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	<title>Justin Ames Archives - InsideOver</title>
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	<title>Justin Ames Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché la guerra in Yemen continua</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-la-guerra-in-yemen-continua.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Calogero Migliore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2016 10:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="958" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-1024x511.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono situazioni, nel mondo, che, anche se portatrici di conseguenze catastrofiche, non fanno notizia. Prendiamo ad esempio la situazione che si trascina dal 2014 nello Yemen. In quell&#8217;anno i ribelli Houthi (gruppo armato sciita presente in Yemen) si allearono con i seguaci del Presidente Ali Abdullah Saleh (presidente dello Yemen, costretto a dimettersi a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-guerra-in-yemen-continua.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="958" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-768x383.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/09/yemen-1024x511.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ci sono situazioni, nel mondo, che, anche se portatrici di conseguenze catastrofiche, non fanno notizia. Prendiamo ad esempio la situazione che si trascina dal 2014 nello <strong>Yemen</strong>. In quell&#8217;anno i ribelli Houthi (gruppo armato sciita presente in Yemen) si allearono con i seguaci del Presidente Ali Abdullah Saleh (presidente dello Yemen, costretto a dimettersi a causa delle proteste del popolo) al fine sottrarre il controllo di gran parte del Paese, inclusa la capitale Sana’a, al Capo di Stato riconosciuto a livello internazionale, il Presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. Così ebbe inizio un sanguinoso conflitto che si protrae ancora, ignorato dalla maggior parte dei mass media, fino ai giorni nostri.</p>
<p>Le Nazioni Unite hanno stimato che, da quel momento in poi, almeno <strong>10mila persone sono state uccise e 2.800.000 sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni</strong>, a causa dei continui e violenti scontri, propagatisi su tutto il territorio.</p>
<hr />
<h3>Leggi anche<a style="color: #ff0000;" href="http://www.occhidellaguerra.it/perche-ci-dimentichiamo-dello-yemen/" target="_blank" rel="noopener">: Perché ci dimentichiamo dello Yemen</a></h3>
<hr />
<p>Questa terra tormentata, suo malgrado, si è trasformata in campo di battaglia fra Shiiti e Sunniti. In effetti si tratta dell&#8217;ennesima guerra, non dichiarata ma combattuta, tra <strong>Iran</strong> e <strong>Arabia Saudita</strong>. È un conflitto, per così dire, &#8220;per procura&#8221; tra queste due grandi potenze del Medio Oriente, e gli obiettivi che dovrebbero essere perseguiti in Yemen, risultano essere nebulosi e inconcludenti. Nessuna delle due parti è abbastanza potente per sconfiggere il proprio avversario. Lo Yemen, quindi, con il suo territorio desertico, la sua bella capitale con palazzi finemente decorati come merletti, è rimasto intrappolato in una situazione di stallo, pagando, però, un prezzo altissimo in termini di distruzione e di morte.</p>
<p>La natura di questa guerra, dove l&#8217;identità delle forze in campo non è ben definita, coinvolge una serie di soggetti diversi, a volte anche di frazioni anarchiche, di gruppi terroristici, che, in definitiva, per i motivi più svariati, non ultimo quello economico, hanno interesse a prolungare il conflitto.</p>
<hr />
<h3><a style="color: #ff0000;" href="http://www.occhidellaguerra.it/indagare-sulla-guerra-in-yemen/" target="_blank" rel="noopener">Per approfondire: &#8220;Indagare sulla guerra in Yemen</a>&#8220;</h3>
<hr />
<p>Come abbiamo scritto, gli attori principali sono l&#8217;Arabia Saudita e con essa, schierati più o meno alla luce del sole, troviamo gli Emirati Arabi, il Sudan, il Senegal, il Qatar, il Bahrain, il Kuwait, la Giordania, il Marocco, la Turchia, gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia. L&#8217;altro contendente è l&#8217;Iran che riceve aiuti, invece, dagli Hezbollah, ma anche, presumibilmente, dalla Russia e dalla Corea del Nord. Precisiamo, inoltre, che si hanno prove di un coinvolgimento nel conflitto anche di centinaia di mercenari, provenienti da molti Stati del Golfo, ma anche dall&#8217;Europa, dagli Usa e perfino dall&#8217;Australia e dall&#8217;America del Sud, regolarmente equipaggiati e affiancati alle truppe militari regolari dell&#8217;Arabia Saudita, del Qatar, del Bahrain e degli Emirati Arabi.</p>
