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Migrazioni

Il cacciatore di migranti

Per Gli occhi della Guerra Eleonora Vio e Costanza Spocci sono andate in Ungheria, al confine con la Serbia dove il governo ungherese ha costruito un muro anti- migranti. Il sindaco di Assotthalom, Laszlo Toroczkai, ha istituito un corpo di guardie civili che hanno il compito di affiancare la polizia nella caccia dei migranti che ogni giorno riescono a superare il muro illegalmente. Questo è quanto hanno visto.

Ambiente

Bombe inesplose nel cuore della Ue

A 99 anni di tempo dalla fine della Prima guerra mondiale, nel cuore della Francia giacciono ancora centinaia di migliaia di bombe e colpi d'artiglieria inesplosi. Gli ordigni della Grande Guerra inquinano ancora i boschi attorno a Verdun, dove persino i campi coltivati sono impregnati dei gas tossici in dotazione agli eserciti del tempo. Servizio di Giovanni Masini, montaggio di Roberto Di Matteo. Riprese con il drone di Noè Devey

War

Under Ukrainian Bombings

At around nine in the evening, we put on our helmets and bullet proof vests to go out on patrol towards the remaining trenches. The route is very short. We walk in pitch black, tripping over the rubble, taking the dug-out path in single file. We hear the bullets whistling past our heads while the militiamen next to us repeatedly recite their litany. “No lights, sniper, no lights”. We reach a sort of observatory, on the first floor of a rundown building. The scene we are faced with is both wonderful and terrifying: the entire horizon before us is lit up to daylight by endless bursts of lightning. They look like fireworks but obviously they are something else: a blazing shower of bombs falling ceaselessly on the tragically torn area of Donbass .When at war, the black of night is a strange travelling companion. Soldiers love darkness because it protects them from enemy eyes. But at the same time they fear it: anything can surface from obscurity, and in general it is nothing good.  The blackness was unexpectedly slashed open at fourteen minutes past ten at night, as we sat at the garrison desk, interviewing one of the militiamen. All of a sudden the air was pierced by an extremely powerful hiss. We saw the face of the boy opposite us distorted into an indescribable grimace of terror.  We jumped to our feet and lunged over the bunker threshold. As we toppled down the concrete stairs, an unimaginable blast pounded our ears. The air moved bringing with it a powerful shower of incandescent shrapnel.

Società

L’abisso dell’eroina in Pakistan

Con Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini Gli Occhi della Guerra sono andati a Lahore, la capitale del Pakistan per indagare un aspetto del paese che forse non tutti conoscono: la terribile piaga della dipendenza da eroina. Il paese asiatico vanta infatti l'agghiacciante primato di essere il primo paese al mondo per consumo di eroina: 800mila tossicodipendenti e 44 tonnellate di sostanza. Con i nostri reporter siamo andati a guardare nell'abisso, abbiamo visto da vicino la vita degli ultimi, dei figli di un dio minore il cui unico scopo è quello di continuare a drogarsi. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto).

Società

Pakistan, viaggio nella comunità Lgbt

C'è un Pakistan che non ti aspetti fatto di contraddizioni e incongruenze; un Pakistan non visibile ai più che si nasconde dietro i muri di palazzi anonimi nella periferia della capitale. E' il Pakistan della comunità Lgbt. In Pakistan la comunità LGBT comprende dalle 350 alle 500 mila persone e se, formalmente, in i transessuali godono di maggiori diritti rispetto a molti altri Paesi al mondo, nei fatti, sono vittime di pregiudizi e discriminazione. Per Gli Occhi della Guerra Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini raccontano un Pakistan inedito, tra stigmatizzazioni e contraddizioni. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto)

Religioni

Quelle feste cristiane nel mirino dei terroristi

Siamo a Lahore, la capitale del Pakistan. Qui nel 2016 il giorno di Pasqua si è consumata una delle stragi più efferate che abbiano colpito il Paese. Un kamikaze si fa esplodere all'interno del parco di divertimento Gulshan e Iqbal Park e le vittime, 70, sono soprattutto donne e bambini. Per Gli Occhi della Guerra Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini sono a Lahore esattamente un anno dopo la tragedia per vedere come la comunità cristiana si prepara alla Pasqua. L'allerta è massima e la veglia pasquale ha inizio: centinaia di lumini riempiono le navate della cattedrale ma, intorno, ci sono poliziotti in borghese. Sono tutti musulmani a difesa della comunità cristiana. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto

Religioni

La notte mistica dei sufi pakistani

Il sufismo è la branca dell'Islam che aspira a realizzare sin dalla vita terrena la presenza di Dio nell'uomo. E' considerato il ramo mistico dell'Islam: per arrivare al divino i sufi professano la poesia, l'arte, la danza. Non odiano gli "infedeli" e non credono nelle divisioni tra sunniti e sciiti. E' per questa ragione che i sufi sono perseguitati dagli estremisti musulmani: dal 2005 ad oggi oltre 200 sufi sono stati uccisi dai gruppi fondamentalisti islamici. Per Gli Occhi della Guerra Daniele Bellocchio e Marco Gualazzini sono andati a Lahore, per conoscere da vicino questo ramo mistico dell'Islam che tra romitismo e danze sfrenate ed estasi professa l'armonia tra gli uomini. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto).

Società

La lotta kushti sotto il mirini dei talebani

Gli Occhi della Guerra sono andati in Pakistan per scoprire un'antica arte sportiva diffusa in India, Pakistan e Bangladesh. E' La lotta kushti: chiamata anche wrestling indiano, questa antica disciplina è una commistione di sport, lotta, arte, religiosità e credenze. Tra amore del corpo e rispetto dell'avversario (sono vietati calci e pugni), questa disciplina è anche un'allegoria della cultura dell'incontro. Ed è proprio per questo la lotta kutshti è nel mirino dei talebani pakistani perché i lottatori sono quasi nudi e questo, secondo gli estremisti, va contro i principi dell'Islam. Per questo gli incontri avvengono alla presenza della polizia che vigila sull'incolumità degli sportivi e del pubblico. Montaggio di Roberto Di Matteo (Bobomatto)

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