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Migrazioni

In fuga dal Venezuela

Le testimonianze di Maria Daniella e Risschis, due giovani venezuelani che a causa della crisi hanno lasciato il loro Paese. "La situazione in Venezuela era diventata invivibile. È difficile iniziare tutto daccapo e lasciare una vita indietro, ma il governo di Maduro ha fatto solo danni al Paese”. Di Marianna Di Piazza

Società

Voci dal Venezuela

I racconti di chi sta vivendo la crisi sociale ed economica in Venezuela. “La situazione peggiora giorno dopo giorno. I prezzi continuano ad aumentano. Non c’è denaro e la gente muore di fame”. Di Marianna Di Piazza

Società

Il piacere del male: viaggio nel Bdsm

È la nebbia di fine novembre, che abbraccia e nasconde la periferia sud di Milano, il primo sipario da scostare per addentrarsi nel mondo Bdsm (bondage, dominazione e sadomaso). Un'insegna con scritto Club poco distante dalla fermata della metro di San Donato: è questo l'ingresso del Sadika, l'unico locale italiano deputato al sadomaso. All'entrata sono richiesti i documenti e viene controllata l'età, poiché l'accesso è per soli maggiorenni e poi ecco che le porte si spalancano. Un locale dalle luci soffuse, dei divanetti, un bar, degli oggetti a tema come fruste e collari appesi alle pareti e delle scale che conducono in quella che è l'area dove il gioco, lo show, la piéce del sadomaso prende vita. Croci di Sant'Andrea, una gabbia, una gogna, un tavolo con corde: strumenti di tortura in apparenza ma che, ed è qua che già si può cogliere la chiave per aprire le segrete del sadomaso, servono invece per dare e riceve piacere. Sotto forma di dolore? Si, ma per chi né un adepto: piacere. Montaggio di Roberto Di Matteo

Politica

Il clima pre elettorale

Le elezioni di domenica 20 maggio in Venezuela sono viste come una farsa dalla popolazione. “La gente non vuole andare a votare domenica. Ho detto ai miei parenti di manifestare contro il governo e non partecipare alle elezioni”. Di Marianna Di Piazza

Politica

I cubani e Fidel

Quando perfino gli acchiappa-turisti di L'Avana Vecchia, sempre intenti a cercare qualche preda nel quartiere vicino al mare della capitale di Cuba, si rifiutano di parlare di Fidel Castro nonostante un'offerta di dieci pesos, si capisce come la politica sia ancora un tabù per i cubani. La morte del Lider Maximo il 25 novembre scorso ha scosso l'isola, ma pochi giorni a L'Avana bastano per capire come la situazione generale della nazione caraibica sia in realtà molto più problematica del cordoglio per il decesso dell'ex presidente.Insieme all'amico Che Guevara, Fidel Castro fu in grado di ribaltare la dittatura a Cuba di Fulgencio Bautista nel 1959 usando solo poche decine di uomini e partendo dalla sua Santiago, dove ora è stato sepolto alla fine di un corteo funebre che ha attraversato tutta l'isola. A lui e ai suoi compagni non andava bene che Bautista avesse stretto accordi economici con gli Stati Uniti e inoltre il dittatore aveva già fatto uccidere vari avversari politici creando un clima di terrore fra i cittadini. Reportage di Andrea Indiano

Società

Alzheimer: un padre, una figlia e la malattia (Documentario 1/3)

Un padre anziano, malato di Alzheimer, che non riconosce più i figli e se stesso. Il toccante racconto della figlia, dalla manifestazione dei primi sintomi alla paura di lasciarlo da solo, fino alla decisione di vivere insieme a lui. Il 21 settembre 2017 è la XXIV Giornata Mondiale dell'Alzheimer.Vogliamo quindi puntare i riflettori su questo tragico male e in particolare sulle difficoltà di chi resta al fianco dei propri cari ammalati.

