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Politica

Ballottaggio in Colombia: Washington in campo per De la Espriella contro Cepeda

Il 21 giugno la Colombia sceglie tra De la Espriella e Cepeda. Trump appoggia "El Tigre" mentre si moltiplicano le denunce di ingerenze statunitensi nel voto.

In un messaggio pubblicato lo scorso 10 giugno su Truth Social,Donald Trump  si è congratulato per la «netta vittoria al primo turno» di Abelardo De la Espriella, candidato di estrema destra alle presidenziali colombiane, definendolo un leader «intelligente, forte e determinato» e lodando il suo instancabile impegno per il Paese. Le dichiarazioni del tycoon arrivano a pochi giorni dalballottaggio del 21 giugno che definirà chi sarà il prossimo inquilino della Casa de Nariño — residenza ufficiale del Presidente della Colombia — al termine di una campagna elettorale che già al primo turno ha assunto i tratti di un vero e proprio terremoto politico. Quelle nel Paese sudamericano sono tra le elezioni più importanti della regione e il loro esito sarà decisivo per definire la traiettoria del prossimo futuro in un emisfero scosso dallo scandalo Hondurasgate, con la sua declinazione locale in Colombia definita Proyecto Júpiter, da ingerenze statunitensi — che si traducono anche nell’espansione delle operazioni dello United States Southern Command (SOUTHCOM) nel Pacifico — e dalla crescente influenza della destra globale.

Trump appoggia De la Espriella contro Cepeda, «un marxista della sinistra radicale»

Nel suo post, Trump — che meno di cinque mesi fa aveva minacciato un intervento militare contro la Colombia — ha tracciato un parallelismo diretto tra la propria agenda politica e quella di De la Espriella sostenendo che, in caso di vittoria, il candidato da lui appoggiato sarà in grado di far crescere l’economia, creare occupazione, rafforzare il commercio e adottare una linea dura contro immigrazione irregolare, criminalità e narcotraffico, con l’obiettivo di ristabilire «legge e ordine». Il presidente statunitense ha inoltre sottolineato l’importanza della sfida finale del 21 giugno, nella quale De la Espriella affronterà «un marxista della sinistra radicale», presentando il verdetto delle elezioni come cruciale per il futuro delle relazioni tra Colombia e Stati Uniti. In caso di vittoria di “El Tigre” — come ama autodefinirsi De la Espriella — Bogotá potrà contare sul «pieno sostegno» di Washington, ha concluso il tycoon, che ha infine ufficializzato il proprio endorsement, definendolo «completo e totale» e sostenendo che il candidato non deluderà il «meraviglioso popolo colombiano». De la Espriella, che ha promesso di «sventrare» la sinistra e di «difendere la Colombia esattamente come sta facendo il governo Netanyahu» nel caso di Israele, si è posizionato come il favorito dopo il primo turno con il 43,8% dei voti, superando inaspettatamente il candidato di sinistra, il senatore Iván Cepeda — storico attivista per i diritti umani, figlio del dirigente comunista Manuel Cepeda Vargas, assassinato nel 1994, e candidato della coalizione Pacto Histórico del presidente uscente Gustavo Petro  —, il quale ha ottenuto poco meno del 41%.

L’avvocato dei paramilitari che sfida i risultati sociali di Petro

El Tigre è un avvocato di 47 anni originario di Barranquilla e non ha mai ricoperto cariche elettive. Ha costruito la sua notorietà pubblica difendendo alcuni personaggi controversi come narcotrafficanti e membri di formazioni paramilitari di destra, tra cui componenti delle Forze di Autodifesa della Colombia, gruppo responsabile di decine di migliaia di uccisioni, nella grande maggioranza di civili. La sua piattaforma programmatica ruota attorno a temi come la sicurezza, l’alleanza con gli Stati Uniti, la lealtà verso Israele e una esplicita ostilità nei confronti delle riforme progressiste avviate sotto la presidenza Petro. Punta, invece, tutto su queste ultime Cepeda, forte anche dei risultati ottenuti dall’attuale governo sul piano sociale: come riporta El País, citando i dati dell’Istituto nazionale di statistica, nel 2025 quasi 1,8 milioni di persone nel Paese sono uscite dalla povertà, mentre il reddito delle fasce economicamente più svantaggiate è cresciuto più di quello del resto dei colombiani. Dal 2022 al 2025 il salario minimo, al netto dell’inflazione, è aumentato del 39%, scrive il Center for Economic and Policy Research, organizzazione statunitense che svolge attività di ricerca e di divulgazione scientifica.

