Serbia, gli studenti sfidano Vucic in campagna elettorale

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Il 25 ottobre la Serbia torna alle urne per le elezioni parlamentari anticipate.

Dopo due anni di proteste contro la corruzione e il sistema di potere di Aleksandar Vučić, gli studenti provano a trasformare la mobilitazione in una sfida elettorale, presentando una lista di 250 candidati.

A raccontare questa svolta è Ivana Petrović, giornalista indipendente e attivista, oggi è candidata nella lista sostenuta dal movimento studentesco.

“Crediamo profondamente di poter vincere queste elezioni, perché abbiamo il sostegno e l’affetto della gente, che è stanca di vivere continuamente nella paura”.

Tutto comincia il primo novembre 2024, quando il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad provoca 16 morti. La tragedia innesca una delle più grandi ondate di protesta della storia recente del Paese: gli studenti chiedono giustizia, trasparenza e responsabilità, estendendo poi le rivendicazioni alla corruzione, alla censura e al sistema di potere di Vučić.

Gli studenti resistono a manganellate, violenze e arresti. Durante l’inverno alcuni dormono all’aperto, sotto zero. “I funzionari municipali fedeli a Vučić impedirono loro di utilizzare parchi e altri spazi per sistemare i sacchi a pelo”, racconta Ivana, con le lacrime agli occhi.

Ai cortei si contrappone la narrazione dei media vicini al Partito progressista serbo, che alimenta divisioni anche nelle famiglie. “Alcune emittenti continuavano a ripetere che erano un gruppo di teppisti, un gruppo di terroristi”. Eppure, “bastava affacciarsi dalla finestra per vedere fiumi di giovani che sorridevano, si baciavano, si abbracciavano”. Per Ivana, “un Paese che non ascolta i giovani non ha futuro”.

Vučić ha intanto lasciato la presidenza della Repubblica, ma non la politica: punta, infatti, a diventare primo ministro. Resta da capire se la mobilitazione degli studenti riuscirà a tradursi in consenso elettorale.