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	<title>Carlo Franza Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carlo Franza Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il fotografo newyorkese Rodney Smith tra reale e surreale nella Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale a Rovigo</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/il-fotografo-newyorkese-rodney-smith-tra-reale-e-surreale-nella-sala-degli-arazzi-di-palazzo-roncale-a-rovigo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 09:34:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rodney Smith Rovigo" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p> &#8220;Mi avventuro nel mondo per respirare la sua dubbia reputazione e il suo umorismo, per vedere più chiaramente, per cercare finalità e conoscenza, per aprirmi, per cogliere in modo esuberante e inesorabile la luce&#8221; (Rodney Smith). Per la prima volta in Italia, arriva a Palazzo Roverella una grande mostra monografica che celebra l’opera dell’acclamato fotografo newyorkese Rodney Smith (1947-2016). &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/il-fotografo-newyorkese-rodney-smith-tra-reale-e-surreale-nella-sala-degli-arazzi-di-palazzo-roncale-a-rovigo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rodney Smith Rovigo" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p> &#8220;Mi avventuro nel mondo per respirare la sua dubbia reputazione e il suo umorismo, per vedere più chiaramente, per cercare finalità e conoscenza, per aprirmi, per cogliere in modo esuberante e inesorabile la luce&#8221; (<strong>Rodney Smith</strong>). Per la prima volta in Italia, arriva a <strong>Palazzo Roverella</strong> una grande mostra monografica che celebra l’opera dell’acclamato fotografo newyorkese Rodney Smith (1947-2016). L’ampia retrospettiva, che espone oltre cento opere evocative di Smith, è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con di Chroma photography, il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="600" height="610" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/007.jpg" alt="" class="wp-image-487811" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/007.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/007-295x300.jpg 295w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>Sarà possibile visitare l’esposizione curata da<strong> Anne Morin</strong> dal 3 ottobre al primo febbraio 2026. La mostra introduce il pubblico italiano a un grande protagonista della fotografia, noto per la sua inconfondibile estetica: un raffinato connubio di eleganza classica, composizione rigorosa e ironia elegante e surreale, che ha richiamato paragoni con le opere del pittore René Magritte. A lungo acclamato per le iconiche immagini in bianco e nero che combinano ritratto e paesaggio, Rodney Smith ha dato vita a mondi incantati e visionari pieni di sottili contraddizioni e sorprese. Realizzate con il solo ausilio di pellicola e luce naturale, le sue immagini oniriche, mai ritoccate, si distinguono per una meticolosa cura artigianale e una straordinaria precisione formale. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="600" height="450" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg" alt="" class="wp-image-487812" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/157221-unnamed-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>Allievo di Walker Evans, influenzato da Ansel Adams e ispirato dall’opera di Margaret Bourke-White, Henri Cartier-Bresson e William Eugene Smith, le sue fotografie sono apparse su pubblicazioni di spicco quali “TIME”, “Wall Street Journal”, “The New York Times”, “Vanity Fair” e molte altre. Non da ultimo, Smith ha ottenuto grandi riconoscimenti per la sua fotografia di moda in collaborazione con rinomati marchi tra cui Ralph Lauren, Neiman Marcus e Bergdorf Goodman. L’estetica di Smith mostra inoltre evidenti parallelismi con la tradizione cinematografica, e si avvale di netti rimandi all’opera di registi del calibro di <strong>Alfred Hitchcock, Terrence Malick e Wes Anderson</strong>, e a leggende del cinema muto quali Buster Keaton, Charlie Chaplin e Harold Lloyd. Rodney Smith, uomo colto e studioso di teologia e filosofia, mosso da una ricerca continua del significato della vita, ha trovato nella fotografia il linguaggio che gli ha consentito di esprimersi al meglio. Proprio Smith che si descriveva come un “ansioso solitario”, trovava conforto nel catturare immagini considerandole un modo per “riconciliare il quotidiano con l’ideale”, per tradurre le proprie emozioni nella forma e per tramutarsi da osservatore a partecipe. Le sue immagini iconiche catturano il mondo con humour, grazia e ottimismo. Con il suo stile distintivo ha affinato la percezione, portando ordine nel caos. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-487813" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Gravita-768x768-1-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Le fotografie di <strong>Rodney Smith</strong> stupiscono, affascinano e intrigano, conducendo l’osservatore in regni poetici di riflessi e riflessioni. Sereni luoghi immaginari evocano un senso di benessere e inducono chi li osserva a sorridere e ad abbandonarsi alla tenerezza e, grazie a questa apertura e distensione, a provare stupore e ammirazione. Così la curatrice Anne Morin descrive il lavoro di <strong>Rodney Smith</strong>: “Ogni immagine creata da Smith, con la cura e la precisione di un orafo, è un tentativo sempre nuovo di ricreare questa armonia divina e di raggiungere uno stato superiore, anche solo per un istante. Ogni immagine è eterea ed estatica. (…) In qualsiasi punto dell’immagine si posi lo sguardo, l’occhio è immediatamente sedotto dalla grazia, dalla raffinatezza, dallo squisito accostamento di forme e contro forme, dalla diversità delle materie e dalla ricchezza narrativa che eccelle per sobrietà, parsimonia e silenzio.” Il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni tematiche: La divina proporzione, Gravità, Spazi eterei, Attraverso lo specchio, Il tempo e la permanenza, Passaggi. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-487814" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/la-proporzione-divina-768x768-1-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>La <strong>maggior parte delle opere esposte sono in bianco e nero</strong>, a testimonianza del fatto che Smith ha iniziato a lavorare con il colore solo a partire dal 2002. Come spiega lo stesso fotografo: “Dopo quarantacinque anni e migliaia di rullini, provo ancora questo amore incondizionato per la pellicola in bianco e nero. Tuttavia, contrariamente a quanto pensavano molti miei conoscenti, ho cambiato idea e circa otto anni fa ho iniziato a scattare anche a colori. Assolve a una funzione diversa per me, e ne parlerò più avanti, tuttavia non c’è niente per me come l’oscurità e la sfolgorante intensità del bianco e nero. È un’astrazione che avviene per aggiunta. Sì, c’è molto più colore nel bianco e nero di quanto non ve ne sia nel colore”. </p>



<p>Di fatto, una volta che Smith ha abbracciato il colore e la fotografia di grande formato, i risultati sono stati sorprendenti. Le opere di <strong>Rodney Smith sono ora esposte in musei, gallerie e importanti collezioni private in tutto il mondo</strong>. L’imminente retrospettiva monografica che apre i battenti a Palazzo Roverella il 3 ottobre 2025, offre l’opportunità anche al pubblico italiano di lasciarsi trasportare nel mondo incantato di Rodney Smith e di approfondire la conoscenza di questo fotografo, maestro indiscusso di un’eleganza senza tempo. Accompagna la mostra un catalogo edito da Silvana Editoriale, curato da Anne Morin e corredato dai testi delle curatrici internazionali Anne Morin e Susan Bright e di Leslie Smolan, Executive Director presso Estate of Rodney Smith.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-487815" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/paesaggi-768x768-1-100x100.jpg 100w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Anne Morin</h2>



<p>Diplomatasi presso la National School of Photography di Arles e la École Supérieure des Beaux-Arts di Montpellier, è la direttrice di diChroma photography, società specializzata in esposizioni internazionali itineranti dedicate alla fotografia, nonché nello sviluppo e nella realizzazione di progetti culturali in collaborazione con musei e istituzioni prestigiosi, tra cui Fundación Canal (Madrid), Martin-Gropius-Bau (Berlino), Pushkin National Museum of Fine Arts (Mosca), Musée du Luxembourg, Jeu de Paume (Parigi), Palazzo Ducale (Genova). </p>



<p>Mossa da grande passione ed entusiasmo, Anne Morin lavora alla riscoperta di artisti e fotografi. Ha curato numerose mostre di fotografi e artisti prestigiosi, tra cui Berenice Abbott, Antonio Lopez, Vivian Maier, Robert Doisneau, Jessica Lange, Jacques Henri Lartigue, Sandro Miller, Pentti Sammallahti e Margaret Watkins. Nel 2022 ha ricevuto il premio Photo Curator of the Year dei Lucie Awards (Carnegie Hall, New York) per il suo lavoro sulla mostra dedicata a Vivian Maier, Unseen, allestita al Musée du Luxembourg.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/il-fotografo-newyorkese-rodney-smith-tra-reale-e-surreale-nella-sala-degli-arazzi-di-palazzo-roncale-a-rovigo.html">Il fotografo newyorkese Rodney Smith tra reale e surreale nella Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale a Rovigo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le atmosfere di Brassaï. L’occhio di Parigi. La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/le-atmosfere-di-brassai-locchio-di-parigi-la-mostra-al-centro-saint-benin-di-aosta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 07:33:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="323" height="247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794.jpg 323w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794-300x229.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" /></p>
<p>Ci sono mostre e mostre, talune definite di cassetta, altre di eccellenza; a quest’ultima appartiene la retrospettiva che focalizza “Brassai, detto l’occhio di Parigi”.&#160; L’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta ha appena inaugurato presso il&#160;Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra&#160;Brassaï. L’occhio di Parigi. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/le-atmosfere-di-brassai-locchio-di-parigi-la-mostra-al-centro-saint-benin-di-aosta.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="323" height="247" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794.jpg 323w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/130_Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de-Lappe-500dpi-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-e1753170023794-300x229.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" /></p>
<p>Ci sono mostre e mostre, talune definite di cassetta, altre di eccellenza; a quest’ultima appartiene la retrospettiva che focalizza “Brassai, detto l’occhio di Parigi”.&nbsp; L’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta ha appena inaugurato presso il&nbsp;<strong>Centro Saint-Bénin di Aosta</strong>, la mostra&nbsp;<em>Brassaï. L’occhio di Parigi.</em></p>



<p>La retrospettiva, visitabile fino al 9 novembre 2025, curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo, presenta più di 150 stampe d’epoca, oltre a sculture, documenti e oggetti appartenuti a Brassaï, volta a incorniciare e mettere a fuoco per un inedito sguardo sulla sua opera, con particolare attenzione alle celebri immagini dedicate alla capitale francese. <strong>Le sue fotografie dedicate alla Ville Lumière – dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna – sono oggi immagini iconiche che nell’immaginario collettivo identificano subito il volto di Parigi.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="322" height="417" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/001-Autoportrait-Boulevard-Saint-Jacques-Paris-1930-1932-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1.jpg" alt="" class="wp-image-478988" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/001-Autoportrait-Boulevard-Saint-Jacques-Paris-1930-1932-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1.jpg 322w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/001-Autoportrait-Boulevard-Saint-Jacques-Paris-1930-1932-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1-232x300.jpg 232w" sizes="auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px" /></figure>



