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InsideUsa – Il nuovo consigliere di Witkoff per l’Iran? Un “falco” pro-Israele

La sospensione dell'offensiva navale di Trump maschera in realtà una riorganizzazione guidata da falchi pro-Israele come Nick Stewart

Carissime lettrici, cari lettori,

Benvenuti a una nuova edizione di #InsideUsa, la vostra guida settimanale per esplorare i retroscena politici e culturali che stanno plasmando il presente e il futuro degli Stati Uniti. Io sono Roberto Vivaldelli e, come ogni giovedì, vi porto direttamente nel cuore delle dinamiche della superpotenza americana. Pronti? Partiamo!

Nell’articolo riservato agli abbonati di questa settimana vi raccontiamo di come la “grande offensiva navale” di Trump nello Stretto di Hormuz sia durata appena un giorno: il presidente ha sospeso ‘Project Freedom’, ufficialmente per negoziare, ma fonti informate parlano di una mossa dettata dall’inefficacia dell’operazione (lo Stretto resta chiuso, petroliere bloccate e prezzi del greggio alle stelle).

A insospettire è però la nomina di Nick Stewart, lobbista pro-Israele della Foundation for Defense of Democracies (FDD), come consigliere per l’Iran dell’inviato speciale Steve Witkoff. Stewart, che definisce l’Iran un «governo teocratico e tirannico» senza distinzioni tra riformisti e conservatori, siede accanto a un Witkoff notoriamente deferente a Israele. Con l’FDD – lo stesso think tank che già sotto la prima amministrazione Trump spinse per lo scontro diretto con Teheran – ora presente al Consiglio di Sicurezza Nazionale, la tregua appare sempre più fragile e la pace sempre più lontana.

Per questa settimana, è tutto, abbonatevi e alla prossima con #InsideUsa

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