Oltre 60 veterani statunitensi e familiari di militari sono stati arrestati lunedì 20 aprile dopo aver occupato il Cannon House Office Building, nel cuore del Campidoglio a Washington, durante una protesta contro la guerra in Iran.
La manifestazione, organizzata da diverse associazioni di ex combattenti e famiglie di soldati, si chiamava “Veterani contro il fascismo”.
I partecipanti si sono radunati nell’edificio con in mano tulipani rossi, simbolo delle vittime iraniane dei raid americani, e striscioni con la scritta “End the War on Iran”.
Secondo quanto riferito, almeno 62 persone sono state fermate dalla U.S. Capitol Police, intervenuta per sgomberare l’area.
I manifestanti hanno inscenato anche una cerimonia di piegatura della bandiera, in memoria dei 13 militari statunitensi morti finora nel conflitto iniziato il 28 febbraio, scandendo slogan contro la guerra prima di essere immobilizzati con fascette e portati via, come mostrano diversi video diffusi sui social.
Tra i promotori dell’iniziativa figurano organizzazioni come About Face, il Center on Conscience and War, Veterans For Peace, Common Defense, la Fayetteville Resistance Coalition, Military Families Speak Out e 50501 Veterans.
In una nota, il Center on Conscience and War ha spiegato che i dimostranti chiedevano un incontro con lo speaker della Camera Mike Johnson, sollecitandolo ad accettare la bandiera piegata e a impegnarsi a non continuare a finanziare il conflitto.
Tra gli arrestati anche Mike Prysner, direttore del Center on Conscience and War e veterano della guerra in Iraq: “La guerra a cui sono stato mandato ha causato inutilmente la morte di migliaia di americani e di un milione di iracheni”, ha dichiarato poco prima dell’arresto. “Come molti dei veterani qui oggi, da vent’anni desidero di poter tornare indietro e rifiutarmi di partire. I militari oggi hanno ancora questa possibilità”.