Il nuovo nazionalismo tedesco

Schnellroda è il villaggio in cui Kubistchek si è stabilito circa 20 anni fa insieme alla moglie. Allora il numero di abitanti era di 48 persone, oggi sono circa 200. I nuovi arrivati, tutti tedeschi, vivono e lavorano per la comunità (Gemeinschaft) che Kubitschek ha fondato. Circondata solo da boschi e da immense distese di prati vedi, dista una decina di kilometri dalla stazione ferroviaria più vicina. I navigatori satellitari non la segnalano, raggiungerla è difficile. Le strade, lunghe e silenziose, sono deserte. Una volta arrivati si nota subito come l’atmosfera sia profondamente tedesca e völkisch. Bandiere nero-rosso-oro e nero-bianco-rosso sventolano alte. Sui prati di fronte alle case è pieno di numerosi bimbi biondi, che giocano o si occupano degli animali: capre, anatre, conigli, galline. Appena veniamo notati ci viene incontro un bambino, biondissimo e con gli occhi azzurro intenso che, senza conoscerci, ci dà il benvenuto e si presenta. Ha 11 anni e si chiama Wieland, nome ripreso da una celebre saga germanica. Dopo averci invitato a seguirlo ci conduce nel giardino della casa più centrale, dove parte della comunità siede intorno ad un fuoco e banchetta con i propri prodotti: le proprie verdure, la propria carne, le proprie uova, il formaggio delle proprie capre. Reportage di Luca Steinmann.

Montaggio di Roberto Di Matteo