Terza guerra mondiale e zombie della Nato: il folle videogioco contro l’Occidente

Il contesto è quello della Terza guerra mondiale. Non si sa perché né per come, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato la guerra totale al mondo. Una coalizione internazionale, capeggiata dai due alleati di ferro Iran e Russia, si fa carico della missione per contrastare l’imperialismo Usa e “ristabilire la pace globale”. È questa la trama distopica di Revenge, l’ultimo videogioco dell’azienda iraniana Koras3D. Del gameplay non si conoscono ancora i dettagli (il rilascio è previsto nel 2024), ma dalle prime immagini e dai trailer pubblicati online si possono ammirare flotte di aerei e mezzi occidentali nelle basi americane prese di mira dai droni e dall’aviazione iraniana in collaborazione con quella russa. In un altro filmato, ad esempio, un missile balistico Fatah riesce inspiegabilmente a sfuggire a una pioggia di missili lanciati dalla potente e temutissima contraerea statunitense Patriot, di recente assurta alle cronache per aver intercettato gli ipersonici russi e i droni Shahed sui cieli di Kiev, distruggendo una base israeliana. Il gioco conterà sette livelli divisi in capitoli. Nel primo, il giocatore dovrà sconfiggere un’orda di soldati ucraini trasformati in zombie all’interno di un tetro laboratorio biomilitare in Ucraina dove la Nato crea virus e altre armi biologiche. Tanti, dunque, i riferimenti all’attualità. D’altronde non si tratta del primo prodotto videoludico sulla crisi dell’ordine mondiale, come dimostra il progetto tedesco “Death from Above” dichiaratamente pro-Ucraina. Ma per Teheran è uno strumento inedito di propaganda. Nel poster di lancio è stato disegnato il generale Qassem Soleimani, il comandante delle unità speciali delle Guardie iraniane della rivoluzione, ucciso in un raid americano in Iraq nel 2020 e diventato un’icona della lotta del regime degli ayatollah contro gli Stati Uniti d’America. La guerra – prima di tutto ideologica – passa così dal campo di battaglia reale a quello virtuale.