno determinato il crollo. Oggi è tornata ad essere <strong>il teatro dei violenti scontri e delle proteste antigovernative che stanno travolgendo il Paese</strong> dopo mesi di mobilitazioni pacifiche conosciute come <strong>Flamingo revolution</strong>, il movimento sorto in opposizione al megaprogetto di sviluppo turistico <strong>nell&#8217;area protetta di Zvërnec</strong> e sull&#8217;<strong>isola di Sazan</strong>, voluto dal genero di <strong>Donald Trump</strong>, <strong>Jared Kushner. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Corruzione e carovita nel mirino dei giovani</h2>



<p>La mobilitazione nata da istanze ecologiste ha progressivamente assunto il carattere di <strong>una denuncia contro la corruzione sistemica, il carovita, la mancanza di prospettive per le giovani generazioni </strong>in un Paese con un’economia in espansione, <a href="https://www.instat.gov.al/media/j2nha5xu/aanj-2025-english.pdf">ma anche con una quota significativa di popolazione a rischio povertà</a>. Lo slogan della rivoluzione dei fenicotteri <strong>«Albania is not for sale»</strong> —&nbsp;che esprime l’opposizione a una ristretta oligarchia economico-finanziaria, le cui mire affaristiche potrebbero estromettere le comunità dai propri territori —&nbsp;si è presto saldato con l’altro grido di protesta, <strong>«Rama, dimettiti»</strong>, indirizzato al premier albanese, in carica dal 2013 e accusato di connivenza con le élite. Verso la fine di maggio, l’inizio dei lavori nel paesaggio protetto di Vjosa-Narta, l’ultimo sistema deltizio intatto del Mediterraneo — avvio reso possibile dagli emendamenti alla Legge sulle aree protette e dalla Legge sugli investitori strategici — aveva suscitato le proteste degli ambientalisti. Da allora, le manifestazioni pacifiche non si sono più fermate.</p>



<p>Fino al fatidico 13 ottobre, giorno in cui l&#8217;ingresso massiccio degli studenti delle scuole superiori e delle università ha fatto sì che la vertenza ecologista sfociasse <strong>nella più grave crisi sociale e politica dalla caduta del regime comunista, </strong>segnata da mobilitazioni violente e dalla dura reazione delle forze dell’ordine che hanno usato <strong>gas lacrimogeni, cannoni ad acqua e proiettili di gomma contro i manifestanti.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>«Una generazione derisa e calpestata»</strong></h2>



<p>A cosa si deve il cambiamento prodottosi nella Flamingo Revolution? Secondo <strong>Entenela Ndrevataj, </strong>attivista cresciuta all’interno dei<strong>collettivi femministi e ambientalisti</strong>, le ragioni sono diverse ma tutte radicate nel <strong>profondo malcontento dei giovani albanesi,</strong> alimentato da precarietà economica, corruzione, disuguaglianze e carenza di servizi pubblici. A questo si aggiunge il vuoto lasciato dall’<strong>emigrazione di amici e coetanei</strong>. Cresciuti quasi interamente sotto il governo Rama — oggi al suo quarto mandato —, molti giovani si sentono esclusi, svalutati e privi di prospettive. Una condizione che l’attivista lega alle <strong>conseguenze estreme del capitalismo</strong>, con il potere economico concentrato nelle mani di pochi e i giovani costretti a lottare per arrivare a fine mese. «Questa generazione si sente derisa, sottovalutata, calpestata e incompresa. I giovani vengono etichettati come persone prive di pensiero politico, pigre e dipendenti dal telefono, e trattati quasi come automi. Questo disprezzo deriva in parte dal loro rifiuto di sottomettersi all’autorità e al sistema costituito», afferma Entenela. </p>



<p>La loro frustrazione si traduce ora in un’azione concreta contro la repressione, in sintonia con quanto accade alla generazione Z in altri Paesi. L’attivista denuncia <strong>violenze della polizia</strong> e afferma di aver assistito ad arresti di minorenni nei bar, all’uso di spray al peperoncino contro persone ferme e a spintoni contro giornalisti. Racconta inoltre di aver visto agenti colpire un ragazzo alla testa con un manganello e lasciarlo a terra. «Nell’arco di una settimana, ci è stato riferito che sono stati effettuati oltre 500 arresti, perlopiù di minorenni, e che le persone arrestate hanno subito violenze estreme da parte della polizia», sostiene la ragazza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il premier inasprisce la linea</strong></h2>



<p>E che Rama abbia adottato una linea più dura emerge anche dalle stesse dichiarazioni del premier. Il capo del governo —&nbsp;<a href="https://balkaninsight.com/2026/10/20/albanian-pm-rama-steps-up-rhetoric-against-student-protesters/bi/">secondo quanto riportato da Balkan Insight </a>— ha avvertito che i giovani che hanno preso parte alle proteste saranno soggetti a sanzioni finanziarie e amministrative, mentre le famiglie dei minori saranno ritenute responsabili dei danni provocati, una misura per certi versi simile a quella voluta dalla Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, in risposta ai disordini scoppiati di recente a Milano.</p>



<p>Nei giorni scorsi, anche gli insegnanti albanesi si sono uniti alle proteste, marciando verso la sede del Primo Ministro per <strong>chiedere la fine delle violenze della polizia </strong>e una risposta chiara alle richieste dei dimostranti, descritti dal premier come estremisti manipolati da potenze straniere. Rama ha definito le mobilitazioni come <strong>una minaccia al processo di integrazione europea dell&#8217;Albania</strong> e al suo obiettivo di aderire all&#8217;Unione entro il 2030. Ha inoltre difeso con fermezza l’operato della polizia, nonostante le accuse di uso sproporzionato della forza contro i manifestanti, promettendo agli agenti un bonus di 2.500 euro. <a href="https://www.theguardian.com/world/video/2026/oct/22/scuffle-breaks-out-in-albanian-parliament-over-student-protests-video">La tensione è cresciuta al punto da investire anche il Parlamento</a>, dove giovedì scorso si sono verificati <strong>scontri tra maggioranza e opposizione.</strong> I deputati contrari al governo hanno tentato di interrompere una seduta, lanciando oggetti e strappando i microfoni dalle scrivanie dei colleghi della maggioranza. Diversi esponenti dell&#8217;opposizione hanno inoltre mostrato immagini di studenti feriti dalla polizia durante le proteste nella capitale.</p>



<p>La stretta repressiva ha suscitato reazioni anche all’estero: l&#8217;eurodeputata olandese <strong>Tineke Strik</strong> dei Verdi, a capo di una missione d&#8217;inchiesta in Albania, ha accusato Rama di aver alimentato la violenza ignorando mesi di proteste pacifiche e di aver cercato di imporre a tappe forzate il progetto del resort legato a Kushner per eludere i futuri vincoli ambientali dell&#8217;UE. Per Bruxelles, l&#8217;avanzamento dei negoziati resta subordinato al rispetto dello Stato di diritto, inclusa l&#8217;indipendenza delle indagini sulla condotta della polizia, la tutela dei diritti dei fermati e il contrasto alla corruzione. Oltreoceano, la deputata statunitense <strong>Alexandria Ocasio-Cortez </strong><a href="https://www.balkanweb.com/en/The-strongest-voice-of-the-American-Congress--Alexandria-Ocasio-Cortez--against-Rama--stop-the-violent-repression-of-protesters./#gsc.tab=0">ha rivolto un invito al governo albanese</a> affinché «riduca le tensioni, ponga fine alla violenta repressione dei manifestanti e rispetti la libertà di espressione degli albanesi».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il sistema Rama sotto accusa</strong></h2>



<p><a href="https://www.tiranatimes.com/albanias-revolt-against-the-government/">Secondo quanto riportato dal Tirana Times,</a> la crisi ha aperto profonde <strong>crepe all&#8217;interno dello stesso Partito Socialista </strong>al governo, con figure di primo piano ed ex ministri che chiedono le dimissioni di Rama, mentre l&#8217;opposizione e <strong>oltre 141 docenti universitari propongono un governo ad interim </strong>per condurre il Paese a nuove elezioni. È l’epilogo auspicato dai manifestanti&nbsp;per porre fine al sistema di poteri coordinato da Rama, accusato di aver ridotto le istituzioni democratiche a strumenti al servizio di oligarchie economiche e reti criminali. La sequela di scandali e casi di corruzione è lunga e ormai nota, grazie al lavoro della Spak, la Procura speciale anticorruzione: dall’incriminazione dell’ex vicepremier e ministra delle Infrastrutture e dell’Energia <strong>Belinda Balluku,</strong> accusata di aver manipolato le procedure di gare pubbliche per favorire imprese vicine al governo, aggiudicatarie di grandi appalti; fino al recente caso di <strong>Vlora Hyseni</strong>, direttrice dei servizi segreti, sospesa dall&#8217;incarico e posta agli arresti domiciliari per presunto asservimento degli apparati di intelligence a reti criminali private; passando per l’arresto del sindaco di Tirana, <strong>Erion Veliaj,</strong> considerato il pupillo di Rama, in attesa di processo per i reati di corruzione, riciclaggio e abuso d’ufficio. Episodi gravi sullo sfondo di una capitale che sembra preda di una sorta di bulimia urbana e turistica, con uno skyline sempre più avveniristico e, al contempo, fasce sempre più ampie di popolazione che vengono estromesse dalla città a causa dell’alto costo della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La visione di Ypi e le speranze dei giovani in piazza</strong></h2>



<p><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/jun/08/albania-jared-kushner-protests-europe">In un suo intervento scritto all’indomani dell’avvio della Flamingo revolution</a>, la filosofa albanese <strong>Lea Ypi </strong>— autrice del memoir <em>Libera: Diventare grandi alla fine della storia, </em>in cui ripercorre la propria crescita nell’Albania a cavallo tra dittatura comunista e transizione al capitalismo — ha sostenuto che al Paese serve <strong>un cambiamento di sistema, non una semplice sostituzione delle persone al potere</strong>. L’obiettivo, secondo la studiosa, deve essere il passaggio dall’oligarchia a una democrazia sociale: la corruzione è infatti una conseguenza della subordinazione della politica al potere economico, non la causa della crisi. Nelle sue riflessioni, Ypi si augura che <strong>la rabbia dei giovani si trasformi in un’alternativa politica. </strong>Un desiderio che risuona anche nelle parole di Entenela la quale, non limitandosi alla richiesta di dimissioni di Rama —&nbsp;rivendicazione non negoziabile, sottolinea —&nbsp;e auspicando la fine di un sistema di potere concentrato nelle mani dei due partiti maggiori, traccia con le sue parole un nuovo orizzonte: «Se da un lato i giovani sono indignati per le ingiustizie che si sono perpetuate in tutti questi anni, dall’altro nutrono una grande speranza di poter cambiare in meglio il panorama politico del paese. A muoverli è l’amore, un elemento centrale di questa protesta, nella quale tutti si prendono cura gli uni degli altri».&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://balkaninsight.com/2026/10/20/albanian-pm-rama-steps-up-rhetoric-against-student-protesters/bi">https://balkaninsight.com/2026/10/20/albanian-pm-rama-steps-up-rhetoric-against-student-protesters/bi</a></p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/video/2026/oct/22/scuffle-breaks-out-in-albanian-parliament-over-student-protests-video">https://www.theguardian.com/world/video/2026/oct/22/scuffle-breaks-out-in-albanian-parliament-over-student-protests-video</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-tirana-times wp-block-embed-tirana-times"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="0qZhLxCgCL"><a href="https://www.tiranatimes.com/albanias-revolt-against-the-government/">Albania’s Revolt Against the Government</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Albania’s Revolt Against the Government&#8221; &#8212; Tirana Times" src="https://www.tiranatimes.com/albanias-revolt-against-the-government/embed/#?secret=zHi4vaqljT#?secret=0qZhLxCgCL" data-secret="0qZhLxCgCL" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2026/oct/19/albania-accused-of-rushing-through-trump-linked-resort-in-formerly-protected-landscape">https://www.theguardian.com/world/2026/oct/19/albania-accused-of-rushing-through-trump-linked-resort-in-formerly-protected-landscape</a></p>



