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Guerra

Le macchine minate di Sirte

Sirte (Libia) Alte colonne di fumo nero sono il benvenuto di guerra a Sirte, dove si sta combattendo la battaglia finale per eliminare la roccaforte del Califfo in Libia. Due attentatori suicidi dello Stato islamico si sono appena fatti saltare in aria in mezzo alle truppe libiche. La scena è drammatica con feriti che piangono, auto carbonizzate, pozze di sangue e ambulanze a tutta velocità. Ieri due attentatori suicidi sono riusciti ad infiltrarsi dietro le linee dell’assedio provocando 13 morti e 59 feriti sulla strada che porta a Misurata. Macchine e camion bruciano ancora al nostro arrivo. I feriti più lievi vengono curati sul posto. I miliziani sono attoniti per il colpo di coda delle bandiere nere e lanciano l’allarme: «Andate via. È pericoloso. Abbiamo segnalazioni che stanno arrivando altre auto bombe». Reportage di FAUSTO BILOSLAVO

Società

“Lasciate volare Italo Balbo”

È il pomeriggio del 15 luglio 1933, quando 24 Idrovolanti Savoia Marchetti S55 atterranno sulle acque piatte del lago Michigan, davanti a Chicago. Hanno appena compiuto una delle più grandi imprese della storia dell'aviazione, volando in formazione serrata da Roma agli Stati Uniti, e dimostrando che l'Oceano Atlantico non è più un ostacolo. A guidare i centoquindici ufficiali e sottufficiali, un uomo che per la comunità italoamericana diventerà un eroe: Italo Balbo. La folla in festa lo accoglie con una moltitudine di bandiere italiane ed americane, ed erige, a ricordo dell'impresa, una colonna di epoca romana con inciso il suo nome. Roma incontra Chicago. E i due Paesi non sembrano mai essere stati così vicini. Nessuno avrebbe potuto immaginare, che a distanza di ottantaquattro anni, alcuni blogger ed attivisti "anti-razzisti" avrebbero pensato di protestare affinché il monumento a Balbo venisse abbattuto in quanto simbolo "fascista".Riprese: Marta Proietti Montaggio: Roberto Di Matteo

Terrorism

Pakistan: Easter under siege

But it is still Easter Eve in Pakistan, the alert is at the highest level; the soldiers patrol each single entry of the Gulshan and Iqbal Park, but not just them: all the streets leading toward the churches and Catholic places of worship are closed and controlled by the soldiers of the Pakistani army. The Lahore cathedral is going to host the celebration of the festivity. Hundreds of people are converging toward the church. It is evening, there is a celebratory mood in the air and there is a great desire to participate in the scene. There is the Lahore bishop Sebastian Francis Shaw, and there is father Mani, who explains: "In the past they tried to make a terror attack here, but they didn't make it. However they made a massacre in the Yohannabad quarter and on the day of Easter and just before the Holy Days there are always critical moments because, taking advantage of the vast participation of the devotees, the terrorists try to infiltrate and to cause a mass killing".

Society

Pakistan, in the abyss of heroin

To get into heroin, in the world of its consumers, to immerse in that abyss of drug addiction in Pakistan, a preliminary abandonment of certainties and a prior assimilation of certain concepts is necessary, it is necessary to unveil the cataloging that marks such weakness and despair, it is necessary to be devoid of every stigma and every accusation: only after having set aside all of this, one can understand the reality of those who left for the war, but who have a conscious awareness of being defeated.

Guerra

Nella prigione dello Stato islamico

SIRTE - Il sibilo, troppo vicino, del proiettile di un cecchino dello Stato islamico fende l’aria. In prima linea è il soffio della morte. Poco dopo una cannonata parte verso le postazioni delle bandiere nere, che ancora non mollano nel quartiere 1 e 3 di Sirte. Un boato pazzesco, che ci fa scappare a tutta velocità per uscire dalla linea di tiro. Lo stradone a due corsie è deserto, con i pali dell’illuminazione abbattuti dalle granate, come birilli. Di intatto sono rimaste solo tre gigantesche bandiere nere disegnate come murales, quando Sirte era la roccaforte del Califfato in Libia. Reportage di Fausto Biloslavo

Donne

Il bordello di Taingail

TANGAIL – Novanta chilometri dalla capitale Dacca. Tre ore di macchina verso nord. Siamo a Kandapara, quartiere a luci rosse di Tangail. Una città nella città, fatta di baracche dove circa ottocento ragazze, tra droga e povertà, si vendono al miglior offerente. In Bangladesh la prostituzione è stata legalizzata nel 2000, ma ha origini molto più antiche. È un’eredità del dominio inglese e i bordelli sono aperti da tantissimi anni. Questo è il secondo più grande del Paese. Quelli regolari, ovvero riconosciuti dalle autorità, sono una ventina. Per la legge dovrebbero lavorarci solo ragazze dai 18 ai 55 anni. Ma nella realtà non è così. Ci si accorge immediatamente quando si varca uno dei cancelli in lamiera che ti porta all’interno. Tante sono giovanissime. Reportage di Gabriele Orlini e Fabio Poles

Society

The Pakistani transsexual community

Formally, Pakistani transsexuals are endowed with more rights than in other countries around the world, but in fact they are victims of stigmatization. The Khawaja Siras, the term that defines the transsexual in Pakistan and India, are indeed, targets of the conservative groups and of that of the Islamic extremists, and in order to survive the most of them are forced to beg, prostitute or dance during baptisms, circumcisions or other celebrations, since they are renowned for their choreographic capabilities and for bringing good luck.

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