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Società

L’ospedale di Atene che cura chi ha perso tutto

Da Atene. Un rapido sguardo per controllare che la telecamera sia spenta, poi le mani si tuffano nella borsa per stivare i pannolini e il latte in polvere donato dai volontari. Lo sguardo stanco di Eugenia è lo stesso di tantissime madri che la Grecia non hanno più soldi per pagare il necessario ai propri bambini. Gli omogeneizzati, gli occhiali, le vaccinazioni. Quando la crisi economica morde e le forze vengono meno, le donne come Eugenia vengono alla Clinica della comunità metropolitana di Atene. Un ospedale di volontari alla periferia della capitale per assicurare cure gratuite a chi è stato lasciato senza niente dalle politiche di austerity che da anni devastano la Grecia. A due passi da un luogo simbolo della città, l'aeroporto Hellinikon – ora abbandonato e riconvertito in un sordido campo di accoglienza per migranti – sorge un piccolo poliambulatorio che per moltissimi ateniesi è ormai un sostegno imprescindibile.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

I migranti che sfamano i greci

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

Life Jackets

Nella primavera del 2017 abbiamo raccontato gli sbarchi dei migranti sulle coste greche di Lesbo e di Chios. Abbiamo voluto vedere entrambi i lati del fenomeno migratorio in questo paese: quello dei profughi, delle loro condizioni e di come vivono, e quello della popolazione greca, schiacciata dalla crisi e sempre più insofferente verso gli immigrati in continuo arrivo. Sullo sfondo prosegue l'attività delle ONG, che però spesso lucrano sopra al traffico dei migranti.

Migrazioni

Europa egoista: scarica i migranti sulla Grecia

Sono oltre 64.000 i migranti bloccati in Grecia dal trattato di Dublino III: non possono proseguire verso l'Europa, non possono tornare in Turchia. Ma in un Paese allo stremo a causa della crisi economica, gli avanzi di cibo dei campi profughi vengono raccolti dai senzatetto greci.Montaggio di Roberto Di Matteo

Società

Grecia: la crisi triplica i senzatetto

Giovanni Masini è stato ad Atene per Gli occhi della Guerra e ha visto con i suoi occhi gli effetti della crisi economica. A partire dal 2011, la crisi ha gettato fuori di casa migliaia di Greci. Ma la defenestrazione è doppia: quasi sempre, chi viene lasciato fuori dalla propria abitazione risulta escluso anche dalla vita civile, con pochissime possibilità di rientrarvi. i senza fissa dimora non se la passavano bene nemmeno prima dell'inizio della bufera, ma una ricchezza più diffusa faceva sì che le relazioni sociali supplissero alle mancanze dello Stato. Chi perdeva il lavoro poteva sempre contare su un amico o un parente pronto ad aprire la porta. Ora che la disoccupazione è arrivata al 23% (sono dati ufficiali, ma c'è da temere che le cifre reali siano molto più alte, ndr), anche gli aiuti fra conoscenti sono più difficili. Montaggio di Roberto Di Matteo

Migrazioni

Bimbi che si prostituiscono ad Atene

Sono diverse centinaia i migranti minorenni che si prostituiscono per le strade di Atene. Bimbi e adolescenti in viaggio senza la famiglia che sono disperati e pronti a tutto pur di racimolare qualche euro per lasciare il Paese clandestinamente e proseguire nel proprio cammino.Montaggio di Roberto Di Matteo

Società

Gli ospedali greci senza medicine

Nella Grecia della crisi, gli ospedali del Paese non sono più in grado di offrire i servizi sanitari di base. I pazienti devono portarsi disinfettanti e coperte da casa e il 10% dei ricoverati è a rischio di contrarre infezioni potenzialmente fatali. L'unica soluzione è rivolgersi alle strutture private, ma così i poveri vengono condannate a morte. Montaggio di Roberto Di Matteo

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