La madre del ragazzo linciato a morte

Da Odessa. Elena Brazevksy ha cinquant’anni e vive a Odessa, dove insegna Storia medievale all’università. Da tre anni veste di nero: la data che le ha cambiato la vita, spezzandola in due, è il 2 maggio del 2014. Quando suo figlio Andrey, ventiseienne ingegnere informatico, è stato ucciso nel pogrom della Casa dei sindacati. La incontriamo in un caffè della città che si affaccia sul Mar Nero, dove arriva dopo un lungo e faticoso viaggio con i mezzi pubblici. Preferisce riceverci qui che in casa, dove sarebbe “troppo pericoloso”. Con voce flebile, ci racconta la propria tragedia personale.

Montaggio di Roberto Di Matteo