<p><a href="https://lespresso.it/c/mondo/2026/6/16/tirana-protesta-resort-kushner-governo-rama-corruzione/62678">https://lespresso.it/c/mondo/2026/6/16/tirana-protesta-resort-kushner-governo-rama-corruzione/62678</a></p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/jun/08/albania-jared-kushner-protests-europe">https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/jun/08/albania-jared-kushner-protests-europe</a></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/albania-flamingo-revolution-rivolta-giovanile-crisi-regime.html">Dalla Flamingo Revolution al movimento degli studenti: il sistema Rama si difende con la violenza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lula-Bolsonaro, sfida per la presidenza tra riforme sociali e manipolazione digitale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lula-bolsonaro-sfida-per-la-presidenza-tra-riforme-sociali-e-manipolazione-digitale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2026 04:47:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Brasile si prepara a un ballottaggio decisivo tra Lula e Flávio Bolsonaro, in un clima di forte polarizzazione. Tra riforme sociali, accuse di manipolazione delle piattaforme digitali e presunte ingerenze di consulenti legati agli ambienti MAGA e all’estrema destra israeliana, la sfida per il Planalto assume una dimensione internazionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lula-bolsonaro-sfida-per-la-presidenza-tra-riforme-sociali-e-manipolazione-digitale.html">Lula-Bolsonaro, sfida per la presidenza tra riforme sociali e manipolazione digitale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261016200123702_3b921348742b53f505d47d34c85e7035-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quando mancano pochi giorni alle <strong>elezioni più importanti del continente latinoamericano</strong>, destinate a definire l&#8217;inquilino del Palazzo del Planalto per i prossimi 4 anni, le rilevazioni demoscopiche (Quaest, PowerData, Nexus) indicano <strong>una situazione di estrema incertezza e pareggio tecnico</strong>, con il senatore <strong>Flávio Bolsonaro</strong> in leggero vantaggio sul presidente uscente, <strong>Luiz Inácio Lula da Silva</strong>, leader del Partido dos Trabalhadores (PT). Lo scenario elettorale del Paese più grande e popoloso dell’America Latina, segnato di recente anche dalla battaglia legislativa sulla settimana lavorativa, appare dunque <strong>fortemente polarizzato e incerto</strong>, mentre si moltiplicano <strong>le prove di ingerenze elettorali </strong>— <a href="https://it.insideover.com/politica/brasile-spaccato-secondo-turno-ombra-stati-uniti.html">già emerse nel corso del primo turno</a> —attraverso disinformazione e manipolazione delle piattaforme social, con un ruolo decisivo giocato da consulenti legati al mondo MAGA e a Israele.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il paradosso di Lula</strong></h2>



<p>Nel corso del primo turno elettorale, celebrato lo scorso 4 ottobre e che ha registrato <strong>uno dei più alti tassi di astensione della storia recente</strong>, Bolsonaro si è piazzato in testa – contrariamente a tutti i pronostici – con il 47,03% dei voti validi, contro il 45,16% ottenuto da Lula. Quest’ultimo, all’indomani del risultato elettorale, ha definito il risultato «inatteso», dopo che i sondaggi di intenzione di voto avevano indicato in modo costante nel suo caso un vantaggio di circa 6 punti percentuali. Nonostante indicatori macroeconomici positivi —&nbsp;disoccupazione ai minimi storici dal 2012, inflazione contenuta, crescita media del PIL del 2,8% e aumento dei salari reali —, una parte dell&#8217;elettorato percepisce <strong>una discrepanza tra i risultati ottenuti nel corso di un mandato considerato come eccessivamente cauto e frenato da un Parlamento conservatore&nbsp;e i successi delle prime investiture di Lula </strong>(2003-2010). </p>



<p>Come ha, infatti, sottolineato il giornalista di <em>Opera Mundi </em>Breno Altman <a href="https://www.youtube.com/watch?v=CpF1NAzwxDc">durante una puntata de <em>La Base América Latina</em></a><em>, </em>«nei governi Lula 1 e 2 i progressi sociali furono molto più rapidi e molto più ampi; si generò nel paese uno scenario di ottimismo, quasi di euforia». Nel mandato che sta per terminare, Lula aveva la minoranza in Parlamento e questo fattore ha generato difficoltà concrete nella gestione del rapporto di forze, oltre ad aver imposto una strategia di forte gradualismo e moderazione politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Orario di lavoro, la bandiera di Lula passa al Senato</strong></h2>



<p>Tra i temi divenuti centrali a ridosso del ballottaggio presidenziale che si celebrerà il prossimo 25 ottobre, c’è <strong>la riforma dell&#8217;orario di lavoro</strong>. Lo scorso 14 ottobre, infatti, il Senato ha approvato la Proposta di emendamento costituzionale (PEC) che pone fine alla formula 6&#215;1 —&nbsp;sei giorni di lavoro, uno di riposo —&nbsp;e che garantisce a lavoratori e lavoratrici <strong>due giorni di riposo a settimana senza riduzione dello stipendio.</strong> L&#8217;orario di lavoro massimo sancito dalla Costituzione scende così da 44 a 40 ore settimanali. La PEC è stata approvata con 75 voti a favore — compreso quello di Bolsonaro, il quale ha cambiato strumentalmente posizione sul provvedimento che godeva di un forte favore popolare —&nbsp;e un solo voto contrario in entrambi i turni di votazione, quello del senatore ed ex vicepresidente di Jair Bolsonaro, <strong>Hamilton Mourão. </strong></p>



<p>Nonostante il voto favorevole di facciata, il coordinatore della campagna di Bolsonaro, <strong>Rogério Marinho</strong>, e i capigruppo del suo partito hanno annunciato che in un eventuale governo guidato dal candidato di destra punteranno a una controriforma basata sul modello dell&#8217;«ora lavorata, ora pagata», provvedimento che non prevederebbe salario minimo, orario minimo garantito né tutele come ferie retribuite e tredicesima.</p>



<p>A soli 11 giorni dal secondo turno, <strong>l&#8217;esito ha rappresentato una netta vittoria per la campagna di Lula</strong>, che aveva trasformato il superamento della settimana 6&#215;1 in una delle sue bandiere elettorali. Ma a pesare sul ballottaggio ci sono altri fattori come<strong> le rivelazioni fatte da Nadia Beller</strong>, l’avvocata boliviana, ex compagna di <strong>Fernando Cerimedo</strong>, il “guru digitale” artefice dell’ascesa di molti leader di estrema destra in America Latina.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’ombra di Cerimedo sul ballottaggio&nbsp;</strong></h2>



<p>«Nei primi giorni di agosto, <strong>Fernando mi ha mandato una foto con uno dei Bolsonaros </strong>negli Stati Uniti. Non posso darvi la data esatta ora perché il mio cellulare è al Ministero Pubblico, ma dal 1 al 5 agosto, il periodo in cui era negli Stati Uniti, mi ha mandato una foto. Mi ha detto che si stavano occupando della questione della campagna elettorale, che stava cercando finanziamenti e che avrebbe partecipato a queste elezioni». Sono le parole di Beller, sopravvissuta a un tentato femminicidio di cui Cerimedo è il presunto mandante. Quest’ultimo si trova attualmente in carcere in Bolivia, dove è accusato anche di arricchimento illecito e narcotraffico. </p>



<p><a href="https://it.insideover.com/politica/fernando-cerimedo-piano-destabilizzazione-america-latina-messico.html">La donna ha dichiarato</a> che il consulente politico gestiva<strong>la più grande bot farm della regione sudamericana</strong>, situata a Buenos Aires, ma le sue ultime rivelazioni sembrano aggiungere importanti tasselli al puzzle di dimensioni continentali che vede al centro colui che viene definito “l’uomo MAGA in America Latina”. Secondo la sua ex compagna, infatti, <strong>Cerimedo avrebbe avuto un accesso privilegiato agli strumenti di Meta</strong>, la società madre di Facebook, Instagram, WhatsApp, Messenger e Threads, piattaforme usate da centinaia di milioni di persone in America Latina e nel mondo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Guasti tecnici o favoritismi?</strong></h2>



<p>Beller, oltre ad aver confermato l’impiego da parte di Cerimedo di strutture automatizzate già nelle elezioni brasiliane del 2022, ha reso noto che l’uomo ha anche stretto <strong>accordi con la dirigenza di Meta, con cui ha contatti diretti, per ridurre artificialmente la visibilità online di Lula. </strong>Il suo team ha continuato a lavorare su questo fronte anche dopo l’arresto dello stratega politico. <a href="https://revistaforum.com.br/politica/cerimedo-flavio-bolsonaro-meta-lula/">Secondo quanto riportato da Revista Forum</a>, in un documento presentato lo scorso 12 ottobre alla Corte Elettorale Superiore del Brasile, <strong>Meta ha riconosciuto l’esistenza di guasti tecnici </strong>che hanno interessato gli annunci e le pubblicazioni della campagna di Lula —&nbsp;lo scorso settembre la sua pagina ufficiale con 7 milioni di follower era stata sospesa, con conseguente blocco dell’account pubblicitario —, ma ha respinto l&#8217;accusa principale del team del PT —&nbsp;che aveva presentato un reclamo al tribunale e all’Autorità Nazionale per la Protezione dei Dati —,&nbsp;secondo cui il colosso tecnologico avrebbe favorito la candidatura di Bolsonaro. L&#8217;azienda ha dichiarato che «i sistemi di distribuzione dei contenuti di Meta non operano secondo criteri ideologici» e che «Meta non utilizza i suoi sistemi per danneggiare o favorire i candidati». </p>



<p>Eppure, <strong>la Segreteria Nazionale della Comunicazione del PT</strong> ha condotto un sondaggio che evidenzia un dato significativo: la pagina di Bolsonaro ha registrato, in media, <strong>un coinvolgimento 2,96 volte superiore a quella di Lula,</strong> pur avendo il 17,2% di follower in meno. <a href="https://www.nytimes.com/2026/10/14/world/americas/brazil-president-lula-meta-bolsonaro.html">Il New York Times rivela che</a><strong> CTRL + Z </strong>— organizzazione no-profit brasiliana indipendente — ha pubblicato un rapporto in cui afferma di aver identificato<strong>1.088 casi di censura elettorale, blocco di account e restrizioni di accesso sulle piattaforme di Meta</strong>. Il gruppo sostiene che tali misure abbiano colpito in modo sproporzionato i contenuti a sostegno di Lula rispetto a quelli a sostegno di Bolsonaro.</p>



<p><a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2026/10/em-mensagens-internas-meta-admite-que-contas-de-lula-foram-prejudicadas-por-restricoes-engenheiros-falam-em-falhas-tecnicas.shtml">Il quotidiano <em>Folha de S.Paulo</em></a>, sulla base di alcuni messaggi interni a Meta a cui la testata ha avuto accesso, riporta che la piattaforma ha favorito il profilo Instagram di Bolsonaro e il suo canale WhatsApp.<br>Il 16 ottobre un giudice ha stabilito che <strong>Meta deve intervenire per garantire la parità di trattamento tra i candidati alla presidenza. </strong>La società non ha rilasciato commenti immediati.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il fronte israeliano nella corsa elettorale brasiliana</strong></h2>



<p>L’apparato di ingerenze elettorali non si limita alla sola costellazione trumpista. <strong>Nevo Cohen </strong>— stratega politico israeliano che ha lavorato per<strong> Itamar Ben-Gvir</strong>, ministro della sicurezza nazionale israeliano e figura di spicco dell&#8217;estrema destra del Paese, — ha ripetutamente affermato di essere coinvolto nella campagna elettorale in Brasile, ma non ha rivelato chi lo ha ingaggiato. <a href="https://www.panamericandispatch.org/p/far-right-israeli-strategist-confirms">A renderlo noto è il progetto di giornalismo indipendente <em>Panamerican Dispatch</em></a> sul quale si legge anche che, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cohen, il suo team aveva preparato una campagna direttamente legata ai Mondiali di calcio e l&#8217;eliminazione precoce del Brasile ha imposto modifiche rapide ai contenuti multimediali in fase di diffusione.</p>



