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Nazionalismi

La militarizzazione dell’Estonia

Oggi il Kaiseliit conta circa 17.000 membri ufficiali e circa 150.000 partecipanti ai suoi addstramenti, a cui aggiungere 2000 donne e 5000 minorenni tra gli 8 e i 18 anni. Cifra enorme considerando che la totalità della popolazione estone è poco più di 1 milione.

Società

La comunità Lgbt indonesiana: tra pluralismo e radicalismo

L’Indonesia è il quarto paese più popoloso nonché il Paese con la comunità musulmana maggiore al mondo; al suo interno contiene differenti connotazioni di carattere sociale e religioso, lascito dei vari popoli che hanno abitato queste isole nel corso dei secoli; indiani, arabi, l’epoca coloniale portoghese ed olandese. Per capire meglio la natura del Paese, basti pensare che uno dei princìpi cardine su cui si fonda la Repubblica Indonesiana, nata nel 1949 grazie all’opera del Padre della Patria Sukarno, è quello così detto del "Pancasila", l’unità del popolo attraverso la democrazia, la tolleranza religiosa e la giustizia sociale. REPORTAGE DI RICCARDO PAREGGIANI

Politics

Trump eyes on Italy

A new relationship is developing between USA and Italy. The Five Star Movement and the League’s victory was brought about by the same establishment that Donald Trump fought against during his campaign. Both countries now have governments intent on protecting their national interests. As a result, Italy and the United States also share important strategic goals.

Religioni

Cristiani sotto tiro

La colonna di marmo bianco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Cairo è ancora flagellata dalle cicatrici delle schegge dell’attentato suicida. I copti cristiani in Egitto hanno voluto lasciarla così per non dimenticare. L’esplosione ha fatto saltare in aria il tetto e ridotto a pezzi 29 fedeli compresi 6 bambini, che stavano pregando l’11 dicembre 2016. “Noi cristiani sappiamo di essere sotto tiro e siamo pronti a morire per la nostra fede” racconta Maryam mostrando la foto che porta al collo di suo marito, il custode della chiesa, uno dei “martiri” dell’attacco jihadista. Reportage di Fausto Biloslavo

Religioni

La vedova del martire cristiano

“Uno dei miei gemelli di 8 anni si è messo a correre passando vicino al terrorista suicida. Un angelo lo ha protetto. Il kamikaze si è fatto esplodere quando mio figlio era già lontano” ricorda Gihen Gergis Basiri con lo sguardo triste e la voce rotta dall’emozione. La vedova cristiana ha perso il marito, davanti ai suoi occhi, lo scorso anno, quando il terrorista dello Stato islamico ha seminato morte e terrore davanti alla chiesa di San Marco, la più antica di Alessandria dove riposano le reliquie dell’apostolo. La domenica delle Palme, l’obiettivo fallito delle bandiere nere era uccidere il Papa ortodosso, Tawadros II, che guida la maggioranza dei cristiani d’Egitto. Gihen è vestita di nero e non muove bene un braccio disarticolato dall’esplosione. La sopravvissuta racconta il “martirio” del marito nella stessa chiesa dove l’attentato suicida ha falciato 16 egiziani fra guardie di sicurezza e cristiani compresi bambini. Al suo fianco i due gemelli, Fedi, che significa Salvatore, illeso per miracolo e Bishoi, che ha cercato di aiutare la madre sanguinante subito dopo l’esplosione. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

Religioni

La chiesa presa d’assalto

“Siamo venuti a dire ai cristiani d’Egitto che non sono soli. Non è più il tempo di dire solo “resistete”, ma di resistere con loro” spiega Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla chiesa che soffre. Dal 2011 la fondazione pontificia ha finanziato in Egitto progetti per oltre 4 milioni e mezzo di euro in sostegno alla comunità cristiana sotto tiro. Monteduro ha visitato i luoghi più significativi e a rischio dei copti assieme al vescovo di Carpi, Francesco Cavina ed il vicario generale, don Massimo Fabbri. La delegazione è stata ricevuta anche dal patriarca Tawadros II, il Papa dei copti ortodossi. Aiuto alla chiesa che soffre ha investito 76.300 euro nella messa in sicurezza delle chiese minacciate dai Fratelli musulmani nel 2013 e adesso sotto attacco dei terroristi dello Stato islamico. Per i luoghi di culto cristiani rimessi in piedi dopo le devastazioni sono stati spesi 91.000 euro. Altri 124mila euro sono andati a chi ha perso tutto a causa delle violenze anti cristiane e alle famiglie delle vittime. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