<p>“<em>L’Assessorato Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta ha intrapreso in questi anni un percorso che si è posto obiettivi educativi, culturali e civili, secondo una visione di ampio respiro&nbsp;</em>&#8211; sottolinea l’Assessore Jean-Pierre Guichardaz.&nbsp;<em>Ogni mostra e ogni investimento pubblico che l’accompagna è stata considerata uno strumento per suscitare emozioni, generare conoscenza, stimolare senso critico e competenze, costruire alfabeti comuni. In questo contesto la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale ha cercato di porsi come un presidio culturale attivo, in dialogo con la comunità, con il sistema educativo, con la rete delle istituzioni e degli attori culturali del territorio”.</em></p>



<p>Ungherese di nascita &#8211; il suo vero nome è Gyula Halász, sostituito dallo pseudonimo Brassaï in onore di Brassó, la sua città natale -, ma parigino d’adozione, Brassaï è stato uno dei protagonisti della fotografia del XX secolo, definito dall’amico Henry Miller “l’occhio vivo” della fotografia.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="531" height="601" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/066-Le-Baiser-c.-1935-37-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1.jpg" alt="" class="wp-image-478989" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/066-Le-Baiser-c.-1935-37-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1.jpg 531w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/066-Le-Baiser-c.-1935-37-C2A9-Estate-BrassaC3AF-Succession-Philippe-Ribeyrolles-1-265x300.jpg 265w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure>



<p>E’ vissuto fianco a fianco con Picasso, Dalí e Matisse e vicino al movimento surrealista, a partire dal 1924 fu partecipe del grande fermento culturale che investì Parigi in quegli anni. <strong>Brassaï è stato tra i primi fotografi in grado di catturare l’atmosfera notturna della Parigi dell’epoca -ad iniziare dal Moulin Rouge- e il suo popolo, vale a dire lavoratori, prostitute, clochard, artisti, girovaghi solitari. </strong>Nelle sue passeggiate cittadine il fotografo non si limitava alla rappresentazione delle vedute architettoniche, ma si avventurava anche in spazi interni più intimi e confinati, dove le persone si incontravano e si divertivano. È del 1933 il suo volume&nbsp;<em>Paris de Nuit</em>, un’opera fondamentale nella storia della fotografia francese.</p>



<p>“<em>Esporre oggi Brassaï</em>&nbsp;– afferma Philippe Ribeyrolles –&nbsp;<em>significa rivisitare quest’opera meravigliosa in ogni senso, fare il punto sulla diversità dei soggetti affrontati, mescolando approcci artistici e documentaristici; significa immergersi nell’atmosfera di Montparnasse, dove tra le due guerre si incontravano artisti e scrittori, molti dei quali provenienti dall’Europa dell’Est, come il suo connazionale André Kertész</em>”.</p>



<p><strong>Brassaï appartiene a quella “scuola” francese di fotografia definita umanista per la presenza essenziale di donne, uomini e bambini all’interno dei suoi scatti sebbene riassumere il suo lavoro solo sotto questo aspetto sarebbe riduttivo. Oltre alla fotografia di soggetto, la sua esplorazione dei muri di Parigi e dei loro innumerevoli graffiti testimonia il legame di Brassaï con le arti marginali e l’art brut di Jean Dubuffet.</strong></p>



<p>Nel corso della sua carriera il suo originale lavoro viene notato da Edward Steichen, che lo invita a esporre al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1956, difatti la mostra&nbsp;<em>Language of</em>&nbsp;<em>the Wall. Parisian Graffiti Photographed by Brassaï</em>&nbsp;ebbe a riscuotere un enorme successo. I legami di Brassaï con l’America si concretizzano anche in una assidua collaborazione con la rivista “Harper’s Bazaar”, di cui Aleksej Brodovič fu il rivoluzionario direttore artistico dal 1934 al 1958. Per “Harper’s Bazaar” il fotografo ritrae molti protagonisti della vita artistica e letteraria francese, con i quali era solito socializzare.</p>



<p><strong>Brassaï scompare il 7 luglio 1984, subito dopo aver terminato la redazione di un libro su Proust al quale aveva dedicato diversi anni della sua vita. È sepolto nel cimitero di Montparnasse, nel cuore della Parigi che ha celebrato per mezzo secolo</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/le-atmosfere-di-brassai-locchio-di-parigi-la-mostra-al-centro-saint-benin-di-aosta.html">Le atmosfere di Brassaï. L’occhio di Parigi. La mostra al Centro Saint-Bénin di Aosta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gianni Berengo Gardin e Roselena Ramistella in un dialogo fotografico tra ieri e oggi</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/gianni-berengo-gardin-e-roselena-ramistella-in-un-dialogo-fotografico-tra-ieri-e-oggi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 09:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="709" height="474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1.jpg 709w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>Cosa accade quando due sguardi, radicalmente diversi per tempo e traiettoria, si mettono in ascolto l’uno dell’altro, raccontando lo stesso Paese? Non un confronto, né una sfida. Ma un dialogo. O meglio, una conversazione. Leica Galerie Milano ospita dal 4 giugno a fine luglio 2025 il dialogo tra Gianni Berengo Gardin (SantaMargherita Ligure, 1930) e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/gianni-berengo-gardin-e-roselena-ramistella-in-un-dialogo-fotografico-tra-ieri-e-oggi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="709" height="474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1.jpg 709w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-1-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>Cosa accade quando due sguardi, radicalmente diversi per tempo e traiettoria, si mettono in ascolto l’uno dell’altro, raccontando lo stesso Paese? Non un confronto, né una sfida. Ma un dialogo. O meglio, una conversazione. Leica Galerie Milano ospita dal 4 giugno a fine luglio 2025 il dialogo tra <strong>Gianni Berengo Gardin</strong> (SantaMargherita Ligure, 1930) e <strong>Roselena Ramistella</strong> (Gela, 1982). Gianni Berengo Gardin, maestro del bianco e nero, ha attraversato il Novecento con l’urgenza di restituire un’Italia autentica: quella del lavoro, dei riti quotidiani, delle marginalità e della bellezza inattesa. Roselena Ramistella, artista raffinata e profondamente contemporanea, parla invece di un’Italia interiore, frammentata, fatta di attese, memorie, corpi e paesaggi che raccontano identità complesse e stratificate. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-1024x688.jpeg" alt="" class="wp-image-475535" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-1024x688.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-600x403.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN-1536x1032.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/mU1RvgxN.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Dopo Los Angeles, Madrid, Monaco di Baviera e New York, arriva a giugno la tappa italiana di In conversation. <strong>Un dialogo fotografico tra ieri e oggi, il progetto, parte del palinsesto internazionale di celebrazioni per i 100 anni della Leica I,</strong> che comprende una serie di12 mostre ospitate in 12 Leica Galerie nel mondo permettere a confronto un fotografo Leica Hall of Fame con un giovane talento. Con oltre 40 immagini esposte, <em><strong>In conversation</strong></em> mette in relazione due visioni che si muovono lungo binari differenti, eppure non opposti: non per accostare due generazioni ma per esplorare modi distinti di abitare il mondo con la fotografia. Berengo cattura l’immediatezza della realtà con la lucidità e la sensibilità di chi l’ha attraversata con la Leica al collo per tutta la vita. Ramistella scava nei margini invisibili, nelle crepe della quotidianità, portando in superficie un’emozione stratificata, che vibra sotto la pelle delle immagini. <strong>Insieme danno vita a una tensione fertile tra documento e visione, memoria e sguardo interiore. </strong></p>



<p>&#8220;Attraverso le mie fotografie ho sempre cercato di documentare i diversi aspetti della “commedia umana”: i piccoli gesti quotidiani, le relazioni, il lavoro, i legami tra le persone e gli ambienti in cui vivono, gli interni domestici, gli emarginati, le piccole e le grandi storie. La Leica, con la sua maneggevolezza, la qualità eccezionale delle ottiche e la portabilità, è stata la mia compagna fedele per tutti questi anni. Le ho usate tutte, restando sempre fedele all’analogico. La mia prima M3, acquistata nel 1954, funziona ancora perfettamente e non è mai stata revisionata&#8221;. Gianni Berengo Gardin </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-475534" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE-1024x768.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE-600x450.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE-300x225.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE-768x576.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/smtVTkcE.jpeg 1182w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;Nella mia fotografia, l’amore e la famiglia si manifestano nei legami profondi tra le persone; la casa rappresenta storie di appartenenza, mentre il mare simboleggia le sfide e le speranze di chi parte, così come la nostra memoria e identità collettiva–un crocevia di popoli ed esploratori. Fotografare con una Leica significa confrontarsi con la storia della fotografia, con una tradizione che ha visto protagonisti i più grandi fotografi contemporanei. È sinonimo di precisione, artigianalità e passione per il dettaglio. La mia SL2 non è soltanto uno strumento ma un’estensione di me stessa, un mezzo attraverso cui esprimo la mia visione, con l’intento di creare una memoria visiva attraverso la mia esplorazione fotografica: un vero compagno di viaggio&#8221; Roselena Ramistella </p>



<p>In 100 anni di fotografia Leica ha prodotto una serie di immagini indimenticabili, catturando momenti che hanno segnato la storia dell’umanità. Oggi con la rete di 29 Galerie in tutto il mondo, Leica continua a farsi portavoce di una cultura fotografica internazionale, contribuendo alla conoscenza dei tanti fotografi che negli anni hanno rappresentato il mondo attraverso una Leica, promuovendo la fotografia contemporanea e la presentazione dei grandi maestri del passato. In occasione del centenario della Leica I, In Conversation è il risultato di una collaborazione corale tra tutti i protagonisti coinvolti nel progetto, nato più di un anno fa. </p>



<p>Un <strong>lavoro condiviso che riflette in pieno il cuore della mostra, dedicata all’Italia intesa non solo come territorio ma come identità costruita attraverso le relazioni</strong>. La collaborazione è alla base di ogni legame significativo, così come la comunicazione autentica è alla base del dialogo tra gli sguardi. Le fotografie di Roselena Ramistella e Gianni Berengo Gardin ne sono la testimonianza più forte: due visioni distinte che si incontrano e si ascoltano. In questo senso, la Leica–oggi come cento anni fa–si conferma non solo uno strumento ma un testimone del tempo e della storia, capace di custodire e rivelare ciò che rende umano il nostro modo di vedere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K-683x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-475533" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K-683x1024.jpeg 683w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K-600x900.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K-200x300.jpeg 200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K-768x1152.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Tqj_5L4K.jpeg 981w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>



