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Libano: calciatore israeliano lancia granate su case, fifa in silenzio

In un video recentemente diffuso dal canale israeliano Channel 14, due soldati vengono ripresi mentre lanciano granate su abitazioni nel sud del Libano. Uno dei due soldati è stato identificato come il calciatore Menashe Zalka, 35 anni, capitano dell’Hapoel Hadera,...

In un video recentemente diffuso dal canale israeliano Channel 14, due soldati vengono ripresi mentre lanciano granate su abitazioni nel sud del Libano.

Uno dei due soldati è stato identificato come il calciatore Menashe Zalka, 35 anni, capitano dell’Hapoel Hadera, squadra della seconda divisione israeliana.

Zalka è anche un riservista dell’esercito israeliano, arruolato nella brigata dei paracadutisti.

Non è la prima volta che Zalka interrompe la carriera sportiva per partecipare ad attività militari: negli ultimi due anni ha infatti preso parte al genocidio di Gaza.

Secondo l’ex membro della Knesset Dov Lipman, il calciatore ha prestato servizio a Gaza come riservista “per centinaia di giorni dal 7 ottobre”.

La diffusione del video ha suscitato reazioni nel mondo del calcio, con richieste alla FIFA di intervenire.

Il 19 marzo il comitato disciplinare della FIFA ha ritenuto la Federazione calcistica israeliana (IFA) colpevole di “molteplici violazioni” degli obblighi antidiscriminatori ma senza attuare alcuna sospensione, nonostante le richieste dell’ONU, della Federazione calcistica palestinese (PFA) e di organizzazioni per i diritti umani.

Alla federazione israeliana è stata imposta solo una multa simbolica di 190.000 dollari per violazioni legate a discriminazione, fair play e comportamenti offensivi.

La decisione ( o meglio la mancanza di decisione) della FIFA è stata criticata da Amnesty International: “La FIFA non ha rispettato le proprie regole, violando apertamente il diritto internazionale. La Federazione calcistica israeliana contribuisce indirettamente a legittimare l’occupazione illegale di Israele e le gravi violazioni dei diritti umani commesse contro la popolazione palestinese”.

Da ottobre 2023 l’esercito israeliano ha ucciso 421 calciatori palestinesi a Gaza.

“La FIFA è a conoscenza del coinvolgimento dei giocatori israeliani in crimini di guerra, eppure non fa nulla”, ha scritto la giornalista sportiva Leyla Hamed: “Calciano un pallone nei fine settimana, commettono atrocità durante la settimana”.

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