Di recente, peraltro, economisti e studiosi di fama mondiale, tra cui Thomas Piketty, Yanis Varoufakis, Kohei Saito e Ann Pettifor, in un documento pubblico, hanno espresso apprezzamento per i progressi economici raggiunti sotto il governo di Petro e hanno riconosciuto in quest’ultimo un modello alternativo di sviluppo, libero dai diktat del neoliberismo.

In questo contesto, la sfida tra Cepeda e De la Espriella assume anche il significato di un confronto tra due progetti di Paese: da un lato la continuità di un’agenda che punta su redistribuzione, lavoro e transizione energetica, dall’altro il ritorno a un paradigma di sicurezza punitiva e pieno allineamento con Washington. Non stupisce, quindi, che Cepeda, l’11 giugno, abbia annunciato di aver depositato una denuncia presso la Fiscalía General de la Nación e la Corte penale internazionale, contestando a De la Espriella reati come associazione a delinquere aggravata, finanziamento del terrorismo e arricchimento illecito, legati a presunti rapporti con strutture paramilitari e crimini di lesa umanità.

«Abelardo» —  ha affermato il candidato del Pacto Histórico durante uno degli ultimi incontri pubblici della campagna  — «è in ginocchio per favorire gli interessi stranieri contro il nostro Paese. Si definisce difensore della patria, ma non lo è».

Le interferenze statunitensi nel processo elettorale

Le dichiarazioni fatte da Trump a sostegno di De la Espriella si aggiungono ad altreingerenze degli Stati Uniti nel processo elettorale. In occasione del primo turno, il senatore statunitense Bernie Moreno ha incoraggiato e mediato pubblicamente alleanze tra candidati presidenziali di destra, pur essendo accreditato come osservatore elettorale internazionale, in aperta violazione della legge colombiana, come denunciato dalll’Osservatorio della piattaforma Progressive International. E la scorsa settimana, secondo quanto riportato dal Washington Post, l’amministrazione Trump ha impedito a Petro — volato negli Stati Uniti per prendere parte a una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite — di partecipare a un incontro pubblico con il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Pochi giorni fa, inoltre, si è diffusa la notizia dell’arresto dell’attivista colombiano Beto Coral da parte delle autorità migratorie statunitensi in Arizona. L’ordine di cattura sarebbe giunto direttamente dal Segretario di Stato Marco Rubio, nonostante l’attivista possieda una regolare richiesta di asilo e un permesso di lavoro. Coral aveva espresso pubblicamente critiche contro De la Espriella e si era recato in Florida per intentare una causa contro il candidato presidenziale.

Lo scorso 15 giugno, intanto, è iniziato il ballottaggio per il milione e mezzo circa di colombiani residenti all’estero. Generación Petro, movimento sociale e politico di giovani e attivisti digitali in Colombia che sostiene il presidente Petro, denuncia irregolarità nel processo elettorale, verificatesi — secondo quanto riportato in un video diffuso sui canali social — anche in Italia. 

Progressive International non esclude «ulteriori interferenze straniere da parte di Trump, Rubio e degli Stati Uniti in vista del voto di domenica, sia attraverso una campagna attiva a favore di De la Espriella, sia tramite pressioni economiche o diplomatiche, o tentativi di minare il processo elettorale in caso di risultati sfavorevoli». 

Al termine di una campagna elettorale serrata e molto tesa, i pronostici sembrano favorire De la Espriella, che può contare su una base conservatrice unita — Paloma Valencia, la candidata della corrente uribista arrivata terza al primo turno, ha garantito il suo sostegno —  e su un messaggio dai toni fortemente populisti, fondato sulla retorica della sicurezza. Cepeda, d’altro canto, dovrà compiere un’impresa ardua: mobilitare gli astensionisti e convincere un centro diffidente. Il sondaggio del Celag — Centro Strategico Latinoamericano per la Geopolitica —, in ogni caso, indica un margine ristretto a favore del candidato del Pacto Histórico che resta il più votato al primo turno nella storia del Paese sudamericano.

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