<p>In questa girandola di forze militari diverse sono naturalmente presenti anche militanti fanatici Sunniti, collegati ad <strong>al-Qaeda</strong> e allo <strong>Stato Islamico</strong>, inviati dalla Siria e dall&#8217;Iraq, che, a loro volta, vorrebbero estendere la loro influenza oltre i propri confini, sfruttando l&#8217;assenza di un potere definito e stabile nello Yemen.</p>
<p>Inoltre, anche una parte del popolo yemenita, composta prevalentemente da membri di minoranze etniche, politici e aspiranti capi militari assetati di potere, si è fatta coinvolgere in questa guerra sottaciuta ma dolorosa e violenta.</p>
<hr />
<p><a style="color: #ff0000;" href="http://www.occhidellaguerra.it/yemen-radiografia-di-un-conflitto/" target="_blank" rel="noopener">Per saperne di più: Yemen, radiografia di un conflitto</a></p>
<hr />
<p>Apparentemente le linee di battaglia sono ben delineate e le appartenenze ai vari gruppi in conflitto chiaramente stabilite, ma la realtà sul campo, in molti casi, non è così semplice. A causa del gran numero di interessi conflittuali in Yemen, la lealtà e l&#8217;appartenenza ad un gruppo sono molto fluide e possono cambiare all&#8217;improvviso. Nemici che diventano alleati e poi di nuovo nemici, a seconda delle convenienze, sono all&#8217;ordine del giorno. Per esempio, nella presa della città di Taiz, i militanti di al-Qaeda hanno lottato al fianco della coalizione dell&#8217;Arabia Saudita, contro i ribelli, gli Houthi. Successivamente, nella battaglia di Aden, questi stessi alleati sono diventati acerrimi nemici. Ricordiamo, inoltre, che le forze armate dell&#8217;Arabia Saudita ed il governo a favore del Presidente Hadi sono spesso stati i bersagli di attentati da parte di kamikaze appartenenti ad al-Qaeda o allo Stato Islamico.</p>
<p>Non esiste nemmeno un ordine preciso nella gestione dei vari posti di blocco. Il controllo cambia continuamente , passando da ribelli Houthi, a militanti dello Stato Islamico, a ufficiali del governo. <strong>Il caos regna sovrano</strong> e l&#8217;unica cosa certa è che la situazione presente un&#8217;ora prima potrebbe essere completamente diversa un&#8217;ora dopo.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/cristiani-sotto-tiro/" target="_blank" rel="noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16410" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/cristiani_sotto_tiro.jpg" alt="cristiani_sotto_tiro" /></a></p>
<p>La maggior parte del popolo yemenita cerca di continuare a condurre una vita il più normale possibile, senza alcun interesse a prender parte a questo conflitto sanguinoso. La distruzione e la morte però sono lì, sotto gli occhi di tutti quelli che si rifiutano di voltare le spalle e che pensano di continuare a testimoniare la realtà, prima che un possibile futuro di pace venga soffocato sul nascere dall&#8217;indifferenza e dall&#8217;oblio.</p>

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			</item>
		<item>
		<title>Sopravvissuta all&#8217;Isis</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/lultima-sopravvissuta-di-teleskuf.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jun 2016 09:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Peshmerga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-1024x525.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vecchia donna appollaiata sul pavimento di fronte a noi si asciuga le lacrime con le mani ricoperte da tatuaggi simboleggianti crocifissi cristiani. Ci sta supplicando, ma nessuno dei presenti è in grado di comprendere quello che sta cercando disperatamente di comunicarci. La donna parla un dialetto assiro, una lingua rara, presente nell&#8217;Iraq settentrionale, che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lultima-sopravvissuta-di-teleskuf.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="984" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-768x394.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/06/Sopravvissuta-e1467015215138-1024x525.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La vecchia <strong>donna</strong> appollaiata sul pavimento di fronte a noi si asciuga le lacrime con le mani ricoperte da tatuaggi simboleggianti <strong>crocifissi cristiani</strong>. Ci sta supplicando, ma nessuno dei presenti è in grado di comprendere quello che sta cercando disperatamente di comunicarci. La donna parla un <strong>dialetto assiro</strong>, una lingua rara, presente nell&#8217;Iraq settentrionale, che nessuno dei guerriglieri nè il nostro interprete parla o capisce.</p>
<hr />
<h3><a href="http://www.occhidellaguerra.it/al-fronte-con-i-peshmerga-che-hanno-sconfitto-isis/">Per approfondire: Al fronte con i peshmerga che hanno sconfitto Isis</a></h3>
<hr />
