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Auto

L’Ue ci ripensa, retromarcia sui dazi alle auto elettriche cinesi

L’Ue oscilla sui dazi alle auto elettriche cinesi, tra pressioni industriali interne e negoziati con Pechino. Ecco che cosa succede.

“Compagni – di Bruxelles si intende – avanti tutta con i dazi contro le auto elettriche cinesi che stanno invadendo il mercato europeo“. “Anzi no, contrordine: rivediamo le tariffe per evitare di affossare definitivamente il nostro automotive”. Si potrebbe parafrasare così l’assurdo dibattito sulle quattro ruote a nuova energia Made in China in corso proprio in queste settimane nei palazzi del potere di Bruxelles.

È infatti successo che qualche big del settore (leggi: Volkswagen) ha pensato bene di andare a costruire le proprie automobili in Cina, per sfruttare l’elevato livello hi-tech raggiunto dal Dragone e riportare a casa modelli avanzati a costi contenuti. Così facendo, e considerando i provvedimenti presi da Bruxelles, i modelli del brand tedesco incorrerebbero in non trascurabili dazi. Un esempio? Al momento il colosso di Wolfsburg paga una tariffa del 20,7% sulle Cupra prodotte in Cina, oltre alla tariffa base del 10%. Se qualcun altro in Europa dovesse seguire l’esempio di Volkswagen, i dazi pensati per contenere BYD, Geely e Chery si rivolterebbero quasi solo ed esclusivamente sulle aziende del Vecchio Continente.

Non è un caso che la Commissione Europea abbia dichiarato di aver avviato una revisione dei dazi anti sovvenzioni applicate ai veicoli elettrici prodotti dal gruppo tedesco oltre la Muraglia.

Ue,mMarcia indietro sui dazi alle elettriche cinesi

L’Ue non ha fatto i conti con l’intricatissimo intreccio tra la produzione moderna e le catene di fornitura globali. Invece di un dazio tradizionale, infatti, Volkswagen avrebbe proposto un “meccanismo di quote di importazione e prezzo minimo“. La richiesta è stata presentata alla Commissione da Volkswagen Anhui, la joint venture del marchio tedesco con la cinese JAC, produttrice della Cupra Tavascan.

Il motivo della richiesta? I dazi rappresentano una “seria minaccia” per le attività, ha chiarito VW. Se la Germania vede le tariffe sulle auto elettriche cinesi come fumo negli occhi, altri Paesi, come la Francia, hanno pressato l’Ue per proteggere i produttori continentali dall’avvento di modelli Made in China rigorosamente low cost.

È così che, lo scorso ottobre, l’Ue ha imposto dazi fino al 45% sugli Ev di fabbricazione cinese, dopo che un’indagine avrebbe scoperto che questi ultimi beneficierebbero di prestiti a basso costo, sovvenzioni governative e altri sussidi. Le imposte di Bruxelles dovrebbero durare cinque anni, in attesa di eventuali rinegoziazioni tra le parti.

Nel frattempo, il ministero del Commercio cinese ha fatto sapere che i negoziati con l’Ue su un piano di prezzo minimo per i veicoli elettrici prodotti in Cina sono ripresi…

Dialoghi in corso

La Cina, ha spiegato Reuters, insiste sul fatto che i suoi produttori siano semplicemente più competitivi rispetto alle controparti europee. Pechino ha quindi esortato Bruxelles ad accettare un piano di prezzi minimi in sostituzione dei dazi.

“La Cina accoglie con favore il rinnovato impegno dell’UE a riavviare i negoziati sui prezzi e apprezza il suo ritorno sulla strada della risoluzione delle divergenze attraverso il dialogo”, ha affermato He Yadong, portavoce del ministero del Commercio.

Quello europeo è un mercato vitale per le case automobilistiche cinesi, le stesse che in patria si trovano ad affrontare margini di profitto in calo a causa della guerra dei prezzi e della deflazione. In ogni caso, al netto delle tariffe, secondo Car Industry Analysis il numero di auto vendute dalle aziende cinesi in Europa è aumentato a 509.700 nei primi nove mesi del 2025, con un aumento del 91% rispetto alle 266.600 vendute nel 2024. Questo ha comportato grandi balzi nelle vendite da parte di aziende come BYD, Leapmotor, Dongfeng e Chery, proprietaria dei marchi Jaecoo e Omoda.

Scendendo nei dettagli Saic Motor, proprietaria di MG, ha venduto il maggior numero di vetture, con 226.047 unità, in aumento del 21% rispetto all’anno precedente. Le vendite di Leapmotor, che ha una partnership con Stellantis, proprietaria di Vauxhall, sono aumentate dell’8.600%. Skyworth, BAIC, Dongfeng e BYD hanno registrato incrementi rispettivamente del 582%, 532%, 430% e 305%.

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