<p>Sebbene il consulente israeliano non abbia dichiarato esplicitamente il nome del candidato per cui lavora, <strong>il clan Bolsonaro vanta legami consolidati con il governo di Benjamin Netanyahu, </strong>il quale ha peraltro espresso sostegno pubblico a Flávio. Al contrario, il presidente Lula è stato il primo leader brasiliano a recarsi in Palestina e ha ripetutamente accusato Tel Aviv di violazioni dei diritti umani a Gaza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://g1.globo.com/politica/noticia/2026/10/14/senado-aprova-pec-do-fim-da-escala-6x1.ghtml">https://g1.globo.com/politica/noticia/2026/10/14/senado-aprova-pec-do-fim-da-escala-6&#215;1.ghtml</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Meta involucrada en la guerra digital de Cerimedo? Van contra Brasil y México | La BaseLatam 2x42" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/CpF1NAzwxDc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_CpF1NAzwxDc");</script>
</div></figure>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-insideover wp-block-embed-insideover"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="TDbkEdaqYt"><a href="https://it.insideover.com/politica/fernando-cerimedo-piano-destabilizzazione-america-latina-messico.html">Fernando Cerimedo e la conquista dell&#8217;America Latina: ora nel mirino c&#8217;è il Messico di Claudia Sheinbaum</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Fernando Cerimedo e la conquista dell&#8217;America Latina: ora nel mirino c&#8217;è il Messico di Claudia Sheinbaum&#8221; &#8212; InsideOver" src="https://it.insideover.com/politica/fernando-cerimedo-piano-destabilizzazione-america-latina-messico.html/embed#?secret=xX2OlzERQL#?secret=TDbkEdaqYt" data-secret="TDbkEdaqYt" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p><a href="https://revistaforum.com.br/politica/cerimedo-flavio-bolsonaro-meta-lula">https://revistaforum.com.br/politica/cerimedo-flavio-bolsonaro-meta-lula</a></p>



<p><a href="https://www.nytimes.com/2026/10/14/world/americas/brazil-president-lula-meta-bolsonaro.html">https://www.nytimes.com/2026/10/14/world/americas/brazil-president-lula-meta-bolsonaro.html</a></p>



<p><a href="https://www.panamericandispatch.org/p/far-right-israeli-strategist-confirms">https://www.panamericandispatch.org/p/far-right-israeli-strategist-confirms</a></p>



<p><a href="https://www1.folha.uol.com.br/poder/2026/10/em-mensagens-internas-meta-admite-que-contas-de-lula-foram-prejudicadas-por-restricoes-engenheiros-falam-em-falhas-tecnicas.shtml">https://www1.folha.uol.com.br/poder/2026/10/em-mensagens-internas-meta-admite-que-contas-de-lula-foram-prejudicadas-por-restricoes-engenheiros-falam-em-falhas-tecnicas.shtml</a></p>
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		<title>Bolivia, il procuratore che indagava sull’uomo di Milei finisce in cella</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/bolivia-il-procuratore-che-indagava-sulluomo-di-milei-finisce-in-cella</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 14:39:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?post_type=video&#038;p=532164</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 17 agosto, in un hotel di Santa Cruz de la Sierra, l’avvocata Nadia Beller viene colpita da colpi di arma da fuoco. Il principale sospettato è il suo ex compagno: Fernando Cerimedo, consulente politico argentino, ex consigliere di Javier Milei e di altri leader della destra latinoamericana. Il giorno dopo il procuratore generale della &#8230; <a href="https://it.insideover.com/video/bolivia-il-procuratore-che-indagava-sulluomo-di-milei-finisce-in-cella">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261011163755707_5026d1c864cdb219031b2ccb3e50cdc1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 17 agosto, in un hotel di Santa Cruz de la Sierra, l’avvocata Nadia Beller viene colpita da colpi di arma da fuoco. Il principale sospettato è il suo ex compagno: Fernando Cerimedo, consulente politico argentino, ex consigliere di Javier Milei e di altri leader della destra latinoamericana.</p>



<p>Il giorno dopo il procuratore generale della Bolivia, Roger Mariaca, ne ordina l’arresto per tentato femminicidio e apre un’inchiesta per arricchimento illecito. Dalle indagini emerge che Cerimedo gestiva da Buenos Aires la più grande bot farm dell’America Latina, una fabbrica di profili falsi e disinformazione.</p>



<p>Tra il 28 e il 29 settembre il Dipartimento di Stato americano revoca il visto al procuratore Mariaca e ad altri dodici funzionari boliviani, accusandoli di aver ricevuto tangenti per favorire il narcotraffico. Mariaca risponde che è un’ingerenza per fermare la sua inchiesta su Cerimedo. Il 30 settembre la polizia boliviana arresta proprio lui, il procuratore, all’aeroporto di Viru Viru. Nelle stesse ore diventa virale un video in cui il narcotrafficante Sebastián Marset chiama Mariaca “amico”. Pochi giorni prima dell’arresto, il presidente boliviano Rodrigo Paz aveva incontrato negli Stati Uniti il segretario di Stato Marco Rubio.</p>



<p>Intanto Nadia Beller denuncia che le irruzioni negli uffici della Procura hanno spezzato la catena di custodia delle prove: i procedimenti contro Cerimedo cominciano a paralizzarsi.</p>



<p>Washington vuole colpire il narcotraffico o condizionare la giustizia boliviana? Il sospetto sollevato da Mariaca è che la pressione americana serva a fermare un’inchiesta scomoda.</p>
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		<title>Portadown, la marcia che infiamma l’Irlanda del Nord e l&#8217;appello delle stelle del rock e del cinema</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/portadown-marcia-torna-infiammare-irlanda-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 00:18:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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<p>Dopo quasi trent’anni la Parades Commission autorizza la marcia dell’Ordine di Orange su Garvaghy Road, a Portadown. I nazionalisti occupano la strada, 43 personalità della cultura chiedono un mediatore internazionale e la decisione passa a un tribunale di Belfast. Il Segretario di Stato revoca l'autorizzazione. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440-300x236.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440-1024x806.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440-768x604.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440-1536x1208.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261009162206773_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_324440-600x472.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>Dopo anni di tensioni sopite, <strong>la controversia di Drumcree</strong> <strong>è tornata a incendiare Portadown</strong>, cittadine a sud-ovest di Belfast che negli anni Novanta attirò l&#8217;attenzione internazionale per il conflitto sulle <strong>parate dell&#8217;Ordine di Orange </strong>— organizzazione protestante e unionista, favorevole al mantenimento dell&#8217;Irlanda del Nord nel Regno Unito — e sul loro passaggio attraverso un&#8217;area abitata dalla comunità cattolica, <strong>intorno a Garvaghy Road</strong>. La disputa, che in passato ha provocato proteste e violenti scontri, è da alcune settimane nuovamente al centro di una grave crisi politica, giudiziaria e di ordine pubblico. La vicenda ha raggiunto una portata tale da suscitare la reazione di un gruppo di celebrità e figure di spicco che hanno inviato <strong>una lettera aperta al governo britannico </strong>per chiedere l&#8217;intervento di un mediatore internazionale indipendente. Dopo due settimane di stallo,  il Segretario di Stato britannico per l&#8217;Irlanda del Nord, <strong>Chris Bryant</strong>, <strong>ha vietato all&#8217;Ordine di Orange di sfilare lungo Garvaghy Road. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Portadown, la marcia che riapre una ferita</strong></h2>



<p>Portadown è una cittadina della contea di Armagha,<strong> uno dei luoghi simbolo delle divisioni politiche e religiose che percorrono l’Irlanda del Nord </strong>e, soprattutto, dei <em>Troubles, </em>il conflitto a bassa intensità che ha lacerato la regione dalla fine degli anni sessanta alla fine degli anni novanta e che ha visto contrapposti nazionalisti e repubblicani, prevalentemente cattolici e favorevoli a un&#8217;Irlanda unita, a unionisti e lealisti, prevalentemente protestanti e favorevoli a restare nel Regno Unito.</p>



<p>Per comprendere la tensione attuale occorre risalire proprio agli anni novanta, quando<strong>il passaggio dell&#8217;Ordine di Orange lungo Garvaghy Road</strong> trasformava ogni estate Portadown in <strong>un campo di battaglia tra residenti nazionalisti e manifestanti lealisti.</strong> Nel luglio 1998, poche settimane dopo la firma dello storico Accordo del Venerdì Santo, la neonata Parades Commission — l&#8217;organismo indipendente incaricato di decidere sulle marce controverse in Irlanda del Nord — impose per la prima volta il divieto alla marcia. La reazione fu un violento assedio a Drumcree e un&#8217;ondata di disordini in tutta la regione, che si spensero solo di fronte allo sdegno internazionale per l<strong>a morte di tre fratellini cattolici</strong> — Richard, Mark e Jason Quinn— uccisi in un rogo doloso a Ballymoney. </p>



<p>L&#8217;evento suscitò un’ondata di indignazione e condanne in tutto il mondo tanto. Il<strong> </strong>reverendo <strong>William Bingham,</strong> cappellano dell&#8217;Ordine di Orange per la Contea di Armagh, dichiarò che «nessuna strada vale una vita, tantomeno le vite di tre bambini».</p>



<p>Da quel momento, sebbene l&#8217;Ordine di Orange abbia continuato a richiedere regolarmente il permesso per la marcia, la Parades Commission ha negato l&#8217;autorizzazione per quasi 30 anni. Il via libera odierno riapre, dunque, una ferita che sembrava ormai archiviata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Garvaghy Road, il blocco che dura da più di dieci giorni</strong></h2>



<p>Nell&#8217;agosto 2026, la disputa è riesplosa a seguito di una sentenza dell&#8217;Alta Corte che, dopo il ricorso legale presentato da un membro dell&#8217;Ordine, ha <strong>annullato una decisione restrittiva della Parades Commission</strong> per un errore procedurale. Elemento che ha suscitato l&#8217;immediata contestazione legale da parte della <strong>Garvaghy Road Residents&#8217; Coalition,</strong> che si oppone alla marcia. Due giorni prima della data prevista per l’evento — programmato per lo scorso 27 settembre  —, la commissione ha autorizzato la marcia lungo la Garvaghy Road, imponendo tuttavia un orario anticipato e un numero ridotto di partecipanti. In quella giornata, centinaia di manifestanti nazionalisti hanno occupato fisicamente l’arteria per impedire il passaggio dell&#8217;Ordine. </p>



<p>Alla folla si sono unite figure politiche nazionaliste di spicco, tra cui<strong> la Prima Ministra Michelle O&#8217;Neill e la Presidentessa di Sinn Féin Mary Lou McDonald. </strong></p>



<p>Di fronte al rischio imminente di disordini e per motivi di sicurezza, la PSNI (Police Service of Northern Ireland) ha fermato i tentativi dei membri dell&#8217;Ordine di Orange di percorrere la strada. La PSNI ha avvertito che chiunque blocchi la strada sarà considerato partecipante a una protesta illegale. I manifestanti nazionalisti hanno mantenuto la loro presenza sulla Garvaghy Road, mentre i membri del Loggia Distrettuale di Portadown dell&#8217;Ordine di Orange hanno continuato il presidio presso la chiesa di Drumcree.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Da Noel Gallagher a Ken Loach, l’appello per Portadown</strong></h2>



<p>«A seguito del fallimento dei recenti colloqui al Castello di Hillsborough, è diventato sempre più evidente che i meccanismi locali hanno esaurito la loro utilità attuale e che è necessario un nuovo quadro indipendente per prevenire una crisi più profonda»: <a href="https://www.irishtimes.com/ireland/2026/10/06/susan-sarandon-and-noel-gallagher-among-artists-calling-for-independent-drumcree-mediator">sono le parole contenute in una lettera aperta</a>, sottoscritta da <strong>43 celebrità e figure culturali di alto profilo </strong>e indirizzata al <strong>Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Chris Bryant, </strong>per chiedere l&#8217;intervento della comunità internazionale, dopo il fallimento del tentativo di mediazione voluto dallo stesso Segretario. Tra i firmatari della missiva ci sono personaggi del mondo della musica — tra gli altri <strong>Noel Gallagher, i Kneecap, Paul Weller, Robert Del Naja dei Massive Attack</strong> —,  del cinema, come l’attrice <strong>Susan Sarandon</strong> e il regista <strong>Ken Loach</strong>, e della letteratura, come l’autore di Trainspotting <strong>Irvine Welsh</strong>. La richiesta rivolta al governo britannico è quella di collaborare con il governo irlandese per nominare un mediatore neutrale. «Negli ultimi ventotto anni, la pace conquistata a caro prezzo nell&#8217;Irlanda del Nord ha permesso a un&#8217;intera generazione di crescere libera dall&#8217;angoscia e dalla violenza del passato. Permettere che vecchie ferite vengano riaperte con violenza rischia di destabilizzare le relazioni tra le comunità non solo a Portadown, ma in tutta la società nordirlandese», si legge nella lettera, alla fine della quale si chiede che i residenti di Garvaghy Road siano «protetti con fermezza da qualsiasi forma di processione forzata che ignori il loro consenso, la loro sicurezza e il loro diritto a vivere in pace, liberi da intimidazioni».</p>