<p><strong>Gianni Berengo Gardin</strong> (Santa Margherita Ligure,1930) è considerato uno dei maggiori fotografi italiani. Dopo aver vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi, nel 1965 si stabilisce a Milano, dove inizia la carriera professionista, dedicandosi alla fotografia di reportage, d’indagine sociale, di architettura, di descrizione ambientale. Ha collaborato con le principali testate italiane ed estere, ma si è dedicato soprattutto ai libri, pubblicando oltre 260volumi fotografici. Ha tenuto oltre 360 mostre personali, ha partecipato a Photokina di Colonia, all’Expo di Montreal nel 1967 e all’Expo di Milano nel 2015, alla Biennale di Venezia e alla mostra The Italian Metamorphosis,1943-1968al Guggenheim Museum di New York nel 1994. Con il supporto del FAI, ha esposto a Milano nel 2014e a Venezia nel 2015 l’importante reportage di denuncia sul passaggio delle Grandi Navi da crociera a Venezia. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti, nel 1990 il Prix Brassaï a Parigi, dove è invitato d’onore al Mois de la Photo; nel 1995 il Leica Oskar Barnack Award ai Rencontres Internationales de la Photographie di Arles. Nel 2008 il prestigioso Lucie Award alla carriera, già assegnato a Henri Cartier-Bresson, William Klein, Elliott Erwitt; nel 2014 il Premio Kapuściński per il reportage; nel 2017 il Leica Hall of Fame Award. Le sue immagini fanno parte delle collezioni di importanti musei e fondazioni culturali, tra cui l’Istituto Centrale per la Grafica e il MAXXI di Roma, il MOMA di New York, la Bibliothèque Nationale e la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Musée del’Elysée di Losanna, il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="709" height="474" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1.jpg" alt="" class="wp-image-475532" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1.jpg 709w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Leica_InConversation_GianniBerengoGardin_RoselenaRamistella_phEmanueleDiMare-14-1-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 709px) 100vw, 709px" /></figure>



<p><strong>Roselena Ramistella</strong> (Gela, 1982) è una fotografa, laureata in scienze politiche. Al centro delle sue narrazioni fotografiche troviamo temi sociali, ritrattistica, interazione tra uomo e natura, moda e documentario. Esplora questi temi con uno sguardo personale e intimo, sperimentando sempre nuove tecniche per creare una propria narrazione e uno stile artistico personale. Il suo lavoro ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali: nel 2018 ha vinto il Sony Awards nella categoria Natural World &amp; Wild Life e i suoi lavori sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive in Italia e all&#8217;estero. Ha scattato per le principali riviste italiane e straniere, tra cui “New York Times”, “Der Spiegel”, “Vogue”, “Internazionale”, “Brandeins”, “la Repubblica”, “L&#8217;Espresso”, “Suddeutsche Zeitung”, “marieclaire”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="473" height="710" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2swek8oQ-1-1.jpeg" alt="" class="wp-image-475537" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2swek8oQ-1-1.jpeg 473w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/2swek8oQ-1-1-200x300.jpeg 200w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure>
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		<title>Al via l’Asta Finarte con 100 lotti dei più importanti fotografi nel panorama nazionale. Capolavori imperdibili</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/al-via-lasta-finarte-con-100-lotti-dei-piu-importanti-fotografi-nel-panorama-nazionale-capolavori-imperdibili.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 08:49:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="522" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un catalogo di 100 lotti dei più importanti fotografi nel panorama nazionale, dal XIX secolo ai giorni nostri, a rappresentare ogni autore scelto vi sono due iconiche immagini proposte, quelle per le quali sono conosciuti nel nostro paese e talvolta in tutto il mondo. Un&#8217;asta che non solo ha l’ambizione di essere accattivante da un punto &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/al-via-lasta-finarte-con-100-lotti-dei-piu-importanti-fotografi-nel-panorama-nazionale-capolavori-imperdibili.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="522" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-600x392.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-300x196.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167300-1-768x501.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Un catalogo di <strong>100 lotti dei più importanti fotografi nel panorama nazionale</strong>, dal XIX secolo ai giorni nostri, <strong>a rappresentare ogni autore scelto vi sono due iconiche immagini proposte</strong>, quelle per le quali sono conosciuti nel nostro paese e talvolta in tutto il mondo. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167916.jpg" alt="" class="wp-image-473571"/></figure>



<p>Un&#8217;asta che non solo ha l’ambizione di essere accattivante da un punto di vista di mercato, ma che si pone come un vero e proprio progetto curatoriale. Il dipartimento di Finarte dedicato alla <strong>Fotografia d’autore</strong> si propone di valorizzare questo segmento artistico, che ha raggiunto una grande rilevanza sia in Italia che a livello internazionale nel mercato dell’arte. Tutto ciò lo si deve <strong>alla lungimiranza di Finarte e dal suo team di esperti, che ha insistito  nelle vendite in questo settore, anche quando il mercato forse sconsigliava seri investimenti. La prossima tornata unica di Asta vi sarà il 18 giugno alle ore 16.00.  Devo senz’altro dire che da qualche decennio la fotografia rientra nel comparto Arte a tutti gli effetti, mostrando fogli e autori di primissimo piano, di celebrata fortuna, di mercato in ascesa. Talvolta queste stampe fotografiche fanno a gara a competere con preziosi dipinti di artisti contemporanei.  </strong>La fotografia, in costante espansione e sempre più apprezzata da giovani collezionisti e investitori, oggi occupa un posto di rilievo in importanti collezioni private e museali.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/167348.jpg" alt="" class="wp-image-473572"/></figure>



<p>Grazie a Finarte, il panorama del collezionismo italiano, ma non solo, ha l’opportunità di partecipare a un’asta dedicata alle stampe di autori nazionali e internazionali, sia storici che contemporanei, da <strong>Luigi Ghirri</strong> a <strong>Gregory Credwson</strong>, da <strong>Wilhelm Von Gloeden</strong> a <strong>Robert Mapplethorpe</strong>, da <strong>Mario Giacomelli</strong> a <strong>Henri Cartier- Bresson</strong>, specializzandosi e offrendo in particolar modo una visione sempre più ampia della fotografia italiana. Il dipartimento di <strong>Fotografia</strong> organizza diversi appuntamenti annuali, alcuni dei quali tematici. La continua innovazione e la varietà delle proposte hanno consolidato Finarte come leader nel panorama delle <strong>aste di Fotografia in Italia</strong>, attirando un pubblico sempre più vasto e appassionato. Grazie al team di esperti, ogni asta rappresenta un’opportunità unica per collezionisti e investitori di accedere a opere di straordinaria qualità come quelle di <strong>Cindy Sherman</strong>, <strong>Shirin Neshat</strong>, <strong>Franco Fontana</strong> e <strong>Massimo Vitali</strong>, contribuendo così a far crescere ulteriormente il mercato della fotografia nel nostro paese. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/152976.jpg" alt="" class="wp-image-473574"/></figure>



<p><strong>Osserva Roberto Mutti, consulente scientifico di Finarte, in catalogo</strong>: “Nel panorama internazionale la fotografia italiana non è conosciuta e apprezzata come meriterebbe nonostante il valore di autori, di movimenti e <strong><em>di pubblicazioni che hanno lasciato tracce significative</em></strong><em> </em>non solo nel paese di appartenenza. Fatte le debite eccezioni che riguardano singoli autori che nel mondo vengono stimati in quanto tali e non come appartenenti a un più ampio movimento, è nel suo insieme che la fotografia italiana dovrebbe essere meglio conosciuta e questo vale, diciamolo con chiarezza, anche dagli italiani stessi. La questione è complessa e riguarda il mondo della critica come quello delle istituzioni, cui dovrebbe essere demandato il compito di promuovere la nostra cultura, ma noi pensiamo che ogni iniziativa che si muova in questa direzione, anche se lontana dall’essere risolutiva del problema, possa aiutare ad affrontarlo. </p>



<p>Questa è la ragione per cui abbiamo <strong><em>deciso di dedicare una intera asta, dall’emblematico</em> titolo “Icone Italiane”,</strong> agli autori che hanno scritto la nostra storia fotografica. Questo catalogo che la presenta e accompagna ha anche la pretesa di analizzare autori e opere con considerazioni storiche e critiche pensate come una guida che introduca a una piccola storia della fotografia italiana. Senza alcuna intenzione di essere esaustivi perché il panorama è vastissimo, presentiamo qui un quadro ricco e variegato dove compaiono autorevoli professionisti e altrettanto significativi esponenti del mondo amatoriale, seguaci della fotografia classica e convinti assertori della ricerca, uomini e donne che hanno pubblicato libri importanti, hanno modificato il modo di osservare la realtà, hanno esposto le loro opere, hanno ricevuto l’apprezzamento dei collezionisti. Quello stesso apprezzamento che, siamo sicuri, confermerete”. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="799" height="550" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/168093.jpg" alt="" class="wp-image-473575" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/168093.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/168093-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/168093-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/168093-768x529.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></figure>



<p><strong>I prezzi base vanno dai 150-200 euro&nbsp; in su per arrivare alle 1000 euro e oltre, fino a 15.000; certo in asta molte di queste cifre schizzeranno, per potersi accaparrare fotografie capolavori.&nbsp;</strong></p>