<p>Il perché sia rimasta lei soltanto in questo luogo di desolazione e morte, che sia ancora viva, rimane un mistero. Nessuno della zona sa chi sia, da dove venga o conosce i suoi congiunti. I vari tentativi di trasferirla in un luogo più sicuro e protetto sono stati vani: l&#8217;anziana si è opposta con tutte le sue forze. Lei si ostina a rimanere lì, sola, in quest&#8217;abitazione completamente vuota, dove le calde ore dell&#8217;estate irachena arroventano le pareti.</p>
<p>Vive adagiata su di un materasso sporco poggiato sul nudo pavimento. L&#8217;unico sostentamento sono un piatto di riso e un po&#8217; d&#8217;acqua che le forniscono i guerriglieri curdi. &#8220;Le portiamo regolarmente dei viveri, quello che possiamo&#8221; dice un combattente Peshmerga e aggiunge: &#8220;Credo che abbia un problema ad una gamba, non riesce a camminare. Passa il tempo a guardare il muro spoglio davanti a lei, qualche volta cerca di parlare con noi ma, purtroppo, non la capiamo.&#8221; Mentre ci inoltriamo fra le rovine del villaggio, il combattente continua dicendo che il nome della donna dovrebbe essere Camilia e che, forse, ha dei parenti all&#8217;estero, ma a parte questo, la sua vita rimane avvolta nel mistero.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-12404" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/06/One-of-our-Kurdish-Peshmerga-escorts-picks-his-way-through-the-ruins-of-Telskuf-1024x678.jpg" alt="One of our Kurdish Peshmerga escorts picks his way through the ruins of Telskuf" /></p>
<p>Il suo ostinato rifiuto di andare via da <strong>Teleskuf</strong> lascia tutti senza parole: questo paese continua ad essere teatro di scontri sanguinosi fra Peshmerga e<strong> Stato Islamico</strong>. Inoltre questa zona ha un&#8217;importanza strategica fondamentale: il villaggio di Teleskuf si trova a 30 chilometri da Mosul, su una strada che collega il Kurdistan del nord con quello del sud.</p>
<p>Chi riesce a prenderne il controllo assume indubbiamente una posizione di vantaggio rispetto al nemico. La maggior parte degli abitanti fuggì già nel 2014, quando Isis invase Teleskuf durante un offensiva-lampo nell&#8217;Iraq settentrionale che portò, inoltre, alla caduta della città di Mosul, seconda città irachena per dimensioni.</p>
<p>Grazie a raid aerei ed incursioni via terra dei Peshmerga, il paese è stato liberato dagli islamisti ma i vecchi residenti hanno preferito non tornare nelle abitazioni, per lo più distrutte, ma rimanere in luoghi più sicuri e lontani dall&#8217;esercito dell&#8217;Isis. Infatti, solo nello scorso mese di maggio, ancora gruppi di combattenti islamici e reparti di soldati curdi si sono affrontati sanguinosamente. Durante gli scontri ha perso la vita anche un U.S. Navy Seal, Charles Keating. Nel corso di due successive invasioni da parte di Isis, una più violenta dell&#8217;altra, Camilia è riuscita a sopravvivere, malgrado distruzione e incendi abbiano circondato la sua abitazione.</p>
<hr />
<h3><a href="http://www.occhidellaguerra.it/iraq-in-guerra-contro-il-califfo/">Per approfondire: Iraq, in guerra con il Califfo</a>&#8220;</h3>
<hr />
<p>È l&#8217;ultima sopravvissuta di Teleskuf&#8221; commenta un combattente Peshmerga e le rivolge uno sguardo pieno di rispetto. &#8220;Quando <em>Daesh</em> ha invaso il villaggio, lo scorso mese, Camilia era l&#8217;unica persona rimasta qui&#8221;. Poi il soldato ci descrive l&#8217;inferno di fuoco, fumo, devastazioni, scoppi, crolli che la donna ha vissuto. Quanto terrore deve aver provato mentre gli islamici abbattevano le porte delle abitazioni rimaste ancora in piedi, in cerca di qualche superstite da uccidere brutalmente. E questo stesso scenario di distruzione e morte si trascina, per questa fragile vecchietta, da anni, ormai. Purtroppo non siamo in grado di sapere con certezza cosa ha sopportato, a quanti orrori ha dovuto assistere. Una donna profondamente scossa ma che purtroppo, nonostante le sue disperate preghiere e suppliche, continua a rimanere in silenzio.</p>
<p>La sua mente traumatizzata, il suo linguaggio arcaico, innalzano una barriera fra lei e il resto del mondo. Non sappiamo se i suoi cari sono ancora in vita, magari fuggiti all&#8217;estero e se sono a conoscenza che lei non è morta. Chissà se, prima della catastrofe, Camilia era ricca o povera, se aveva sogni, speranze per sè o per i propri figli, come viveva&#8230; Senza identità, questa povera vecchia, è una vittima in più, forse anche un simbolo delle esistenze anonime, delle vite semplici, spazzate via dal furore violento e insensato della guerra.</p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/lultima-sopravvissuta-di-teleskuf.html">Sopravvissuta all&#8217;Isis</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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