I bunker dell’Isis

Abu Saif (Mosul) – “Invaderemo Roma, se Allah vuole” è la scritta in nero del grande murales dipinto sottoterra in una galleria bunker dello Stato islamico vicino all’aeroporto di Mosul. Alla luce delle torce, a 25 metri di profondità, la minaccia all’Italia appare ancora più lugubre. Le bandiere nere lo hanno dipinto con colori sgargianti e velieri islamici che puntano la prua verso il nostro Paese. Nella vecchia galleria della ferrovia che portava da Mosul a Baghdad le truppe jihadiste hanno creato addirittura un campo di addestramento e indottrinamento. Poi diventato un bunker anti aereo per i comandanti del Califfato e le loro famiglie. L’ingresso è semi bloccato da detriti e sembra quasi di scendere in una grotta. Ad un tratto, alla fine della scarpata, si apre un’ampia galleria lunga 2 chilometri e avvolta dal buio.