Quando criticare Israele diventa antisemitismo

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Il voto sul ddl antisemitismo è stato rinviato. Il testo torna in commissione, con la sua definizione di antisemitismo.

Ma facciamo una prova: guardiamo chi quell’accusa la sta già prendendo in faccia, senza che nessuna legge sia passata.

Jonathan Glazer, premio Oscar per “La zona d’interesse”, ebreo. Accusato di aver rinnegato la propria ebraicità perché ha criticato il governo israeliano.

Anna Foa, storica, ebrea. Definita antisemita per i suoi scritti: lo racconta lei stessa.
Gad Lerner, giornalista di origine ebraica. “Ebreo antisemita”, per le sue critiche a Netanyahu.

E ieri Ed Miliband, ministro degli Esteri britannico, ebreo. Annuncia le sanzioni sugli insediamenti in Cisgiordania. L’ambasciata israeliana a Londra risponde accusandolo di creare “un’atmosfera di violenza contro gli ebrei”. Lui replica: sono un ebreo britannico orgoglioso, e non sono d’accordo.

Quattro ebrei. Accusati di antisemitismo. Perché hanno criticato un governo.

Il governo guidato da Benjamin Netanyahu, che, secondo un’inchiesta del giornale israeliano Haaretz, dieci giorni prima del 7 ottobre era stato avvertito di un attacco imminente di Hamas.

Netanyahu ha taciuto lasciando che 1.200 israeliani venissero massacrati.

E poi ha scatenato il genocidio a Gaza a cui assistiamo da quasi tre anni.

Netanyahu nega e minaccia querele.

Ma a scriverlo sono i giornali israeliani.

A chiedere verità sono le famiglie degli ostaggi.

Per la definizione che si sarebbe dovuta votare oggi, tutti antisemiti? Israeliani antisemiti? Ebrei antisemiti?

Attenzione, la legge non vieta di criticare il governo israeliano. Sulla carta, no. Ma adotta una definizione così vaga che l’accusa la puoi appiccicare a chiunque.

E quando la rischi anche solo scrivendo un articolo, ci pensi due volte. E magari stai zitto.

Ottant’anni fa non avremmo taciuto di fronte allo sterminio nazista degli ebrei.

Non chiedeteci oggi di tacere questo nuovo e terribile sterminio attuato da un governo che “non si può criticare”.

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