Israele è migliore di Netanyahu? Alle urne, il Likud resta il primo partito
Israele è migliore di Netanyahu, titolava il giorno delle elezioni il giornale israeliano Haaretz. Eppure, i risultati di queste elezioni fanno pensare esattamente l’opposto.
La popolazione israeliana ha scelto, ancora una volta Netanyahu. Non ha i numeri per la maggioranza assoluta di 61 seggi, certo. Ma il voto è chiaro: il Likud è il partito più votato e più scelto dagli israeliani.
Un dato cruciale perché queste elezioni non erano soltanto una sorta di referendum per confermare o mandare a casa (o chissà in prigione) Netanyahu.
Queste elezioni potevano essere viste anche come un referendum sul genocidio di Gaza, sulla pulizia etnica in Cisgiordania e sull’occupazione del Libano, della Siria e sulla guerra all’Iran.
Votare per Netanyahu equivale a dire: sì, avanti così.
E questo è stato scelto da molti israeliani.
Lo spoglio non è finito. E mancano ancora i voti dei soldati e dei riservisti al fronte. Né Netanyahu né Eisenkot arrivano a 61 seggi, quindi formare il governo sarà complicato.
Ma una cosa si vede già. Tantissimi israeliani hanno votato ancora per Netanyahu, dopo Gaza, la Cisgiordania, il Libano, l’Iran. Hanno scelto di continuare con la sua politica criminale.
E questo è un fatto. Fatto da ricordare, quando proveranno a dirci che la società israeliana non è Benjamin Netanyahu.