Società

L’informazione a Cuba

L'informazione a Cuba passa infatti attraverso tre canali tv e due giornali. Il quotidiano Granma è l'unico dell'isola insieme a Juventud Rebelde, dedicato ai lettori più giovani. Fino a poco prima della sua morte, Fidel Castro teneva una rubrica su Granma, molto letta e citata. Il capo della redazione internazionale di Granma, Sergio Gomez Gallo, è convinto che la morte di Fidel cambierà ben poco nell'economia e nella politica di Cuba, anche perchè il Lider non aveva ruoli ufficiali nel governo già dal 2006. Suo fratello Raul è giudicato più disponibile all'apertura e meno intransigente, anche se ora molti lettori temono che possa prendere decisioni sbagliate senza i consigli del fratello maggiore. La redattrice di Juventud Rebelde Ysell Rodriguez Milan è invece preoccupata per l'elezione di Donald Trump, un sentimento comune fra i cubani. Entrambi i giornalisti parlano fieramente delle proprie pubblicazioni e non sembrano preoccupati che l'assenza di altri quotidiani non filo-governativi possa essere un problema per i cittadini, dato che secondo loro i lettori hanno già tutte le informazioni necessarie all'interno dei due quotidiani nazionali. Internet però comincia a essere sempre più diffuso e non è un caso che di pari passo aumentino anche i tentativi di lasciare l'isola: chi riesce a scoprire come si vive in Occidente, con libertà di pensiero e senza carestie, è disposto a mettere a rischio la propria vita in una barca traballante nell'oceano pur di tentare la fortuna altrove. Reportage di Andrea Indiano

Religioni

I cristiani di Cuba

Unica voce fuori dal coro che si riesce a trovate in tutta L'Avana, è quella dei cristiani. Costretti a nascondersi nei decenni passati dalle persecuzioni messe in atto dal regime socialista, di recente i cristiani hanno ottenuto la possibilità di pregare senza più nascondersi, anche se non tutto può essere fatto alla luce del sole per le decisioni passate di Fidel Castro. Nonostante fosse nato in una famiglia di cattolici ed avesse studiato dai Gesuiti, l'ex presidente si schierò da subito contro la Chiesa dopo la sua salita al potere. La presenza di un'altra dottrina, qualsiasi essa fosse, oltre a quella del socialismo non era accettata dal Lider Maximo. Reportage di Andrea Indiano

Politica

I dissidenti contro l’accordo tra Ue e Cuba

L’accordo di “cooperazione e dialogo” siglato lo scorso 12 dicembre a Bruxelles tra il ministro degli Esteri castrista, Bruno Rodríguez e l’Alto Commissario Ue per la politica estera e la sicurezza comune, Federica Mogherini, ha fatto infuriare non poco gli esiliati cubani - circa due milioni su una popolazione di dieci sono fuggiti dal 1959 ad oggi dall’Avana, soprattutto negli Stati Uniti ma molti anche in Canada ed Unione europea – per non dire dei dissidenti, oggi assai più perseguitati di quando, due anni fa, Barack Obama lanciò il suo appeasement verso la dittatura di Raúl Castro. Un cambiamento epocale verso un regime sempre più al collasso economico che, però, è servito a poco o nulla se è vero che, dal 2014, sono già stati oltre centomila i cubani a scegliere l’esilio.

Società

Essere gay a Cuba

Come ogni cliché che si rispetti, in una nazione caraibica come Cuba non possono mancare locali e feste in strada. La musica è onnipresente nelle strade di L'Avana, ma di notte le poche discoteche presenti sono affollate dai turisti, mentre i cubani cercano qualcuno che gli paghi l'entrata. Il turismo sessuale continua a essere una pratica diffusa, sfruttata purtroppo dagli stessi abitanti dato che non è difficile trovare nelle vie di L'Avana Vecchia un cubano pronto a vendere una ragazza per un giorno intero a pochi pesos. Ai visitatori dell'isola non interessati a questo tipo di offerta, non si può dire che Cuba offra molto. Video di Andrea Indiano

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