<p>Ecco il fotografo emiliano <strong>Olivo Barbieri</strong> che indaga sul paesaggio urbano; <strong>Gabriele Basilico </strong>con ritratti&nbsp; di fabbriche e riflessioni sull’epoca della deindustrializzazione; <strong>Gianni Berengo Gardin</strong> il fotografo dell’attimo fuggente; <strong>Antonio Biasucci</strong> con la sua ricerca&nbsp; sui temi della cultura del sud, dei suoi riti e ambienti;&nbsp; <strong>Piergiorgio Branz</strong>i con lo sguardo da reportagista in Italia; <strong>Alfredo Camisa</strong> per i suoi viaggi fra meridione e Africa del Nord; <strong>Lisetta Carmi</strong> che spazia sui travestiti di Genova;&nbsp; l’antica Milano e il Naviglio di <strong>Virgilio Carnisio</strong>; <strong>Giuseppe Cavalli</strong> uno dei pilastri della fotografia italiana; <strong>Carla Cerati</strong> e le inchieste sui manicomi; <strong>Giovanni Chiaromonte</strong> con i suoi viaggi ed esplorazioni sulla via Emilia; <strong>Mario Cresci</strong> con i suoi reportage sulla Tricarico di Rocco Scotellaro, il poeta dei contadini del Sud; <strong>Gaetano D’Agata</strong>&nbsp; autore singolare per i suoi&nbsp; nudi maschili; <strong>Mario De Biasi</strong> fotografo del settimanale&nbsp; Epoca e che ha pubblicato più di cento copertine; fino a <strong>Ferruccio Ferroni</strong> con i suoi frammenti lirici e <strong>Franco Fontana</strong>&nbsp; e i suoi paesaggi che rasentano l’astrattismo. Non posso tralasciare <strong>Dino Pedriali</strong> che fotografa “Pasolini”; <strong>Fulvio Roiter</strong>; <strong>Carlo Mollino</strong> il fotografo del nudo femminile; il marchigiano <strong>Mario Giacomelli</strong>&nbsp; con i suoi scatti &nbsp; che toccano i 6000 euro di base;&nbsp; <strong>Ferdinando Scianna; Nino Migliori;&nbsp; Guido Guidi; Franco Grignani, Oliviero Toscani; </strong>i fotogrammi astratti e geometrici di<strong> Luigi Veronesi; Luigi Ghirri,&nbsp; Pino Settanni;&nbsp; Giovanni Gastel; Francesco Jodice; Maurizio Galimberti </strong>con cifre di partenza che toccano i 12.000 euro<strong>;&nbsp; e non posso tralasciare Ugo Mulas </strong>il fotografo dello spazialista Lucio Fontana.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/al-via-lasta-finarte-con-100-lotti-dei-piu-importanti-fotografi-nel-panorama-nazionale-capolavori-imperdibili.html">Al via l’Asta Finarte con 100 lotti dei più importanti fotografi nel panorama nazionale. Capolavori imperdibili</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La Post-Street Art di Stefano Alvino da Bergamo a New York</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/la-post-street-art-di-stefano-alvino-da-bergamo-a-new-york.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 12:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1333" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1.jpg 1333w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1333px) 100vw, 1333px" /></p>
<p>Dal muralismo messicano a Banksy la&#160;Street Art&#160;è un movimento complesso quanto diversificato. Nell’arte contemporanea la Street Art fa invece riferimento ad una precisa corrente artistica che nasce negli anni Settanta e Ottanta e segue proprie regole e un proprio sviluppo. “Independent public art”,&#160;“post-graffiti”,&#160;“neo-graffiti”&#160;e&#160;“guerrilla art”:&#160;sono questi alcuni dei termini che con accezioni diverse indicano la Street &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/la-post-street-art-di-stefano-alvino-da-bergamo-a-new-york.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-post-street-art-di-stefano-alvino-da-bergamo-a-new-york.html">La Post-Street Art di Stefano Alvino da Bergamo a New York</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1333" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1.jpg 1333w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1333px) 100vw, 1333px" /></p>
<p>Dal muralismo messicano a Banksy la&nbsp;<strong>Street Art</strong>&nbsp;è un movimento complesso quanto diversificato. Nell’arte contemporanea la Street Art fa invece riferimento ad una precisa corrente artistica che nasce negli anni Settanta e Ottanta e segue proprie regole e un proprio sviluppo. <strong>“Independent public art”</strong>,&nbsp;<strong>“post-graffiti”</strong>,&nbsp;<strong>“neo-graffiti”</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>“guerrilla art”</strong>:&nbsp;sono questi alcuni dei termini che con accezioni diverse indicano la Street Art. E se oggi in parte la Street Art è un po&#8217; superata, per meglio comprenderla occorre parlare di&nbsp; sua evoluzione,&nbsp; e quindi possiamo parlare della nascita di una&nbsp;“<strong>Post-Street Art</strong>.”</p>



<p>Come già accennato la Street Art ha origine, nella sua concezione moderna, negli anni Settanta e Ottanta. Parallelamente in America e in Europa una serie di artisti di formazione tradizionale comincia a realizzare le proprie opere sui muri delle strade senza un’autorizzazione, cercando un confronto diretto con il passante e spesso trasmettendo messaggi di protesta e denuncia sociale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="614" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1-1024x614.jpg" alt="" class="wp-image-472661" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1-1024x614.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1-600x360.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1-300x180.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1-768x461.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/Schermata-2025-05-09-alle-16.12.27-1360x816-1.jpg 1360w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Jean Michael Basquiat e Keit Haring sono i più noti di questa prima fase ed entrambi risentono dell’influsso della&nbsp;<strong>Pop Art&nbsp;</strong>di<strong>&nbsp;Andy Warhol</strong>.Scomparsi prematuramente sul finire degli anni Ottanta hanno gettato le basi per la Street Art successiva e sono tutt’ora un punto di riferimento per molti artisti. Se la loro tecnica prediligeva l’uso del pennello è dagli anni Ottanta che lo&nbsp;<strong>stencil&nbsp;</strong>è diventato un’icona dell’arte di strada.&nbsp;<strong>Blek Le Rat</strong> è l’artista francese tra i primi ad utilizzare questo medium, adoperato da altri street artist tra cui proprio&nbsp;<strong>Banksy</strong>, oggi il più noto a livello mondiale. Se la caratteristica principale della&nbsp;<strong>Street Art</strong>&nbsp;era il suo collocarsi su muri cittadini, qualcosa oggi è cambiato. Street artist tra i più celebri tra cui lo stesso <strong>Bansky, Mr. Brainwah, Invader e Obey </strong>ormai da anni sono passati dal muro alla tela o hanno preferito la collaborazione con istituzioni.</p>



<p>Sempre di più lo street artist del XXI secolo lavora in studio e le sue opere sono ora serigrafie, tele, sculture. È rappresentato da una galleria e i suoi lavori possono venire esposti in musei e istituzioni. Insomma, la Street Art sta iniziando sempre più a far parte del sistema, di quelle dinamiche di mercato e di collezionismo che dettano le regole nel mondo dell’arte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-472662" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-4.jpg 1333w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il termine&nbsp;<strong>Post-Street Art</strong>&nbsp;si riferisce perciò a un nuovo panorama in cui sono stati superati i limiti della vecchia street art e tra accettazione e museificazione questa unica forma artistica ha finalmente ottenuto l’attenzione che meritava.</p>



<p>Con la <strong>Post-Street Art</strong> è nato un qualcosa di nuovo che nei prossimi anni si definirà sempre più. I Post-Street Artist sono tutti quegli artisti che a partire da Mr. Brainwashin poi mantengono estetica e valori della Street Art ma senza rispettarne i vincoli più stretti, non operano più nell’illegalità, collaborano con pubbliche amministrazioni, sono rappresentati da gallerie d’arte e fanno parte del sistema. <strong>In quest’ambito troviamo oggi Stefano Alvino. </strong>La sua formazione e il suo percorso artistico sono stati multiformi, dalla musica all’arte figurativa, in diverse espressioni. <strong>Ma da ormai diversi anni Stefano Alvino, trentatreenne originario di Alzano Lombardo, si dedica alla pittura di opere di arte contemporanea, che</strong> <strong>in questi giorni sono arrivate a New York, alla Galeria Azur, e nelle prossime settimane saranno anche alla Biennale dell’Arte e del Design di Firenze.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-472663" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/PHOTO-2025-05-27-12-01-38-3.jpg 1333w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“Ho sempre fatto arte &#8211; inizia a raccontare Alvino -. Dal 2006 mi dedico alla pittura facendo graffiti: ne ho realizzati per diversi Comuni e oratori, ho collaborato a lungo anche con il Progetto giovani di Alzano”.</p>



<p><strong>Dal muro Alvino è poi passato alla tela</strong>: “C’è voluto qualche anno &#8211; ammette -, ma mi sono sempre più convinto che il disegno sul muro si deteriora troppo presto, per gli agenti atmosferici ma anche per le scritte lasciate a caso dalla gente che passa. Ero un po’ abbattuto, ho pensato di lasciar perdere, finché ho pensato di lasciare la bomboletta per prendere in mano il pennello”.</p>



<p>Nel 2023 ha partecipato per la prima volta alla Biennale di Firenze, portando l’opera che attualmente è esposta nella hall di ingresso della biblioteca di Alzano, “Elefante Filippo”. “Porto avanti due linee di soggetti: una è quella degli animali arrabbiati con l’uomo, in combutta con lui, l’altra è quella dei personaggi fantastici o mitologici, tratti dal folklore”.</p>



<p>Oggi in vetta al suo percorso artistico c’è lo sbarco a New York -per volontà del collezionista imprenditore Francesco Bombelli-, nella galleria situata a due passi dalle Torri gemelle, dove Alvino espone fino al 7 giugno 2025 il “Godzilla pop” e una nuova versione di una delle sue prime opere, “Il Silvione”, <strong>un ritratto pop del volto di Silvio Berlusconi. “Lo avevo realizzato la prima volta per l’imprenditore milanese che mi ha sempre sostenuto, Francesco Bombelli &#8211; spiega Alvino </strong>-. Siamo rimasti al telefono per giorni ogni sera, scambiandoci idee e foto per rendere unico il suo dipinto. Lui stesso mi ha suggerito di portare quest’opera a New York, così ne ho dipinta una seconda versione, su sfondo oro”.</p>



<p>Dietro la scelta del Godzilla, invece, c’è il fatto che “è uno tra i miei film preferiti dell’infanzia, oltre ad essere legato alla città di New York”.</p>



<p>Nel prossimo mese di ottobre Alvino tornerà alla Biennale di Firenze, dedicata quest’anno alla dualità tra luce e oscurità. “Realizzerò per questa occasione un’opera che sarà un tributo a Bergamo e ai Bergamaschi”, anticipa, senza poter ancora svelare con precisione il soggetto.</p>



<p>Ora mi è sembrato utile coinvolgere l’artista Stefano Alvino con una serie di domande. Ecco l’intervista.&nbsp;</p>



<p><strong>Quali sono stati i tuoi inizi nella street art?</strong></p>



<p>“I miei primi passi nella street art risalgono alla seconda media, quando durante le lezioni scolastiche provavo a disegnare su carta graffiti semplici, quasi elementari. Mi affascinava quel mondo capace di dare vita e colore ai muri grigi e spenti delle città. Il graffitismo mi ha sempre accompagnato, influenzando il mio stile di vita, il mio modo di vestire e anche il lavoro da grafico che ho svolto per anni. All’inizio ho collaborato con i miei amici, la “crew”, per il “Progetto Giovani” di Alzano Lombardo, dipingendo varie murate legali. Contemporaneamente amavo fotografare i graffiti più belli di Bergamo, scovandoli in angoli sempre nuovi e suggestivi, per poi montarli in veri e propri video musicali accompagnati dalla mia musica preferita, che pubblicavo sul mio canale YouTube”.</p>



