Quattro soldati israeliani sono stati arrestati.
In Israele, i soldati non vengono arrestati per i crimini commessi.
Non per le violenze perpetrate contro la popolazione di Gaza né contro i palestinesi della Cisgiordania.
Sono stati invece arrestati per aver fatto un barbecue vicino alla loro base durante lo Shabbat. Secondo l’Halakhah, cioè la normativa religiosa ebraica tradizionale, cucinare e accendere un fuoco sono attività vietate durante lo Shabbat, che inizia al tramonto del venerdì e termina al tramonto del sabato.
I quattro, tutti medici soldati, sono stati processati e condannati a 21 giorni di carcere, poi ridotti a 14. Il loro reato è stato classificato come “danno all’ebraismo”.
Come riporta Haaretz, “negli ultimi anni Israele assomiglia sempre di più a uno Stato teocratico”, in cui la legge religiosa ebraica sostituisce o integra il diritto civile.
Non abbiamo visto la stessa fermezza — 14 giorni di carcere, addirittura — per i soldati coinvolti nel genocidio di Gaza. Non c’è prigione per omicidi e abusi commessi in Cisgiordania o in Libano.
C’è però una pena draconiana quando a essere violata non è la vita umana, ma la legge religiosa e lo Shabbat.