<p>La decisione di Bryant è arrivata il 9 ottobre: il Segretario di Stato britannico ha dichiarato che non è stato possibile trovare un accordo tra l&#8217;Ordine di Orange e i residenti di Garvaghy Road, il che ha portato al <strong>divieto della controversa parata.</strong> «Chiedo che tutte le proteste, i raduni e le manifestazioni vengano interrotte. Non ci sono scuse per un continuo inasprimento delle tensioni», ha dichiarato Bryant.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Do-chreidte 🤩<br><br>Incredible to see Noel Gallagher and so many artists supporting the right of Garvaghy Road residents to live in peace, free from intimidation ❤️‍🔥✊<br><br>Artists leading from the front ❤️ <a href="https://t.co/5Fm54snUs8">pic.twitter.com/5Fm54snUs8</a></p>&mdash; Mary Lou McDonald (@MaryLouMcDonald) <a href="https://x.com/MaryLouMcDonald/status/2107526204043772169?ref_src=twsrc%5Etfw">October 6, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La pressione su Burnham e la piazza di Londra</strong></h2>



<p>Fermare la marcia dell’Ordine di Orange su Garvaghy Road per evitare un ritorno alle tensioni del passato era stata anche la richiesta rivolta al Primo ministro britannico Andy Burnham in una lettera dell’8 ottobre firmata, tra gli altri, dalla leader di Sinn Féin <strong>Mary Lou McDonald</strong>. </p>



<p>Ma l’opposizione alla marcia si è fatta sentire anche <strong>nelle strade della capitale britannica</strong>. Lo scorso 4 a Londra est, <a href="https://www.irishtimes.com/world/uk/2026/10/04/support-for-gaza-and-garvaghy-road-residents-in-anti-fascism-march-through-east-london/">si è svolta una manifestazione con migliaia di partecipanti </a>per il 90° anniversario della <strong>Battaglia di Cable Street</strong> durante la quale i manifestanti impedirono alla <strong>British Union of Fascists</strong> (BUF) di Oswald Mosley di marciare attraverso l&#8217;East End di Londra. Durante il corteo, <strong>la questione di Garvaghy Road è stata esplicitamente legata alle lotte antifasciste e antirazziste storiche.</strong></p>



<p>In testa al corteo figuravano striscioni con lo slogan «Da Cable Street a Garvaghy Road, distruggiamo il fascismo». Alla marcia hanno preso parte organizzazioni sindacali come Unite e gruppi come il <em>Jewish Bloc for Palestine</em>.</p>



<p>«Questa giornata appartiene al popolo di Garvaghy Road. 28 anni di pace e progresso sono stati protetti», è stato il commento della leader di <strong>Sinn Féin Mary Lou McDonald</strong>, dopo la decisione di vietare la parata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c7908wzvnzno">https://www.bbc.com/news/articles/c7908wzvnzno</a></p>



<p><a href="https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-66133970">https://www.bbc.com/news/uk-northern-ireland-66133970</a></p>



<p><a href="https://www.irishtimes.com/ireland/2026/10/06/susan-sarandon-and-noel-gallagher-among-artists-calling-for-independent-drumcree-mediator">https://www.irishtimes.com/ireland/2026/10/06/susan-sarandon-and-noel-gallagher-among-artists-calling-for-independent-drumcree-mediator</a></p>



<p><a href="https://www.irishtimes.com/crime-law/courts/2026/10/05/judgment-reserved-in-legal-challenge-to-orange-order-parade-on-garvaghy-road">https://www.irishtimes.com/crime-law/courts/2026/10/05/judgment-reserved-in-legal-challenge-to-orange-order-parade-on-garvaghy-road</a></p>



<p><a href="https://www.irishtimes.com/world/uk/2026/10/04/support-for-gaza-and-garvaghy-road-residents-in-anti-fascism-march-through-east-london">https://www.irishtimes.com/world/uk/2026/10/04/support-for-gaza-and-garvaghy-road-residents-in-anti-fascism-march-through-east-london</a></p>



<figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.gov.uk/government/news/statement-from-the-secretary-of-state-for-northern-ireland-on-drumcree-parade
</div></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/portadown-marcia-torna-infiammare-irlanda-del-nord.html">Portadown, la marcia che infiamma l’Irlanda del Nord e l&#8217;appello delle stelle del rock e del cinema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=531875</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra l'intesa antiterrorismo, il sostegno all'asse Grecia-Israele e il discorso agli alleati europei, la tappa ateniese di Rubio ha avuto come sfondo una città blindata, con fermi preventivi a manifestanti e giornalisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html">Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261008111218176_f17275beb8760e5bcde4821e982642fb-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo sfondo dorato del Partenone trasformato nel <strong>palcoscenico ideologico del potere statunitense.</strong> È sulla collina della Pnice, affacciata sull’Acropoli e sul celebre tempio che domina Atene, che <strong>Marco Rubio</strong> ha infatti tenuto la conferenza stampa in occasione della sua visita in Grecia il 7 ottobre. Un discorso in cui il Segretario di Stato USA si è rivolto all&#8217;intera Europa per ribadire <strong>le direttrici del movimento conservatore statunitense</strong> e per tracciare la direzione che l’Occidente, secondo Washington, dovrebbe assumere nello scenario globale contemporaneo. Il tutto<strong> in una città blindata</strong>, il cui centro è stato convertito in <strong>un&#8217;area ad altissima sicurezza</strong>, provocando dure contestazioni di piazza e accese polemiche tra le forze politiche greche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Atene e Washington rafforzano la partnership su difesa, energia e sicurezza</strong></h2>



<p>La Grecia è stata <strong>la seconda tappa di un tour europeo del Segretario di Stato americano </strong>iniziato in Islanda e che si concluderà l’8 ottobre in Portogallo. Rubio ha guidato la delegazione statunitense per il sesto Dialogo Strategico USA-Grecia, con l’obiettivo di rafforzare la partnership dei due Paesi su aspetti come la cooperazione in materia di difesa —&nbsp;che, come ricordato dal Ministro degli esteri greco <strong>Giōrgos Gerapetritīs</strong>, «ha raggiunto livelli senza precedenti» —&nbsp;e la sicurezza regionale ed energetica. Rispetto a quest’ultimo piano, Rubio ha sottolineato come l&#8217;espansione del <strong>Corridoio Verticale del Gas </strong>abbia consolidato la posizione della Grecia come hub energetico e facilitato l&#8217;aumento delle esportazioni di GNL dagli Stati Uniti verso l&#8217;Europa. </p>



<p>Mentre in materia di sicurezza nell’area, il leader statunitense ha affermato che «la Grecia è particolarmente esposta» a migrazioni di massa, tratta e terrorismo, annunciando un Memorandum d&#8217;intesa che prevede più scambio di informazioni antiterrorismo tra le forze dell&#8217;ordine e una cooperazione «più proattiva». Il rischio da evitare, ha aggiunto, è che «la culla dell&#8217;Occidente» sia minacciata da «decisioni sbagliate» e inerzie.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rubio invita l&#8217;Europa a «riaccendere il fuoco»</strong></h2>



<p>Ma è dalla storica collina dell’assemblea ateniese che Rubio ha tenuto un discorso, intriso di retorica e indirizzato a tutti gli alleati europei, in cui ha celebrato <strong>il ruolo dell&#8217;antica Grecia nel plasmare la civiltà occidentale </strong>—&nbsp; e, di riflesso, quella statunitense —, e l’organizzazione della vita civile «attorno alla competizione, all&#8217;ambizione, alla contesa» in quella che era «una lotta perpetua per essere i migliori, i più forti, i più belli». Il politico di origine cubane ha soprattutto <strong>criticato quella che definisce la debolezza dell’Occidente, </strong>e ha esortato l’Europa a «risvegliarsi dal suo letargo» e «riaccendere il fuoco che fu acceso qui millenni fa».</p>



<p>Non sono mancati i riferimenti ai fasti del passato italiano e alla cristianità, il cui emblema sono «le cattedrali di Milano, Colonia e Firenze» e il genio di Michelangelo.&nbsp;«Oggi, ci troviamo a un bivio. Perché il prossimo decennio e le decisioni che prenderemo scriveranno la storia del prossimo secolo. Il percorso che intraprenderemo determinerà se l&#8217;Occidente manterrà il suo posto al vertice del mondo o si rassegnerà a un futuro di atrofia, servitù e declino. <strong>Sceglieremo di agire ora o perderemo del tutto la possibilità di agire</strong>», sono state le sue parole. Rubio ha sostenuto che la Grecia è al centro di una trasformazione in linea con le direttrici tracciate dagli Stati Uniti e si è augurato che tutta l&#8217;Europa segua l’esempio del Paese ellenico perché «ci troviamo a un punto di svolta: un punto di svolta non solo nella storia della mia nazione, ma in quella di tutta la nostra civiltà».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Rubio agli alleati: ricostruire eserciti e industrie</strong></h2>



<p>Nel discorso di Atene, Rubio ha inoltre posto <strong>la dimensione bellica al centro della propria riflessione strategica</strong>, liquidando l&#8217;idea che le istituzioni sovranazionali abbiano cancellato le rivalità geopolitiche. «La guerra non è scomparsa semplicemente perché abbiamo preferito la pace», ha ammonito il Segretario di Stato, accusando l&#8217;Occidente di essersi cullato nell&#8217;illusione del pacifismo mentre gli Stati rivali continuavano ad armarsi e ad avanzare. Secondo Rubio, le democrazie occidentali si sono rese colpevoli di aver delocalizzato le industrie e «lasciato che i nostri eserciti si indebolissero e decadessero». </p>



<p>In un contesto segnato a suo dire dalla rinnovata competizione tra grandi potenze, è necessario «ricostruire le nostre istituzioni e le nostre alleanze per affrontare insieme queste minacce». Sul piano pratico, questo richiamo alle armi riflette la strategia dell&#8217;amministrazione Trump: da un lato la corsa per il predominio statunitense nei settori della difesa, dei droni e delle tecnologie belliche; dall&#8217;altro<strong>l&#8217;imperativo rivolto agli alleati della NATO a seguire l&#8217;esempio della Grecia</strong>, accelerando sulla spesa militare fino alla soglia del 5% del PIL per evitare il declino e la subordinazione dell&#8217;Occidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Washington guarda con favore all&#8217;asse tra Grecia e Israele</strong></h2>



<p>Proprio in riferimento alle minacce evocate dal capo della diplomazia statunitense, incarnate in particolare dall’Iran di cui Rubio ha parlato anche <a href="https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap/">in un’intervista rilasciata al quotidiano greco Kathimerini,</a> nel corso della visita ad Atene è stato ribadito come Washington veda con grande favore <strong>l’intesa strategica e militare tra la Grecia e Israele.</strong> Il Paese mediterraneo ha infatti ha sviluppato una stretta collaborazione in materia di difesa con lo Stato ebraico, considerata dagli Stati Uniti un elemento positivo per la stabilità dell&#8217;intera regione. Sul piano operativo, la convergenza tra i due Paesi si riflette anche negli armamenti: la Grecia ha formalmente richiesto agli Stati Uniti specifiche munizioni per i suoi futuri caccia F-35, comprese alcune delle stesse dotazioni fornite dalle forze armate americane a Israele.</p>



<p>«Il nostro rapporto con Israele è importante. È profondo, è storico. Vi parlo oggi nel terzo anniversario di uno degli attacchi terroristici più orribili di sempre, che ha davvero cambiato il mondo, non solo Israele. Quindi è un rapporto importante e in cui investiamo», ha affermato Rubio, rimarcando come la Grecia abbia cercato di svolgere un ruolo simile in questo senso.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Vietati i raduni, fermi preventivi al presidio per la Palestina</strong></h2>