<p><strong>Come vivi il capitolo dei temi della street art in correlazione</strong> <strong>con la pop art di ascendenza newyorkese?</strong></p>



<p>“Vivo i temi della street art come un’evoluzione naturale della pop art newyorkese: entrambe nascono dal bisogno di rompere i confini tra arte e vita. Se la pop art ha elevato l’ordinario a simbolo, la street art lo riporta nelle strade, rendendolo parte del paesaggio urbano, vivo e imperfetto. Fin da ragazzo ho ammirato i graffiti, studiandoli quasi senza rendermene conto: cercavo i tratti comuni, i modi di stendere il colore, le forme stilizzate che sapevano dire tutto con lo stretto necessario, e questa cosa mi affascinava e mi affascina tuttora. Da questa analisi istintiva sono nati i miei soggetti, sintesi di anni di osservazione visiva. È così che ho trovato il mio stile: un linguaggio che assorbe e restituisce, come un muro che ascolta”.</p>



<p><strong>Quali progetti per il futuro pensa di poter realizzare?</strong></p>



<p>“Nel prossimo futuro, sarò impegnato con un nuovo dipinto realizzato per la Biennale di Firenze: un omaggio alla mia Bergamo e alla città di Firenze che mi ospiterà. Guardando più avanti, mi piacerebbe portare i miei soggetti e personaggi oltre la tela, esplorando il design applicato agli oggetti d’arredo e di uso quotidiano. Tradurre il mio stile in forme funzionali sarebbe un’estensione naturale del mio percorso: un modo diretto e concreto per far vivere la mia estetica in nuovi contesti”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/la-post-street-art-di-stefano-alvino-da-bergamo-a-new-york.html">La Post-Street Art di Stefano Alvino da Bergamo a New York</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Alla Reggia di Monza la prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/alla-reggia-di-monza-la-prima-grandemostra-italiana-dedicata-a-saul-leiter.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2025 08:05:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="702" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-768x539.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter, aperta al pubblico fino al 27 luglio 2025 al Belvedere della Reggia di Monza. L’esposizione, dal titolo “Una finestra punteggiata di gocce di pioggia”, si compone di 126 fotografie in bianco e nero, 40 fotografie a colori, 42 dipinti e rari materiali d’archivio, come riviste d’epoca originali e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/alla-reggia-di-monza-la-prima-grandemostra-italiana-dedicata-a-saul-leiter.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/alla-reggia-di-monza-la-prima-grandemostra-italiana-dedicata-a-saul-leiter.html">Alla Reggia di Monza la prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="702" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1.jpg 1000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-600x421.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Saul-Leiter-Ombrello-1960-1000x702-1-768x539.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>La prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter, aperta al pubblico <strong>fino al 27 luglio 2025</strong> al <strong>Belvedere della Reggia di Monza</strong>. L’esposizione, dal titolo “Una finestra punteggiata di gocce di pioggia”, si compone di 126 fotografie in bianco e nero, 40 fotografie a colori, 42 dipinti e rari materiali d’archivio, come riviste d’epoca originali e un documento filmico. Organizzata da Vertigo Syndrome in collaborazione con di Chroma photography e con la curatela di Anne Morin, la mostra, che include sia stampe vintage che moderne, primi lavori sperimentali e fotografie di moda realizzate durante le sue collaborazioni con <strong>Harper&#8217;s Bazaar</strong>, rivela con evidenza cosa distingue nettamente Saul Leiter dai suoi contemporanei e perché la sua opera continui a influenzare la fotografia di oggi.<br>New York in un gesto, un dettaglio, quasi nulla. </p>



<p>Mentre i suoi contemporanei cercavano di catturare la grandezza e la modernità di New York, <strong>Leiter ha intrapreso una strada radicalmente diversa</strong>. Ha trasformato i momenti quotidiani in composizioni liriche e intimiste, trovando poesia nel vapore che sale dai tombini, negli ombrelli sotto la pioggia e nei riflessi delle vetrine, un realismo fiabesco composto da persone, oggetti, strade, pioggia, neve, elementi più sbirciati che osservati. La sua visione distintiva ha rifiutato lo stile documentaristico popolare della sua epoca, creando invece quello che potremmo chiamare “haiku fotografici” &#8211; scorci intimi della vita che fondono realtà e astrazione.“Leiter si divertiva con ciò che vedeva. Non era interessato al carattere egemonico di New York o alla sua mostruosa modernità”, spiega la curatrice Anne Morin. “Inventava giochi ottici, intrecci di forme e piani che nascondono e rivelano ciò che giace negli intervalli, nelle vicinanze, nei margini invisibili”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="660" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/04-660x1024-1.jpg" alt="" class="wp-image-470186" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/04-660x1024-1.jpg 660w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/04-660x1024-1-600x931.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/04-660x1024-1-193x300.jpg 193w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>



<p>Una <strong>mostra straordinaria</strong>. A differenza dei suoi colleghi che enfatizzavano la nitidezza, Leiter ha abbracciato l&#8217;ostruzione, fotografando attraverso finestre appannate, tessuti e condizioni meteorologiche che altri fotografi evitavano. Questi elementi sono diventati parte integrante del suo stile compositivo, creando immagini multistrato che sembrano più dipinti che fotografie. Il suo uso pionieristico del colore, iniziato attorno al 1948, ha anticipato di decenni l&#8217;accettazione della fotografia a colori nell&#8217;arte. Mentre altri consideravano il colore volgare o commerciale, Leiter lo ha impiegato come elemento espressivo, saturando le sue immagini con tonalità audaci che trasformano le ordinarie scene di strada in composizioni astratte.</p>



<p>Questo lo distingueva dagli artisti della contemporanea <strong>Scuola di New York attirando le attenzioni del mondo della moda</strong>, con il quale iniziò a collaborare scattando per <em>Esquire</em>, Harper’s Bazaar e, nei successivi venti anni, per <em>Show, Elle, British Vogue, Queen e Nova</em>.  Un timido pittore con la Leica. La mostra evidenzia in modo unico la doppia identità di Leiter come pittore e fotografo, dimostrando come la sua sensibilità pittorica abbia influenzato il suo lavoro fotografico. La sua formazione nella pittura lo ha portato ad approcciarsi alla fotografia a colori con una sofisticazione senza precedenti, trattando ogni fotogramma come una tela. “Non ho una filosofia. Ho una macchina fotografica”, diceva Leiter. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="288" height="384" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/06PS-720x960-1.jpg" alt="" class="wp-image-470187" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/06PS-720x960-1.jpg 288w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/06PS-720x960-1-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 288px) 100vw, 288px" /></figure>
</div>


<p>&#8220;Guardo attraverso la macchina fotografica e scatto foto. Le mie fotografie sono la minima parte di ciò che vedo che potrebbe essere fotografato. Sono frammenti di possibilità infinite”. Questo approccio senza pretese gli ha permesso di catturare momenti di grazia nella vita quotidiana che altri fotografi, appesantiti dalla teoria artistica, spesso non vedevano. Il suo lavoro suggerisce che la bellezza non esiste nei grandi momenti, ma negli intervalli silenziosi della vita di tutti i giorni. Antidivo e refrattario alla fama, Leiter &#8211; che pubblica con costanza volumi fotografici e prende parte a importanti monografiche negli Stati Uniti e in Europa &#8211; nel corso della sua carriera darà alla stampa solo una parte dei suoi lavori, lasciandone la maggior parte in negativo, come a celare l’aspetto più intimo e puramente artistico della sua produzione. Tanto che nel 2018, cinque anni dopo la sua morte, emerse un corpo di opere dell’artista poco conosciuto: nudi in bianco e nero, scattati principalmente tra la fine degli anni ‘40 e i primi anni ‘60, <strong>frutto delle collaborazioni tra Leiter e le donne della sua vita</strong>. C&#8217;è un ordine nascosto nel lavoro di Saul Leiter che è difficile da spiegare, e questo è probabilmente ciò che lo rende un vero poeta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="640" height="360" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/opera-saul-leiter.jpg" alt="" class="wp-image-470188" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/opera-saul-leiter.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/opera-saul-leiter-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/opera-saul-leiter-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/opera-saul-leiter-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>



<p>Saul Leiter secondo Anne Morin. “Le immagini di Leiter durano quanto il battito di un ciglio, posizionate sul bordo di qualcosa. Sono istantanee, forme brevi, frammentate, come annotazioni, dichiarazioni di realtà, realizzate con una maestria e una metrica che ricorda gli haiku: Il gesto di Leiter è quello di un calligrafo quando fotografa veloce, preciso, senza scuse”.<br>Biografia. Figlio di un famoso rabbino, Saul Leiter rifiutò il percorso teologico che il padre avrebbe voluto per lui, trasferendosi a New York nel 1946 per dedicarsi alla pittura. Introdotto nel mondo dell&#8217;arte a New York da colleghi come Richard Pousette-Dart e W. Eugene Smith, Leiter continua gli esperimenti fotografici iniziati da adolescente, in bianco e nero e a colori, spesso utilizzando pellicole Kodachrome 35 mm e ritraendo la sua ristretta cerchia di amici e scene di strada intorno alla sua casa. </p>



<p>Dopo un periodo di successo nella fotografia di moda per riviste come Harper&#8217;s Bazaar, Leiter è rimasto nell&#8217;ombra per due decenni. La pubblicazione nel 2006 della monografia &#8220;Early Color&#8221; ha segnato una riscoperta internazionale del suo lavoro, confermando il suo ruolo pionieristico nella storia della fotografia a colori. Le sue opere sono oggi presenti nelle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali, dal Whitney Museum of American Art al Victoria and Albert Museum, testimoniando l&#8217;importanza duratura del suo contributo artistico. Saul Leiter muore il 26 novembre 2013 nella sua casa nell’East Village di New York, lasciando un immenso archivio del suo lavoro artistico. Nel necrologio del New York Times, Margalit Fox scrisse: “Delle decine di migliaia di immagini che ha scattato -molte ora considerate tra i migliori esempi di fotografia di strada al mondo- la maggior parte rimane non stampata. La Saul Leiter Foundation, fondata nel 2014, conserva il vasto archivio di fotografie, dipinti e oggetti personalii di Leiter, coltivando la sua eredità attraverso libri, mostre e attività educative. Dopo aver celebrato il centesimo anniversario della nascita di Leiter nel 2023 con le monografie The Unseen Saul Leiter e Saul Leiter: The Centennial Retrospective, la fondazione continua a scoprire e condividere la moltitudine di opere che Leiter ha lasciato. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="720" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/02PS-1-720x960-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-470190" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/02PS-1-720x960-1-1.jpg 720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/02PS-1-720x960-1-1-600x800.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/02PS-1-720x960-1-1-225x300.jpg 225w" sizes="auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’omaggio di Patrizia Pfenninger</h2>



