La casa automobilistica Polestar è una strana matrioska: è una filiale di Volvo, che a sua volta è di proprietà del colosso cinese Geely che a sua volta controlla sostanzialmente entrambe. È per questa ragione che la guerra dei dazi scatenata dagli Stati Uniti contro le auto elettriche cinesi ha colpito duramente la scuderia sino-svedese.
Nell’aprile 2025, sotto l’amministrazione Biden, le tariffe Usa sulle Ev Made in China sono passate dal 25% al 100%. La decisione della Casa Bianca ha creato non pochi problemi ai modelli Polestar 2 e Polestar 4 My 2025, entrambi costruiti in Cina, aumentandone enormemente i costi di esportazione nel florido mercato statunitense.
L’azienda è stata costretta ad intervenire per tamponare l’impatto. In che modo? Polestar 3 viene ora costruita in South Carolina, così da bypassare i dazi e beneficiare del credito fiscale Ev da 7.500 dollari, mentre la nuovissima Polestar 4 My 2026 sarà realizzata in Corea del Sud.
Ecco, vale la pena accendere i riflettori sull’attesissimo Suv crossover 4 di Polestar, modello disponibile anche per i clienti statunitensi nonostante le tensioni commerciali e la sfida Usa-Cina sul campo degli Ev.
La mossa di Polestar
Polestar 4 My 2026 – per intendersi quella senza lunotto posteriore – è un’auto a tutti gli effetti cinese, visto che la proprietà del brand coincide con Geely, ma assemblata in Corea del Sud e quindi in grado di poter essere venduta nel mercato statunitense senza incorrere in tariffe o dazi aggiuntivi sugli Ev Made in China.
Risultato: questa coupé completamente elettrica potrà sfrecciare sulle auto del Paese guidato da Donald Trump senza particolari problemi. La soluzione si è resa possibile quando Geely e Polestar hanno stretto un accordo con Renault Korea Motors per produrre la Polestar 4 a Busan: i veicoli elettrici che usciranno da qui saranno distribuiti in Nord America e nel mercato sudcoreano.
In Cina, intanto, la situazione è molto più complessa. Da febbraio la sede centrale di Polestar Technology a Nanchino è in fase di transizione, tra decine di dipendenti riassegnati e licenziati; a Shanghai, invece, rimane un piccolo team per supervisionare la reputazione del marchio e i servizi post-vendita.
Nel 2024, le vendite globali dell’azienda sono diminuite del 15% a 44.900 unità, mentre quelle in Cina sono in costante calo dal 2021. Per affrontare le sfide del mercato, Polestar sta dunque trasferendo la produzione all’estero.

Un nuovo Suv elettrico per ripartire
Polestar 4 è stata presentata nel 2023, ha iniziato ad essere prodotta in Cina e consegnata in Europa e Australia nel 2024. Ad aprile dello stesso anno sarebbero dovuti partire gli ordini anche per il mercato Usa ma, tra dazi e nomina di un nuovo Ceo, la casa automobilistica è stata costretta a modificare la propria agenda. Adesso, dopo un’attesa più lunga del previsto, Polestar 4 è finalmente sbarcata negli Stati Uniti perché… sarà assemblata in Corea del Sud.
Ma di che veicolo parliamo? Di un Suv in stile coupé, elettrico, con un’autonomia prevista di oltre 480 chilometri e una batteria da 102 kWh. Una delle sue caratteristiche più distintive è la totale assenza del lunotto posteriore, che secondo Polestar “consente un nuovo tipo di esperienza immersiva per gli occupanti dei sedili posteriori”.
È l’auto più veloce di Polestar: l’azienda ritiene che vada da zero a 100 km/h in 3,7 secondi per le versioni a doppio motore e una potenza massima di 400 kW o 544 cavalli. A proposito: saranno disponibili sia versioni a doppio motore che a singolo motore (queste ultime sono dotate di trazione posteriore).
Il prezzo? Negli Usa la versione a lunga autonomia con motore singolo e trazione posteriore costa circa 57.800 dollari (inclusi 1.400 dollari di spese di spedizione). La Polestar 4 a doppio motore con pacchetto Pilot di serie parte invece da 64.300 dollari.

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