L’avventura di Volkswagen in Cina si sta avvicinando al capolinea? Gli ultimi segnali che giungono da oltre Muraglia non sono affatto incoraggianti per il colosso automobilistico tedesco che, soltanto fino a qualche anno fa, considerava quello cinese come il suo principale mercato.
Oggi la situazione è cambiata radicalmente e l’azienda di Wolfsburg, complice una sfiancante concorrenza interna, continua a perdere spazio di manovra e operatività. Volkswagen e il suo partner locale Saic chiuderanno il loro stabilimento congiunto di Nanchino. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt la produzione del sito è già stata interrotta e la chiusura avverrà gradualmente nella seconda metà dell’anno.
“Possiamo confermare che lo stabilimento Svw di Nanchino ha terminato la produzione”, ha confermato un portavoce di Volkswagen a Reuters, aggiungendo che “molti siti Saic-Volkswagen si trovano attualmente in fase di conversione o sono già stati convertiti per la produzione di veicoli elettrici“. Il problema è proprio questo: riuscirà Volkswagen a trasformare la sua gamma di veicoli a combustione in una competitiva flotta di veicoli elettrici per il mercato cinese?

I problemi di Volkswagen in Cina
Sia chiaro: la Cina resta ancora uno dei mercati più importanti per Volkswagen, rappresentando circa il 30% delle sue consegne. Tuttavia, l’azienda tedesca sta perdendo ingenti quote di mercato nel più grande mercato automobilistico del pianeta.
Se nel 2000 il colosso europeo deteneva una quota dominante della torta cinese delle quattro ruote – arrivando in alcuni segmenti anche al 42% del mercato delle auto passeggeri – 24 anni più tardi quella percentuale è scesa al 14,5%. Nel 2024 Volkswagen ha consegnato 2,92 milioni di vetture in Cina, con un calo di circa il 10% su base annua.
Per quattro decenni gli automobilisti del Dragone hanno apprezzato l’ampia gamma di auto presente nel catalogo del gruppo tedesco, un catalogo che spaziava dalle economiche Volkswagen Santana alle potenti Audi e Porsche. E poi? Poi Volkswagen è stata sostituita come casa automobilistica di riferimento dal colosso locale dei veicoli elettrici Byd, travolta dall’elettrificazione promossa dal Partito Comunista Cinese e, infine, insidiata da decine di altri marchi autoctoni.

Strada in salita
Byd, in particolare, ha affossato la strategia di Volkswagen prima ampliando le vendite di auto completamente elettriche – e costringendo il rivale a scommettere in grande su quel mercato – poi incrementando le consegne di ibridi benzina-elettrici plug-in. Il vuoto tedesco, che fino a quel momento presentava soltanto auto tradizionali, è stato così coperto dai nuovi protagonisti cinesi dei veicoli elettrici.
Volkswagen e Saic hanno in ogni caso deciso di estendere la loro partnership fino al 2040 e di rilanciare il proprio business passando ai veicoli elettrici, chiudendo stabilimenti e riducendo la forza lavoro complessiva. Le prossime mosse? Stanno per arrivare alcune auto elettriche, tra cui la Id.4X Smart Edition, la Id.3 Smart Edition 2025 e la Id.3 Gtx.
Entro la fine dell’anno verrà lanciata anche l”Audi E5 Sportback anche se Volkswagen ha spiegato che continuerà a promuovere “petrolio ed elettricità” insieme. Significa, quindi, che continuerà a produrre auto a benzina, come Passat, Lavida, Tiguan e T-Roc.
Entro il 2030, Saic Volkswagen prevede di lanciare oltre 20 nuovi veicoli, tra cui veicoli elettrici, veicoli elettrici ad autonomia estesa (Erev) e ibridi plug-in (Phev). Basterà questo cerotto per tamponare l’emorragia?

InsideOver sta seguendo da vicino l’ascesa delle auto elettriche asiatiche e le grandi trasformazioni che stanno stravolgendo il settore globale dell’automotive. Per sostenere il nostro lavoro, abbonati!
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