<p>Ed è stato proprio il legame con Israele e la situazione nell’Asia occidentale a generare attriti significativi all&#8217;interno della società civile greca. In concomitanza con la visita di Rubio ad Atene era stata convocata <strong>presso il Freedom Park una manifestazione di protesta contro le azioni militari israeliane nei territori palestinesi. </strong>Le autorità greche hanno tuttavia vietato tutti i raduni nel centro cittadino per motivi di sicurezza, procedendo a fermi preventivi di manifestanti greci, di un cittadino palestinese residente ad Atene e di giornalisti presenti sul posto per documentare l&#8217;evento.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is the moment today when I and fellow journalist <a href="https://x.com/Alexis_Daloumis?ref_src=twsrc%5Etfw">@Alexis_Daloumis</a> were taken into custody by Greek police because we showed up at Freedom Park in central Athens to cover a protest against Israel&#39;s genocide in Palestine.<br><br>The protest did not take place because, in the early… <a href="https://t.co/QXSEd5jur1">pic.twitter.com/QXSEd5jur1</a></p>&mdash; Dimitri Lascaris (@dimitrilascaris) <a href="https://x.com/dimitrilascaris/status/2107952822897504712?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p> <a href="https://x.com/dimitrilascaris/status/2107952822897504712?s=20">Sulla piattaforma X, il giornalista Dimitri Lascaris ha denunciato</a> il proprio arresto arbitrario avvenuto ad Atene insieme al collega Alexis Daloumis e ad altri manifestanti. La misura repressiva, secondo il reporter, ha colpito persone innocenti che intendevano semplicemente documentare o partecipare a <strong>un presidio di protesta contro il genocidio in Palestina.</strong> I fermati sono stati condotti al distretto centrale di polizia e trattenuti forzatamente per diverse ore, venendo poi rilasciati senza che venisse formalizzata alcuna accusa o contestazione di reato.</p>



<p>«Saluti dall&#8217;Atene occupata. Mentre Marco Rubio ci fa visita, ci hanno rifilato un nuovo lockdown», è stato il commento sarcastico dell’ex Ministro delle Finanze greco <strong>Yanis Varoufakis.</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="el" dir="ltr">Χαιρετίσματα από την Κατεχόμενη Αθήνα. Ενώ ο Μάρκο Ρούμπιο μας επισκέπτεται, μας βρήκε νέο λόκνταουν. Το αφεντικό των αφεντικών μας θέλει να αισθάνεται ασφαλής καθώς επιθεωρεί τα στρατεύματά του. Κάποια μέρα θα είμαστε και πάλι ελεύθεροι. Όχι όμως σήμερα. <a href="https://t.co/oHEIp87alW">https://t.co/oHEIp87alW</a></p>&mdash; Yanis Varoufakis (@yanisvaroufakis) <a href="https://x.com/yanisvaroufakis/status/2107731689342738742?ref_src=twsrc%5Etfw">October 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://www.state.gov/secretary-travel/secretary-rubios-travel-to-iceland-greece-and-portugal-october-5-8-2026">https://www.state.gov/secretary-travel/secretary-rubios-travel-to-iceland-greece-and-portugal-october-5-8-2026</a></p>



<p><a href="https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap">https://www.ekathimerini.com/politics/foreign-policy/1317517/us-and-greek-interests-overlap</a></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/atene-blindata-per-rubio-il-discorso-alla-pnice-lasse-con-israele-e-le-proteste-represse.html">Atene blindata per Rubio: il discorso alla Pnice, l&#8217;asse con Israele e le proteste represse</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Brasile: Lula-Bolsonaro, il Paese spaccato va al secondo turno all&#8217;ombra degli Stati Uniti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/brasile-spaccato-secondo-turno-ombra-stati-uniti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 07:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>In Brasile, Flávio Bolsonaro vince il primo turno su Lula con il margine più stretto mai registrato. Il 25 ottobre il Paese torna alle urne per il ballottaggio, in un voto segnato dalle ingerenze USA e in un'America Latina che si sposta sempre più a destra.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/brasile-spaccato-secondo-turno-ombra-stati-uniti.html">Brasile: Lula-Bolsonaro, il Paese spaccato va al secondo turno all&#8217;ombra degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_2026100507315544_487ddacbef2782a207a8b18b23b23f31-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Il principale scontro politico in America Latina e nei Caraibi nel 2026», il cui esito potrebbe «alterare gli equilibri di potere nella regione per gli anni a venire». <a href="https://jacobinlat.com/2026/09/la-batalla-por-brasil/">È così che il giornalista brasiliano David Cavalcante ha definito</a> l’ultima tornata elettorale nel suo Paese — celebratasi il 4 ottobre  — destinata a <strong>decidere chi occuperà il Palácio do Planalto </strong>(Palazzo Presidenziale) per i prossimi quattro anni. Un appuntamento che definisce anche i futuri governatori dei 26 Stati e del Distretto Federale e la composizione dei 513 seggi della Camera dei Deputati e dei due terzi del Senato.</p>



<p>La contesa elettorale —&nbsp;che ha visto contrapposti l’attuale ​​presidente <strong>Luiz Inácio Lula da Silva,</strong>&nbsp;del Partito dei Lavoratori (PT), e il senatore di estrema destra <strong>Flávio Bolsonaro</strong>,&nbsp; del Partito Liberale (PL), figlio dell&#8217;ex presidente <strong>Jair </strong>&nbsp;— si è chiusa con un nulla di fatto: <strong>nessuno dei due candidati ha superato la metà dei voti validi,</strong> la soglia necessaria per vincere al primo turno.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lula e Bolsonaro, un testa a testa mai così stretto</strong></h2>



<p>Con il 99,99% delle schede scrutinate, <strong>Flávio Bolsonaro, a sorpresa rispetto agli ultimi sondaggi, ha chiuso in testa con il 47,03%</strong>, mentre Lula si è fermato al 45,15%: <strong>uno scarto di 1,88 punti,</strong> il più ridotto mai registrato al primo turno di un&#8217;elezione presidenziale brasiliana, quella peraltro con <strong>il più alto tasso di astensione</strong> — il 21,08% –  dal 1998<strong>. Il nome del prossimo presidente si conoscerà quindi solo il 25 ottobre</strong>, quando i due sfidanti si affronteranno al ballottaggio.</p>



<p>Il terzo mandato dell’ottantenne Lula, ex leader sindacale dei metalmeccanici che era stato guida degli scioperi dei lavoratori durante la dittatura militare, è stato caratterizzato da <strong>importanti successi economico-sociali </strong>— tra cui aumenti del salario minimo superiori all&#8217;inflazione, l&#8217;espansione della sicurezza sociale e una disoccupazione storicamente bassa — ma anche da forti resistenze politiche da parte del <strong>congresso più a destra nella storia del Brasile</strong> e da una marcata difficoltà nel trasformare i dati macroeconomici positivi in un consenso popolare omogeneo. Infatti, per quanto la maggior parte dei brasiliani stia meglio rispetto a quattro anni fa, il costo della vita è più alto, così come i livelli di indebitamento; <strong>quattro quinti delle famiglie brasiliane hanno contratto debiti</strong>, per buona parte a causa del gioco d&#8217;azzardo online, contro cui il presidente aveva varato di recente delle misure. I posti di lavoro sono sempre più precari e la sicurezza pubblica rimane un problema cruciale.</p>



<p>A sfidare Lula è Flávio Bolsonaro, 45 anni, figlio dell&#8217;ex presidente Jair, già deputato e poi senatore dello Stato di Rio de Janeiro, candidato alla guida del Partito Liberale. Nel suo programma di governo figura, tra l&#8217;altro, <strong>l&#8217;amnistia per il padre e per i condannati per il tentato golpe dell&#8217;8 gennaio 2023</strong>. Secondo parlamentari statunitensi e l&#8217;intelligence brasiliana, la sua campagna ha ricevuto il sostegno attivo dell&#8217;amministrazione Trump, storicamente vicina a Jair Bolsonaro. Lo scorso maggio Flávio è stato ricevuto alla Casa Bianca. Stando a quanto da lui dichiarato, si è parlato di criminalità organizzata, dazi, terre rare e minerali critici.</p>



<p>Come in altri Paesi della regione, cresce il timore che sull&#8217;esito del voto pesino sempre più gli algoritmi dei social e le interferenze esterne. A pochi giorni dal voto, Meta ha bloccato il profilo social di Lula e disattivato i suoi annunci pubblicitari. Se Flávio Bolsonaro vincesse, in America Latina si rafforzerebbe un blocco di destra allineato con gli Stati Uniti di Trump.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un voto all’ombra di Washington</strong></h2>



<p>Non è un caso che quella del 2026 sia stata definita un’elezione diversa dalle precedenti per due ragioni, <strong>secondo il politologo Leonardo Barreto</strong> della società di consulenza Think Policy. La prima è l&#8217;esplicito interesse degli Stati Uniti per l&#8217;esito della tornata elettorale. La seconda è un sistema giudiziario indebolito, proprio nel momento in cui potrebbe essere chiamato a dirimere una competizione serrata. In merito al primo tema, i maggiori quotidiani internazionali — tra cui Le Monde, The Guardian, Al Jazeera e Página12 — hanno sottolineato come <strong>le elezioni si siano svolte all&#8217;ombra delle interferenze statunitensi,</strong> <a href="https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html">come peraltro avevamo scritto su InsideOver</a>, raccontando l’esistenza del piano <em>Prosperity Partnership</em> di <strong>André Marinho</strong>, che prevede lo sfruttamento da parte di Washington delle terre rare brasiliane; la denuncia da parte di un altro candidato alla presidenza, <strong>Renan Santos</strong>, riguardante i finanziamenti della <strong>rete Rockbridge, fondata da J.D. Vance,</strong> alla campagna di Bolsonaro; e la diffusione del rapporto dell&#8217;intelligence brasiliana (ABIN), che segnalava un rischio «critico», citando anche i dazi del 25% imposti dagli Stati Uniti e la designazione di PCC e Comando Vermelho come organizzazioni terroristiche. </p>



<p>Peraltro lo scorso 2 ottobre, l&#8217;amministrazione Trump ha sospeso improvvisamente tutti i servizi consolari in Brasile citando generiche «questioni di sicurezza», decisione interpretata dalle autorità e dall&#8217;intelligence brasiliane come un tentativo di generare instabilità alla vigilia delle elezioni.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa c&#8217;è in gioco: risorse, alleanze e un continente in bilico</h2>



<p>L&#8217;interesse delle potenze internazionali e dell&#8217;estrema destra globale per l&#8217;esito elettorale brasiliano è strettamente legato al peso economico, ecologico e minerario del colosso sudamericano nell&#8217;emisfero occidentale. Il Brasile è il paese più grande dell’America Latina e rappresenta <strong>uno snodo cruciale per l&#8217;economia globale</strong>, detenendo il 60% del bioma amazzonico, il 12% delle risorse mondiali di acqua dolce, il 23% delle riserve mondiali di terre rare e oltre 17,5 miliardi di barili di petrolio.</p>



<p>Il voto brasiliano si inserisce in un&#8217;onda lunga: dopo la Colombia con <strong>Abelardo De la Espriella</strong> e il Perù&nbsp;con <strong>Keiko Fujimori,</strong> la destra aveva già vinto in Argentina, Bolivia, Cile, Ecuador e Honduras. Molti di questi governi hanno rinsaldato la cooperazione militare con gli Stati Uniti, che restano molto presenti in Venezuela.</p>



<p>«Il popolo dovrà scegliere tra rafforzare il sistema democratico o la barbarie, tra sviluppo o arretratezza», ha affermato Lula dopo la pubblicazione dei risultati. Bolsonaro resta, tuttavia, il favorito. Bisognerà attendere altri venti giorni per sapere se il gigante latinoamericano si arrenderà all’<strong>ondata ultraconservatrice che sta travolgendo la regione</strong>. «I bolsonaristi si preparino perché li sconfiggeremo» è stata la promessa del leader del Partido dos Trabalhadores.&nbsp;</p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-jacobin-revista wp-block-embed-jacobin-revista"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="XwJt4wVP0W"><a href="https://jacobinlat.com/2026/09/la-batalla-por-brasil/">La batalla por Brasil</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La batalla por Brasil&#8221; &#8212; Jacobin Revista" src="https://jacobinlat.com/2026/09/la-batalla-por-brasil/embed/#?secret=DvsMmO2vKS#?secret=XwJt4wVP0W" data-secret="XwJt4wVP0W" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="KIhRPV6qcK"><a href="https://amadomundo.com/o-que-faz-a-eleicao-deste-domingo-especial/">Eleições 2026: entre Lula 4 e Bolsonaro 2, o país olha no espelho e decide quem deseja ser</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Eleições 2026: entre Lula 4 e Bolsonaro 2, o país olha no espelho e decide quem deseja ser&#8221; &#8212; Amado Mundo" src="https://amadomundo.com/o-que-faz-a-eleicao-deste-domingo-especial/embed/#?secret=xzZ494HLxb#?secret=KIhRPV6qcK" data-secret="KIhRPV6qcK" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-jacobin-revista wp-block-embed-jacobin-revista"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3DnLNIXuiO"><a href="https://jacobinlat.com/2026/10/la-injerencia-de-ee-uu-en-brasil-puede-decidir-el-futuro-de-america-latina/">La injerencia de EE. UU. en Brasil y su dramático impacto regional</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;La injerencia de EE. UU. en Brasil y su dramático impacto regional&#8221; &#8212; Jacobin Revista" src="https://jacobinlat.com/2026/10/la-injerencia-de-ee-uu-en-brasil-puede-decidir-el-futuro-de-america-latina/embed/#?secret=W6Nmf6g4j6#?secret=3DnLNIXuiO" data-secret="3DnLNIXuiO" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p><a href="https://www.correiobraziliense.com.br/brasil/2026/10/7514660-eleicoes-de-2026-tem-recorde-de-abstencoes-em-numeros-absolutos.html">https://www.correiobraziliense.com.br/brasil/2026/10/7514660-eleicoes-de-2026-tem-recorde-de-abstencoes-em-numeros-absolutos.html</a></p>