Religioni

Cristiani sotto scorta

Nell’alto Egitto, lungo il Nilo, la provincia di Assiut assieme a quella di Minia registrano la più alta percentuale di cristiani oltre il 30%. Davanti alla chiesa del vescovo di Assiut è piazzato un blindato color sabbia dell’esercito. I soldatini egiziani sono in tenuta di combattimento e la polizia sbarra la strada. Il vescovo Kirillos William viene fermato dai fedeli che baciano la croce in legno stretta nella mano. “I terroristi minacciano: 'Trasformeremo le vostre feste nel sangue', ma siamo gli unici cristiani che organizzano le processioni per la Madonna in strada” osserva il prelato copto cattolico. I fedeli possono farlo a Der Dronca, un villaggio di 6mila anime, tutte cristiane. Alle pendici della grotta dove ha sostato la Sacra famiglia di Gesù in fuga dalla Palestina, super blindata, ma frequentata da un via vai continuo di pellegrini. REPORTAGE DI FAUSTO BILOSLAVO

Politica

I soldati fantasma di America e Russia

Nel “derby siriano” tra Washington e Mosca appare sempre più evidente il ricorso alle società militari private. Un sottobosco di realtà organizzate in base alla normativa di riferimento, spesso collegate a grandi imprese multinazionali, che consentono alle due superpotenze di calcare il tallone sul terreno senza dover render conto all’opinione pubblica nazionale delle operazione più delicate. Non a caso, le truppe impiegate per questo genere di operazioni, in gergo, vengono definite “ghost soldier”. Si tratta di unità composte da personale altamente specializzato che, però, non esistono almeno finché qualcuno non muore, ed allora una croce di legno o lo sfogo dei familiari restituiscono dimensione pubblica alle loro storie.

Politica

L’America è ancora come il far west?

Antonio Borrelli è stato per Gli Occhi della Guerra nello Stato di New York. Qui, come in altri Stati del Paese, il concetto di autodifesa è dominante. Basti pensare che in circolazione ci sono oltre 300 milioni di armi nelle mani di circa 80 milioni di cittadini. Antonio ha incontrato Santino, nipote di italiani che ha una vera e propria adorazione per Beretta, il brand italiano di armi. A poco dalle elezioni presidenziali, negli Stati Uniti le parole d'ordine sono pericolo, difesa, sicurezza. Come dire che questo grande Paese democratico non è andato tanto più in là rispetto al lontano Faw West.

Guerra

La battaglia di Donetsk

La città di Adveevka è saldamente in mano all'esercito ucraino. Le trincee separatiste lambiscono il confine meridionale del centro abitato: è la cosiddetta "Promzona", l'area industriale. Un piccolo triangolo di casette, ormai ridotte a cumuli di polvere e mattoni: poche centinaia di metri quadrati di terra - il cuore della guerra dimenticata del Donbass.Siamo a una ventina di chilometri dal centro di Donetsk. Qui, ogni giorno, si combatte casa per casa, senza esclusione di colpi. "Qualche tempo fa i battaglioni di Kiev hanno attaccato in forze - ci ha raccontato un miliziano filorusso -. Sono riusciti a venire avanti qualche decina di metri, poi li abbiamo fermati. Arrivavano a ondate, correndo sotto le bombe. In tanti ci hanno lasciato la pelle". Reportage di Alfredo Bosco e Andrea Sceresini. Ha collaborato Luca Gennari

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