Non la pace per il conflitto ucraino, ma una nuova escalation che vede da una parte le strategie della guerriglia portate al massimo livello d’efficacia, e dall’altra l’impiego di armi sempre più sofisticate, come fossero un monito per indicare ciò che potrebbe accadere se venissero superate ancora una volta le linee rosse oltre le quali nessuno potrà evitare l’espandersi di un conflitto che ormai perdura da quattro lunghi anni, ai confini della Nato e sotto gli occhi dell’intera comunità internazionale che ieri ha ricevuto dal Cremlino un consiglio che non presagisce un allentamento della tensione: l’evacuazione di personale diplomatico e residenti stranieri dalla capitale ucraina, che è tornata e tornerà ad essere obiettivo dei bombardamenti russi.
La scorsa settimana Kiev e Mosca sono tornate a confrontarsi a distanza nei due tipi di azioni belliche che meglio rappresentano le strategie adottate su un fronte sconfinato. Da un lato, un altro attacco chirurgico del Centro operazioni speciali A dell’SBU, il servizio segreto ucraino, che ha diffuso le riprese delle telecamere dei temuti e letali droni con la visuale in prima persona che, a detta delle spie ucraine che si sono “militarizzate”, hanno “centrato il quartier generale dell’FSB”, la loro controparte russa, distruggendo un agglomerato di edifici a Kherson e un sistema antiaereo Pantsir-S1. Dall’altro, un vasto raid notturno russo, che sfruttando l’ormai nota tattica della “saturazione” ha bucato le difese di Kiev lanciando una combinazione letale di droni esca Gerbera e droni suicidi Geran, che hanno dato modo ai sistemi missilistici di precisione di colpire obiettivi in tutta l’Ucraina, compresa la capitale Kiev. Secondo le fonti informate, si è trattato di uno dei più grandi attacchi aerei notturni dall’inizio della guerra, con 90 missili Iskander, Kinzhal e Zircon e 600 droni armati di esplosivo. Questo vasto attacco ha incluso l’impiego di un sofisticato missile balistico nucleare a medio raggio Oreshnik.
Al centro della nostra attenzione, e quindi dell’articolo dedicato ai nostri abbonati, il punto sul conflitto ucraino e sulle “due linee dure” che Kiev e Mosca stanno opponendo l’una all’altra, mentre Washington, già alla prese con la crisi di Hormuz, i negoziati infruttuosi con l’Iran che minacciano una nuova escalation in Medio Oriente, le manovre al largo di Cuba e le operazione ancora in corso nel Mar dei Caraibi, sembra faticare a mediare per ottenere risultati soddisfacenti.
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