<p>Vertigo Syndrome ospita all’interno delle sue esposizioni una seconda mostra di un artista che con le sue opere inedite omaggia il tema della mostra principale. Questa volta è stata scelta Patrizia Pfenninger (Zurigo, 1984) che porta una ventata di innovazione nel panorama artistico contemporaneo con le sue opere che trasformano gli spazi pubblici in luoghi di connessione umana. Pfenninger, affascinata dalla discrezione e dal rispetto per i soggetti ritratti da Saul Leiter, ha deciso di omaggiarlo con una serie di sculture e installazioni che trovano dei punti di relazione con il suo atteggiamento poetico, opposto all’attuale inesauribile bisogno sociale di urlare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/alla-reggia-di-monza-la-prima-grandemostra-italiana-dedicata-a-saul-leiter.html">Alla Reggia di Monza la prima grande mostra italiana dedicata a Saul Leiter</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Big ed esordienti, con la 20esima edizione di &#8220;Fotografia Europea&#8221; Reggio Emilia capitale degli scatti</title>
		<link>https://it.insideover.com/fotografia/big-ed-esordienti-con-la-20esima-edizione-di-fotografia-europea-reggio-emilia-capitale-degli-scatti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 18:28:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Reggio Emilia (Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra e gli spazi del Circuito OFF accolgono mostre di grandi fotografi e di giovani esordienti), fino all’8 giugno 2025  torna ad osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e di giovani esordienti con la XX &#8230; <a href="https://it.insideover.com/fotografia/big-ed-esordienti-con-la-20esima-edizione-di-fotografia-europea-reggio-emilia-capitale-degli-scatti.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="860" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-1024x688.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Reggio_emilia_panorama_e_Ghiara-768x516.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Reggio Emilia (Chiostri di San Pietro, Palazzo da Mosto, Palazzo dei Musei, Biblioteca Panizzi, Spazio Gerra e gli spazi del Circuito OFF accolgono mostre di grandi fotografi e di giovani esordienti), fino all’8 giugno 2025  torna ad osservare i cambiamenti della contemporaneità attraverso gli occhi di grandi fotografi e di giovani esordienti con la XX edizione di FOTOGRAFIA EUROPEA, il festival promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia, con il contributo della Regione Emilia-Romagna. “<strong>AVERE VENT’ANNI” è il tema scelto dalla direzione artistica del Festival composta da Tim Clark (editor 1000 Words), Walter Guadagnini (storico della fotografia e Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia) e Luce Lebart (ricercatrice e curatrice, Archive of Modern Conflict).</strong> La XX edizione del Festival di Reggio Emilia dedica le sue mostre a un momento della vita in cui le possibilità sembrano illimitate.</p>



<p>Quante volte capita, da adulti, di dire “avessi di nuovo vent’anni…”. Una frase, un modo di dire per ritrarsi idealmente dalle responsabilità e dai pesi dell’età matura, per tornare a bagnarsi nelle acque della giovinezza e della leggerezza, in un tempo in cui tutto è ancora una magnifica possibilità e il futuro è ancora interamente da scrivere.<br>Ma cosa vuol dire per un giovane, oggi, avere vent’anni? È un’età di contraddizioni: si è adulti, ma spesso si vive ancora a casa dei genitori; si è connessi a tutto il mondo, ma la solitudine può essere schiacciante. Si affrontano aspettative immense, sia personali che sociali: trovare un lavoro soddisfacente, costruire relazioni significative, dare un senso alla propria esistenza, immaginare un mondo migliore, per sé stessi e per gli altri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="691" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen-1024x691.jpg" alt="" class="wp-image-468393" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen-1024x691.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen-600x405.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen-768x518.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/6.Vinca-Petersen.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vinca_Riot Boyn.27 001</figcaption></figure>



<p><br>Fotografia Europea quest’anno ha voluto percorrere questo sentiero e fare un pezzo di strada con i ragazzi della Generazione Z, cresciuta in un’epoca dove il progresso tecnologico ha aperto infinite possibilità, ma anche inedite crisi cui far fronte, individualmente e collettivamente. Una generazione che sta riscoprendo l’importanza e la necessità di lottare per i propri diritti e per un futuro più equo.<br>I progetti scelti parlano di questo e di molto altro ancora, portando all’attenzione storie inedite e particolari ma tutte innervate di quell’energia vitale immensa che ti porta a credere, almeno una volta nella vita, di poter cambiare il mondo.</p>



<p><strong>LE MOSTRE. I CHIOSTRI DI SAN PIETRO tornano ad essere i protagonisti della città grazie alle dieci mostre che esplorano il tema di questa edizione.</strong></p>



<p>Le sette sale del piano terra accoglieranno <strong>Daido Moriyama: A retrospective, un progetto a cura di Thyago Nogueira dell’Instituto Moreira Salles, che racconta il fotografo giapponese che nel corso dei suoi sessant’anni di carriera, trascorsi a documentare e ad esplorare la società giapponese del dopoguerra, ha modificato in modo decisivo la percezione della fotografia.</strong><br>Con un approccio artistico all’avanguardia e visivamente potente, Daido Moriyama ha saputo raccontare il divario creatosi a seguito dell’occupazione militare del Giappone da parte degli Stati Uniti, tra l’antica tradizione giapponese e l’occidentalizzazione accelerata. Leggenda vivente della fotografia e pioniere della street photography, Moriyama, arriva a Fotografia Europea, unica tappa in Italia, con una retrospettiva, in cui oltre agli iconici scatti si potranno ammirare rari libri fotografici, riviste e installazioni di grandi dimensioni, per permettere ai visitatori di entrare completamente nel suo mondo creativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="694" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama-1024x694.jpg" alt="" class="wp-image-468392" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama-1024x694.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/1.Daido-Moriyama.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Al primo piano, il fotografo britannico Andy Sewell presenta per la prima volta il suo progetto Slowly and Then All at Once in cui esplora varie forme di potere e di protesta, attraverso una sequenza di immagini articolate su più pannelli.</strong> Questo ritmo, insieme alla fisicità conferita ai corpi dalle riprese ravvicinate, consente ai visitatori di immergersi nel cuore della protesta, di esserne travolti e sentirne l’intensità, stabilendo connessioni con i protagonisti della scena. In un periodo caratterizzato dal collasso ecologico, da disuguaglianze crescenti e da risposte politiche inadeguate, il progetto invita alla partecipazione contro il cinismo e la rassegnazione. Cosa si può fare per aiutare le generazioni future? Qual è l’impatto attuale del cambiamento climatico sui giovani?</p>





<p><strong>Il progetto espositivo Mal de Mer di Claudio Majorana ci porta a compiere un viaggio nel delicato e complesso universo dell’adolescenza, momento in cui ci si confronta per la prima volta con certe questioni personali che spesso finiscono per plasmare le vite adulte.</strong> Mal de Mer esplora questo tema, riflettendo su gli anni di passaggio in cui si riconosce il dolore come parte di noi. I ragazzi di Claudio Majorana sono pieni di domande, paure e dubbi, ma i loro pensieri, rapidi e frenetici, si muovono spontanei sullo sfondo di paesaggi evocativi: campi estivi, foreste, cimiteri silenziosi e altri spazi della periferia di Vilnius, in Lituania.</p>



<p><strong>La mostra You don’t die, di Ghazal Golshiri e Marie Sumalla – rispettivamente giornalista iraniana e photo editor francese del quotidiano Le Monde – racconta la storica rivolta del popolo iraniano scoppiata dopo la tragica morte di Mahsa Amini, avvenuta il 16 settembre 2022, quando la giovane aveva solo 22 anni.</strong> A provocare la sua morte sono state le violenze subite dopo l’arresto da parte della polizia morale, che ha ritenuto il suo modo di vestire non rispettoso dei rigidi codici imposti dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Un’ennesima ingiustizia che ha infiammato il popolo iraniano, portandolo a scendere in piazza e a sfidare le repressioni più brutali. <strong>L’artista e fotografa britannica Vinca Petersen raccoglie nel progetto Raves and Riots Constellation scatti provenienti dai suoi viaggi in tutta Europa. Gran Bretagna, Francia, Italia e altri paesi sono i luoghi dove si racconta fotograficamente uno stato d’animo preciso, quel breve momento di totale libertà che si percepisce partecipando a un rave, a un raduno, a una manifestazione.</strong> L’illegalità di questi eventi, unita alla tensione che li caratterizza, regala quello che l’autrice chiama la “gioia sovversiva” rivelata da queste immagini. <strong>In We Are Carver, la fotografa Jessica Ingram invita, con un linguaggio documentario di immediata evidenza, a entrare in una delle più grandi strutture militari del mondo, la George Washington Carver High School di Columbus, in Georgia, per seguire gli studenti cadetti nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta e catturare speranze e paure di una generazione in procinto di plasmare il proprio futuro.</strong></p>



<p><strong>Nel grande corridoio centrale, al primo piano dei Chiostri, Thaddé Comar espone How Was Your Dream? che esplora le nuove forme di manifestazione e insurrezione nell’era post-contemporanea dominata da metodi di controllo sociale sempre più moderni e onnipresenti. </strong>Di fronte a un sofisticato sistema di sorveglianza, i manifestanti di Hong Kong hanno sviluppato una serie di ingegnose tecniche per proteggere la propria identità con maschere, occhiali e altri accessori, che potrebbero progressivamente portare alla perdita della singolarità a favore di un’individualità collettiva. <br><strong>Control Refresh è il frutto del lavoro di Toma Gerzha, una giovane fotografa di origini russe cresciuta ad Amsterdam. La sua ricerca si concentra sulla vita e sull’ambiente della Generazione Z in Russia e nell’Europa orientale, influenzata tanto dalle tradizioni quanto dai social media e dalla politica.</strong> Il progetto è stato interrotto a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, per poi riprendere includendo i profondi cambiamenti che la guerra ha portato nella vita dei protagonisti.</p>



