Il corridoio dell’inferno

Secondo le autorità messicane sono circa quattrocentomila i clandestini che ogni anno attraversano la frontiera fra la città guatemalteca di Tecun Uman e la gemella messicana di Tapachula. Secondo Amnesty International invece i migranti in transito in questo limbo di terra sono più di 700mila. Sono soprattutto persone che fuggono dalla zona conosciuta come “il Triangolo del Nord” (Honduras, El Salvador e Guatemala), area considerata fra le più violente del mondo al di fuori delle zone di guerra. Secondo le statistiche infatti, sui 30 milioni di abitanti, solo nel 2015 sono morte assassinate 17.500 persone, più che in Afghanistan, Siria e Iraq. La corruzione diffusa, il governo incapace di controllare il territorio e la forte presenza di gruppi criminali internazionali conosciuti come “maras”, hanno dato origine ad una escalation di violenza che ha spinto il 10% della popolazione a fuggire via dalla propria terra. A questi desperados, che stanno alimentando un esodo di massa senza precedenti, si sono affiancati nel corso degli anni anche migranti provenienti dai paesi caraibici, africani ed asiatici. Tutti sono mossi dalle più molteplici e disparate motivazioni ma hanno un’ambizione che li accomuna: inseguire il sogno americano. Reportage di Roberto Di Matteo