Israele minaccia una risposta se il Regno Unito impone sanzioni sugli insediamenti illegali in Cisgiordania occupata.
Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato che nelle prossime settimane il Regno Unito introdurrà un pacchetto “completo” di misure contro gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.
“Questo governo non accetterà che la soluzione dei due Stati venga indebolita. Agiremo e nelle prossime settimane annuncerò un pacchetto completo di misure”, ha dichiarato Miliband, spiegando che Londra valuterà anche come impedire alle aziende britanniche di “finanziare, costruire o pubblicizzare nuovi insediamenti”.
Dura e immediata la risposta del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, che in un’intervista a Ynet ha avvertito: “Se la Gran Bretagna agisce contro Israele, Israele agirà contro la Gran Bretagna”. Sa’ar ha aggiunto che Israele dispone di “strumenti” per reagire a eventuali sanzioni britanniche: “Se commetteranno un errore, ci sarà una risposta”.
Ad agosto Israele ha indetto una gara d’appalto per la costruzione di circa 1.200 abitazioni negli insediamenti dell’area E1, una zona strategicamente importante a est di Gerusalemme.
Il progetto, che di fatto dividerebbe in due la Cisgiordania e isolerebbe Gerusalemme Est, ha suscitato un’ampia condanna internazionale.
Miliband ha definito il piano “il superamento di una linea rossa, poiché tagliano il cuore della Cisgiordania e rischiano di rendere insostenibile uno Stato palestinese”.
Gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati sono considerati illegali dal diritto internazionale.