Il 23 settembre, a undici giorni dal primo turno delle presidenziali brasiliane, Meta disattiva la pagina Facebook del presidente Luiz Inácio Lula da Silva e l’account che paga le inserzioni della sua campagna. Un’avvocata boliviana sostiene di sapere chi c’è dietro.
Nadia Beller accusa il suo ex compagno Fernando Cerimedo, stratega politico argentino vicino alla destra radicale latinoamericana e spin doctor dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro, che ha lavorato anche alla campagna del presidente argentino Javier Milei.
Beller ha parlato al programma Ventana al Mundo della televisione pubblica messicana Canal 14. Ha raccontato che Cerimedo partecipa alla campagna di Flávio Bolsonaro, figlio di Jair e sfidante di Lula al ballottaggio del 25 ottobre, e che si vantava di avere contatti così influenti in Meta, la società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, da poter far rimuovere o riattivare qualsiasi pagina. Per lei non ci sono dubbi che il suo gruppo abbia avuto un ruolo nei blocchi agli account di Lula anche se non mostra prove dirette.
Tra il 9 e il 10 ottobre il profilo Instagram di Lula non ha potuto sponsorizzare contenuti. Il Tribunale superiore elettorale brasiliano ha chiesto spiegazioni a Meta, che parla di problemi tecnici e respinge le accuse di interferenza.
Beller accusa Cerimedo anche di aver tentato di farla uccidere. La notte del 17 agosto, a Santa Cruz, in Bolivia, due uomini vestiti da fattorini le hanno sparato tre colpi davanti a un hotel. Era incinta ed è sopravvissuta.
Cerimedo è stato arrestato poche ore dopo in aeroporto con l’accusa di essere il mandante ed è in carcere per tentato femminicidio. Cerimedo nega tutto, e la sua difesa sostiene che Beller abbia inscenato l’attacco. Per Beller, l’attentato serviva a impedirle di denunciare la corruzione nel governo boliviano, in cui Cerimedo era coinvolto.