Nagorno Karabakh, la guerra scongelata

La storia della terra caucasica é quella di un conflitto tra l’Armenia democratica e cristiana e l’Azerbaijan regime nelle mani della famiglia Aliyev dal ’69 e di fede islamica. La regione, con un’ ampia maggioranza di popolazione armena, era stata assegnata da Stalin all’Azerbaijan per creare una roccaforte della rivoluzione socialista nelle terre musulmane dell’impero sovietico. Coesistenza pacifica fino al 1988 tra le genti del Nagorno Karabakh, poi la popolazione incominciò a chiedere indipendenza e l’annessione con la Repubblica Armena. Baku da un lato a difendere il suo territorio, Yerevan dall’altro a sostenere il suo popolo, ed ecco che scoppiò la guerra che vide i volontari armeni trionfare contro le truppe azere nel 1994. Il bilancio finale fu di oltre 30mila morti, un accordo di pace mai siglato e un cessate il fuoco mai rispettato. Vent’anni dopo infatti nelle trincee e nei camminamenti tra Azerbaijan e Nagorno Karabakh ancora insiste il conflitto, e la ripresa più dura delle violenza dal ’94 ad oggi si è verificata proprio il 4 aprile 2016 con un’invasione azera a cui hanno fatto seguito quattro giorni di scontri, un’allerta che perdura ancor oggi e il timore tangibile che col domani, una concreta guerra, possa ritornare a infiammare la terra caucasica.

Montaggio di Giulia Bonaudi