<p><a href="https://datafolha.folha.uol.com.br/eleicoes/2026/10/no-1o-turno-lula-pt-lidera-com-45-dos-validos-e-flavio-bolsonaro-pl-tem-40.shtml">https://datafolha.folha.uol.com.br/eleicoes/2026/10/no-1o-turno-lula-pt-lidera-com-45-dos-validos-e-flavio-bolsonaro-pl-tem-40.shtml</a></p>



<p><a href="https://elpais.com/america/2026-10-05/bolsonaro-vence-a-lula-en-primera-vuelta-y-acaricia-el-retorno-de-la-ultraderecha-al-poder-en-brasil.html">https://elpais.com/america/2026-10-05/bolsonaro-vence-a-lula-en-primera-vuelta-y-acaricia-el-retorno-de-la-ultraderecha-al-poder-en-brasil.html</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/brasile-spaccato-secondo-turno-ombra-stati-uniti.html">Brasile: Lula-Bolsonaro, il Paese spaccato va al secondo turno all&#8217;ombra degli Stati Uniti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Dall&#8217;acampada di Puerta del Sol allo sciopero generale: la Spagna in lotta per la casa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spagna-acampada-sciopero-generale-lotta-per-la-casa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 11:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalla morte politica dei decreti all'acampada di Madrid: la Spagna in lotta per la casa chiede la fine del sistema della rendita. Per il ricercatore Stefano Portelli, la stessa dinamica può arrivare in Italia: «Si tratta di vedere se non nascerà troppo tardi».</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-acampada-sciopero-generale-lotta-per-la-casa.html">Dall&#8217;acampada di Puerta del Sol allo sciopero generale: la Spagna in lotta per la casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261003104509441_160b7eee8ed0780e3893cb567763091e-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Voglio che quello che è successo a me non accada ad altre persone, che la gente lotti, che vengano cambiate le leggi ingiuste che hanno reso possibile il mio sfratto». Sono le parole pronunciate giorni fa da <strong>Maricarmen Abascal</strong>, l’anziana donna diventata il simbolo della <strong>lotta per il diritto alla casa in Spagna </strong>e la cui vicenda ha innescato <strong>mobilitazioni di massa nel paese</strong>, culminate con la <em>acampada</em> a Puerta del Sol. Il governo di <strong>Pedro Sánchez </strong>—&nbsp;già messo a dura prova dalla crisi migratoria di Ceuta —<strong>&nbsp;</strong>ha dovuto fronteggiare non solo l’<strong>ondata di proteste</strong> incentrate sul tema delle <strong>politiche abitative</strong>, ma anche una fase di <strong>profondo travaglio politico,</strong> persino all&#8217;interno della sua stessa maggioranza. Fino alla stesura di due decreti in seno al Consiglio dei ministri, <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-i-decreti-sulla-casa-del-governo-bocciati-in-parlamento-sanchez-pensa-al-voto-anticipato.html">clamorosamente respinti</a> nella sessione plenaria straordinaria del Congresso&nbsp;tenutasi lo scorso 2 ottobre.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Dalla piazza al Congresso: la Spagna e i decreti sulla casa bocciati</strong></h2>



<p>«Ni una Maricarmen más» è stato il grido di battaglia che si è levato dal cuore di Madrid nei giorni successivi allo sfratto della donna di 87 anni, cacciata dalla sua casa nel quartiere del Retiro, dopo<strong> una lunga controversia giudiziaria con Urbagestión</strong>, una cosiddetta &#8220;pyme buitre&#8221; (PMI avvoltoio). Lo scorso 26 settembre, una manifestazione convocata dal Sindicato de Inquilinas di Madrid ha portato <strong>in piazza oltre 200 mila persone</strong>, secondo gli organizzatori. Al termine del corteo è stato piantato un accampamento permanente a Puerta del Sol —&nbsp;che in molti hanno paragonato al 15-M, il movimento popolare originatosi in seguito alla crisi del 2008, da cui nacque la formazione politica Podemos — e<strong> le proteste si sono estese a oltre 40 città spagnole.</strong></p>



<p>La pressione delle piazze ha spinto il governo a lavorare su una serie di misura riguardanti il diritto alla casa. Il 29 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato lo spacchettamento dei provvedimenti in<strong> due decreti-legge distinti.</strong> Il primo avrebbe prolungato fino al 2030 lo scudo anti-sfratto; posto dei limiti agli acquisti dei fondi speculativi; introdotto agevolazioni fiscali per gli inquilini e, al verificarsi di alcune condizioni, anche per i proprietari di immobili; portato al 10% l&#8217;IVA sugli appartamenti turistici; previsto due anni di proroga automatica per gli affitti in scadenza entro il 2028.Il secondo conteneva<strong> la reale misura strutturale, ovvero il rinnovo automatico dei contratti di locazione a uso abitativo.</strong></p>



<p>La sinistra radicale aveva bollato la scissione come una «trappola» per consentire alla destra di far saltare il rinnovo automatico dei contratti. Podemos ha votato comunque sì, per non offrire al governo un alibi per restare fermo, ha spiegato la segretaria Ione Belarra. Ma i voti non sono bastati: PP, Vox, PNV e Junts, contraria a sorpresa nonostante le concessioni ottenute, hanno affossato i decreti. «La storia li giudicherà», ha detto Sánchez. «Voi difendete i ricchi, non avete né bandiera né vergogna», ha attaccato il Ministro per i Diritti Sociali Pablo Bustinduy. «Ci ​​troviamo di fronte a<strong> un Parlamento che antepone la speculazione alla vita</strong> e, quel che è peggio, a un Parlamento che si sta irrimediabilmente allontanando dal suo popolo . C&#8217;è un abisso tra ciò che la società chiede e ciò che il Congresso ha votato oggi», ha lamentato <strong>Alicia del Río</strong>, portavoce del Sindicato de Inquilinas.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I numeri della crisi e la radicalità delle piazze</strong></h2>



<p>Il caso Maricarmen ha segnato <strong>un punto di svolta per il movimento per la casa.</strong><a href="https://www.eldiario.es/economia/15m-vivienda-presiona-partidos-pactar-medidas-urgentes_1_13540478.html"> Eldiario.es</a> conta oltre 3.000 sfratti nel primo trimestre e <strong>più di 25 mila in un anno</strong>, quasi sempre per morosità. L&#8217;affitto medio è salito da 870 a 1.176 euro dal 2020 e assorbe metà dello stipendio; il prezzo medio d&#8217;acquisto è passato da 175.000 a 292.000 euro per 100 metri quadrati. <strong>Sotto accusa anche i fondi d’investimento</strong>, definiti in accezione dispregiativa f<em>ondos buitre</em>, ovvero avvoltoio:<a href="https://www.infobae.com/espana/2026/04/27/quienes-son-los-grandes-tenedores-de-vivienda-en-espana-bancos-y-fondos-estadounidenses-devoran-la-oferta-de-alquiler-residencial/"> stando a Infobae</a> i grandi proprietari possiedono oltre 110.000 case in affitto, il 5% del totale ma concentrate nelle città. In testa CaixaBank e Blackstone, con circa 41.400 immobili in affitto, secondo un rapporto di Civio. Una situazione diventata insostenibile per buona parte della popolazione e culminata, dunque, in una protesta senza precedenti.</p>



<p>«Ho vissuto in Spagna per 12 anni e sono stato nei movimenti per la casa per tanto tempo. Non avevo mai visto così tanta gente mobilitata e così tanta organizzazione: una struttura logistica montata in poche ore da un gruppo di persone molto giovani. Ma a colpire è anche la radicalità delle richieste: non si chiede una moratoria, <strong>si chiede la fine del sistema della rendita</strong>. La casa non può essere uno strumento di rendita». A parlare è <strong>Stefano Portelli, </strong>ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica della UNED Madrid, membro del Grupo de Estudios Críticos Urbanos della stessa istituzione e componente dell’Assemblea di Autodifesa abitativa di Roma. Lo studioso ha seguito da vicino le manifestazioni dei giorni scorsi — era nella capitale spagnola per l’incontro della European Action Coalition, una rete di sindacati inquilini di tutto il continente — e racconta come lo slogan dei manifestanti fosse «abbasso il sistema della rendita», ma anche il motto antifranchista della guerra civile, «Madrid sarà la tomba del fascismo», trasformato in «Madrid sarà la tomba della rendita». </p>



<p>Per Portelli, in base ai trattati internazionali sui diritti economici, sociali e culturali firmati anche da Spagna e Italia, <strong>il diritto alla casa viene prima della possibilità di fare profitti.</strong> La sua tesi: «A essere radicale non sono le richieste dei movimenti. A essere radicale è la legge. Quello che è illegale è il sistema della rendita, degli affitti, della svendita delle città, dei fondi immobiliari e dei grandi proprietari, che impedisce di fatto di vivere». E di accedere, dunque, a salute e istruzione, per centinaia di migliaia di persone. E in Italia? «Sicuramente nascerà una mobilitazione. Si tratta di vedere se non nascerà troppo tardi». Secondo il ricercatore, in Italia i fondi non sono ancora penetrati del tutto nel residenziale, ma stanno entrando attraverso le dismissioni del patrimonio degli enti previdenziali e i debiti. «Ci destinano alla stessa strada della Spagna: abbiamo solo qualche anno in più di tempo». «Non ci manca il repertorio di lotta, ci manca la struttura organizzativa». Il Sindicato de Inquilinas di Madrid è nato nel 2017: «In nove anni sono riusciti a influenzare le politiche governative».  </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La piazza guarda allo sciopero generale</strong></h2>



<p><a href="https://www.publico.es/economia/vivienda/factura-tumbar-decretos-vivienda-626-millones-gastos-alquiler-8-4-millones-inquilinos-escudo.html?utm_source=piano&amp;utm_medium=newsletter&amp;utm_campaign=captacion&amp;utm_content=hoy&amp;segment=registrados&amp;tpcc=nl_hoy0525&amp;pnespid=D6R35UNe6SscywjE7YvQFkZGsUo6x70v9x9SDf0KaMrKJpkFy11a88.vAyjA4s6P8TLYjmpd">Come ricorda il quotidiano Publico</a>, il rifiuto parlamentare dei decreti sulla casa <strong>elimina importanti tutele per milioni di persone. </strong>La bocciatura lascia la cittadinanza senza un reale scudo contro i rincari degli affitti e gli sfratti, generando enormi costi aggiuntivi per le famiglie e alimentando un forte malcontento sociale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">🤔Algunas reflexiones sobre la votación del viernes 👇<br><br>🫡 Los partidos de izquierdas acatarán lo que digan las organizaciones sociales como ocurrió con el RD de Palestina. <br><br>😮‍💨 Que eso genere alivio en el PSOE y Sumar (al tiempo que facilita las cosas a Junts y al PNV) y…</p>&mdash; Pablo Iglesias 🔻{R} (@PabloIglesias) <a href="https://x.com/PabloIglesias/status/2105570215740215433?ref_src=twsrc%5Etfw">October 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>A mettere in luce il lascito probabilmente più importante di questa ondata di mobilitazioni nel paese è stato l’ex vicepresidente del governo spagnolo Pablo Iglesias, <a href="https://x.com/PabloIglesias/status/2105570215740215433">il quale ha scritto</a>: «In Spagna <strong>la strada è tornata a pesare politicamente</strong>, andando oltre il perimetro delle organizzazioni sociali. Come già accaduto con il 15M, le piazze hanno riportato il dibattito sulla casa, anche nella sua dimensione ideologica, al centro dell&#8217;agenda politica e ridato slancio alla mobilitazione della sinistra».&nbsp;</p>



