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Guerra

Così i soldati di Erdogan stanno massacrando i curdi ad Afrin

Le Forze armate turche continuano la loro avanzata su Afrin nel nord-ovest della Siria contro i curdi siriani. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato l’operazione "Ramo d’olivo" il 20 gennaio scorso attaccando le forze armate curde delle Unità di protezione del popolo (Ypg). Secondo Erdogan lo Ypg è associato al gruppo del Partito curdo dei lavoratori (Pkk), designato come gruppo terroristico in Turchia. Video di Alessandra Bocchi e Roberto Di Matteo

Guerra

La guerra in Siria vista con gli occhi dei bambini

Sono mezzo milione, secondo i dati diffusi un mese fa dall’Unicef, i bambini che, in Siria, restano intrappolati nelle aree contese tra l’esercito siriano e i ribelli. E sono molti di più quelli che, da quando è iniziato il conflitto, nel marzo del 2011, vivono ogni giorno facendo i conti con la fame, la povertà, le malattie e gli orrori della guerra. Alcuni di loro, quelli che hanno meno di cinque anni, non sanno neppure cosa voglia dire vivere senza il frastuono dei bombardamenti.

Società

La lunga marcia delle Farc

Sono oltre seimila i guerriglieri delle Farc, la guerriglia d’ispirazione marxista-leninista, che da giorni e con ognimezzo - in autobus, camion, barche e sovente a piedi – si stanno dirigendo verso le 27 aree di sicurezza (veredales in spagnolo) supervisionate dall'Onu e dalla forza pubblica colombiana. Qui, man mano che arrivano, consegnano le loro armi ed iniziano il lungo reinserimento nella vita civile, a cominciare dalle foto per i documenti visto che l’80% di loro non ha mai posseduto in vita sua una carta d’identità essendo entrato giovanissimo nelle Farc, acronimo che sta per le Forze armate rivoluzionarie della Colombia.

Guerra

La guerra di Hezbollah in Siria

Nel sanguinoso groviglio della guerra civile che da oltre cinque anni sconvolge la Siria, l’organizzazione militantelibanese di Hezbollah è riuscita progressivamente a ritagliarsi un ruolo importante. Il “Partito di Dio” guidato da Hassan Nasrallah ha infatti intensificato nel corso dei mesi una presenza attiva sul campo dispiegata a partire dalla seconda metà del 2012 nell’ambito della coalizione sciita, diretta conseguenza del supporto accordato al governo di Damasco e al suo alleato iraniano sin dall’inizio delle ostilità.

Guerra

Yemen, la guerra dimenticata

Guerre dimenticate, morti che non fanno notizia, distruzioni e disperazioni purtroppo concrete e reali. L’accusa lanciata da Fausto Biloslavo a fine dicembre 2016 su Gli Occhi della Guerra è più che mai attuale in riferimento al conflitto civile che dal marzo 2015 insanguina lo Yemen e sinora ha causato oltre 16.000 morti, di cui almeno 10mila civili, e oltre 3 milioni di sfollati su una popolazione di poco superiore ai 25 milioni di abitanti, devastando in maniera sistematica un Paese già da tempo classificato tra i più poveri del pianeta. Un conflitto che è tornato improvvisamente all’attenzione dei media internazionali per pochissime ore nella giornata di domenica 30 gennaio, quando nel corso di un raid dei Navy Seals contro una base di Al Qaeda le forze armate statunitensi hanno subito la prima perdita dell’era Trump e nel quale, mentre vi si ode l’eco lontana del visa ban imposto dalla Casa Bianca, è oggigiorno letteralmente insabbiata l’Arabia Saudita, ambiguo alleato di Washington che il neo-Presidente sembra destinato a rivalutare. Video di Roberto Di Matteo e Andrea Muratore

Migrazioni

Mellila, il truman show spagnolo

Siamo a Mellila, enclave spagnola in Marocco. Qui niente è come sembra: da un lato una città pressoché disabitata, vuota, spoglia. Ma allontanandosi un poco dal centro la situazione cambia totalmente: il puesto fronterizo di Beni-Enzar, la dogana internazionale tramite la quale si entra in Marocco, è un mix di voci, volti che raccontano di un Paese pieno di contraddizioni. Dai portadores, che ogni giorno trasportano i beni che vengono importati dalla Spagna. Melilla, infatti, come la vicina Nador in Marocco non ha alcun tipo di produzione ed esporta solo merce importata a sua volta. Poi ci sono i migranti: Attraverso le enclavi spagnole scorre infatti la “Western Mediterranean route” (Frontex), una tratta percorsa nel 2015 e 2016 da un totale di 30.000 migranti. La particolarità di questa rotta è che non prevede l’attraversamento in barca del Mar Mediterraneo, molto rischioso e costoso. Riccardo Sartori ha documentato per Gli Occhi della Guerra le contraddizioni di questo Truman Show spagnolo in terra africana.

Guerra

La resistenza di Deir Ezzor. La città siriana sotto assedio

La storia di Deir Ez Zour, nel già particolare contesto bellico siriano, appare unica e singolare: vi è simbiosi tra militari e civili, tutti hanno lo stesso scopo e per tutti l’unico obiettivo per il quale ci si sveglia ogni giorno è quello inerente la salvezza della propria stessa vita. Adesso la situazione in città è più tranquilla, le linee di difesa reggono ma l’assedio non è finito: gli altri reparti dell’esercito sono lontani 250 km da Deir Ezzour ed allora, per chissà ancora quanto tempo, la vita quotidiana di questo capoluogo siriano è destinata ad essere immersa nel conflitto, in attesa che sui campi petroliferi ad ovest del centro urbano possa tornare nuovamente a sventolare la bandiera siriana.

Guerra

Raqqa, il fronte orientale

Prima i boati paurosi e poi le alte colonne di fumo biancastro, che si alzano verso il cielo, sono il benvenuto all’inferno di Raqqa. L’aria rarefatta dalla calura rende questa distesa polverosa di case sulla sponda dell’Eufrate un girone dantesco. I caccia bombardieri americani martellano le postazioni delle bandiere nere nella prima e storica capitale dello Stato islamico in Siria. L’ultima roccaforte del Califfato, che si sta sgretolando. La città jihadista è sotto assedio da giugno, dopo la caduta lo scorso anno di Sirte, in Libia e la liberazione di Mosul, in Iraq, negli ultimi giorni.“Giornalista gira delle belle immagini su di me, così resta un ricordo. Nei prossimi giorni potrei morire per liberare Raqqa” è l’epitaffio senza appello di un giovane combattente curdo al volante del blindato artigianale che fa la spola con la prima linea. Il fronte orientale di Raqqa è il più infame. La parte della città liberata sembra uno spettro in cemento armato con le case ridotte a cumuli di macerie o sforacchiate dai proiettili come un groviera.

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