Libano: Israele uccide 4 paramedici in triple tap
Il giorno dopo l’incontro tra gli ambasciatori libanesi e israeliani negli Stati Uniti per una possibile negoziazione, mercoledì 15 aprile l’IDF ha ucciso almeno 20 persone in Libano.
In particolare si segnalano attacchi contro il sistema sanitario libanese. Il 15 aprile, nel sud del Libano, Israele ha ucciso 4 paramedici intervenuti in soccorso dopo un raid a Mayfadoun, vicino a Nabatieh, e ha bombardato un centro per ambulanze a Tebnine.
A Nabatieh è stata documentata la dinamica del “triple tap”. I soccorritori stavano cercando di raggiungere i feriti di un raid quando le ambulanze sono state colpite in sequenza: la prima all’arrivo sul posto, la seconda durante il tentativo di soccorso, la terza poco dopo.
Un video condiviso il 15 aprile dalla Nabatieh Emergency Services mostra ripetuti attacchi sui paramedici libanesi a Nabatieh.
Almeno 4 paramedici sono stati uccisi e altri 6 feriti nel triple tap.
Nella stessa giornata, attacchi aerei israeliani hanno colpito anche un centro ambulanze e l’area dell’ospedale governativo di Tebnine, dove si è sviluppato un vasto incendio.
Secondo le autorità locali, l’ospedale era già stato oggetto di attacchi nei giorni precedenti.
Gli episodi del 15 aprile si inseriscono in un contesto più ampio di attacchi contro strutture mediche e personale sanitario in Libano.
Il 13 marzo, un bombardamento israeliano nel villaggio di Burj Qalaouiyah, nel distretto di Bint Jbeil, ha ucciso in un solo giorno 14 operatori sanitari — tra medici, infermieri e paramedici — mentre erano in servizio.
Secondo dati diffusi dalle autorità sanitarie libanesi, dal 2 marzo sono state colpite circa 136 strutture sanitarie, tra ospedali, centri medici e ambulanze.
Nello stesso periodo almeno 91 operatori sanitari sono stati uccisi e oltre 128 feriti.
Più di 5 ospedali sono stati evacuati e oltre 54 centri di assistenza sanitaria primaria sono stati costretti a chiudere.