<p><strong>La fotografa Kido Mafon cattura la frenetica vita notturna e la cultura giovanile di Tokyo in IFUCKTOKYO – DUAL MAIN CHARACTER.</strong> Utilizzando una Contax G1 e scattando su pellicola, Mafon esplora la città dopo il tramonto per documentare le notti vibranti di questa eclettica metropoli e la sua scena underground in continua evoluzione. <strong>Il progetto Frammenti della fotografa dominicana-francese Karla Hiraldo Voleau si ispira al documentario di Pier Paolo Pasolini Comizi d’Amore (1964) e ha l’obiettivo di esplorare e documentare le relazioni della Generazione Z in Italia oggi</strong>. Attraverso interviste e ritratti fotografici, il progetto affronta temi come le relazioni affettive, la comunicazione, l’impatto dei social media e il femminismo, ponendo particolare attenzione sulle dinamiche attuali e future delle relazioni sentimentali.</p>



<p><strong>Nella sede di PALAZZO DA MOSTO trovano posto una serie di progetti che caratterizzano il festival e questa edizione in particolare, quindi: la committenza di Fotografia Europea, la mostra dedicata ai libri fotografici, i due progetti vincitori della Open Call, la collettiva dello Speciale Dicottoventicinque e quella di WeWorld e infine una mostra realizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Beirut.</strong></p>



<p>La produzione di Fotografia Europea 2025 sarà realizzata da Federica Sasso e si concentra, con il progetto intitolato Intangibile, sulla vita dei giovani caregiver nel territorio di Reggio Emilia. Si tratta di ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni che dedicano una parte importante del loro tempo alla cura di familiari, spesso sacrificando parte della loro giovinezza. Secondo studi di settore, molti giovani caregiver non si rendono conto di essere a tutti gli effetti dei prestatori di cure; vivono la loro situazione come un impegno inevitabile e imprescindibile, occupandosi delle ne-cessità quotidiane per garantire il benessere dei loro cari. Attraverso un delicato percorso di avvicinamento, Sasso è entrata in contatto con questi ragazzi e ragazze alla ricerca di pattern e differenze, per tracciare un ritratto complesso che unisce le specificità di un’età segnata da grandi cambiamenti e energie, con la consapevolezza di un ruolo di cura che spesso non viene né riconosciuto né valorizzato, ma che implica sacrifici, resilienza e responsabilità. Il progetto è in collaborazione con Area Cura della Comunità e della città sostenibile del Comune di Reggio Emilia “Progetto Giovani e Cura” e FCR – Farmacie Comunali Riunite. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-468394" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar-1024x768.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/8.Thadde-Comar.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><br><strong>Anche quest’anno Palazzo da Mosto ospita un’importante esposizione di libri fotografici provenienti da tutto il mondo.</strong> Fluorescent Adolescent, a cura di Francesco Colombelli, esplora l’adolescenza in quanto periodo complesso e decisivo della vita, nelle sue sfumature e contraddizioni. Sebbene i libri raccontino storie radicate in culture e contesti differenti, le emozioni e le esperienze legate al percorso di crescita sono al tempo stesso universali e vissute in modi unici e irripetibili.</p>



<p>I progetti selezionati dalla giuria della Open Call, tra gli oltre 200 lavori di artisti e curatori che vi hanno partecipato, sono quelli di Michele Borzoni e Rocco Rorandelli del collettivo TerraProject e Matylda Niżegorodcew.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="473" height="378" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/13.Michal-Solarski-e-Tomasz-Liboska.jpg" alt="" class="wp-image-468395" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/13.Michal-Solarski-e-Tomasz-Liboska.jpg 473w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/13.Michal-Solarski-e-Tomasz-Liboska-300x240.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" /></figure>



<p><strong>Michele Borzoni e Rocco Rorandelli presentano Silent Spring, un progetto che indaga l’attivismo ambientale in Italia, Germania, Portogallo, Belgio, Francia, Svizzera e Austria, mettendo in luce il crescente conflitto tra gli attivisti e i governi occidentali.</strong> Mentre questi ultimi trattano l’ambiente come una mera merce da sfruttare, le giovani generazioni, in particolare quelle appena entrate nell’età adulta, si ribellano, trovando nella lotta per la difesa del pianeta un nuovo e urgente terreno di espressione, un modo per incanalare le proprie frustrazioni nei confronti di un sistema che le ha deluse. Per questi giovani attivisti, la difesa dell’ambiente è diventata un potente mezzo per reclamare il proprio futuro e far sentire la propria voce.</p>



<p><strong>Le fotografie di Matylda Niżegorodcew esplorano i temi dell’identità, della vulnerabilità umana e delle relazioni, alla ricerca di risposte a domande esistenziali. Gli scatti di Octopus’s Diary sono la testimonianza di un legame strettissimo che l’artista crea con i soggetti, abbracciandoli con i suoi tentacoli e rendendoli parte intrinseca del suo processo creativo.</strong> Attraverso la sua sensibilità, fa sparire la propria identità e si appropria per 48 ore della vita altrui, nell’assurda, paradossale esperienza di sentirsi qualcun altro e riuscire infine a vivere appieno la propria vita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="747" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-747x1024.jpg" alt="" class="wp-image-468396" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-747x1024.jpg 747w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-600x822.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-219x300.jpg 219w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-768x1052.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau-1121x1536.jpg 1121w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/11.Karla-Hiraldo-Voleau.jpg 1181w" sizes="auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px" /></figure>



<p><strong>Lo Speciale Diciottoventicinque, il progetto formativo di Fotografia Europea, torna con la quattordicesima edizione per accompagnare i giovani amanti della fotografia in un percorso che permette di imparare, condividere e confrontarsi con il mondo dell’arte fotografica, creando un vero progetto espositivo collettivo.</strong> Il duo artistico composto da Camilla Marrese e Gabriele Chiapparini guiderà il gruppo in una serie di incontri in presenza per indagare il tema di “Avere vent’anni” attraverso il rapporto tra fotografia e testo e creare un progetto capace di raccontare una storia mantenendo nel contempo l’ambiguità e la mutevolezza tipiche della fotografia.</p>



<p><strong>Il progetto fotografico Women See Many Things, raccoglie gli sguardi di oltre 30 giovani donne del Kenya, Tanzania e Mozambico, in cui ambizioni e inquietudini comuni caratterizzano gli abitanti di questa zona di confine (la Swahili Coast) tra i venti e i trent’anni. Qui WeWorld – organizzazione no profit italiana indipendente attiva in 26 Paesi – ha realizzato tre workshop di fotografia partecipativa nei mesi di febbraio e marzo 2024, diretti da Myriam Meloni e condotti da Halima Gongo (Kenya), Gertrude Malizeni (Tanzania) e Nelsa Guambe (Mozambico).</strong> Da queste attività di fotografia partecipativa nascono gli scatti di Women See Many Things, progetto condotto nell’ambito di Kujenga Amani Pamoja (Costruire la pace insieme) e cofinanziato dall’Unione Europea. Le immagini realizzate durante i workshop verranno allestite in esterna presso la sede dell’Università di Modena e Reggio Emilia in viale Allegri, mentre a Palazzo Da Mosto troverà spazio il racconto del progetto e del processo creativo che ha portato agli scatti.</p>



<p><strong>La mostra Electric Whispers di Rä di Martino, a cura di Maria Rosa Sossai, esamina l’importanza del ruolo dei luoghi di aggregazione e d’incontro per i giovani che vivono in Libano, in un periodo drammatico, caratterizzato dall’acuirsi di conflitti che sembrano occupano nuovamente la vita quotidiana di questa terra e della sua popolazione.</strong> A partire dal 2023, l’artista si è avvicinata al mondo giovanile per studiare quali fossero i luoghi di incontro sia virtuali che fisici. Electric Whispers è una mostra progettata per l’Istituto Italiano di cultura di Beirut.</p>



<p>Ad abbracciare il festival, numerose altre mostre partner che gravitano intorno ad esso, organizzate dalle più importanti istituzioni culturali cittadine e ospitate nei loro spazi.<br><strong>A PALAZZO DEI MUSEI, trova spazio la mostra Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia (titolo provvisorio) a cura di Ilaria Campioli, che parte dalle lezioni di fotografia che Luigi Ghirri tiene all’Università del Progetto di Reggio Emilia fra il 1989 e il 1990.</strong> Poco incentrate sulla parte di insegnamento “tecnico” del medium, le lezioni sono per Ghirri l’occasione per ripercorrere la propria produzione ed affrontare tematiche a lui care, oltre ad approfondire la storia stessa della fotografia, presentata e inserita dall’autore nel contesto più ampio della storia delle immagini. Nel 2010 le lezioni sono riunite da Paolo Barbaro e Giulio Bizzarri in un volume, edito da Quodlibet, che diventa da lì a poco un nuovo ed importante punto d’accesso per l’opera di Ghirri, oltre che un riferimento per le nuove generazioni di artisti. La mostra è occasione per restituire le lezioni in una nuova chiave, grazie al coinvolgimento degli artisti Luca Capuano e Ste-fano Graziani e alla collaborazione di un gruppo di studenti di ISIA Urbino. Un modo per riflettere sulle intenzioni e sulla poetica degli esercizi contenuti nelle lezioni di fotografia e, più in generale, sulla loro pratica e sul loro valore. Contestualmente, l’esposizione è anche occasione per riflettere sugli utilizzi del medium. Dalla sua invenzione, infatti, la fotografia è stata utilizza-ta come dispositivo privilegiato per l’insegnamento di numerose discipline, in particolare quelle artistiche. Ed è proprio nel campo dell’insegnamento, dove l’aspetto relativo alla riproduzione e alla trascrizione è centrale, che emerge quella che Monica Maffioli definisce la “doppia vita” della fotografia, in grado di mettere in evidenza quelle che sono le sue caratteristiche “autoriali, materiche, ambigue e perturbanti”. Mostra promossa dal Comune di Reggio Emilia (Musei Civici, Biblioteca Panizzi) in collaborazione Eredi Luigi Ghirri e ISIA Urbino. Palazzo dei Musei ospita, inoltre, la 12esima edizione di Giovane Fotografia Italiana | Premio Luigi Ghirri, l’open call promossa dal Comune di Reggio Emilia, in partnership con alcuni festival internazionali, dedicata alla valorizzazione dei talenti della fotografia under 35 in Italia. Una giuria internazionale ha selezionato i sette progetti che esporranno nella collettiva Unire/Bridging, a cura di Ilaria Campioli e Daniele De Luigi. Si tratta di Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore con La Dote di Latera, Rosa Lacavalla con La Festa dell’Equatore, Sara Lepore con Ingre-diente pentru un tort de miere, cu dragoste, Grace Martella con Memorie del transitare, Erdiola Kanda Mustafaj con Pasqyra e Lëndës (Sommario), Serena Radicioli con Non sei più tornato e Davide Sartori con The Shape of our Eyes, Other Things I Wouldn’t Know. Unire/Bridging invita a una riflessione su come le immagini possano agire da “ponti” e svolgere una funzione di colle-gamento, di avvicinamento, di dialogo e anche di cura nei confronti del mondo esterno. Non solo tra il fotografo e il soggetto, ma anche tra l’immagine e lo spettatore, per diventare un luogo e uno spazio di solidarietà. Gli artisti finalisti si contenderanno il prestigioso Premio Luigi Ghirri del valore di 4.000 euro oltre ad altri importanti riconoscimenti quali la menzione Nuove Traiettorie. GFI a Stoccolma, promossa in collaborazione con l’IIC di Stoccolma, che offre la pos-sibilità, ad un artista selezionato, di vivere un periodo di studio e ricerca durante il quale dovrà sviluppare un progetto artistico che verrà poi esposto in una mostra curata dallo stesso Istitu-to. Infine, uno dei finalisti avrà l’opportunità di ricevere una borsa di studio per partecipare al programma di letture portfolio Photo-Match di Fotofestiwal Łódź. Giovane Fotografia Italiana #12 | Premio Luigi Ghirri è realizzata con il contributo di Reire srl e la sponsorizzazione di Gruppo Giovani Imprenditori Unindustria Reggio Emilia.</p>



