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Guerra

Mosul, tra i cecchini che combattono l’Isis

MOSUL - I cadaveri dei miliziani jihadisti sono disseminati nella strada coperta da macerie. Un fuoco d’inferno li ha fatti a pezzi. Tutte e due le gambe di un seguace del Califfo sono volate via. L’ultimo corpo è disteso davanti all’ingresso della chiesa di Santa Maria del perpetuo soccorso, la prima ad essere liberata durante l’avanzata delle truppe irachene a Mosul ovest iniziata domenica. Sul muro accanto al portone è rimasta intatta una scritta perentoria in vernice nera: “Vietato entrare, ordine dello Stato islamico”.

MOSUL – I cadaveri dei miliziani jihadisti sono disseminati nella strada coperta da macerie. Un fuoco d’inferno li ha fatti a pezzi. Tutte e due le gambe di un seguace del Califfo sono volate via. L’ultimo corpo è disteso davanti all’ingresso della chiesa di Santa Maria del perpetuo soccorso, la prima ad essere liberata durante l’avanzata delle truppe irachene a Mosul ovest iniziata domenica. Sul muro accanto al portone è rimasta intatta una scritta perentoria in vernice nera: “Vietato entrare, ordine dello Stato islamico”.

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