“Ci saremo in presenza di una minaccia o di un mandato”.
L’ICE potrebbe entrare nei seggi durante le midterm di novembre.
A dirlo è il Segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin, secondo cui gli agenti dell’immigrazione potrebbero intervenire in caso di una minaccia al seggio o per eseguire un mandato di arresto.
Il Dipartimento per la Sicurezza ha precisato che non sono previste operazioni mirate ai seggi e che ICE non sarà lì per pattugliare i luoghi di voto.
Ma la possibilità stessa di vedere agenti dell’immigrazione nei pressi dei seggi alimenta i timori di intimidazione degli elettori e di interferenze nel voto.
Il tema arriva in un momento particolarmente delicato per ICE, al centro di una massiccia campagna di controllo dell’immigrazione e già oggetto di forti critiche per le condizioni di detenzione.
Nel 2026, almeno 10 persone sono state uccise in sparatorie che hanno coinvolto agenti federali dell’immigrazione, secondo un conteggio del Guardian. Parallelamente, 57 persone sono morte mentre erano detenute da ICE dall’inizio del 2025.
Intanto, secondo quanto riportato da POLITICO, gli agenti stanno esaminando le liste elettorali statali per verificare se persone non cittadine abbiano votato nelle recenti elezioni.
L’amministrazione Trump ha fatto della presunta presenza di non cittadini nelle liste elettorali uno dei fronti della propria battaglia contro quella che definisce una “diffusa frode elettorale”.
Le dichiarazioni di Mullin fanno seguito alla minaccia, formulata a luglio, di sospendere i finanziamenti federali agli Stati che non avessero seguito le direttive del DHS sulle elezioni.
A poche settimane dalle midterm, il clima resta teso. Il governo assicura che ICE non prenderà di mira i seggi, ma il suo stesso Segretario ammette che gli agenti potrebbero entrarvi.