Israele è migliore di Ben Gvir titola il Foglio. Ma lo è davvero?
Oggi tutti puntano il dito contro Itamar Ben Gvir. La narrazione attuale dei media e dei politici è questa:
Il ministro israeliano Ben Gvir è un estremista da condannare. E in effetti lo è.
Accorgersene ora però, solleva dei dubbi sulle coscienze e sul modo di fare informazione.
Da anni Ben Gvir invoca il genocidio dei palestinesi, la protezione dei coloni violenti, l’annessione della Cisgiordania e ora anche del Libano.
Persino Netanyahu ha preso le distanze dal suo ministro. Proprio Netanyahu che lo ha voluto nel suo governo dal 2022 e che lo ha portato alla popolarità.
Le condanne dei media e dei politici, e la vergogna di Israele stesso, non sono per le violenze commesse, ovviamente. Ma piuttosto per il fatto che siano state sbandierate, ancora una volta, su tutti i social. E per il fatto che le vittime, stavolta, erano perlopiù bianchi e occidentali.
In quale altro Paese un ministro può sbandierare le violenze contro cittadini europei o di altri stati democratici?
Solo un Paese che sta compiendo un genocidio.
Itamar Ben Gvir fa parte di un sistema ben collaudato, fatto di suprematismo e fanatismo, che governa Israele da tempo.
Sono tre anni che vediamo il genocidio in diretta sui social. Ed è da anni che assistiamo alle violenze di Israele contro il popolo palestinese.
Ma ci indigniamo solo ora.
E questo è il vero potere della Flotilla. Puntare i fari sul popolo palestinese e su Gaza mentre i governi e i media occidentali cercano di trasformare l’apartheid e il genocidio in routine.
Onore alla Flotilla quindi e chi, come la nostra @Simona Losito, ha messo in gioco la propria incolummità per ricordare al mondo che Israele continua a uccidere, affamare, sfollare, torturare il popolo palestinese. E ora quello libanese.
Ora, non fateci credere che il problema di Israele sia Ben Gvir, punta dell’iceberg di un sistema basato sul razzismo, suprematismo e apartheid.