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Letteratura

“Ballare sotto la pioggia”, la recensione del romanzo di Grazia Ofelia Cesaro

“Ballare sotto la pioggia” è un romanzo familiare contemporaneo ove la narrazione autobiografica ed intimamente personale che l’autrice, Grazia Ofelia Cesaro, avvocata milanese con oltre trent’anni di esperienza nel campo del diritto di famiglia e del diritto minorile, offre al...

“Ballare sotto la pioggia” è un romanzo familiare contemporaneo ove la narrazione autobiografica ed intimamente personale che l’autrice, Grazia Ofelia Cesaro, avvocata milanese con oltre trent’anni di esperienza nel campo del diritto di famiglia e del diritto minorile, offre al lettore, si intreccia con approfondimenti giuridici di taglio più squisitamente saggistico sulle recenti novità del diritto di famiglia adatte anche al pubblico non specialistico.

Il titolo del romanzo, che riprende una celebre citazione attribuita a Gandhi (“la vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”), svela il tema portante del racconto principale: la capacità di costruire e ricostruire se stessi, la propria vita e i rapporti personali, anche nelle circostanze più tragiche. Il tutto, grazie alle qualità della resilienza, della forza d’animo e della fiducia nel futuro e nel prossimo.

“Ballare sotto la pioggia” è, soprattutto, un romanzo di relazioni, e sulle relazioni. Relazioni familiari, articolate anche al di fuori degli schemi classici di quella che, con espressione stereotipata, si definisce talvolta “famiglia tradizionale”; e relazioni sociali, perché a far da sfondo e ad accompagnare i protagonisti della vicenda sono anche gli incontri con i personaggi delineati nelle pagine del libro, tutti ispirati a volti e incontri reali: dai parenti agli amici, dagli insegnanti agli assistenti sociali ed ai giudici minorili (il giudice donna “dai capelli rossi”). Connota la trama, profondamente interiore e “familiare”, una riflessione, tratteggiata magistralmente, sul potere salvifico della fiducia in se stessi ma anche nell’altro, sia esso l’amico o il rappresentante delle istituzioni della nostra società; istituzioni che, quando funzionano e sanno ascoltare, hanno davvero la capacità di cambiare in meglio la vita delle persone.

La narrazione centrale del romanzo segue la storia vera di tre fratelli: la maggiore, Anna, alter ego dell’Autrice, Bruno e la piccola Tina. “Ballare sotto la pioggia” è un racconto schietto, che non nasconde, né si nasconde, dal tema del dolore. Il dolore acuto e vivo della scomparsa, per tragica malattia, della madre, che apre la vicenda narrata. Ed il dolore, sordo ma non per questo meno presente, per un’altra perdita, quella di un padre non più parte della famiglia a causa della disgregazione della coppia genitoriale, avvenuta molti anni prima.
Grazia Cesaro non fa sconti al lettore.

L’immensità del dramma che colpisce i tre fratelli è descritta fin dalle prime pagine. Ma il linguaggio del romanzo non indulge mai all’autocommiserazione, né ricerca in chi legge un vacuo compatimento di circostanza. Le avversità più pesanti vengono sempre vividamente descritte con un linguaggio diretto e senza fronzoli, ma in ogni caso leggero e spesso deliziosamente ironico, che affida ad un incedere narrativo pulito ed aggraziato il compito di tratteggiare le pagine, ancorché emotivamente impegnative, della vicenda narrata.

Al centro della trama sta una famiglia, certo tutt’altro che convenzionale, venutasi a creare per forza maggiore: quella di tre fratelli che hanno attraversato la malattia e la morte della madre e che del padre conservano solo ricordi sbiaditi, anneriti dal risentimento materno verso l’ex-coniuge, vissuto dai tre ragazzi in seconda persona ma nondimeno fortemente introiettato nella loro visione familiare.
I protagonisti, all’inizio soli contro un mondo ostile, sono i vertici di un improbabile ma solido triangolo, una famiglia a modo loro, ciascuno con caratteristiche diverse: la determinazione ostinata di Anna, il pragmatismo razionale di Bruno e il disincanto di Tina, una bambina che nella sua ingenuità offre più volte lampi di intuizione geniale.

La tragica scomparsa di un genitore, le ristrettezze economiche, la difficoltà di navigare un mondo esterno costruito esclusivamente a misura di adulti, mettono alla prova continuamente i tre fratelli. Nel corso delle pagine, grazie anche all’aiuto delle persone che hanno preso a cuore la loro situazione, Anna, Bruno e Tina sapranno ricucire gli strappi del loro tessuto esistenziale e riconquistare la capacità di pensare al futuro.

Il valore di un libro sta nel farci scoprire qualcosa di noi che non sapevamo riconoscerci. Se tale premessa è vera, allora “Ballare sotto la pioggia” è un romanzo che vale la pena di leggere, e rileggere, perché parla a tutti e a ciascuno dei suoi lettori. I temi che affronta -famiglia, morte, amore, rinascita, perdono- sono al tempo stesso personali ed universali, e nelle sue pagine chiunque può trovare anche solo un riflesso di sé nella storia, di separazioni e di rinascite, dei tre fratelli protagonisti.

Alla sua prima esperienza come narratrice, Grazia Ofelia Cesaro regala pagine che emozionano e toccano le corde più sensibili dell’animo, e lo fa con delicata maestria e con capacità di costruzione di una storia che è un messaggio che invita ad avere speranza. Ecco perché, posato il libro dopo averne terminato la lettura, sarà impossibile dimenticarsi non solo di Anna, Bruno e Tina, ma anche di quella esortazione ideale a non lasciar prevalere la rabbia o lo sconforto, per preferire, invece, ricucire i fili della nostra vita, riannodando gli strappi del passato quale condizione imprescindibile per accogliere con gratitudine il futuro.

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