<p>Le manifestazioni, dunque, non si fermano. <strong>Si va verso lo sciopero generale</strong> —&nbsp;invocato dal Sindicato de Inquilinas — che, <a href="https://www.eldiario.es/economia/mayoria-ciudadanos-incluidos-votantes-derecha-apoyarian-huelga-general-vivienda_1_13557680.html">secondo un sondaggio pubblicato da eldiario.es</a>, il 73% degli spagnoli e oltre il 60% degli elettori di PP e Vox vedono di buon occhio.</p>



<p></p>



<p></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.diario-red.com/articulo/espana/congreso-tumba-dos-decretos-vivienda-votos-pp-vox-junts/20261002172409077535.html">https://www.diario-red.com/articulo/espana/congreso-tumba-dos-decretos-vivienda-votos-pp-vox-junts/20261002172409077535.html</a></li>



<li><a href="https://www.elsaltodiario.com/politica/votacion-congreso-decretos-vivienda">https://www.elsaltodiario.com/politica/votacion-congreso-decretos-vivienda</a></li>



<li><a href="https://www.eldiario.es/economia/15m-vivienda-presiona-partidos-pactar-medidas-urgentes_1_13540478.html">https://www.eldiario.es/economia/15m-vivienda-presiona-partidos-pactar-medidas-urgentes_1_13540478.html</a></li>



<li><a href="https://www.elsaltodiario.com/madrid/no-se-trata-solo-maricarmen-una-gran-manifestacion-presiona-al-gobierno-salga-paralisis">https://www.elsaltodiario.com/madrid/no-se-trata-solo-maricarmen-una-gran-manifestacion-presiona-al-gobierno-salga-paralisis</a></li>



<li><a href="https://www.elsaltodiario.com/vivienda/movimiento-vivienda-alerta-intentos-del-gobierno-aprobar-un-decreto-farsa">https://www.elsaltodiario.com/vivienda/movimiento-vivienda-alerta-intentos-del-gobierno-aprobar-un-decreto-farsa</a></li>



<li><a href="https://www.infobae.com/espana/2026/04/27/quienes-son-los-grandes-tenedores-de-vivienda-en-espana-bancos-y-fondos-estadounidenses-devoran-la-oferta-de-alquiler-residencial">https://www.infobae.com/espana/2026/04/27/quienes-son-los-grandes-tenedores-de-vivienda-en-espana-bancos-y-fondos-estadounidenses-devoran-la-oferta-de-alquiler-residencial</a></li>



<li><a href="https://www.eldiario.es/economia/mayoria-ciudadanos-incluidos-votantes-derecha-apoyarian-huelga-general-vivienda_1_13557680.html">https://www.eldiario.es/economia/mayoria-ciudadanos-incluidos-votantes-derecha-apoyarian-huelga-general-vivienda_1_13557680.html</a></li>



<li><a href="https://www.publico.es/economia/vivienda/factura-tumbar-decretos-vivienda-626-millones-gastos-alquiler-8-4-millones-inquilinos-escudo.html?">https://www.publico.es/economia/vivienda/factura-tumbar-decretos-vivienda-626-millones-gastos-alquiler-8-4-millones-inquilinos-escudo.html?</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spagna-acampada-sciopero-generale-lotta-per-la-casa.html">Dall&#8217;acampada di Puerta del Sol allo sciopero generale: la Spagna in lotta per la casa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Lula o Bolsonaro? Brasile al voto con l&#8217;ombra dell&#8217;ingerenza USA</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 08:24:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 4 ottobre 158 milioni di brasiliani sceglieranno tra Lula e Bolsonaro. Documenti trapelati rivelano un piano per cedere le terre rare agli USA e finanziamenti legati a J.D. Vance, mentre l'intelligence brasiliana segnala un rischio "critico" di ingerenza di Washington.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html">Lula o Bolsonaro? Brasile al voto con l&#8217;ombra dell&#8217;ingerenza USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260924071701126_2198046fe19a02a8e92ab9c4acba98e9-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Paese più grande e più popoloso dell’America Latina affronterà tra pochi giorni il primo turno di <strong>un appuntamento elettorale destinato a produrre un impatto significativo nell’intera regione.</strong> Il prossimo 4 ottobre, infatti, più di 158 milioni di brasiliani dovranno scegliere tra l&#8217;attuale presidente <strong>Luiz Inácio Lula da Silva </strong>— che punta al suo quarto mandato — e il senatore <strong>Flávio Bolsonaro</strong>, <strong>figlio dell&#8217;ex presidente Jair Bolsonaro</strong>, in carcere per il tentato golpe orchestrato contro lo stesso Lula. Due candidati la cui contrapposta postura ideologica si manifesta anche nel diverso modo di relazionarsi al potente vicino del Nord, gli Stati Uniti. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=J1TYxRvy_9c">Come ha sottolineato la giornalista Inna Afinogenova</a>, direttrice di Canal Red America Latina, «Lula non si trova di fronte solo a un candidato con una visione di Paese completamente diversa: ha davanti tutto <strong>un ecosistema di poteri articolati dall&#8217;interno e dall&#8217;esterno </strong>— poteri economici che usano i dazi come arma, poteri mediatici che fabbricano narrazioni, poteri algoritmici che modellano le percezioni e una macchina internazionale decisa a favorire la sua sconfitta». Il gigante latinoamericano, dunque, è alla vigilia di <strong>una competizione elettorale estremamente serrata </strong>che lo vede diviso in due blocchi polarizzati e consolidati, con il rischio di un livello di interferenze «critico» da parte di Washington, secondo quanto segnalato dalla stessa intelligence brasiliana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong><em>Prosperity Partnership, </em></strong><strong>il piano per cedere le terre rare agli Stati Uniti</strong></h2>



<p>«Il Brasile non sta nel cortile di nessuno. La nostra sovranità e la nostra democrazia appartengono al popolo brasiliano e nessuno deciderà il nostro destino al posto nostro», ha ribadito Lula appena pochi giorni fa, durante il suo <strong>discorso di apertura dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</strong>. Parole che intendono riaffermare la sovranità nazionale contro ogni mira del potente vicino nordamericano e rimarcare contestualmente la distanza con il suo diretto avversario nell’agone elettorale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="pt" dir="ltr">O Brasil não cabe no quintal de ninguém. Nossa soberania e nossa democracia pertencem ao povo brasileiro e ninguém decidirá o nosso destino por nós. <a href="https://t.co/VZA5NeKMrZ">pic.twitter.com/VZA5NeKMrZ</a></p>&mdash; Lula (@LulaOficial) <a href="https://x.com/LulaOficial/status/2102554228552298711?ref_src=twsrc%5Etfw">September 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>L&#8217;opposizione bolsonarista starebbe infatti lavorando a un&#8217;integrazione radicale con l&#8217;apparato industriale e di difesa degli Stati Uniti. È quello che emerge da un documento di 22 pagine — la cui esistenza è stata rivelata dal  <a href="https://amadomundo-com.translate.goog/documento-eua-terras-raras-governo-flavio-bolsonaro/?_x_tr_sl=pt&amp;_x_tr_tl=es&amp;_x_tr_hl=es-419&amp;_x_tr_pto=wapp">sito Amado Mundo</a> — intitolato <em>Prosperity Partnership</em> ed elaborato lo scorso marzo da <strong>André Marinho</strong>, alleato di Bolsonaro e candidato governatore di Rio de Janeiro. Si tratta di un piano che dettaglia la strategia per una partnership mineraria tra Brasile e Stati Uniti sotto un eventuale governo Bolsonaro e che è focalizzato sull&#8217;estrazione<strong>di terre rare e minerali critici nel Paese latinoamericano da parte di Washington. </strong>La proposta suggerisce che la nazione sudamericana potrebbe diventare un hub fondamentale per le catene di approvvigionamento occidentali <strong>nei settori strategici della difesa e dell&#8217;intelligenza artificiale, </strong>allineandosi nettamente con gli interessi americani per contrastare l&#8217;egemonia della Cina.Tra i vantaggi per il Brasile ci sarebbero l’avanzamento «nella catena del valore», l&#8217;attrazione di «capitale occidentale di lungo termine», la creazione di posti di lavoro «altamente qualificati» nell&#8217;industria e una maggiore influenza geopolitica.</p>



<p>Il memorandum —&nbsp;che, secondo quanto sostiene il suo autore, non sarebbe stato presentato a nessuna autorità americana — è stato redatto il 19 marzo di quest&#8217;anno, circa due settimane prima che lo stesso Marinho viaggiasse negli Stati Uniti per incontrare <strong>J.D. Vance.</strong> Sette settimane dopo, a maggio, è toccato allo stesso Bolsonaro recarsi a Washington per un colloquio con il vicepresidente americano e con <strong>Donald Trump</strong>. Ma le sinergie con l’amministrazione americana non si sarebbero limitate solo a questo.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il denaro di Vance su Bolsonaro, «il più grande scandalo di queste elezioni»</strong></h2>



<p><strong>Renan Santos,</strong> candidato presidenziale del partito <em>Missão</em>, ha denunciato che <strong>Rockbridge Network</strong> —&nbsp;organizzazione politica e rete di donatori conservatori americani, fondata nel 2019 da Vance insieme all&#8217;editore conservatore <strong>Chris Buskirk </strong>e legata alla Silicon Valley —&nbsp;starebbe supportando economicamente la campagna di Bolsonaro. Finanziamento che, <a href="https://apublica-org.translate.goog/2026/09/financiamento-de-grupo-ligado-a-j-d-vance-pode-ser-maior-escandalo-da-eleicao/?_x_tr_sl=pt&amp;_x_tr_tl=es&amp;_x_tr_hl=es-419&amp;_x_tr_pto=wapp">secondo la giornalista Natalia Viana</a>,&nbsp;«potrebbe rappresentare il più grande scandalo di queste elezioni», dato che l&#8217;ingresso di fondi internazionali nelle campagne elettorali in Brasile è assolutamente vietato. </p>



<p>Il trasferimento diretto di risorse finanziarie da parte di una potenza straniera sarebbe peraltro solo l’anello mancante —&nbsp;ed evidentemente il più grave —&nbsp;del piano di interferenze statunitensi nelle elezioni brasiliane <a href="https://oglobo.globo.com/politica/eleicoes-2026/noticia/2026/09/19/relatorio-da-abin-enviado-a-governo-e-tse-aponta-risco-de-interferencia-dos-eua-nas-eleicoes.ghtml">denunciato dall&#8217;Agenzia Brasiliana di Intelligence (ABIN)</a> e che comprenderebbe anche l’adozione di misure coercitive, come l&#8217;imposizione di dazi del 25% sulle esportazioni del paese e la designazione di gruppi criminali locali —&nbsp;il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV) — come organizzazioni terroristiche. Mosse interpretate da alcuni analisti come strumenti per favorire la narrazione elettorale di Bolsonaro.&nbsp;</p>



