L’Ucraina ha bombardato il ponte di Chongar, la struttura che collegava l’oblast di Kherson con la Crimea. Nella giornata di ieri, giovedì 22 giugno, l’aviazione di Kiev ha colpito con precisione chirurgica centrando in pieno la carreggiata del ponte con i missili franco-britannici Scalp/Storm Shadow. In mezzo alla strada si è formato un gigantesco cratere che ha impedito il transito, come ha mosrato il governatore filorusso della regione di Kherson, Vladimir Saldo. L’attacco contro questo ponte potrebbe rivelare una delle tattiche delle forze ucraine per recuperare i territori meridionali: bloccare la logistica e i rinforzi provenienti dalla penisola annessa illegalmente dalla Russia nel 2014, isolandola. “L’impatto psicologico sugli occupanti e sulla potenza occupante è ancora più importante. Non c’è nessun posto sul territorio della regione di Kherson dove possano sentirsi al sicuro”, ha commentato su Telegram Yuriy Sobolevsky, funzionario dell’amministrazione ucraina di Kherson. Secondo l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, l’Ucraina avrebbe puntato 4 missili contro il viadotto. Non si tratta del primo ponte bersagliato dagli ucraini sul fronte sud: l’anno scorso era già stato preso di mira il ponte Antonovsky, fatto saltare poi in aria dai russi in ritirata a novembre, mentre l’8 ottobre 2022 un camion bomba è esploso sul ponte di Kerch che unisce la Crimea con la penisola di Taman.
Fonte: CCTV/Telegram