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Società

Angeles City, figli del turismo sessuale

La pelle un po' più chiara. Gli occhi occidentali. I capelli biondi o rossi. Sono i figli di nessuno. O meglio, un padre c'è. Ma alcuni non lo hanno mai conosciuto. Altri lo hanno visto solo in una foto sbiadita recuperata chissà dove. Siamo ad Angeles City, nome di origine spagnola che per un curioso e triste destino sarebbe la “città degli angeli”, ottantacinque chilometri a nord-ovest di Manila, nelle Filippine. Un posto dove non c'è nulla di interessante da vedere, ma ogni anno si riempe di centinaia di migliaia di “turisti” maschili. Hotel a cinque stelle, piscine, bordelli luminosi camuffati da disco pub e lusso da una parte. Dall'altra l'infelice quotidianità dell'infanzia negata, della povertà e della solitudine. Video di Roberto Di Matteo e Fabio Polese

Società

Alzheimer, quelli che restano (Documentario completo)

I sintomi della malattia di Alzheimer visti con gli occhi dei familiari, che giorno dopo giorno assistono inermi all'inesorabile dissoluzione di una vita.Tuttavia, da quei buchi vuoti di memoria, emergono amori invincibili. È l'amore di coloro che non dimenticano chi li ha già dimenticati. È l'amore di "quelli che restano".

Terrorismo

Fuggiti da Marawi

Gli scontri tra le forze speciali filippine impegnate sul campo per riprendere il controllo completo di Marawi - che secondo fonti governative dovrebbe arrivare a breve - e i miliziani dello Stato Islamico, hanno provocato, fino ad ora, oltre 700 morti e quasi 400mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Molte di queste hanno trovato rifugio nella vicina città di Iligan, che dista meno di quaranta chilometri dal conflitto, ed è diventata il quartier generale delle istituzioni per affrontare l’emergenza.“È successo tutto all’improvviso”, ci dice Marical, una ragazza di 34 anni ospite, insieme con altre mille persone, al Fisheries Evacuation Center. “Il 23 maggio Marawi si è riempita di uomini armati. Io ero fuori casa e non sapevo come rientrarci”, racconta mentre ha in braccio il suo bambino. “Non sapevo cosa fare. Riuscivo solo a piangere e pregare di rivedere la mia famiglia. Ero disperata. Dovevo rientrare per forza per allattare mio figlio”. Ad un certo punto, continua la giovane donna, “ho visto alcune persone in strada e gli ho chiesto se potevo andare nella mia abitazione. Mi hanno detto di sì, ma dovevo fare in fretta. Così mi sono fatta coraggio, sono andata di corsa, ho preso il mio bambino, qualche vestito per lui, mezzo sacco di riso e sono scappata fuori dalla città”. Anche Sulyman Abdullah, 33 anni, racconta la stesse cose: “Stavo dormendo insieme alla mia famiglia quando ho sentito degli spari e sono corso in strada. C'era molta gente che scappava e ho capito che il gruppo Maute stava prendendo il controllo”. REPORTAGE DI FABIO POLESE E GABRIELE ORLINI

Religioni

Cristiani senza paura

DA ILIGAN - Mentre in Siria ed Iraq lo Stato islamico sta subendo pesanti sconfitte, nell'isola di Mindanao, nelle Filippine del sud, le bandiere nere stanno avanzando, portando distruzione e terrore. Il terreno in queste zone è fertile. Da decenni, infatti, i ribelli musulmani richiedono l'autonomia da Manila. Ma se prima la loro battaglia è stata condotta solo contro il governo, negli ultimi anni alcuni gruppi si sono avvicinati ai tagliagole jihadisti. Con l'obiettivo di creare il primo Califfato nel sud-est asiatico, i miliziani del Maute ed Abu Sayyaf, considerati la costola filippina dell'ISIS, il 23 maggio scorso hanno avviato l'assedio della città di Marawi, capoluogo della provincia di Lanao del Sur. Oggi, dopo quasi cinque mesi di scontri e bombardamenti, l'esercito di Rodrigo Duterte non è riuscito ancora a riprendere completamente il controllo. Fino ad ora le violenze hanno causato la morte di oltre 700 persone e quasi 400mila sfollati. REPORTAGE DI GABRIELE ORLINI E FABIO POLESE

Società

Alzheimer precoce, quei sintomi che riscrivono un amore (Documentario 2/3)

"Ma tu chi sei?". Una domanda, l'inizio di un percorso duro e crudele dentro l'abisso dell'Alzheimer. Giovanni racconta la malattia della moglie, l'incredulità davanti ai primi sintomi, i "voglio andare a casa", il wandering notturno, e la ricerca di aiuto nei gruppi di condivisione.Il 21 settembre 2017 è la XXIV Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Vogliamo quindi puntare i riflettori su questo tragico male e in particolare sulle difficoltà di chi resta al fianco dei propri cari ammalati.

Religioni

Schiavi perchè Cristiani

Inside Over sono alla prima periferia di Lahore nella fabbrica di mattoni dove i cristiani lavorano dall'alba al tramonto in condizioni di semi schiavitù. Lo sforzo disumano, i soprusi quotidiani all'interno di queste fabbriche fanno parlare di vera e propria apartheid ai danni della minoranza cristiana in Pakistan.Servizio di Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini

Politica

Continua la crisi del Venezuela

Come può il Venezuela avere il salario minimo più basso di tutta l’America latina, introdurre unatessera per razionare gli acquisti di beni alimentari a causa della scarsità dei prodotti e, al contempo, registrare l’inflazione più alta al mondo?

Società

Alzheimer, un amore che resiste alla malattia (Documentario 3/3)

Una storia di malattia, di paura, di rabbia, ma anche di speranza, pazienza, tenerezza. La vita di Lorena a fianco del marito malato di Alzheimer.Il 21 settembre 2017 è la XXIV Giornata Mondiale dell'Alzheimer. Vogliamo quindi puntare i riflettori su questo tragico male e in particolare sulle difficoltà di chi resta vicino ai propri cari ammalati.

Società

È guerra di ciak su Chavez

Una guerra a suon di ciak cinematografici. Già perché per una serie televisiva non gradita a volte si può scatenare un vero e proprio inferno, soprattutto se si è in Venezuela.Sony Pictures ha infatti osato produrre una serie sulla vita del de cuius più noto del Venezuela. Titolo? El Comandante, come tutti chiamavano Hugo Rafael Chávez Frías quando decideva i destini del Venezuela e finanziava a suon di petrodollari la sinistra latinoamericana.In 60 episodi di un’ora ciascuno - un po' come era successo in un’altra serie famosa, quella dedicata al narco boss Pablo Escobar - Sony racconta la vita intera di Chávez, dall’infanzia, passando per l’adolescenza e poi alla politica. Paradosso vuole che ad interpretare il ruolo dell’ex presidente venezuelano sia quel Andrés Parra che aveva incarnato Escobar nella serie realizzata dalla tv colombiana RCN.

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