<p>Tentativi di condizionamento simili si sarebbero verificati anche in altri paesi della regione. Un caso su tutti quello della Colombia, <a href="https://abcnoticias.mx/global/2026/9/2/petro-advierte-mexico-brasil-de-algoritmos-que-podrian-alterar-sus-elecciones-288647.html#google_vignette">come ha denunciato più volte Gustavo Petro</a> in riferimento all’appuntamento elettorale dello scorso giugno in cui ha trionfato <strong>Abelardo De la Espriella</strong>, il candidato gradito a Washington e Tel Aviv. L’ex presidente colombiano di recente ha messo in guardia sul fatto che quanto accaduto nel suo paese potrebbe ripetersi nelle prossime elezioni generali in Brasile o in quelle di medio termine in Messico. E quanto emerge dalle ultime rivelazioni della stampa sembrerebbe dargli ragione.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/live/XXLY7biBCG0">Gli ultimi sondaggi</a> non hanno subito variazioni sostanziali e delineano un testa a testa tra Lula e Bolsonaro. Si prevede un finale al cardiopalma in cui la scelta tra i due candidati sarà in definitiva quella tra un progetto di autonomia strategica e un modello di integrazione subordinata agli interessi nordamericani.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lula-o-bolsonaro-brasile-al-voto-con-lombra-dellingerenza-usa.html">Lula o Bolsonaro? Brasile al voto con l&#8217;ombra dell&#8217;ingerenza USA</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>James Chambers, il milionario Usa che rischia 30 anni di carcere per le sue posizioni sulla Palestina</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chambers-milionario-30-anni-carcere-difeso-palestina.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marianna Lentini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2026 05:11:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-1536x858.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fergie Chambers, erede della famiglia Cox, rischia 30 anni di carcere negli Usa per accuse di finanziamento a Hamas. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chambers-milionario-30-anni-carcere-difeso-palestina.html">James Chambers, il milionario Usa che rischia 30 anni di carcere per le sue posizioni sulla Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1072" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-1024x572.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-768x429.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-1536x858.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/Screenshot-2026-09-17-alle-15.23.56-600x335.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>«Avrebbe potuto godersi i suoi soldi e invece oggi Trump vuole che marcisca in prigione per aver difeso la Palestina». Così <strong>Pablo Iglesias </strong>— cofondatore di Podemos ed ex vicepresidente del governo spagnolo — parlava, qualche tempo fa, di <strong>James “Fergie” Chambers</strong>, cittadino statunitense e rampollo di una ricca famiglia di Atlanta, <strong>arrestato a Ibiza lo scorso luglio</strong>. Accusato di aver finanziato Hamas, l’uomo è attualmente detenuto in Spagna, <strong>in attesa di una decisione sulla sua estradizione negli Stati Uniti.</strong> Su di lui pendono accuse che potrebbero comportare una condanna fino a 30 anni di carcere.  </p>



<p>Chambers, 41 anni, è l&#8217;erede della famiglia Cox che controlla da oltre un secolo <strong>Cox Enterprises,</strong> gruppo privato nato nell’editoria —&nbsp;le cui ramificazioni includono anche <a href="http://axios.com">axios.com</a>, media molto seguito negli Stati Uniti —&nbsp;e oggi conglomerato con attività in settori come telecomunicazioni, automotive e media. <strong>Forbes la stimava a circa 38 miliardi di dollari nel giugno 2026,</strong> collocandola al decimo posto fra le famiglie più ricche degli Stati Uniti e, secondo Bloomberg, la 21esima più ricca del mondo.</p>



<p>«A molte persone Fergie Chambers non piace, e non è difficile capire perché. Partiamo da questo: è un uomo bianco ricchissimo che non ha mai avuto bisogno di lavorare un giorno in vita sua, eppure si sente a suo agio nell&#8217;i<strong>nveire contro gli orrori del capitalismo e nel dichiarare la sua solidarietà con gli emarginati del mondo</strong>», <a href="https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/fergie-chambers-cox-enterprises-heir-overthrow-us-1234983156/">scriveva nel 2024 il giornalista David Peisner sull’edizione americana di Rolling Stone</a>, in un ritratto molto controverso dell’uomo — con un passato segnato anche dall’uso di sostanze stupefacenti e un tentativo di suicidio —, dal quale tuttavia emergono il suo carisma e la tensione tra la sua immensa ricchezza e l’obiettivo dichiarato di smantellare il sistema capitalista.</p>



<p>Fergie o Jim — come in tanti lo conoscono — si presenta pubblicamente come comunista e attivista socialista, vicino a movimenti anti-imperialisti e per la giustizia razziale, e ha dichiarato di voler usare il denaro che ha ereditato per finanziare organizzazioni della sinistra radicale. Ha posseduto una percentuale di Cox e riceveva dividendi trimestrali fino a metà del 2023, <a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2024-05-10/atlanta-s-cop-city-is-subject-of-billionaire-cox-family-s-feud">quando ha rotto i rapporti con la famiglia a causa del sostegno della dinastia al progetto Cop City</a> —&nbsp;che prevedeva di costruire su un’area urbana abbandonata un controverso centro di addestramento della polizia —&nbsp;e si è impegnato a usare i 250 milioni di dollari ricavati dalla vendita delle sue quote azionarie per costruire infrastrutture socialiste e anti-imperialiste.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chambers arrestato a Ibiza: gli Stati Uniti lo accusano di aver finanziato Hamas</strong></h2>



<p>Dopo l&#8217;attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre, Chambers ha concentrato la sua attenzione sulla causa palestinese. Ha sostenuto alcuni <strong>progetti umanitari verificabili a Gaza </strong>—&nbsp;tra cui <strong>The Sameer Project e la Middle East Children&#8217;s Alliance</strong> —, fondato l<strong>a sezione statunitense di Palestine Action</strong> e preso parte a <strong>un’azione di protesta contro una sede dell’azienda israeliana di armamenti Elbit Systems</strong> nel New Hampshire. Fino al suo arresto, avvenuto il 10 luglio sull&#8217;isola spagnola di Ibiza mentre cercava una scuola per suo figlio insieme alla moglie, l&#8217;attrice Stella Schnabel. Secondo le autorità statunitensi, Chambers avrebbe trasferito<strong> 7,5 milioni di dollari dagli Stati Uniti alla Tunisia. Si tratterebbe di fondi destinati al sostegno finanziario di Hamas. </strong>«In realtà, questi soldi sono stati trasferiti in Tunisia perché vivevamo lì e per attività filantropiche, tra cui il sostegno al Club Africain [una squadra di calcio]&#8221;, ha dichiarato Schnabel. <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/as-us-seeks-gaza-donors-extradition-wife-warns-of-terrifying-precedent">Secondo quanto riportato da Al Jazeera</a>, l&#8217;atto d&#8217;accusa rimane secretato, pertanto le specifiche accuse mosse contro Chambers – che nega ogni addebito – non sono ancora note.</p>



<p>Gli Stati Uniti hanno inviato l&#8217;atto d&#8217;accusa e la documentazione alla Spagna alla fine di agosto in tempo per rispettare il termine di 45 giorni previsto dopo l&#8217;arresto di Chambers a luglio. <strong>Le autorità spagnole dovranno ora valutare la richiesta statunitense.</strong> Si tratta del primo caso noto in cui gli Stati Uniti hanno chiesto l&#8217;estradizione di un cittadino per presunto sostegno ad Hamas.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un caso di «persecuzione politica»</strong></h2>



<p>Nei giorni successivi al 7 ottobre, Chambers aveva ribadito dal suo profilo X che «nessuna fazione della resistenza palestinese, Hamas o altre, ha fatto nulla di male. È semplicemente genocidio. Come lo è sempre stato». Schnabel ha dichiarato che l&#8217;amministrazione Trump sta prendendo di mira suo marito per aver contribuito a fornire assistenza umanitaria a Gaza. «Questo crea <strong>un precedente terrificante </strong>per la repressione del più ampio movimento per una <strong>Palestina libera,</strong> aprendo la strada all’amministrazione Trump per <strong>estendere la propria azione ben oltre i confini degli Stati Uniti e colpire le persone in Europa</strong>», ha affermato la donna.</p>



<p>Il difensore di Chambers, l’avvocato per i diritti umani <strong>Baltasar Garzón</strong> —&nbsp;diventato celebre per aver richiesto l&#8217;estradizione da Londra dell&#8217;ex dittatore cileno Augusto Pinochet —&nbsp;sostiene che <strong>il caso sia una «caccia alle streghe» mirata a criminalizzare la solidarietà con la Palestina</strong> e l&#8217;opposizione ideologica all&#8217;amministrazione statunitense. «Ci auguriamo che la Spagna non conceda l&#8217;estradizione in quello che consideriamo un caso di persecuzione politica basata sulle idee del nostro cliente e sugli aiuti umanitari forniti alla Palestina», ha dichiarato il legale.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La partita spagnola sull&#8217;estradizione di Chambers</strong></h2>



<p>Intanto in Spagna il dibattito sul caso è sempre più animato, mentre cresce <strong>la pressione perché la richiesta di estradizione venga respinta</strong>. <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/sep/13/spain-james-fergie-chambers-extradition-request">Come riporta il Guardian</a>, Schnabel — anche lei finita nel mirino dell’FBI che l&#8217;ha fermata all&#8217;aeroporto JFK e le ha confiscato il telefono —&nbsp;ha incontrato nelle scorse settimane i membri del parlamento spagnolo appartenenti a Sumar e Podemos per ribadire l’innocenza del marito e ha scritto una lettera al <strong>Primo ministro Pedro Sánchez</strong> chiedendogli di prendere «l&#8217;unica decisione moralmente accettabile», ovvero negare l&#8217;estradizione. I legali di Chambers hanno presentato la loro memoria difensiva al governo in vista della <strong>riunione del Consiglio dei ministri spagnolo, prevista per il 22 settembre.</strong> Il Consiglio potrà decidere se autorizzare o meno la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti. Superata questa fase, la decisione passa all&#8217;Audiencia Nacional per la verifica dei requisiti legali e, se il tribunale esprime parere favorevole, <strong>spetta di nuovo al Consiglio dei Ministri la scelta politica definitiva.</strong></p>



<p><strong>Irene Montero</strong>, membro di Podemos e rappresentante spagnola al Parlamento europeo, ha dichiarato al Guardian che la legislazione spagnola non contempla le azioni di cui Chambers è accusato. «Non possiamo diventare sudditi degli Stati Uniti», ha ribadito l&#8217;eurodeputata. Tra le manifestazioni di sostegno all’attivista statunitense c’è anche una petizione consegnata al governo spagnolo e firmata da attori, accademici, attivisti e altre personalità, tra cui <strong>Richard Gere, Greta Thunberg e Angela Davis.</strong></p>



<p><a href="https://thegrayzone.com/2026/07/12/fergie-chambers-extradition-terrorism-financing/">Come ha sottolineato</a> il media indipendente <strong>Grayzone,</strong> l&#8217;arresto di Chambers è avvenuto lo stesso giorno in cui il Washington Post ha riportato la notizia che <strong>il Segretario di Stato Marco Rubio</strong> aveva invitato i ministri di più di 60 Paesi a un incontro per affrontare la presunta piaga del «terrorismo transnazionale di estrema sinistra».&nbsp;</p>



<p>Di fatto l&#8217;esito di questo caso costituirà <strong>un precedente significativo per il diritto alla solidarietà internazionale e per l&#8217;autonomia della magistratura europea </strong>rispetto alle richieste di estradizione politicamente sensibili provenienti dagli Stati Uniti.&nbsp;</p>



<p></p>



<p>Immagine di copertina: profilo X <a href="https://x.com/libertadfergiec">@libertadfergiec</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<p><a href="https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/fergie-chambers-cox-enterprises-heir-overthrow-us-1234983156">https://www.rollingstone.com/culture/culture-features/fergie-chambers-cox-enterprises-heir-overthrow-us-1234983156</a></p>



<p><a href="https://www.bloomberg.com/news/features/2024-05-10/atlanta-s-cop-city-is-subject-of-billionaire-cox-family-s-feud">https://www.bloomberg.com/news/features/2024-05-10/atlanta-s-cop-city-is-subject-of-billionaire-cox-family-s-feud</a></p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/as-us-seeks-gaza-donors-extradition-wife-warns-of-terrifying-precedent">https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/as-us-seeks-gaza-donors-extradition-wife-warns-of-terrifying-precedent</a></p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2026/sep/13/spain-james-fergie-chambers-extradition-request">https://www.theguardian.com/world/2026/sep/13/spain-james-fergie-chambers-extradition-request</a></p>



<p><a href="https://www.diario-red.com/tags/fergie-chambers">https://www.diario-red.com/tags/fergie-chambers</a></p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="HfsOgm5YH8"><a href="https://thegrayzone.com/2026/07/12/fergie-chambers-extradition-terrorism-financing/">Exclusive: Fergie Chambers facing US extradition over dubious ‘terrorism financing’ charges</a></blockquote><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Exclusive: Fergie Chambers facing US extradition over dubious ‘terrorism financing’ charges&#8221; &#8212; The Grayzone" src="https://thegrayzone.com/2026/07/12/fergie-chambers-extradition-terrorism-financing/embed/#?secret=UO6ORr4P9m#?secret=HfsOgm5YH8" data-secret="HfsOgm5YH8" width="500" height="282" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chambers-milionario-30-anni-carcere-difeso-palestina.html">James Chambers, il milionario Usa che rischia 30 anni di carcere per le sue posizioni sulla Palestina</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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