<p><strong>La fototeca della BIBLIOTECA PANIZZI partecipa all’edizione del 2025 con la mostra Attraverso la luce a cura di Monica Leoni e Elisabeth Sciarretta, con Laura Gasparini. L’esposizione raccoglie fotografie, documenti, e incisioni che riguardano i primi 20 anni della storia della fotografia nelle collezioni della Fototeca, giunti in Biblioteca tramite donazioni e acquisizioni, conservate con lo scopo di documentare la storia delle tecniche fotografiche.</strong> Il percorso espositivo presenta rari esempi di fotografie su carta salata, numerosi dagherrotipi delle collezioni Mandarino e Davoli, insieme alla prestigiosa collezione di Michael G. Jacob; un focus sarà dedicato ai preziosi astucci che custodiscono e conservano questi oggetti unici. Inoltre saranno esposti documenti che testimoniano la diffusione della fotografia nello Stato Estense, dove la nuova tecnologia arrivò pochi anni dopo che L.J.M. Daguerre rese pubblica la prima immagine catturata dalla macchina Daguerreotype, nel 1839. Una narrazione che porterà il visitatore indietro nel tempo, agli anni pionieristici della sperimentazione scientifica attraverso la luce, la chimica e la trasformazione di materiali, quali l’argento, per arrivare all’arte del ritratto e del paesaggio di quell’oggetto di culto che è stata la fotografia delle origini. <strong>Lo SPAZIO GERRA propone la mostra Volpe Laila Slim e gli altri. Resistere a vent’anni curata da Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri per Spazio Gerra e e da Massimo Storchi (storico) e Marco Cerri (sociologo) per Istoreco. L’esposizione, che si espande idealmente sulla piazzetta antistante lo Spazio Gerra e sul porticato dell’Isolato San Rocco, fino a Piazza della Vittoria, si propone di esplorare la complessità dell’esperienza dei giovani partigiani durante la Resistenza italiana, nel contesto dell’80°anniversario della Liberazione.</strong> Attraverso una serie di sezioni tematiche, la mostra illustra la vita quotidiana, le sfide, l’emancipazione di genere, le scelte etiche e il contesto ambientale in cui questi giovani hanno operato, riflettendo sul significato di avere vent’anni in un’epoca di conflitto. Le storie Volpe (Francesco Bertacchini, 1926-2024), Laila (Anita Malavasi, 1921-2011), Slim (Luciano Fornaciari, 1925-1944) e di tanti ventenni che con i loro eloquenti nomi di battaglia hanno partecipato alla Resistenza offrono una comprensione più profonda e personale del significato di ribellarsi e lottare per la libertà. Accanto alle fotografie storiche provenienti dalla fototeca di Istoreco e a documenti originali, diari, lettere e manifesti dell’epoca, l’esposizione si avvale del contributo di cinque artisti e fotografi chiamati a fornire un’interpretazione visiva contemporanea dei valori e dei temi dischiusi dai documenti d’archivio: Alessandro Bartoli, Marco Belletti, Lorenzo Falletta, Alessia Leporati e Andrea Sciascia portano uno spaccato di cosa significhi resistere oggi per la GenZ.</p>



<p><strong>Collegata al festival è la proposta della COLLEZIONE MARAMOTTI che presenta This Body Made of Stardust, ampia esposizione personale di Viviane Sassen composta da oltre cinquanta fotografie e un’opera video realizzate dal 2005 al 2025, alle quali si aggiungono alcuni nuovi lavori ideati specificamente per questa occasione.</strong> La mostra costituisce la più estesa presentazione del lavoro di Sassen in Italia fino ad oggi ed è curata dall’artista stessa. Riuniti intorno al concetto e all’iconografia del memento mori, gli scatti esposti tracciano ramificate traiettorie sulle infinite possibilità e sfumature della vita, feconda, intensa e traboccante quanto intrinsecamente fragile: (astrazioni di) corpi umani, paesaggi, polvere, terra, materie organiche divengono simboli e ricorrenti promemoria della morte – inevitabile passaggio di trasformazione del vivente. Sassen ci invita a entrare nel suo universo poliedrico, onirico e seducente, intriso di Surrealismo – qui in dialogo con alcune sculture della Collezione Maramotti. Intimamente legata alle arti plastiche Sassen, si definisce anche scultrice: plasma la luce, e ancor più l’ombra, giungendo a introdurre nella propria pratica anche pittura, inchiostri e collage, con cui imprime una dimensione ulteriore all’immagine fotografica.</p>



<p><strong>Si è appena conclusa la quarta edizione di FE+SK Book Award, il premio dedicato al libro fotografico, ideato da Fotografia Europea insieme a Skinnerboox – casa editrice di Jesi (AN) specializzata in fotografia contemporanea.</strong> Tra le oltre 200 candidature pervenute, la giuria -composta da Chiara Capodici, Tim Clark e Milo Montelli – ha scelto il progetto “The Attachment Theory” di Iacopo Papucci.  <strong>Come ogni anno, il Festival è arricchito da un calendario di appuntamenti che accompagnerà i visitatori dalle giornate inaugurali – 24, 25, 26 e 27 aprile – fino all’8 giugno: conferenze, incontri con gli artisti, presentazione di libri, book signing, letture portfolio, workshop, una bookfair dedicata agli editori indipendenti e spettacoli.</strong> Tutti questi eventi sono pensati per alimentare un confronto culturale che partendo dalla fotografia affronta anche temi trasversali, coinvolgendo un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo, che sa di trovare a Reggio Emilia il meglio di ciò che la fotografia contemporanea produce e propone. In programma, oltre agli incontri con gli artisti, sono previsti anche concerti e momenti di confronto con ospiti con cui approfondire il tema di questa edizione, come quello del 26 aprile con gli scrittori Silvia Ballestra e Andrea Canobbio – protagonisti del progetto “Under 25” di Pier Vittorio Tondelli – e quello del 27 aprile con la editor e scrittrice Giulia Caminito, entrambi con-dotti da Loredana Lipperini.<br>Imperdibile, poi, la performance del 26 aprile “Semplicemente Frida in tour” in cui la ventenne pianista Frida Bollani Magoni affiancata da Mark Glentworth sarà in dialogo, al Teatro Cavalle-rizza, con il rapper e produttore discografico Frankie hinrg mc. A moderare l’incontro Nicolas Ballario. Il 30 aprile, in collaborazione con l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Diparti-mento di Comunicazione ed Economia) Ruggero Eugeni, Marzia Morteo e Paolo Magaudda rifletteranno insieme a diversi ospiti sui vent’anni di YouTube e le nuove immagini algoritmiche. L’8 maggio, a cura di Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) si terrà il convegno Avere vent’anni. Comunicazione responsabile e nuove generazioni, un’occasione in cui i professionisti della comunicazione rifletteranno sul valore delle parole nell’era digitale.<br><strong>Infine il 31 maggio, in collaborazione con la Biblioteca Panizzi e con il Patrocinio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e dell’Università degli Studi di Parma, coordinato da Gino Ruozzi e Diego Varini, si terrà una giornata di studi dedicata a Giorgio Messori e alle sue re-lazioni con scrittori e fotografi, Gianni Celati e Luigi Ghirri in particolare. </strong>Prosegue, anche in questa edizione, l’attenzione del festival nei confronti dei più piccoli, con l’organizzazione di visite guidate a loro dedicate e un programma ricco di PROPOSTE EDUCATIVE: dal weekend inaugurale fino a metà giugno molte le proposte e i laboratori che vogliono avvicinare bambini e ragazzi al variegato programma del festival, una mappa delle mostre pensata per loro e laboratori per famiglie, ma anche proposte formative per adulti in collaborazione con Edu Iren.  Il CIRCUITO OFF – l’evento collettivo e indipendente che arricchisce il Festival con una serie innumerevole di mostre diffuse in tutto il territorio cittadino – presenta progetti di fotografi professionisti accanto a giovani alle prime esperienze, appassionati e associazioni che dovranno misurarsi con il tema “Avere vent’anni” esponendo i propri scatti in negozi, ristoranti, studi, cortili e case private, sedi storiche, gallerie d’arte. Parte di questo circuito è anche il progetto OFF@school che coinvolge le scuole di tutta la provincia di Reggio Emilia. Il 3 maggio è la serata dedicata al Circuito Off e nel corso di questo evento sarà decretato il vincitore del premio Max Spreafico, cui sarà data l’opportunità di produrre una nuova mostra ed esporla durante la prossima edizione di Fotografia Europea, nel 2026.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/fotografia/big-ed-esordienti-con-la-20esima-edizione-di-fotografia-europea-reggio-emilia-capitale-degli-scatti.html">Big ed esordienti, con la 20esima edizione di &#8220;Fotografia Europea&#8221; Reggio Emilia capitale degli scatti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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