Le proteste per il G7 di Evian

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Il vertice di quest’anno a Évian-les-Bains è sembrato l’ennesimo dispendio di denaro ed energie, capace di creare forti attriti locali a fronte di pochissime soluzioni concrete.

La vicina Svizzera si è trovata a gestire a proprie spese gran parte della sicurezza a causa dell’atterraggio delle delegazioni a Ginevra, subendo forti disagi logistici per una decisione presa unilateralmente dalla Francia.

Il malcontento è esploso anche in piazza, dove migliaia di persone hanno contestato non solo il vertice, ma l’idea stessa del mondo che il G7 rappresenta, unendo movimenti anticapitalisti, ambientali, femministi e di solidarietà internazionale. Le proteste sono poi degenerate in scontri e in una dura risposta della polizia.

A differenza dell’ONU, il G7 non è un’organizzazione internazionale formale, ma un club chiuso di pochi paesi industrializzati che assume decisioni globali senza rappresentare la maggioranza della popolazione mondiale: un sistema oligarchico che tutela gli interessi occidentali, mentre le emergenze climatiche, sociali e umanitarie del pianeta continuano a rimanere senza risposte.